{"id":556,"date":"2020-07-31T15:58:11","date_gmt":"2020-07-31T15:58:11","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=556"},"modified":"2022-04-22T13:52:14","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:14","slug":"articolo-ottavo-lottavo-comandamento","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-terza\/sezione-seconda-2\/capitolo-secondo-2\/articolo-ottavo-lottavo-comandamento\/","title":{"rendered":"Articolo ottavo &#8211; L&#8217;ottavo comandamento"},"content":{"rendered":"<h3><b>ARTICOLO 8 <\/b><\/h3>\n<h4><b>L&#8217;OTTAVO COMANDAMENTO<\/b><\/h4>\n<blockquote><p>\u00ab Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo \u00bb (<i>Es <\/i>20,16).<\/p>\n<p>\u00ab Fu detto agli antichi: &#8220;Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti&#8221; \u00bb (<i>Mt <\/i>5,33).<\/p><\/blockquote>\n<p><b>2464<\/b> L&#8217;ottavo comandamento proibisce di falsare la verit\u00e0 nelle relazioni con gli altri. Questa norma morale deriva dalla vocazione del popolo santo ad essere testimone del suo Dio il quale \u00e8 verit\u00e0 e vuole la verit\u00e0. Le offese alla verit\u00e0 esprimono, con parole o azioni, un rifiuto di impegnarsi nella rettitudine morale: sono profonde infedelt\u00e0 a Dio e, in tal senso, scalzano le basi dell&#8217;Alleanza.<\/p>\n<h3><b><a name=\"I. Vivere nella verit\u00e0\"><\/a>I. Vivere nella verit\u00e0<\/b><\/h3>\n<p><b>2465<\/b> L&#8217;Antico Testamento attesta: <i>Dio \u00e8 sorgente di ogni verit\u00e0<\/i>. La sua Parola \u00e8 verit\u00e0.<sup> 349<\/sup> La sua Legge \u00e8 verit\u00e0.<sup> 350<\/sup> La sua \u00ab fedelt\u00e0 dura per ogni generazione \u00bb (<i>Sal <\/i>119,90).<sup> 351<\/sup> Poich\u00e9 Dio \u00e8 il \u00ab Verace \u00bb (<i>Rm <\/i>3,4), i membri del suo popolo sono chiamati a vivere nella verit\u00e0.<sup> 352<\/sup><\/p>\n<p><b>2466<\/b> In Ges\u00f9 Cristo la verit\u00e0 di Dio si \u00e8 manifestata interamente. Pieno di grazia e di verit\u00e0,<sup> 353<\/sup> egli \u00e8 la \u00ab luce del mondo \u00bb (<i>Gv <\/i>8,12), egli <i>\u00e8 la verit\u00e0<\/i>.<sup> 354<\/sup> Chiunque crede in lui non rimane nelle tenebre.<sup> 355<\/sup> Il discepolo di Ges\u00f9 rimane fedele alla sua parola, per conoscere la verit\u00e0 che fa liberi<sup> 356<\/sup> e che santifica.<sup> 357<\/sup> Seguire Ges\u00f9 \u00e8 vivere dello Spirito di verit\u00e0<sup> 358<\/sup> che il Padre manda nel suo nome<sup> 359<\/sup> e che guida \u00ab alla verit\u00e0 tutta intera \u00bb (<i>Gv <\/i>16,13). Ai suoi discepoli Ges\u00f9 insegna l&#8217;amore incondizionato della verit\u00e0: \u00ab Sia il vostro parlare s\u00ec, s\u00ec; no, no \u00bb (<i>Mt <\/i>5,37).<\/p>\n<p><b>2467<\/b> L&#8217;uomo \u00e8 naturalmente proteso alla verit\u00e0. Ha il dovere di rispettarla e di attestarla: \u00ab A motivo della loro dignit\u00e0 tutti gli uomini, in quanto sono persone, [&#8230;] sono spinti dalla loro stessa natura e tenuti per obbligo morale a cercare la verit\u00e0, in primo luogo quella concernente la religione. E sono pure tenuti ad aderire alla verit\u00e0 conosciuta e ordinare tutta la loro vita secondo le esigenze della verit\u00e0 \u00bb.<sup> 360<\/sup><\/p>\n<p><b>2468<\/b> La verit\u00e0 in quanto rettitudine dell&#8217;agire e del parlare umano \u00e8 detta <i>veracit\u00e0<\/i>, sincerit\u00e0 o franchezza. La verit\u00e0 o veracit\u00e0 \u00e8 la virt\u00f9 che consiste nel mostrarsi veri nei propri atti e nell&#8217;affermare il vero nelle proprie parole, rifuggendo dalla doppiezza, dalla simulazione e dall&#8217;ipocrisia.<\/p>\n<p><b>2469<\/b> \u00ab Sarebbe impossibile la convivenza umana se gli uomini non avessero <i>fiducia <\/i>reciproca, cio\u00e8 se non si dicessero la verit\u00e0 \u00bb.<sup> 361<\/sup> La virt\u00f9 della verit\u00e0 d\u00e0 giustamente all&#8217;altro quanto gli \u00e8 dovuto. La veracit\u00e0 rispetta il giusto equilibrio tra ci\u00f2 che deve essere manifestato e il segreto che deve essere conservato: implica l&#8217;onest\u00e0 e la discrezione. Per giustizia, \u00ab un uomo deve onestamente manifestare a un altro la verit\u00e0 \u00bb.<sup> 362<\/sup><\/p>\n<p><b>2470<\/b> Il discepolo di Cristo accetta di \u00ab vivere nella verit\u00e0 \u00bb, cio\u00e8 nella semplicit\u00e0 di una vita conforme all&#8217;esempio del Signore e rimanendo nella sua verit\u00e0. \u00ab Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verit\u00e0 \u00bb (<i>1 Gv <\/i>1,6).<\/p>\n<h3><b><a name=\"II. \u00abRendere testimonianza alla verit\u00e0\u00bb\"><\/a>II. \u00abRendere testimonianza alla verit\u00e0\u00bb<\/b><\/h3>\n<p><b>2471<\/b> Davanti a Pilato Cristo proclama di essere venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verit\u00e0.<sup> 363<\/sup> Il cristiano non deve vergognarsi \u00ab della testimonianza da rendere al Signore \u00bb (<i>2 Tm <\/i>1,8). Nelle situazioni in cui si richiede che si testimoni la fede, il cristiano ha il dovere di professarla senza equivoci, come ha fatto san Paolo davanti ai suoi giudici. Il credente deve \u00ab conservare una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini \u00bb (<i>At <\/i>24,16).<\/p>\n<p><b>2472<\/b> Il dovere dei cristiani di prendere parte alla vita della Chiesa li spinge ad agire come <i>testimoni del Vangelo <\/i>e degli obblighi che ne derivano. Tale testimonianza \u00e8 trasmissione della fede in parole e opere. La testimonianza \u00e8 un atto di giustizia che comprova o fa conoscere la verit\u00e0:<sup> 364<\/sup><\/p>\n<blockquote><p>\u00ab Tutti i cristiani, dovunque vivono, sono tenuti a manifestare con l&#8217;esempio della vita e con la testimonianza della parola l&#8217;uomo nuovo, che hanno rivestito col Battesimo, e la forza dello Spirito Santo, dal quale sono stati rinvigoriti con la Confermazione \u00bb.<sup> 365<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p><b>2473<\/b> Il <i>martirio <\/i>\u00e8 la suprema testimonianza resa alla verit\u00e0 della fede; il martire \u00e8 un testimone che arriva fino alla morte. Egli rende testimonianza a Cristo, morto e risorto, al quale \u00e8 unito dalla carit\u00e0. Rende testimonianza alla verit\u00e0 della fede e della dottrina cristiana. Affronta la morte con un atto di fortezza. \u00ab Lasciate che diventi pasto delle belve. Solo cos\u00ec mi sar\u00e0 concesso di raggiungere Dio \u00bb.<sup> 366<\/sup><\/p>\n<p><b>2474<\/b> Con la pi\u00f9 grande cura la Chiesa ha raccolto le memorie di coloro che, per testimoniare la fede, sono giunti sino alla fine. Si tratta degli atti dei martiri. Costituiscono gli archivi della verit\u00e0 scritti a lettere di sangue:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab Nulla mi gioverebbe tutto il mondo e tutti i regni di quaggi\u00f9; per me \u00e8 meglio morire per [unirmi a] Ges\u00f9 Cristo, che essere re sino ai confini della terra. Io cerco colui che mor\u00ec per noi; io voglio colui che per noi risuscit\u00f2. Il parto \u00e8 imminente&#8230; \u00bb.<sup> 367<\/sup><\/p>\n<p>\u00ab Ti benedico per avermi giudicato degno di questo giorno e di quest&#8217;ora, degno di essere annoverato tra i tuoi martiri [&#8230;]. Tu hai mantenuto la tua promessa, o Dio della fedelt\u00e0 e della verit\u00e0. Per questa grazia e per tutte le cose, ti lodo, ti benedico, ti rendo gloria per mezzo di Ges\u00f9 Cristo, Sacerdote eterno e onnipotente, Figlio tuo diletto. Per lui, che vive e regna con te e con lo Spirito, sia gloria a te, ora e nei secoli dei secoli. Amen \u00bb.<sup> 368<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<h3><b><a name=\"III. Le offese alla verit\u00e0\"><\/a>III. Le offese alla verit\u00e0<\/b><\/h3>\n<p><b>2475<\/b> I discepoli di Cristo hanno rivestito \u00ab l&#8217;uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santit\u00e0 vera \u00bb (<i>Ef <\/i>4,24). \u00ab Deposta la menzogna \u00bb (<i>Ef <\/i>4,25), essi devono respingere \u00ab ogni malizia e ogni frode e ipocrisia, le gelosie e ogni maldicenza \u00bb (<i>1 Pt <\/i>2,1).<\/p>\n<p><b>2476<\/b> <i>Falsa testimonianza e spergiuro<\/i>. Un&#8217;affermazione contraria alla verit\u00e0, quando \u00e8 fatta pubblicamente, riveste una gravit\u00e0 particolare. Fatta davanti ad un tribunale, diventa una falsa testimonianza.<sup> 369<\/sup> Quando la si fa sotto giuramento, \u00e8 uno spergiuro. Simili modi di comportarsi contribuiscono sia alla condanna di un innocente sia alla assoluzione di un colpevole, oppure ad aggravare la pena in cui \u00e8 incorso l&#8217;accusato.<sup> 370<\/sup> Compromettono gravemente l&#8217;esercizio della giustizia e l&#8217;equit\u00e0 della sentenza pronunciata dai giudici.<\/p>\n<p><b>2477<\/b> Il <i>rispetto della reputazione <\/i>delle persone rende illecito ogni atteggiamento ed ogni parola che possano causare un ingiusto danno.<sup> 371<\/sup> Si rende colpevole:<\/p>\n<p>\u2014 di <i>giudizio temerario <\/i>colui che, anche solo tacitamente, ammette come vera, senza sufficiente fondamento, una colpa morale nel prossimo;<\/p>\n<p>\u2014 di <i>maldicenza <\/i>colui che, senza un motivo oggettivamente valido, rivela i difetti e le mancanze altrui a persone che li ignorano;<sup> 372<\/sup><\/p>\n<p>\u2014 di <i>calunnia <\/i>colui che, con affermazioni contrarie alla verit\u00e0, nuoce alla reputazione degli altri e d\u00e0 occasione a giudizi erronei sul loro conto.<\/p>\n<p><b>2478<\/b> Per evitare il giudizio temerario, ciascuno cercher\u00e0 di interpretare, per quanto \u00e8 possibile, in un senso favorevole i pensieri, le parole e le azioni del suo prossimo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab Ogni buon cristiano deve essere pi\u00f9 disposto a salvare l&#8217;espressione oscura del prossimo che a condannarla; e se non la pu\u00f2 salvare, cerchi di sapere quale significato egli le d\u00e0; e, se le desse un significato erroneo, lo corregga con amore; e, se non basta, cerchi tutti i mezzi adatti perch\u00e9, dandole il significato giusto, si salvi dall&#8217;errore \u00bb.<sup> 373<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p><b>2479<\/b> Maldicenze e calunnie distruggono la <i>reputazione <\/i>e l&#8217;<i>onore del prossimo<\/i>. Ora, l&#8217;onore \u00e8 la testimonianza sociale resa alla dignit\u00e0 umana, e ognuno gode di un diritto naturale all&#8217;onore del proprio nome, alla propria reputazione e al rispetto. Perci\u00f2 la maldicenza e la calunnia offendono le virt\u00f9 della giustizia e della carit\u00e0.<\/p>\n<p><b>2480<\/b> \u00c8 da bandire qualsiasi parola o atteggiamento che, per <i>lusinga, adulazione o compiacenza<\/i>, incoraggi e confermi altri nella malizia dei loro atti e nella perversit\u00e0 della loro condotta. L&#8217;adulazione \u00e8 una colpa grave se si fa complice di vizi o di peccati gravi. Il desiderio di rendersi utile o l&#8217;amicizia non giustificano una doppiezza del linguaggio. L&#8217;adulazione \u00e8 un peccato veniale quando nasce soltanto dal desiderio di riuscire gradito, evitare un male, far fronte ad una necessit\u00e0, conseguire vantaggi leciti.<\/p>\n<p><b>2481<\/b> La <i>iattanza <\/i>o millanteria costituisce una colpa contro la verit\u00e0. Ci\u00f2 vale anche per l&#8217;<i>ironia <\/i>che tende ad intaccare l&#8217;apprezzamento di qualcuno caricaturando, in maniera malevola, qualche aspetto del suo comportamento.<\/p>\n<p><b>2482<\/b> \u00ab La <i>menzogna <\/i>consiste nel dire il falso con l&#8217;intenzione di ingannare \u00bb.<sup> 374<\/sup> Nella menzogna il Signore denuncia un&#8217;opera diabolica: \u00ab Voi [&#8230;] avete per padre il diavolo [&#8230;]. Non vi \u00e8 verit\u00e0 in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perch\u00e9 \u00e8 menzognero e padre della menzogna \u00bb (<i>Gv <\/i>8,44).<\/p>\n<p><b>2483<\/b> La menzogna \u00e8 l&#8217;offesa pi\u00f9 diretta alla verit\u00e0. Mentire \u00e8 parlare o agire contro la verit\u00e0 per indurre in errore. Ferendo il rapporto dell&#8217;uomo con la verit\u00e0 e con il suo prossimo, la menzogna offende la relazione fondamentale dell&#8217;uomo e della sua parola con il Signore.<\/p>\n<p><b>2484<\/b> La <i>gravit\u00e0 della menzogna <\/i>si commisura alla natura della verit\u00e0 che essa deforma, alle circostanze, alle intenzioni del mentitore, ai danni subiti da coloro che ne sono vittime. Se la menzogna, in s\u00e9, non costituisce che un peccato veniale, diventa mortale quando lede in modo grave le virt\u00f9 della giustizia e della carit\u00e0.<\/p>\n<p><b>2485<\/b> La menzogna \u00e8 per sua natura condannabile. \u00c8 una profanazione della parola, la cui funzione \u00e8 di comunicare ad altri la verit\u00e0 conosciuta. Il proposito deliberato di indurre il prossimo in errore con affermazioni contrarie alla verit\u00e0 costituisce una mancanza in ordine alla giustizia e alla carit\u00e0. La colpevolezza \u00e8 maggiore quando l&#8217;intenzione di ingannare rischia di avere conseguenze funeste per coloro che sono sviati dal vero.<\/p>\n<p><b>2486<\/b> La menzogna (essendo una violazione della virt\u00f9 della veracit\u00e0) \u00e8 un&#8217;autentica violenza fatta all&#8217;altro. Lo colpisce nella sua capacit\u00e0 di conoscere, che \u00e8 la condizione di ogni giudizio e di ogni decisione. Contiene in germe la divisione degli spiriti e tutti i mali che questa genera. La menzogna \u00e8 dannosa per ogni societ\u00e0; scalza la fiducia tra gli uomini e lacera il tessuto delle relazioni sociali.<\/p>\n<p><b>2487<\/b> Ogni colpa commessa contro la giustizia e la verit\u00e0 impone il <i>dovere di riparazione<\/i>, anche se il colpevole \u00e8 stato perdonato. Quando \u00e8 impossibile riparare un torto pubblicamente, bisogna farlo in privato; a colui che ha subito un danno, qualora non possa essere risarcito direttamente, va data soddisfazione moralmente, in nome della carit\u00e0. Tale dovere di riparazione riguarda anche le colpe commesse contro la reputazione altrui. La riparazione, morale e talvolta materiale, deve essere commisurata al danno che \u00e8 stato arrecato. Essa obbliga in coscienza.<\/p>\n<h3><b><a name=\"IV. Il rispetto della verit\u00e0\"><\/a>IV. Il rispetto della verit\u00e0<\/b><\/h3>\n<p><b>2488<\/b> Il <i>diritto alla comunicazione <\/i>della verit\u00e0 non \u00e8 incondizionato. Ognuno deve conformare la propria vita al precetto evangelico dell&#8217;amore fraterno. Questo richiede, nelle situazioni concrete, che si vagli se sia opportuno o no rivelare la verit\u00e0 a chi la domanda.<\/p>\n<p><b>2489<\/b> La carit\u00e0 e il rispetto della verit\u00e0 devono suggerire la risposta ad ogni <i>richiesta di informazione o di comunicazione<\/i>. Il bene e la sicurezza altrui, il rispetto della vita privata, il bene comune sono motivi sufficienti per tacere ci\u00f2 che \u00e8 opportuno che non sia conosciuto, oppure per usare un linguaggio discreto. Il dovere di evitare lo scandalo spesso esige una discrezione rigorosa. Nessuno \u00e8 tenuto a palesare la verit\u00e0 a chi non ha il diritto di conoscerla.<sup> 375<\/sup><\/p>\n<p><b>2490<\/b> Il <i>segreto del sacramento della Riconciliazione <\/i>\u00e8 sacro, e non pu\u00f2 essere violato per nessun motivo. \u00ab Il sigillo sacramentale \u00e8 inviolabile; pertanto non \u00e8 assolutamente lecito al confessore tradire anche solo in parte il penitente con parole o in qualunque altro modo e per qualsiasi causa \u00bb.<sup> 376<\/sup><\/p>\n<p><b>2491<\/b> I <i>segreti professionali <\/i>\u2013 di cui sono in possesso, per esempio, uomini politici, militari, medici e giuristi \u2013 o le confidenze fatte sotto il sigillo del segreto, devono essere serbati, tranne i casi eccezionali in cui la custodia del segreto dovesse causare a chi li confida, a chi ne viene messo a parte, o a terzi danni molto gravi ed evitabili soltanto mediante la divulgazione della verit\u00e0. Le informazioni private dannose per altri, anche se non sono state confidate sotto il sigillo del segreto, non devono essere divulgate senza un motivo grave e proporzionato.<\/p>\n<p><b>2492<\/b> Ciascuno deve osservare il giusto riserbo riguardo alla vita privata delle persone. I responsabili della comunicazione devono mantenere un giusto equilibrio tra le esigenze del bene comune e il rispetto dei diritti particolari. L&#8217;ingerenza dell&#8217;informazione nella vita privata di persone impegnate in un&#8217;attivit\u00e0 politica o pubblica \u00e8 da condannare nella misura in cui viola la loro intimit\u00e0 e la loro libert\u00e0.<\/p>\n<h3><b><a name=\"V. L'uso dei mezzi di comunicazione sociale\"><\/a>V. L&#8217;uso dei mezzi di comunicazione sociale<\/b><\/h3>\n<p><b>2493<\/b> Nella societ\u00e0 moderna i mezzi di comunicazione sociale hanno un ruolo di singolare importanza nell&#8217;informazione, nella promozione culturale e nella formazione. Tale ruolo cresce in rapporto ai progressi tecnici, alla ricchezza e alla variet\u00e0 delle notizie trasmesse, all&#8217;influenza esercitata sull&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p><b>2494<\/b> L&#8217;informazione attraverso i mass-media \u00e8 al servizio del bene comune.<sup> 377<\/sup> La societ\u00e0 ha diritto ad un&#8217;informazione fondata sulla verit\u00e0, la libert\u00e0, la giustizia e la solidariet\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab Il retto esercizio di questo diritto richiede che la comunicazione nel suo contenuto sia sempre vera e, salve la giustizia e la carit\u00e0, integra; inoltre, nel modo, sia onesta e conveniente, cio\u00e8 rispetti scrupolosamente le leggi morali, i legittimi diritti e la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, sia nella ricerca delle notizie, sia nella loro divulgazione \u00bb.<sup> 378<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p><b>2495<\/b> \u00ab \u00c8 necessario che tutti i membri della societ\u00e0 assolvano, anche in questo settore, i propri doveri di giustizia e di carit\u00e0. Perci\u00f2 si adoperino, anche mediante l&#8217;uso di questi strumenti, a formare e a diffondere opinioni pubbliche rette \u00bb.<sup> 379<\/sup> La solidariet\u00e0 appare come una conseguenza di una comunicazione vera e giusta, e di una libera circolazione delle idee, che favoriscono la conoscenza ed il rispetto degli altri.<\/p>\n<p><b>2496<\/b> I mezzi di comunicazione sociale (in particolare i mass-media) possono generare una certa passivit\u00e0 nei recettori, rendendoli consumatori poco vigili di messaggi o di spettacoli. Di fronte ai mass-media i fruitori si imporranno moderazione e disciplina. Si sentiranno in dovere di formarsi una coscienza illuminata e retta, al fine di resistere pi\u00f9 facilmente alle influenze meno oneste.<\/p>\n<p><b>2497<\/b> Proprio per i doveri relativi alla loro professione, i responsabili della stampa hanno l&#8217;obbligo, nella diffusione dell&#8217;informazione, di servire la verit\u00e0 e di non offendere la carit\u00e0. Si sforzeranno di rispettare, con pari cura, la natura dei fatti e i limiti del giudizio critico sulle persone. Devono evitare di cadere nella diffamazione.<\/p>\n<p><b>2498<\/b> \u00ab Particolari doveri in questo settore incombono sull&#8217;<i>autorit\u00e0 civile <\/i>in vista del bene comune [&#8230;]. \u00c8 infatti compito della stessa autorit\u00e0, nel suo proprio ambito, difendere e proteggere [&#8230;] la vera e giusta libert\u00e0 di informazione \u00bb.<sup> 380<\/sup> Mediante la promulgazione di leggi e l&#8217;efficace loro applicazione il potere pubblico provveder\u00e0 affinch\u00e9 dall&#8217;abuso dei media \u00ab non derivino gravi danni alla moralit\u00e0 pubblica e al progresso della societ\u00e0 \u00bb.<sup> 381<\/sup> L&#8217;autorit\u00e0 civile punir\u00e0 la violazione dei diritti di ciascuno alla reputazione e al segreto intorno alla vita privata. A tempo debito e onestamente fornir\u00e0 le informazioni che riguardano il bene generale o danno risposta alle fondate inquietudini della popolazione. Nulla pu\u00f2 giustificare il ricorso a false informazioni per manipolare, mediante i mass-media, l&#8217;opinione pubblica. Non si attenter\u00e0, con simili interventi, alla libert\u00e0 degli individui e dei gruppi.<\/p>\n<p><b>2499<\/b> Il senso morale denuncia la piaga degli stati totalitari che sistematicamente falsano la verit\u00e0, esercitano mediante i mass-media un&#8217;egemonia politica sull&#8217;opinione pubblica, \u00ab manipolano \u00bb gli accusati e i testimoni di processi pubblici e credono di consolidare il loro dispotismo soffocando o reprimendo tutto ci\u00f2 che essi considerano come \u00ab delitti d&#8217;opinione \u00bb.<\/p>\n<h3><b><a name=\"VI. Verit\u00e0, bellezza e arte sacra\"><\/a>VI. Verit\u00e0, bellezza e arte sacra<\/b><\/h3>\n<p><b>2500<\/b> La pratica del bene si accompagna ad un piacere spirituale gratuito e alla bellezza morale. Allo stesso modo, la verit\u00e0 \u00e8 congiunta alla gioia e allo splendore della bellezza spirituale. La verit\u00e0 \u00e8 bella per se stessa. All&#8217;uomo, dotato d&#8217;intelligenza, \u00e8 necessaria la verit\u00e0 della parola, espressione razionale della conoscenza della realt\u00e0 creata ed increata; ma la verit\u00e0 pu\u00f2 anche trovare altre forme di espressione umana, complementari, soprattutto quando si tratta di evocare ci\u00f2 che essa comporta di indicibile, le profondit\u00e0 del cuore umano, le elevazioni dell&#8217;anima, il mistero di Dio. Ancora prima di rivelarsi all&#8217;uomo mediante parole di verit\u00e0, Dio si rivela a lui per mezzo del linguaggio universale della creazione, opera della sua Parola, della sua Sapienza: dall&#8217;ordine e dall&#8217;armonia del cosmo, che sia il bambino sia lo scienziato sanno scoprire, \u00ab dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l&#8217;autore \u00bb (<i>Sap <\/i>13,5), \u00ab perch\u00e9 li ha creati lo stesso autore della bellezza \u00bb (<i>Sap <\/i>13,3).<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab La Sapienza \u00e8 un&#8217;emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell&#8217;Onnipotente, per questo nulla di contaminato in essa si infiltra. \u00c8 un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell&#8217;attivit\u00e0 di Dio e un&#8217;immagine della sua bont\u00e0 \u00bb (<i>Sap <\/i>7,25-26). \u00ab Essa in realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 bella del sole e supera ogni costellazione di astri; paragonata alla luce, risulta superiore; a questa, infatti, succede la notte, ma contro la Sapienza la malvagit\u00e0 non pu\u00f2 prevalere \u00bb (<i>Sap <\/i>7,29-30). \u00ab Mi sono innamorato della sua bellezza \u00bb (<i>Sap <\/i>8,2).<\/p><\/blockquote>\n<p><b>2501<\/b> \u00ab Creato ad immagine di Dio \u00bb,<sup> 382<\/sup> l&#8217;uomo esprime la verit\u00e0 del suo rapporto con Dio Creatore anche mediante la bellezza delle proprie opere artistiche. L&#8217;<i>arte, <\/i>invero, \u00e8 una forma di espressione propriamente umana. Al di l\u00e0 dell&#8217;inclinazione a soddisfare le necessit\u00e0 vitali, comune a tutte le creature viventi, essa \u00e8 una sovrabbondanza gratuita della ricchezza interiore dell&#8217;essere umano. Frutto di un talento donato dal Creatore e dello sforzo dell&#8217;uomo, l&#8217;arte \u00e8 una forma di sapienza pratica che unisce intelligenza e abilit\u00e0<sup> 383<\/sup> per esprimere la verit\u00e0 di una realt\u00e0 nel linguaggio accessibile alla vista o all&#8217;udito. L&#8217;arte comporta inoltre una certa somiglianza con l&#8217;attivit\u00e0 di Dio nel creato, nella misura in cui trae ispirazione dalla verit\u00e0 e dall&#8217;amore per gli esseri. Come ogni altra attivit\u00e0 umana, l&#8217;arte non ha in s\u00e9 il proprio fine assoluto, ma \u00e8 ordinata al fine ultimo dell&#8217;uomo e da esso nobilitata.<sup> 384<\/sup><\/p>\n<p><b>2502<\/b> L&#8217;<i>arte sacra <\/i>\u00e8 vera e bella quando, nella sua forma, corrisponde alla vocazione che le \u00e8 propria: evocare e glorificare, nella fede e nella adorazione, il mistero trascendente di Dio, bellezza eccelsa di verit\u00e0 e di amore, apparsa in Cristo \u00ab irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza \u00bb (<i>Eb <\/i>1,3), nel quale \u00ab abita corporalmente tutta la pienezza della divinit\u00e0 \u00bb (<i>Col <\/i>2,9), bellezza spirituale riflessa nella santissima Vergine Maria, negli angeli e nei santi. L&#8217;autentica arte sacra conduce l&#8217;uomo all&#8217;adorazione, alla preghiera e all&#8217;amore di Dio Creatore e Salvatore, Santo e Santificatore.<\/p>\n<p><b>2503<\/b> Per questo i Vescovi, personalmente o per mezzo di delegati, devono prendersi cura di promuovere l&#8217;arte sacra, antica e moderna, in tutte le sue forme, e di tenere lontano, con il medesimo zelo, dalla liturgia e dagli edifici del culto, tutto ci\u00f2 che non \u00e8 conforme alla verit\u00e0 della fede e all&#8217;autentica bellezza dell&#8217;arte <i>sacra<\/i>.<sup> 385<\/sup><\/p>\n<h3><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p><b>2504<\/b> \u00ab <i>Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo<\/i> \u00bb (<i>Es <\/i>20,16)<i>. I discepoli di Cristo hanno rivestito <\/i>\u00ab <i>l&#8217;uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santit\u00e0 vera<\/i> \u00bb (<i>Ef <\/i>4,24)<i>.<\/i><\/p>\n<p><b>2505<\/b><i> La verit\u00e0 o veracit\u00e0 \u00e8 la virt\u00f9 che consiste nel mostrarsi veri nelle proprie azioni e nell&#8217;esprimere il vero nelle proprie parole, rifuggendo dalla doppiezza, dalla simulazione e dall&#8217;ipocrisia.<\/i><\/p>\n<p><b>2506<\/b><i> Il cristiano non deve vergognarsi <\/i>\u00ab <i>della testimonianza da rendere al Signore<\/i> \u00bb (<i>2 Tm <\/i>1,8) <i>in atti e parole. Il martirio \u00e8 la suprema testimonianza resa alla verit\u00e0 della fede.<\/i><\/p>\n<p><b>2507<\/b> <i> Il rispetto della reputazione e dell&#8217;onore delle persone proibisce ogni atteggiamento o parola di maldicenza o di calunnia.<\/i><\/p>\n<p><b>2508<\/b> <i> La menzogna consiste nel dire il falso con l&#8217;intenzione di ingannare il prossimo.<\/i><\/p>\n<p><b>2509<\/b> <i> Una colpa commessa contro la verit\u00e0 esige riparazione.<\/i><\/p>\n<p><b>2510<\/b><i> La regola d&#8217;oro aiuta a discernere, nelle situazioni concrete, se sia o non sia opportuno palesare la verit\u00e0 a chi la domanda.<\/i><\/p>\n<p><b>2511<\/b><i> \u00ab Il sigillo sacramentale \u00e8 inviolabile<\/i> \u00bb.<sup> 386<\/sup> <i>I segreti professionali vanno serbati. Le confidenze pregiudizievoli per altri non devono essere divulgate.<\/i><\/p>\n<p><b>2512<\/b><i> La societ\u00e0 ha diritto a un&#8217;informazione fondata sulla verit\u00e0, sulla libert\u00e0, sulla giustizia. \u00c8 opportuno imporsi moderazione e disciplina nell&#8217;uso dei mezzi di comunicazione sociale.<\/i><\/p>\n<p><b>2513<\/b><i> Le belle arti, ma soprattutto l&#8217;arte sacra, <\/i>\u00ab <i>per loro natura, hanno relazione con l&#8217;infinita bellezza divina, che deve essere in qualche modo espressa dalle opere dell&#8217;uomo, e sono tanto pi\u00f9 orientate a Dio e all&#8217;incremento della sua lode e della sua gloria, in quanto nessun altro fine \u00e8 loro assegnato se non di contribuire quanto pi\u00f9 efficacemente possibile, con le loro opere, a indirizzare pienamente le menti degli uomini a Dio<\/i> \u00bb.<sup> 387<\/sup><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(349) Cf <i>Prv <\/i>8,7; <i>2 Sam <\/i>7,28.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(350) Cf <i>Sal <\/i>119,142.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(351) Cf <i>Lc <\/i>1,50.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(352) Cf <i>Sal <\/i>119,30.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(353) Cf <i>Gv <\/i>1,14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(354) Cf <i>Gv <\/i>14,6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(355) Cf <i>Gv <\/i>12,46.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(356) Cf <i>Gv <\/i>8,31-32.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(357) Cf <i>Gv <\/i>17,17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(358) Cf <i>Gv <\/i>14,17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(359) Cf <i>Gv <\/i>14,26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(360) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 931.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(361) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> II-II, q. 109, a. 3, ad 1: Ed. Leon. 9, 418.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(362) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> II-II, q. 109, a. 3, c: Ed. Leon. 9, 418.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(363) Cf <i>Gv <\/i>18,37.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(364) Cf <i>Mt <\/i>18,16.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(365) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 11: AAS 58 (1966) 959.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(366) Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Romanos,<\/i> 4, 1: SC 10bis, p. 110 (Funk 1, 256).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(367) Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Romanos,<\/i> 6, 1: SC 10bis, p. 114 (Funk 1, 258-260).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(368) <i>Martyrium Polycarpi,<\/i> 14, 2-3: SC 10bis, p. 228 (Funk 1, 330-332).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(369) Cf <i>Prv <\/i>19,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(370) Cf <i>Prv <\/i>18,5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(371) Cf CIC canone 220.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(372) Cf <i>Sir <\/i>21,28.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(373) Sant&#8217;Ignazio di Loyola, <i>Exercitia spiritualia<\/i>, 22: MHSI 100, 164.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(374) Sant&#8217;Agostino, <i>De mendacio,<\/i> 4, 5: CSEL 41, 419 (PL 40, 491).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(375) Cf <i>Sir <\/i>27,17; <i>Prv <\/i>25,9-10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(376) CIC canone 983, \u00a7 1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(377) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Inter mirifica<\/i>, 11: AAS 56 (1964) 148-149.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(378) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Inter mirifica<\/i>, 5: AAS 56 (1964) 147.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(379) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Inter mirifica<\/i>, 8: AAS 56 (1964) 148.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(380) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Inter mirifica<\/i>, 12: AAS 56 (1964) 149.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(381) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Inter mirifica<\/i>, 12: AAS 56 (1964) 149.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(382) Cf <i>Gn <\/i>1,26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(383) Cf <i>Sap <\/i>7,17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(384) Cf Pio XII, <i>Messaggio radiofonico<\/i> (24 dicembre 1955): AAS 48 (1956) 26-41; Id., <i>Messaggio radiofonico ai membri della societ\u00e0 dei giovani operai cristiani (J.O.C.)<\/i> (3 settembre 1950): AAS 42 (1950) 639-642.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(385) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 122-127: AAS 56 (1964) 130-132.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(386) CIC canone 983, \u00a7 1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(387) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 122: AAS 56 (1964) 130-131.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 8 L&#8217;OTTAVO COMANDAMENTO \u00ab Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo \u00bb (Es 20,16). \u00ab Fu detto agli antichi: &#8220;Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13523,"parent":546,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"class_list":["post-556","pagine","type-pagine","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/556","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine"}],"about":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/pagine"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=556"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/556\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/546"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=556"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=556"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}