{"id":12290,"date":"2022-02-11T17:34:32","date_gmt":"2022-02-11T16:34:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lucecristiana.it\/?post_type=raccolta&#038;p=12290"},"modified":"2026-02-15T14:42:02","modified_gmt":"2026-02-15T14:42:02","slug":"maria-donna-di-servizio","status":"publish","type":"testo","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/devozioni\/maria-donna-di-servizio\/","title":{"rendered":"Maria, donna di servizio"},"content":{"rendered":"<h2>Maria, donna di servizio<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare irriverente. E qualcuno avvertir\u00e0 perfino odore di sacrilegio. Non saprei bene se per l&#8217;impressione di vedere un appellativo cos\u00ec povero attribuito alla Regina degli Angeli e dei Santi, o per la scarsa considerazione verso la categoria di coloro che si guadagnano il pane faticando in casa d&#8217;altri.<\/p>\n<p>A dire il vero, anche il costume moderno ha ravvisato qualcosa di avvilente nel linguaggio antico: sicch\u00e9, invece che parlare di serva o persona di servizio, il vocabolario, passando attraverso la trafila lessicale di domestica o cameriera, si trastulla con termini pi\u00f9 alla moda, e parla di lavorante alla pari o, addirittura, di colf, che poi non \u00e8 altro che una sigla furbesca ricavata dalle iniziali di collaboratrice familiare.<\/p>\n<p>Eppure, quell&#8217;appellativo, Maria se 1&#8217;\u00e8 scelto da sola.<\/p>\n<p>Per ben due volte, infatti, nel Vangelo di Luca, lei si autodefinisce serva. La prima volta, quando, rispondendo all&#8217; angelo, gli offre il suo biglietto di visita: \u00abEccomi, sono la serva del Signore\u00bb. La seconda, quando nel Magnificat afferma che Dio \u00abha guardato l&#8217;umilt\u00e0 della sua serva\u00bb.<\/p>\n<p>Donna di servizio, dunque.<\/p>\n<p>A pieno titolo.<\/p>\n<p>Un titolo che lei si porta incorporato per diritto di nascita, e al quale sembra gelosamente tenerci come a un antico blasone nobiliare. Era o non era, se non proprio discendente come Giuseppe, almeno coinvolta con la \u00abcasa di Davide suo servo\u00bb? Un titolo che, per una specie di simmetria speculare, le fa riconoscere a colpo sicuro una pari qualifica professionale nel vecchio Simeone, e la induce a consegnare il bambino Ges\u00f9 nelle braccia di quel \u00abservo\u00bb, che ora pu\u00f2, finalmente, andarsene in pace.<\/p>\n<p>Un titolo che, durante il banchetto di Cana, visto che tra colleghi ci si intende meglio, l&#8217;autorizza a rivolgersi \u00abai servi\u00bb con quelle parole che, essendo rimaste un&#8217; esigente consegna anche per noi, sembrano un invito ad andarci a iscrivere tutti allo stesso sindacato: \u00abFate quello che vi dir\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Un titolo, insomma, che legittimerebbe la richiesta delle competenti organizzazioni per avere la Vergine Santa come protettrice di coloro che, pur con diversit\u00e0 di prestazioni, dalla governante alla baby-sitter, dalla nurse alla fantesca, con livrea o senza livrea, esprimono dei servizi alle dipendenze di una famiglia.<\/p>\n<p>Eppure, quell&#8217; appellativo, cos\u00ec autoreferenziato, non trova posto nelle litanie lauretane! Forse perch\u00e9, anche nella Chiesa, nonostante il gran parlare che se ne fa, l&#8217;idea del servizio evoca spettri di soggezione, allude a declassamenti di dignit\u00e0, e sottintende cali di rango, che sembrano incompatibili col prestigio della Madre di Dio. La qual cosa fa sospettare che perfino la diaconia della Vergine sia rimasta un concetto ornamentale che intride i nostri sospiri, e non un principio operativo che innerva la nostra esistenza.<\/p>\n<p>Santa Maria, serva del Signore, che ti sei consegnata anima e corpo a lui, e hai fatto l&#8217;ingresso nel suo casato come collaboratrice familiare della sua opera di salvezza, donna veramente alla pari, che la grazia ha introdotto nell&#8217;intimit\u00e0 trinitaria e ha reso scrigno delle confidenze divine, domestica del Regno, che hai interpretato il servizio non come riduzione di libert\u00e0, ma come appartenenza irreversibile alla stirpe di Dio, noi ti chiediamo di ammetterci alla scuola di quel diaconato permanente di cui ci sei stata impareggiabile maestra.<\/p>\n<p>Al contrario di te, facciamo fatica a metterci alle dipendenze di Dio, e stentiamo a capire che solo la resa incondizionata alla sua sovranit\u00e0 ci pu\u00f2 fornire l&#8217;alfabeto primordiale per la lettura di ogni altro umano servizio. L&#8217;affido nelle mani del Signore ci sembra un gioco d&#8217;azzardo. La sottomissione a lui, invece che collocarla in un quadro di alleanza bilaterale, la sentiamo come una variabile della schiavit\u00f9. Siamo gelosi, insomma, della nostra autonomia. E l&#8217;affermazione solenne che servire Dio significa regnare non ci persuade pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>Santa Maria, serva della Parola, serva a tal punto che, oltre ad ascoltarla e custodirla, l&#8217;hai accolta incarnata nel Cristo, aiutaci a mettere Ges\u00f9 al centro della nostra vita. Fa&#8217; che ne sperimentiamo le suggestioni segrete. Dacci una mano perch\u00e9 sappiamo essergli fedeli fino in fondo. Donaci la beatitudine di quei servi che egli, tornando nel cuore della notte, trover\u00e0 ancora svegli, e che, dopo essersi cinte le vesti, lui stesso far\u00e0 mettere a tavola e passer\u00e0 a servire.<\/p>\n<p>Fa&#8217; che il Vangelo diventi la norma ispiratrice di ogni nostra scelta quotidiana. Preservaci dalla tentazione di praticare sconti sulle sue esigenti richieste. Rendici capaci di obbedienze gaudiose. E metti, finalmente, le ali ai nostri piedi perch\u00e9 alla Parola possiamo rendere il servizio missionario dell&#8217; annuncio, fino agli estremi confini della terra. Santa Maria, serva del mondo, che, subito dopo esserti dichiarata ancella di Dio, sei corsa a farti ancella di Elisabetta, conferisci ai nostri passi la fretta premurosa con cui tu raggiungesti la citt\u00e0 di Giuda, simbolo di quel mondo di fronte al quale la Chiesa \u00e8 chiamata a cingersi il grembiule. Restituisci cadenze di gratuit\u00e0 al nostro servizio cos\u00ec spesso contaminato dalle scorie dell&#8217;asservimento. E fa&#8217; che le ombre del potere non si allunghino mai sui nostri offertori.<\/p>\n<p>Tu che hai sperimentato le tribolazioni dei poveri, aiutaci a mettere a loro disposizione la nostra vita, con i gesti discreti del silenzio e non con gli spot pubblicitari del protagonismo. Rendici consapevoli che, sotto le mentite spoglie degli affaticati e degli oppressi, si nasconde il Re. Apri il nostro cuore alle sofferenze dei fratelli. E perch\u00e9 possiamo essere pronti a intuirne le necessit\u00e0, donaci occhi gonfi di tenerezza e di speranza.<\/p>\n<p>Gli occhi che avesti tu, quel giorno. A Cana di Galilea.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":12251,"template":"","class_list":["post-12290","testo","type-testo","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/devozioni\/wp-json\/wp\/v2\/testo\/12290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/devozioni\/wp-json\/wp\/v2\/testo"}],"about":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/devozioni\/wp-json\/wp\/v2\/types\/testo"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/devozioni\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12251"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/devozioni\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}