{"id":596,"date":"2020-07-31T17:29:09","date_gmt":"2020-07-31T17:29:09","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=596"},"modified":"2022-04-22T13:52:13","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:13","slug":"articolo-terzo-le-sette-domande","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-quarta\/sezione-seconda-2\/articolo-terzo-le-sette-domande\/","title":{"rendered":"Articolo terzo &#8211; Le sette domande"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>ARTICOLO 3<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>LE SETTE DOMANDE<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2803<\/b><i> <\/i>Dopo averci messo alla presenza di Dio nostro Padre per adorarlo, amarlo, benedirlo, lo Spirito filiale fa salire dai nostri cuori sette domande, sette benedizioni. Le prime tre, pi\u00f9 teologali, ci attirano verso la gloria del Padre, le ultime quattro, come altrettante vie verso di lui, offrono alla sua grazia la nostra miseria. \u00ab L&#8217;abisso chiama l&#8217;abisso \u00bb (<i>Sal <\/i>42,8).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2804<\/b> Il primo gruppo di domande ci porta verso di lui, a lui: il <i>tuo <\/i>nome, il <i>tuo <\/i>regno, la <i>tua <\/i>volont\u00e0! \u00c8 proprio dell&#8217;amore pensare innanzi tutto a colui che si ama. In ognuna di queste tre petizioni noi non \u00ab ci \u00bb nominiamo, ma siamo presi dal \u00ab desiderio ardente \u00bb, dall&#8217;\u00ab angoscia \u00bb stessa del Figlio diletto per la gloria del Padre suo.<sup>55<\/sup> \u00ab Sia santificato [&#8230;]. Venga [&#8230;]. Sia fatta&#8230; \u00bb: queste tre suppliche sono gi\u00e0 esaudite nel sacrificio di Cristo Salvatore, ma sono ora rivolte, nella speranza, verso il compimento finale, in quanto Dio non \u00e8 ancora tutto in tutti.<sup>56<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2805<\/b> Il secondo gruppo di domande si snoda con il movimento di certe epiclesi eucaristiche: \u00e8 offerta delle nostre attese e attira lo sguardo del Padre delle misericordie. Sale da noi e ci riguarda, adesso, in questo mondo: \u00ab Dac<i>ci<\/i> [&#8230;]; rimetti a <i>noi<\/i> [&#8230;]; non <i>ci <\/i>indurre [&#8230;]; libera<i>ci<\/i> \u00bb. La quarta e la quinta domanda riguardano la nostra vita in quanto tale, sia per sostenerla con il nutrimento, sia per guarirla dal peccato; le ultime due riguardano il nostro combattimento per la vittoria della vita, lo stesso combattimento della preghiera.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2806<\/b> Attraverso le prime tre domande veniamo rafforzati nella fede, colmati di speranza e infiammati di carit\u00e0. Creature e ancora peccatori, dobbiamo supplicare per noi, quel \u00ab noi \u00bb a misura del mondo e della storia, che offriamo all&#8217;amore senza misura del nostro Dio. Infatti \u00e8 per mezzo del nome del suo Cristo e mediante il regno del suo Santo Spirito che il Padre nostro realizza il suo disegno di salvezza per noi e per il mondo intero.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. \u00ab Sia santificato il tuo nome \u00bb\"><\/a>I. \u00ab Sia santificato il tuo nome \u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><strong>2807<\/strong> Il termine \u00ab santificare \u00bb qui va inteso non gi\u00e0 nel suo senso causativo (Dio solo santifica, rende santo), ma piuttosto nel suo senso estimativo: riconoscere come santo, trattare in una maniera santa. Per questo, nell&#8217;adorazione, tale invocazione talvolta \u00e8 sentita come una lode e un&#8217;azione di grazie.<sup>57<\/sup> Ma questa petizione ci \u00e8 insegnata da Ges\u00f9 come un ottativo: una domanda, un desiderio e un&#8217;attesa in cui sono impegnati Dio e l&#8217;uomo. Fin dalla prima domanda al Padre nostro, siamo immersi nell&#8217;intimo mistero della sua divinit\u00e0 e nel dramma della salvezza della nostra umanit\u00e0. Chiedergli che il suo nome sia santificato ci coinvolge nel disegno che egli \u00ab nella sua benevolenza aveva [&#8230;] prestabilito \u00bb (<i>Ef <\/i>1,9), \u00ab per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carit\u00e0 \u00bb (<i>Ef <\/i>1,4).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2808<\/b> Nei momenti decisivi della sua Economia, Dio rivela il suo nome, ma lo rivela compiendo la sua opera. Questa per\u00f2 si realizza per noi e in noi solo se il suo nome da noi e in noi \u00e8 santificato.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2809<\/b> La santit\u00e0 di Dio \u00e8 il centro inaccessibile del suo mistero eterno. Ci\u00f2 che di esso \u00e8 manifestato nella creazione e nella storia, dalla Scrittura viene chiamato la <i>gloria<\/i>, l&#8217;irradiazione della sua maest\u00e0.<sup>58<\/sup> Creando l&#8217;uomo \u00ab a sua immagine e somiglianza \u00bb (<i>Gn <\/i>1,26), Dio lo corona di gloria,<sup>59<\/sup> ma l&#8217;uomo, peccando, viene privato \u00ab della gloria di Dio \u00bb.<sup>60<\/sup> Da allora, Dio manifesta la propria santit\u00e0 rivelando e donando il proprio nome per restaurare l&#8217;uomo \u00ab a immagine del suo Creatore \u00bb (<i>Col <\/i>3,10).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2810<\/b> Nella Promessa fatta ad Abramo e nel giuramento che l&#8217;accompagna,<sup>61<\/sup> Dio si impegna personalmente ma senza svelare il proprio nome. Incomincia a rivelarlo a Mos\u00e8<sup>62<\/sup> e lo manifesta agli occhi di tutto il popolo salvandolo dagli Egiziani: \u00ab Ha mirabilmente trionfato \u00bb (<i>Es <\/i>15,1). Dopo l&#8217;Alleanza del Sinai, questo popolo \u00e8 \u00ab suo \u00bb e deve essere una \u00ab nazione santa \u00bb (o consacrata, poich\u00e9 in ebraico \u00e8 la stessa parola),<sup>63<\/sup> perch\u00e9 il nome di Dio abita in mezzo ad essa.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2811<\/b> Ma, nonostante la Legge santa che il Dio Santo<sup>64<\/sup> gli d\u00e0 e torna a dargli, e bench\u00e9 il Signore, \u00ab per riguardo al suo nome \u00bb, usi pazienza, il popolo si allontana dal Santo d&#8217;Israele e \u00ab profana il suo nome in mezzo alle nazioni \u00bb.<sup>65<\/sup> Per questo i giusti dell&#8217;Antica Alleanza, i poveri tornati dall&#8217;esilio e i profeti sono stati infiammati dalla passione per il suo nome.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2812<\/b> Infine, \u00e8 in Ges\u00f9 che il nome del Dio Santo ci viene rivelato e donato, nella carne, come Salvatore:<sup>66<\/sup> rivelato da ci\u00f2 che egli \u00c8, dalla sua parola e dal suo sacrificio.<sup>67<\/sup> \u00c8 il cuore della sua preghiera sacerdotale: Padre santo, \u00ab per loro io consacro me stesso; perch\u00e9 siano anch&#8217;essi consacrati nella verit\u00e0 \u00bb (<i>Gv <\/i>17,19). \u00c8 perch\u00e9 egli stesso \u00ab santifica \u00bb il suo nome<sup>68<\/sup> che Ges\u00f9 \u00ab ci fa conoscere \u00bb il nome del Padre.<sup>69<\/sup> Compiuta la sua pasqua, il Padre gli d\u00e0 il nome che \u00e8 al di sopra di ogni altro nome: Ges\u00f9 \u00e8 il Signore a gloria di Dio Padre.<sup>70<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2813<\/b> Nell&#8217;acqua del Battesimo siamo stati \u00ab lavati [&#8230;], santificati [&#8230;], giustificati nel nome del Signore Ges\u00f9 Cristo e nello Spirito del nostro Dio \u00bb (<i>1 Cor <\/i>6,11). Lungo tutta la nostra vita il Padre nostro ci chiama \u00ab alla santificazione \u00bb (<i>1 Ts <\/i>4,7), e, poich\u00e9 \u00e8 per lui che noi siamo \u00ab in Cristo Ges\u00f9, il quale [&#8230;] \u00e8 diventato per noi santificazione \u00bb (<i>1 Cor <\/i>1,30), riguarda la sua gloria e la nostra vita che il suo nome sia santificato in noi e da noi. Sta qui l&#8217;urgenza della nostra prima domanda.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Chi potrebbe santificare Dio, giacch\u00e9 \u00e8 lui che santifica? Ma traendo ispirazione da queste parole: &#8220;Siate santi, perch\u00e9 io sono santo&#8221; (<i>Lv <\/i>11,44), noi chiediamo che, santificati dal Battesimo, possiamo perseverare in ci\u00f2 che abbiamo incominciato ad essere. E lo chiediamo ogni giorno, perch\u00e9 ogni giorno ci lasciamo sedurre dal male, e perci\u00f2 dobbiamo purificarci dai nostri peccati con una purificazione incessantemente ricominciata [&#8230;]. Ricorriamo, dunque, alla preghiera perch\u00e9 la santit\u00e0 dimori in noi \u00bb.<sup>71<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2814<\/b> Dipende inseparabilmente dalla nostra <i>vita <\/i>e dalla nostra <i>preghiera <\/i>che il suo nome sia santificato tra le nazioni:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Chiediamo a Dio di santificare il suo nome, perch\u00e9 \u00e8 mediante la santit\u00e0 che egli salva e santifica tutta la creazione. [&#8230;] Si tratta del nome che d\u00e0 la salvezza al mondo perduto, ma domandiamo che il nome di Dio sia santificato in noi <i>dalla nostra vita<\/i>. Infatti, se viviamo con rettitudine, il nome divino \u00e8 benedetto; ma se viviamo nella disonest\u00e0, il nome divino \u00e8 bestemmiato, secondo quanto dice l&#8217;Apostolo: &#8220;Il nome di Dio \u00e8 bestemmiato per causa vostra tra i pagani&#8221; (<i>Rm <\/i>2,24).<sup>72<\/sup> Noi, dunque, preghiamo per meritare di essere santi come \u00e8 santo il nome del nostro Dio \u00bb.<sup>73<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Quando diciamo: &#8220;Sia santificato il tuo nome&#8221;, chiediamo che venga santificato in noi, che siamo in lui, ma anche negli altri che non si sono ancora lasciati raggiungere dalla grazia di Dio; ci\u00f2 per conformarci al precetto che ci obbliga a <i>pregare per tutti<\/i>, perfino per i nostri nemici. Ecco perch\u00e9 non diciamo espressamente: il tuo nome sia santificato in noi; non lo diciamo perch\u00e9 chiediamo che sia santificato in tutti gli uomini \u00bb.<sup>74<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2815<\/b> Questa domanda, che le compendia tutte, \u00e8 esaudita attraverso la <i>preghiera di Cristo<\/i>, come le sei domande successive. La preghiera al Padre nostro \u00e8 preghiera nostra se si prega <i>nel nome<\/i> di Ges\u00f9.<sup>75<\/sup> Ges\u00f9 nella sua preghiera sacerdotale chiede: \u00ab Padre Santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato \u00bb (<i>Gv <\/i>17,11).<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. \u00ab Venga il tuo regno \u00bb\"><\/a>II. \u00ab Venga il tuo regno \u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2816<\/b> Nel Nuovo Testamento la parola <span style=\"font-family: WP Greek Century;\">$&#8221;F48,\\&#8221;<\/span> pu\u00f2 essere tradotta con \u00ab regalit\u00e0 \u00bb (nome astratto), \u00ab regno \u00bb (nome concreto) oppure \u00ab signoria \u00bb (nome d&#8217;azione). Il regno di Dio \u00e8 prima di noi. Si \u00e8 avvicinato nel Verbo incarnato, viene annunciato in tutto il Vangelo, \u00e8 venuto nella morte e risurrezione di Cristo. Il regno di Dio viene fin dalla santa Cena e nell&#8217;Eucaristia, esso \u00e8 in mezzo a noi. Il Regno verr\u00e0 nella gloria allorch\u00e9 Cristo lo consegner\u00e0 al Padre suo:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab \u00c8 anche possibile che il regno di Dio significhi Cristo in persona, lui che invochiamo con i nostri desideri tutti i giorni, lui di cui bramiamo affrettare la venuta con la nostra attesa. Come egli \u00e8 la nostra risurrezione, perch\u00e9 in lui risuscitiamo, cos\u00ec pu\u00f2 essere il regno di Dio, perch\u00e9 in lui regneremo \u00bb.<sup>76<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2817<\/b> Questa richiesta \u00e8 il \u00ab <i>Marana tha<\/i> \u00bb, il grido dello Spirito e della Sposa: \u00ab Vieni, Signore Ges\u00f9 \u00bb.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Anche se questa preghiera non ci avesse imposto il dovere di chiedere l&#8217;avvento del Regno, noi avremmo, con incontenibile spontaneit\u00e0, lanciato questo grido, bruciati dalla fretta di andare ad abbracciare ci\u00f2 che forma l&#8217;oggetto delle nostre speranze. Le anime dei martiri, sotto l&#8217;altare, invocano il Signore gridando a gran voce: &#8220;Fino a quando, Sovrano, non vendicherai il nostro sangue sopra gli abitanti della terra?&#8221; (<i>Ap <\/i>6,10). A loro, in realt\u00e0, dev&#8217;essere fatta giustizia, alla fine dei tempi. Signore, affretta, dunque, la venuta del tuo regno! \u00bb.<sup>77<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2818<\/b> Nella Preghiera del Signore si tratta principalmente della venuta finale del regno di Dio con il ritorno di Cristo.<sup>78<\/sup> Questo desiderio non distoglie per\u00f2 la Chiesa dalla sua missione in questo mondo, anzi, la impegna maggiormente. Infatti, dopo la pentecoste, la venuta del Regno \u00e8 opera dello Spirito del Signore, inviato \u00ab a perfezionare la sua opera nel mondo e compiere ogni santificazione \u00bb.<sup>79<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2819<\/b> \u00ab Il regno di Dio [&#8230;] \u00e8 giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo \u00bb (<i>Rm <\/i>14,17). Gli ultimi tempi, nei quali siamo, sono i tempi dell&#8217;effusione dello Spirito Santo. Pertanto \u00e8 ingaggiato un combattimento decisivo tra \u00ab la carne \u00bb e lo Spirito:<sup>80<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Solo un cuore puro pu\u00f2 dire senza trepidazione alcuna: &#8220;Venga il tuo regno&#8221;. Bisogna essere stati alla scuola di Paolo per dire: &#8220;Non regni pi\u00f9 dunque il peccato nel nostro corpo mortale&#8221; (<i>Rm <\/i>6,12). Colui che nelle azioni, nei pensieri, nelle parole si conserva puro, pu\u00f2 dire a Dio: &#8220;Venga il tuo regno!&#8221; \u00bb.<sup>81<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2820<\/b> Con un discernimento secondo lo Spirito, i cristiani devono distinguere tra la crescita del regno di Dio e il progresso della cultura e della societ\u00e0 in cui sono inseriti. Tale distinzione non \u00e8 una separazione. La vocazione dell&#8217;uomo alla vita eterna non annulla ma rende pi\u00f9 imperioso il dovere di utilizzare le energie e i mezzi ricevuti dal Creatore per servire in questo mondo la giustizia e la pace.<sup>82<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2821<\/b> Questa domanda \u00e8 assunta ed esaudita nella preghiera di Ges\u00f9,<sup>83<\/sup> presente ed efficace nell&#8217;Eucaristia; produce il suo frutto nella vita nuova secondo le beatitudini.<sup>84<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. \u00ab Sia fatta la tua volont\u00e0 come in cielo cos\u00ec in terra \u00bb\"><\/a>III. \u00ab Sia fatta la tua volont\u00e0 come in cielo cos\u00ec in terra \u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2822<\/b> La volont\u00e0 del Padre nostro \u00e8 \u00ab che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verit\u00e0 \u00bb (<i>1 Tm <\/i>2,4). Egli \u00ab usa pazienza [&#8230;], non volendo che alcuno perisca \u00bb (<i>2 Pt <\/i>3,9).<sup>85<\/sup> Il suo comandamento, che compendia tutti gli altri e ci manifesta la sua volont\u00e0, \u00e8 che ci amiamo gli uni gli altri, come egli ci ha amato.<sup>86<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2823<\/b> \u00ab Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volont\u00e0, secondo quanto, nella sua benevolenza, aveva [&#8230;] prestabilito [&#8230;], il disegno cio\u00e8 di ricapitolare in Cristo tutte le cose [&#8230;]. In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volont\u00e0 \u00bb (<i>Ef <\/i>1,9-11). Noi chiediamo con insistenza che si realizzi pienamente questo disegno di benevolenza sulla terra, come gi\u00e0 \u00e8 realizzato in cielo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2824<\/b> \u00c8 in Cristo e mediante la sua volont\u00e0 umana che la volont\u00e0 del Padre \u00e8 stata compiuta perfettamente e una volta per tutte. Ges\u00f9, entrando in questo mondo, ha detto: \u00ab Ecco, io vengo, [&#8230;] per fare, o Dio, la tua volont\u00e0 \u00bb (<i>Eb <\/i>10,7).<sup>87<\/sup> Solo Ges\u00f9 pu\u00f2 affermare: \u00ab Io faccio sempre le cose che gli sono gradite \u00bb (<i>Gv <\/i>8,29). Nella preghiera della sua agonia, egli acconsente totalmente alla volont\u00e0 del Padre: \u00ab Non sia fatta la mia, ma la tua volont\u00e0! \u00bb (<i>Lc <\/i>22,42).<sup>88<\/sup> Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9 \u00ab ha dato se stesso per i nostri peccati [&#8230;] secondo la volont\u00e0 di Dio \u00bb (<i>Gal <\/i>1,4). \u00ab \u00c8 appunto per quella volont\u00e0 che noi siamo stati santificati, per mezzo dell&#8217;offerta del corpo di Ges\u00f9 Cristo \u00bb (<i>Eb <\/i>10,10).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2825<\/b> Ges\u00f9, \u00ab pur essendo Figlio, impar\u00f2 tuttavia l&#8217;obbedienza dalle cose che pat\u00ec \u00bb (<i>Eb <\/i>5,8); a maggior ragione, noi, creature e peccatori, diventati in lui figli di adozione. Noi chiediamo al Padre nostro di unire la nostra volont\u00e0 a quella del Figlio suo per compiere la sua volont\u00e0, il suo disegno di salvezza per la vita del mondo. Noi siamo radicalmente incapaci di ci\u00f2, ma, uniti a Ges\u00f9 e con la potenza del suo Santo Spirito, possiamo consegnare a lui la nostra volont\u00e0 e decidere di scegliere ci\u00f2 che sempre ha scelto il Figlio suo: fare ci\u00f2 che piace al Padre:<sup>89<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Aderendo a Cristo, possiamo diventare un solo Spirito con lui e cos\u00ec compiere la sua volont\u00e0; in tal modo essa sar\u00e0 fatta perfettamente in terra come in cielo \u00bb.<sup>90<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Considerate come [Ges\u00f9 Cristo] ci insegni ad essere umili, mostrandoci che la nostra virt\u00f9 non dipende soltanto dai nostri sforzi, ma anche dalla grazia di Dio. Egli comanda ad ogni fedele che prega, di farlo con respiro universale, cio\u00e8 per tutta la terra. Egli, infatti, non dice: &#8220;Sia fatta la tua volont\u00e0&#8221; in me o in voi, &#8220;ma in terra, su tutta la terra&#8221;; e ci\u00f2 perch\u00e9 dalla terra sia eliminato l&#8217;errore e sulla terra regni la verit\u00e0, sia distrutto il vizio, rifiorisca la virt\u00f9, e la terra non sia diversa dal cielo \u00bb.<sup>91<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2826<\/b> \u00c8 mediante la preghiera che possiamo discernere la volont\u00e0 di Dio<sup>92<\/sup> ed ottenere la costanza nel compierla.<sup>93<\/sup> Ges\u00f9 ci insegna che si entra nel regno dei cieli non a forza di parole, ma facendo \u00ab la volont\u00e0 del Padre mio che \u00e8 nei cieli \u00bb (<i>Mt <\/i>7,21).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2827<\/b> Se uno [&#8230;] fa la sua volont\u00e0, egli [Dio] lo ascolta \u00bb (<i>Gv <\/i>9,31).<sup>94<\/sup> Tale \u00e8 la potenza della preghiera della Chiesa nel nome del suo Signore, soprattutto nell&#8217;Eucaristia; essa \u00e8 comunione di intercessione con la santissima Madre di Dio<sup>95<\/sup> e con tutti i santi che sono stati \u00ab graditi \u00bb al Signore per non aver voluto che la sua volont\u00e0:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Possiamo anche, senza offendere la verit\u00e0, dare alle parole: &#8220;Sia fatta la tua volont\u00e0 come in cielo cos\u00ec in terra&#8221; questo significato: sia fatta nella Chiesa come nel Signore nostro Ges\u00f9 Cristo; sia fatta nella Sposa, che a lui \u00e8 stata fidanzata, come nello Sposo che ha compiuto la volont\u00e0 del Padre \u00bb.<sup>96<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"IV. \u00ab Dacci oggi il nostro pane quotidiano \u00bb\"><\/a>IV. \u00ab Dacci oggi il nostro pane quotidiano \u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2828<\/b> \u00ab <i>Dacci<\/i> \u00bb: \u00e8 bella la fiducia dei figli che attendono tutto dal loro Padre. Egli \u00ab fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti \u00bb (<i>Mt <\/i>5,45) e d\u00e0 a tutti i viventi \u00ab il cibo in tempo opportuno \u00bb (<i>Sal <\/i>104,27). Ges\u00f9 ci insegna questa domanda, che in realt\u00e0 glorifica il Padre nostro perch\u00e9 \u00e8 il riconoscimento di quanto egli sia buono al di sopra di ogni bont\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2829<\/b> \u00ab Dacci \u00bb \u00e8 anche l&#8217;espressione dell&#8217;Alleanza: noi siamo suoi ed egli \u00e8 nostro, \u00e8 per noi. Questo \u00ab noi \u00bb per\u00f2 lo riconosce anche come il Padre di tutti gli uomini, e noi lo preghiamo per tutti, solidali con le loro necessit\u00e0 e le loro sofferenze.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2830<\/b> \u00ab <i>Il nostro pane \u00bb<\/i>. Il Padre, che ci dona la vita, non pu\u00f2 non darci il nutrimento necessario per la vita, tutti i beni \u00ab convenienti \u00bb, materiali e spirituali. Nel discorso della montagna Ges\u00f9 insiste su questa fiducia filiale che coopera con la provvidenza del Padre nostro.<sup>97<\/sup> Egli non ci spinge alla passivit\u00e0,<sup>98<\/sup> ma vuole liberarci da ogni affanno e da ogni preoccupazione. Tale \u00e8 l&#8217;abbandono filiale dei figli di Dio:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab A chi cerca il regno di Dio e la sua giustizia egli promette di dare tutto in aggiunta. In realt\u00e0, tutto appartiene a Dio e nulla manca all&#8217;uomo che possiede Dio, se egli stesso non manca a Dio \u00bb.<sup>99<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2831<\/b> Il fatto per\u00f2 che ci siano coloro che hanno fame per mancanza di pane svela un&#8217;altra profondit\u00e0 di questa domanda. Il dramma della fame nel mondo chiama i cristiani che pregano in verit\u00e0 ad una responsabilit\u00e0 fattiva nei confronti dei loro fratelli, sia nei loro comportamenti personali sia nella loro solidariet\u00e0 con la famiglia umana. Questa petizione della Preghiera del Signore non pu\u00f2 essere isolata dalle parabole del povero Lazzaro<sup> 100<\/sup> e del giudizio finale.<sup> 101<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2832<\/b> Come il lievito nella pasta, cos\u00ec la novit\u00e0 del Regno deve \u00ab fermentare \u00bb la terra per mezzo dello Spirito di Cristo.<sup> 102<\/sup> Deve rendersi evidente attraverso l&#8217;instaurarsi della giustizia nelle relazioni personali e sociali, economiche e internazionali; n\u00e9 va mai dimenticato che non ci sono strutture giuste senza uomini che vogliono essere giusti.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2833<\/b> Si tratta del \u00ab nostro \u00bb pane, \u00ab uno \u00bb per \u00ab molti \u00bb. La povert\u00e0 delle beatitudini \u00e8 la virt\u00f9 della condivisione: sollecita a mettere in comune e a condividere i beni materiali e spirituali, non per costrizione, ma per amore, perch\u00e9 l&#8217;abbondanza degli uni supplisca alla indigenza degli altri.<sup> 103<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2834<\/b> \u00ab Prega e lavora \u00bb.<sup> 104<\/sup> \u00ab Dobbiamo pregare come se tutto dipendesse da Dio, e agire come se tutto dipendesse da noi \u00bb.<sup> 105<\/sup> Dopo avere eseguito il nostro lavoro, il cibo resta un dono del Padre nostro; \u00e8 giusto chiederglielo e di questo rendergli grazie. Questo \u00e8 il senso della benedizione della mensa in una famiglia cristiana.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2835<\/b> Questa domanda e la responsabilit\u00e0 che comporta, valgono anche per un&#8217;altra fame di cui gli uomini soffrono: \u00ab Non di solo pane vivr\u00e0 l&#8217;uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio \u00bb (<i>Mt <\/i>4,4),<sup> 106<\/sup> cio\u00e8 della sua Parola e del suo Spirito. I cristiani devono mobilitare tutto il loro impegno per \u00ab annunziare il Vangelo ai poveri \u00bb. C&#8217;\u00e8 una fame sulla terra, \u00ab non fame di pane, n\u00e9 sete di acqua, ma di ascoltare la Parola di Dio \u00bb (<i>Am <\/i>8,11). Perci\u00f2 il senso specificamente cristiano di questa quarta domanda riguarda il Pane di vita: la Parola di Dio da accogliere nella fede, il Corpo di Cristo ricevuto nell&#8217;Eucaristia.<sup> 107<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2836<\/b> \u00ab <i>Oggi \u00bb<\/i>. \u00c8 anch&#8217;essa un&#8217;espressione di fiducia. Ce la insegna il Signore;<sup> 108<\/sup> non poteva inventarla la nostra presunzione. Poich\u00e9 si tratta soprattutto della sua Parola e del Corpo del Figlio suo, questo \u00ab oggi \u00bb non \u00e8 soltanto quello del nostro tempo mortale: \u00e8 l&#8217;Oggi di Dio:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Se ricevi il Pane ogni giorno, per te ogni giorno \u00e8 oggi. Se oggi Cristo \u00e8 tuo, egli risorge per te ogni giorno. In che modo? &#8220;Tu sei mio Figlio, oggi io ti ho generato&#8221; (<i>Sal <\/i>2,7). L&#8217;oggi \u00e8 quando Cristo risorge \u00bb.<sup> 109<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2837<\/b> \u00ab <i>Quotidiano<\/i> \u00bb. Questa parola,<span style=\"font-size: 14pt;\"> \u1f10\u03c0\u03b9\u03bf\u1f7b\u03c3\u03b9\u03bf\u03c2<\/span> , non \u00e8 usata in nessun altro passo del Nuovo Testamento. Intesa nel suo significato temporale, \u00e8 una ripresa pedagogica di \u00ab oggi \u00bb,<sup> 110<\/sup> per confermarci in una fiducia \u00ab senza riserve \u00bb. Intesa in senso qualitativo, significa il necessario per la vita e, in senso pi\u00f9 ampio, ogni bene sufficiente per il sostentamento.<sup> 111<\/sup> Presa alla lettera (\u1f10\u03c0\u03b9\u03bf\u1f7b\u03c3\u03b9\u03bf\u03c2: \u00ab sovra-sostanziale \u00bb), la parola indica direttamente il Pane di vita, il Corpo di Cristo, \u00ab farmaco d&#8217;immortalit\u00e0 \u00bb<sup> 112<\/sup> senza il quale non abbiamo in noi la vita.<sup> 113<\/sup> Infine, legato al precedente, \u00e8 evidente il senso celeste: \u00ab questo giorno \u00bb \u00e8 il giorno del Signore, il giorno del Banchetto del Regno, anticipato nell&#8217;Eucaristia, che \u00e8 gi\u00e0 pregustazione del Regno che viene. Per questo \u00e8 bene che la liturgia eucaristica sia celebrata \u00ab ogni giorno \u00bb.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab L&#8217;Eucaristia \u00e8 il nostro pane quotidiano [&#8230;]. La virt\u00f9 propria di questo nutrimento \u00e8 quella di produrre l&#8217;unit\u00e0, affinch\u00e9, resi corpo di Cristo, divenuti sue membra, siamo ci\u00f2 che riceviamo [&#8230;], ma anche le letture che ascoltate ogni giorno in chiesa sono pane quotidiano, e l&#8217;ascoltare e recitare inni \u00e8 pane quotidiano. Questi sono i sostegni necessari al nostro pellegrinaggio terreno \u00bb.<sup> 114<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">Il Padre del cielo ci esorta a chiedere come figli del cielo il Pane del cielo.<sup> 115<\/sup> Cristo \u00ab stesso \u00e8 il pane che, seminato nella Vergine, lievitato nella carne, impastato nella passione, cotto nel forno del sepolcro, conservato nella chiesa, portato sugli altari, somministra ogni giorno ai fedeli un alimento celeste \u00bb.<sup> 116<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"V. \u00ab Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori \u00bb\"><\/a>V. \u00ab Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori \u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2838<\/b> Questa domanda \u00e8 sorprendente. Se consistesse soltanto nel primo membro della frase \u2013 \u00ab Rimetti a noi i nostri debiti \u00bb \u2013, potrebbe essere implicitamente inclusa nelle prime tre domande della Preghiera del Signore, dal momento che il sacrificio di Cristo \u00e8 \u00ab per la remissione dei peccati \u00bb. Ma, secondo l&#8217;altro membro della frase, la nostra domanda verr\u00e0 esaudita solo a condizione che noi, prima, abbiamo risposto ad un&#8217;esigenza. La nostra domanda \u00e8 rivolta verso il futuro, la nostra risposta deve averla preceduta; una parola le collega: \u00ab come \u00bb<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b>\u00ab Rimetti a noi i nostri debiti \u00bb&#8230;<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2839<\/b> Abbiamo iniziato a pregare il Padre nostro con una fiducia audace. Implorando che il suo nome sia santificato, gli abbiamo chiesto di essere sempre pi\u00f9 santificati. Ma, sebbene rivestiti della veste battesimale, noi non cessiamo di peccare, di allontanarci da Dio. Ora, con questa nuova domanda, torniamo a lui, come il figlio prodigo,<sup> 117<\/sup> e ci riconosciamo peccatori, davanti a lui, come il pubblicano.<sup> 118<\/sup> La nostra richiesta inizia con una \u00ab confessione \u00bb, con la quale confessiamo ad un tempo la nostra miseria e la sua misericordia. La nostra speranza \u00e8 sicura, perch\u00e9, nel Figlio suo, \u00ab abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati \u00bb (<i>Col <\/i>1,14).<sup> 119<\/sup> Il segno efficace ed indubbio del suo perdono lo troviamo nei sacramenti della sua Chiesa.<sup> 120<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2840<\/b> Ora, ed \u00e8 cosa tremenda, questo flusso di misericordia non pu\u00f2 giungere al nostro cuore finch\u00e9 noi non abbiamo perdonato a chi ci ha offeso. L&#8217;amore, come il corpo di Cristo, \u00e8 indivisibile: non possiamo amare Dio che non vediamo, se non amiamo il fratello, la sorella che vediamo.<sup> 121<\/sup> Nel rifiuto di perdonare ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, il nostro cuore si chiude e la sua durezza lo rende impermeabile all&#8217;amore misericordioso del Padre; nella confessione del nostro peccato, il nostro cuore si apre alla sua grazia.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2841<\/b> Questa domanda \u00e8 tanto importante che \u00e8 la sola su cui il Signore torna sviluppandola nel discorso della montagna.<sup> 122<\/sup> All&#8217;uomo \u00e8 impossibile soddisfare questa cruciale esigenza del mistero dell&#8217;Alleanza. \u00ab Ma a Dio tutto \u00e8 possibile \u00bb (<i>Mt <\/i>19,26).<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b>&#8230;\u00ab come noi li rimettiamo ai nostri debitori \u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2842<\/b> Questo \u00ab come \u00bb non \u00e8 unico nell&#8217;insegnamento di Ges\u00f9: \u00ab Siate perfetti <i>come <\/i>\u00e8 perfetto il Padre vostro celeste \u00bb (<i>Mt <\/i>5,48); \u00ab Siate misericordiosi <i>come <\/i>\u00e8 misericordioso il Padre vostro \u00bb (<i>Lc <\/i>6,36); \u00ab Vi d\u00f2 un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; <i>come <\/i>io vi ho amati, cos\u00ec amatevi anche voi \u00bb (<i>Gv <\/i>13,34). \u00c8 impossibile osservare il comandamento del Signore, se si tratta di imitare il modello divino dall&#8217;esterno. Si tratta invece di una partecipazione vitale, che scaturisce \u00ab dalla profondit\u00e0 del cuore \u00bb, alla santit\u00e0, alla misericordia, all&#8217;amore del nostro Dio. Soltanto lo Spirito, del quale \u00ab viviamo \u00bb (<i>Gal <\/i>5,25), pu\u00f2 fare \u00ab nostri \u00bb i medesimi sentimenti che furono in Cristo Ges\u00f9.<sup> 123<\/sup> Allora diventa possibile l&#8217;unit\u00e0 del perdono, perdonarci \u00ab a vicenda <i>come <\/i>Dio ha perdonato a voi in Cristo \u00bb (<i>Ef <\/i>4,32).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2843<\/b> Cos\u00ec prendono vita le parole del Signore sul perdono, su questo amore che ama fino alla fine.<sup> 124<\/sup> La parabola del servo spietato, che corona l&#8217;insegnamento del Signore sulla comunione ecclesiale,<sup> 125<\/sup> termina con queste parole: \u00ab Cos\u00ec anche il mio Padre celeste far\u00e0 a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello \u00bb. \u00c8 l\u00ec, infatti, \u00ab nella profondit\u00e0 del <i>cuore <\/i>\u00bb che tutto si lega e si scioglie. Non \u00e8 in nostro potere non sentire pi\u00f9 e dimenticare l&#8217;offesa; ma il cuore che si offre allo Spirito Santo tramuta la ferita in compassione e purifica la memoria trasformando l&#8217;offesa in intercessione.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2844<\/b> La preghiera cristiana arriva fino al <i>perdono dei nemici<\/i>.<sup> 126<\/sup> Essa trasfigura il discepolo configurandolo al suo Maestro. Il perdono \u00e8 un culmine della preghiera cristiana; il dono della preghiera non pu\u00f2 essere ricevuto che in un cuore in sintonia con la compassione divina. Il perdono sta anche a testimoniare che, nel nostro mondo, l&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 forte del peccato. I martiri di ieri e di oggi rinnovano questa testimonianza di Ges\u00f9. Il perdono \u00e8 la condizione fondamentale della Riconciliazione<sup> 127<\/sup> dei figli di Dio con il loro Padre e degli uomini tra loro.<sup> 128<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2845<\/b> Non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 limite n\u00e9 misura a questo perdono essenzialmente divino.<sup> 129<\/sup> Se si tratta di offese (di \u00ab peccati \u00bb secondo <i>Lc <\/i>11,4 o di \u00ab debiti \u00bb secondo <i>Mt <\/i>6,12), in realt\u00e0 noi siamo sempre debitori: \u00ab Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole \u00bb (<i>Rm <\/i>13,8). La comunione della Santissima Trinit\u00e0 \u00e8 la sorgente e il criterio della verit\u00e0 di ogni relazione.<sup> 130<\/sup> Essa \u00e8 vissuta nella preghiera, specialmente nell&#8217;Eucaristia:<sup> 131<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Dio non accetta il sacrificio di coloro che fomentano la divisione; dice loro di lasciare sull&#8217;altare l&#8217;offerta e di andare, prima, a riconciliarsi con i loro fratelli, affinch\u00e9 mediante preghiere di pace anche Dio possa riconciliarsi con essi. Ci\u00f2 che pi\u00f9 fortemente obbliga Dio \u00e8 la nostra pace, la nostra concordia, l&#8217;unit\u00e0 di tutto il popolo dei credenti, nel Padre nel Figlio e nello Spirito Santo \u00bb.<sup> 132<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"VI. \u00ab Non ci indurre in tentazione \u00bb\"><\/a>VI. \u00ab Non ci indurre in tentazione \u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2846<\/b> Questa domanda va alla radice della precedente, perch\u00e9 i nostri peccati sono frutto del consenso alla tentazione. Noi chiediamo al Padre nostro di non \u00ab indurci \u00bb in essa. Tradurre con una sola parola il termine greco \u00e8 difficile: significa \u00ab non permettere di entrare in \u00bb,<sup> 133<\/sup> \u00ab non lasciarci soccombere alla tentazione \u00bb. \u00ab Dio non pu\u00f2 essere tentato dal male e non tenta nessuno al male \u00bb (<i>Gc <\/i>1,13); al contrario, vuole liberarcene. Noi gli chiediamo di non lasciarci prendere la strada che conduce al peccato. Siamo impegnati nella lotta \u00ab tra la carne e lo Spirito \u00bb. Questa domanda implora lo Spirito di discernimento e di fortezza.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2847<\/b> Lo Spirito Santo ci porta a <i>discernere <\/i>tra la prova, necessaria alla crescita dell&#8217;uomo interiore<sup> 134<\/sup> in vista di una \u00ab virt\u00f9 provata \u00bb,<sup> 135<\/sup> e la tentazione, che conduce al peccato e alla morte.<sup> 136<\/sup> Dobbiamo anche distinguere tra \u00ab essere tentati \u00bb e \u00ab consentire \u00bb alla tentazione. Infine, il discernimento smaschera la menzogna della tentazione: apparentemente il suo oggetto \u00e8 \u00ab buono, gradito agli occhi e desiderabile \u00bb (<i>Gn <\/i>3,6), mentre, in realt\u00e0, il suo frutto \u00e8 la morte.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Dio non vuole costringere al bene: vuole persone libere [&#8230;]. La tentazione ha una sua utilit\u00e0. Tutti, all&#8217;infuori di Dio, ignorano ci\u00f2 che l&#8217;anima nostra ha ricevuto da Dio; lo ignoriamo perfino noi. Ma la tentazione lo svela, per insegnarci a conoscere noi stessi e, in tal modo, a scoprire ai nostri occhi la nostra miseria e per obbligarci a rendere grazie per i beni che la tentazione ci ha messo in grado di riconoscere \u00bb.<sup> 137<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2848<\/b> \u00ab Non entrare nella tentazione \u00bb implica una <i>decisione del cuore<\/i>: \u00ab L\u00e0 dov&#8217;\u00e8 il tuo tesoro, sar\u00e0 anche il tuo cuore. [&#8230;] Nessuno pu\u00f2 servire a due padroni \u00bb (<i>Mt <\/i>6,21.24). \u00ab Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito \u00bb (<i>Gal <\/i>5,25). In questo \u00ab consenso \u00bb allo Spirito Santo il Padre ci d\u00e0 la forza. \u00ab Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio \u00e8 fedele e non permetter\u00e0 che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi dar\u00e0 anche la via d&#8217;uscita e la forza per sopportarla \u00bb (<i>1 Cor <\/i>10,13).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2849<\/b> Il combattimento e la vittoria sono possibili solo nella preghiera. \u00c8 per mezzo della sua preghiera che Ges\u00f9 \u00e8 vittorioso sul tentatore, fin dall&#8217;inizio<sup> 138<\/sup> e nell&#8217;ultimo combattimento della sua agonia.<sup> 139<\/sup> Ed \u00e8 al suo combattimento e alla sua agonia che Cristo ci unisce in questa domanda al Padre nostro. La <i>vigilanza <\/i>del cuore, in unione alla sua, \u00e8 richiamata insistentemente.<sup> 140<\/sup> La vigilanza \u00e8 \u00ab custodia del cuore \u00bb e Ges\u00f9 chiede al Padre di custodirci nel suo nome.<sup> 141<\/sup> Lo Spirito Santo opera per suscitare in noi, senza posa, questa vigilanza.<sup> 142<\/sup> Questa domanda acquista tutto il suo significato drammatico in rapporto alla tentazione finale del nostro combattimento quaggi\u00f9; implora la <i>perseveranza finale<\/i>. \u00ab Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi \u00e8 vigilante \u00bb (<i>Ap <\/i>16,15).<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"VII. \u00ab Ma liberaci dal male \u00bb\"><\/a>VII. \u00ab Ma liberaci dal male \u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2850<\/b> L&#8217;ultima domanda al Padre nostro si trova anche nella preghiera di Ges\u00f9: \u00ab Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno \u00bb (<i>Gv <\/i>17,15). Riguarda ognuno di noi personalmente; per\u00f2 siamo sempre \u00ab noi \u00bb a pregare, in comunione con tutta la Chiesa e per la liberazione dell&#8217;intera famiglia umana. La Preghiera del Signore ci apre continuamente alle dimensioni dell&#8217;Economia della salvezza. La nostra interdipendenza nel dramma del peccato e della morte diventa solidariet\u00e0 nel corpo di Cristo, nella \u00ab comunione dei santi \u00bb.<sup> 143<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2851<\/b> In questa richiesta, il male non \u00e8 un&#8217;astrazione; indica invece una persona: Satana, il maligno, l&#8217;angelo che si oppone a Dio. Il \u00ab diavolo \u00bb <span style=\"font-family: WP Greek Century; font-size: 14pt;\">\u03b4\u03b9\u1f71-\u03b2\u03bf\u03bb\u03bf\u03c2<\/span> \u00e8 colui che \u00ab si getta di traverso \u00bb al disegno di Dio e alla sua \u00ab opera di salvezza \u00bb compiuta in Cristo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2852<\/b> \u00ab Omicida fin dal principio [&#8230;], menzognero e padre di menzogna \u00bb (<i>Gv <\/i>8,44), \u00ab Satana, che seduce tutta la terra \u00bb (<i>Ap <\/i>12,9), \u00e8 a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed \u00e8 in virt\u00f9 della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sar\u00e0 \u00ab liberata dalla corruzione del peccato e della morte \u00bb.<sup> 144<\/sup> \u00ab Sappiamo che chiunque \u00e8 nato da Dio non pecca: chi \u00e8 nato da Dio preserva se stesso e il maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo nati da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno \u00bb (<i>1 Gv <\/i>5,18-19):<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Il Signore, che ha cancellato il vostro peccato e ha perdonato le vostre colpe, \u00e8 in grado di proteggervi e di custodirvi contro le insidie del diavolo che \u00e8 il vostro avversario, perch\u00e9 il nemico, che suole generare la colpa, non vi sorprenda. Ma chi si affida a Dio non teme il diavolo. &#8220;Se infatti Dio \u00e8 dalla nostra parte, chi sar\u00e0 contro di noi?&#8221; (<i>Rm <\/i>8,31) \u00bb.<sup> 145<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2853<\/b> La vittoria sul \u00ab principe del mondo \u00bb<sup> 146<\/sup> \u00e8 conseguita, una volta per tutte, nell&#8217;Ora in cui Ges\u00f9 si consegna liberamente alla morte per darci la sua vita. Avviene allora il giudizio di questo mondo e il principe di questo mondo \u00e8 \u00ab gettato fuori \u00bb.<sup> 147<\/sup> Egli \u00ab si avvent\u00f2 contro la Donna \u00bb (<i>Ap <\/i>12,13),<sup> 148<\/sup> ma non la pot\u00e9 ghermire: la nuova Eva, \u00ab piena di grazia \u00bb dello Spirito Santo, \u00e8 preservata dal peccato e dalla corruzione della morte (concezione immacolata e assunzione della santissima Madre di Dio, Maria, sempre Vergine). \u00ab Allora il drago si infuri\u00f2 contro la Donna e se ne and\u00f2 a far guerra contro il resto della sua discendenza \u00bb (<i>Ap <\/i>12,17). \u00c8 per questo che lo Spirito e la Chiesa pregano: \u00ab Vieni, Signore Ges\u00f9 \u00bb (<i>Ap <\/i>22,17.20): la sua venuta, infatti, ci liberer\u00e0 dal male.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2854<\/b> Chiedendo di essere liberati dal male, noi preghiamo nel contempo per essere liberati da tutti i mali, presenti, passati e futuri, di cui egli \u00e8 l&#8217;artefice o l&#8217;istigatore. In quest&#8217;ultima domanda la Chiesa porta davanti al Padre tutta la miseria del mondo. Insieme con la liberazione dai mali che schiacciano l&#8217;umanit\u00e0, la Chiesa implora il dono prezioso della pace e la grazia dell&#8217;attesa perseverante del ritorno di Cristo. Pregando cos\u00ec, anticipa nell&#8217;umilt\u00e0 della fede la ricapitolazione di tutti e di tutto in colui che ha \u00ab potere sopra la morte e sopra gli inferi \u00bb (<i>Ap <\/i>1,18), \u00ab colui che \u00e8, che era e che viene, l&#8217;Onnipotente! \u00bb (<i>Ap <\/i>1,8).<sup> 149<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni e con l&#8217;aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell&#8217;attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Ges\u00f9 Cristo \u00bb.<sup> 150<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(55) Cf <i>Lc <\/i>22,15; 12,50.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(56) Cf <i>1 Cor <\/i>15,28.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(57) Cf <i>Sal <\/i>111,9; <i>Lc <\/i>1,49.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(58) Cf <i>Sal <\/i>8; <i>Is <\/i>6,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(59) Cf <i>Sal <\/i>8,6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(60) Cf <i>Rm <\/i>3,23.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(61) Cf <i>Eb <\/i>6,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(62) Cf <i>Es <\/i>3,14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(63) Cf <i>Es <\/i>19,5-6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(64) Cf <i>Lv <\/i>19,2: \u00ab Siate santi, perch\u00e9 io, il Signore, Dio vostro, sono santo \u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(65) Cf <i>Ez <\/i>20; 36.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(66) Cf <i>Mt <\/i>1,21; <i>Lc <\/i>1,31.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(67) Cf <i>Gv <\/i>8,28; 17,8; 17,17-19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(68) Cf <i>Ez <\/i>20,39; 36,20-21.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(69) Cf <i>Gv <\/i>17,6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(70) Cf <i>Fil <\/i>2,9-11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(71) San Cipriano di Cartagine, <i>De dominica Oratione<\/i>, 12: CCL 3A, 96-97 (PL 4, 544).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(72) Cf <i>Ez <\/i>36,20-22.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(73) San Pietro Crisologo, <i>Sermo<\/i> 71, 4: CCL 24A, 425 (PL 52, 402).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(74) Tertulliano, <i>De oratione,<\/i> 3, 4: CCL 1, 259 (PL 1, 1259).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(75) Cf <i>Gv <\/i>14,13; 15,16; 16,24.26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(76) San Cipriano di Cartagine, <i>De dominica Oratione<\/i>, 13: CCL 3A, 97 (PL 4, 545).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(77) Tertulliano, <i>De oratione,<\/i> 5, 2-4: CCL 1, 260 (PL 1, 1261-1262).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(78) Cf <i>Tt <\/i>2,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(79) <i>Preghiera Eucaristica IV<\/i>: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 413.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(80) Cf <i>Gal <\/i>5,16-25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(81) San Cirillo di Gerusalemme, <i>Catecheses mystagogicae,<\/i> 5, 13: SC 126, 162 (PG 33, 1120).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(82) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 22: AAS 58 (1966) 1042-1044; <i>Ibid<\/i>., 32: AAS: 58 (1966) 1051; <i>Ibid<\/i>., 39: AAS 58 (1966) 1057; <i>Ibid<\/i>., 45: AAS 58 (1966) 1065-1066; Paolo VI, Esort. ap. <i>Evangelii nuntiandi<\/i>, 31: AAS 68 (1976) 26-27.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(83) Cf <i>Gv <\/i>17,17-20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(84) Cf <i>Mt <\/i>5,13-16; 6,24; 7,12-13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(85) Cf <i>Mt <\/i>18,14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(86) Cf <i>Gv <\/i>13,34; <i>1 Gv <\/i>3; 4; <i>Lc <\/i>10,25-37.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(87) Cf <i>Sal <\/i>40,8-9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(88) Cf <i>Gv <\/i>4,34; 5,30; 6,38.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(89) Cf <i>Gv <\/i>8,29.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(90) Origene, <i>De oratione,<\/i> 26, 3: GCS 3, 361 (PG 11, 501).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(91) San Giovanni Crisostomo, <i>In Matthaeum<\/i> homilia 19, 5: PG 57, 280.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(92) Cf <i>Rm <\/i>12,2; <i>Ef <\/i>5,17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(93) Cf <i>Eb <\/i>10,36.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(94) Cf <i>1 Gv <\/i>5,14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(95) Cf <i>Lc <\/i>1,38.49.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(96) Sant&#8217;Agostino, <i>De sermone Domini in monte,<\/i> 2, 6, 24: CCL 35, 113 (PL 34, 1279).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(97) Cf <i>Mt <\/i>6,25-34.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(98) Cf <i>2 Ts <\/i>3,6-13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(99) San Cipriano di Cartagine, <i>De dominica Oratione<\/i>, 21: CCL 3A, 103 (PL 4, 551).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(100) 3 Cf <i>Lc <\/i>16,19-31.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(101) Cf <i>Mt <\/i>25,31-46.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(102) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Apostolicam actuositatem<\/i>, 5: AAS 58 (1966) 842.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(103) Cf <i>2 Cor <\/i>8,1-15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(104) Dalla tradizione benedettina. Cf San Benedetto, <i>Regola<\/i>, 20: CSEL 75, 75-76 (PL 66, 479-480); <i>Ibid<\/i>., 48: CSEL 75, 114-119 (PL 66, 703-704).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(105) Detto attribuito a sant&#8217;Ignazio di Loyola; cf Pietro da Ribadeneyra, <i>Tractatus de modo gubernandi sancti Ignatii<\/i>, c. 6, 14: MHSI 85, 631.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(106) Cf <i>Dt <\/i>8,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(107) Cf <i>Gv <\/i>6,26-58.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(108) Cf <i>Mt <\/i>6,34; <i>Es <\/i>16,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(109) Sant&#8217;Ambrogio, <i>De sacramentis,<\/i> 5, 26: CSEL 73, 70 (PL 16, 453).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(110) Cf <i>Es <\/i>16,19-21.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(111) Cf <i>1 Tm <\/i>6,8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(112) Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Ephesios,<\/i> 20, 2: SC 10bis, 76 (Funk 1, 230).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(113) Cf <i>Gv <\/i>6,53-56.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(114) Sant&#8217;Agostino, <i>Sermo<\/i> 57, 7, 7: PL 38, 389-390.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(115) Cf <i>Gv <\/i>6,51.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(116) San Pietro Crisologo, <i>Sermo<\/i> 67, 7: CCL 24A, 404-405 (PL 52, 402).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(117) Cf <i>Lc <\/i>15,11-32.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(118) Cf <i>Lc <\/i>18,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(119) Cf <i>Ef <\/i>1,7.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(120) Cf <i>Mt <\/i>26,28; <i>Gv <\/i>20,23.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(121) Cf <i>1 Gv <\/i>4,20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(122) Cf <i>Mt <\/i>5,23-34; 6,14-15; <i>Mc <\/i>11,25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(123) Cf <i>Fil <\/i>2,1.5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(124) Cf <i>Gv <\/i>13,1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(125) Cf <i>Mt <\/i>18,23-35.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(126) Cf <i>Mt <\/i>5,43-44.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(127) Cf <i>2 Cor <\/i>5,18-21.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(128) Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. <i>Dives in misericordia<\/i>, 14: AAS 72 (1980) 1221-1228.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(129) Cf <i>Mt <\/i>18,21-22; <i>Lc <\/i>17,3-4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(130) Cf <i>1 Gv <\/i>3,19-24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(131) Cf <i>Mt <\/i>5,23-24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(132) San Cipriano di Cartagine, <i>De dominica Oratione<\/i>, 23: CCL 3A, 105 (PL 4, 535-536).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(133) Cf <i>Mt <\/i>26,41.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(134) Cf <i>Lc <\/i>8,13-15; <i>At <\/i>14,22; <i>2 Tm <\/i>3,12.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(135) Cf <i>Rm <\/i>5,3-5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(136) Cf <i>Gc <\/i>1,14-15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(137) Origene, <i>De oratione,<\/i> 29, 15 e 17: GCS 3, 390-391 (PG 11, 541-544).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(138) Cf <i>Mt <\/i>4,1-11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(139) Cf <i>Mt <\/i>26,36-44.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(140) Cf <i>Mc <\/i>13,9.23.33-37; 14,38; <i>Lc <\/i>12,35-40.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(141) Cf <i>Gv <\/i>17,11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(142) Cf <i>1 Cor <\/i>16,13; <i>Col <\/i>4,2; <i>1 Ts <\/i>5,6; <i>1 Pt <\/i>5,8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(143) Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. <i>Reconciliatio et paenitentia<\/i>, 16: AAS 77 (1985) 214-215.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(144) <i>Preghiera eucaristica IV<\/i>: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 417.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(145) Sant&#8217;Ambrogio, <i>De sacramentis,<\/i> 5, 30: CSEL 73, 71-72 (PL 16, 454).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(146) Cf <i>Gv <\/i>14,30.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(147) Cf <i>Gv <\/i>12,31; <i>Ap <\/i>12,10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(148) Cf <i>Ap <\/i>12,13-16.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(149) Cf <i>Ap <\/i>1,4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(150) <i>Riti di Comunione <\/i>[Embolismo]: <i>Messale Romano <\/i>(Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 419.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 3 LE SETTE DOMANDE 2803 Dopo averci messo alla presenza di Dio nostro Padre per adorarlo, amarlo, benedirlo, lo Spirito filiale fa salire dai nostri cuori sette domande, sette&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13523,"parent":590,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"class_list":["post-596","pagine","type-pagine","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/596","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine"}],"about":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/pagine"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=596"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/596\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/590"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=596"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=596"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}