{"id":550,"date":"2020-07-31T15:49:26","date_gmt":"2020-07-31T15:49:26","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=550"},"modified":"2022-04-22T13:52:14","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:14","slug":"articolo-quinto-il-quinto-comandamento","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-terza\/sezione-seconda-2\/capitolo-secondo-2\/articolo-quinto-il-quinto-comandamento\/","title":{"rendered":"Articolo quinto &#8211; Il quinto comandamento"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>ARTICOLO 5<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>IL QUINTO COMANDAMENTO<\/b><\/h4>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Non uccidere \u00bb (<i>Es <\/i>20,13).<\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Avete inteso che fu detto agli antichi: &#8220;Non uccidere; chi avr\u00e0 ucciso sar\u00e0 sottoposto a giudizio&#8221;. Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sar\u00e0 sottoposto a giudizio \u00bb (<i>Mt <\/i>5,21-22).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2258<\/b> \u00ab La <i>vita umana \u00e8 sacra <\/i>perch\u00e9, fin dal suo inizio, comporta l&#8217;azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio \u00e8 il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, pu\u00f2 rivendicare a s\u00e9 il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente \u00bb.<sup> 168<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. Il rispetto della vita umana\"><\/a>I. Il rispetto della vita umana<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>La testimonianza della storia sacra<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2259<\/b> La Scrittura, nel racconto dell&#8217;uccisione di Abele da parte del fratello Caino,<sup> 169<\/sup> rivela, fin dagli inizi della storia umana, la presenza nell&#8217;uomo della collera e della cupidigia, conseguenze del peccato originale. L&#8217;uomo \u00e8 diventato il nemico del suo simile. Dio dichiara la scelleratezza di questo fratricidio: \u00ab Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello \u00bb (<i>Gn <\/i>4,10-11).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2260<\/b> L&#8217;Alleanza tra Dio e l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 intessuta di richiami al dono divino della vita umana e alla violenza omicida dell&#8217;uomo:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domander\u00f2 conto [&#8230;]. Chi sparge il sangue dell&#8217;uomo, dall&#8217;uomo il suo sangue sar\u00e0 sparso, perch\u00e9 ad immagine di Dio egli ha fatto l&#8217;uomo \u00bb (<i>Gn <\/i>9,5-6).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\">L&#8217;Antico Testamento ha sempre ritenuto il sangue come un segno sacro della vita.<sup> 170<\/sup> Questo insegnamento \u00e8 necessario in ogni tempo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2261<\/b> La Scrittura precisa la proibizione del quinto comandamento: \u00ab Non far morire l&#8217;innocente e il giusto \u00bb (<i>Es <\/i>23,7). L&#8217;uccisione volontaria di un innocente \u00e8 gravemente contraria alla dignit\u00e0 dell&#8217;essere umano, alla \u00ab regola d&#8217;oro \u00bb e alla santit\u00e0 del Creatore. La legge che vieta questo omicidio ha una validit\u00e0 universale: obbliga tutti e ciascuno, sempre e dappertutto.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2262<\/b> Nel discorso della montagna il Signore richiama il precetto: \u00ab Non uccidere \u00bb (<i>Mt <\/i>5,21); vi aggiunge la proibizione dell&#8217;ira, dell&#8217;odio, della vendetta. Ancora di pi\u00f9: Cristo chiede al suo discepolo di porgere l&#8217;altra guancia,<sup> 171<\/sup> di amare i propri nemici.<sup> 172<\/sup> Egli stesso non si \u00e8 difeso e ha ingiunto a Pietro di rimettere la spada nel fodero.<sup> 173<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La legittima difesa<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2263<\/b> La legittima difesa delle persone e delle societ\u00e0 non costituisce un&#8217;eccezione alla proibizione di uccidere l&#8217;innocente, uccisione in cui consiste l&#8217;omicidio volontario. \u00ab Dalla difesa personale possono seguire due effetti, il primo dei quali \u00e8 la conservazione della propria vita; mentre l&#8217;altro \u00e8 l&#8217;uccisione dell&#8217;attentatore \u00bb.<sup> 174<\/sup> \u00ab Nulla impedisce che vi siano due effetti di uno stesso atto, dei quali uno sia intenzionale e l&#8217;altro preterintenzionale \u00bb.<sup> 175<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2264<\/b> L&#8217;amore verso se stessi resta un principio fondamentale della moralit\u00e0. \u00c8 quindi legittimo far rispettare il proprio diritto alla vita. Chi difende la propria vita non si rende colpevole di omicidio anche se \u00e8 costretto a infliggere al suo aggressore un colpo mortale:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Se uno nel difendere la propria vita usa maggior violenza del necessario, il suo atto \u00e8 illecito. Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa \u00e8 lecita [&#8230;]. E non \u00e8 necessario per la salvezza dell&#8217;anima che uno rinunzi alla legittima difesa per evitare l&#8217;uccisione di altri: poich\u00e9 un uomo \u00e8 tenuto di pi\u00f9 a provvedere alla propria vita che alla vita altrui \u00bb.<sup> 176<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2265<\/b> La legittima difesa, oltre che un diritto, pu\u00f2 essere anche un grave dovere, per chi \u00e8 responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l&#8217;ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell&#8217;autorit\u00e0 hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunit\u00e0 civile affidata alla loro responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2266<\/b> Corrisponde ad un&#8217;esigenza di tutela del bene comune lo sforzo dello Stato inteso a contenere il diffondersi di comportamenti lesivi dei diritti dell&#8217;uomo e delle regole fondamentali della convivenza civile. La legittima autorit\u00e0 pubblica ha il diritto ed il dovere di infliggere pene proporzionate alla gravit\u00e0 del delitto. La pena ha innanzi tutto lo scopo di riparare il disordine introdotto dalla colpa. Quando \u00e8 volontariamente accettata dal colpevole, essa assume valore di espiazione. La pena poi, oltre che a difendere l&#8217;ordine pubblico e a tutelare la sicurezza delle persone, mira ad uno scopo medicinale: nella misura del possibile, essa deve contribuire alla correzione del colpevole.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2267<\/b> L&#8217;insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell&#8217;identit\u00e0 e della responsabilit\u00e0 del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l&#8217;unica via praticabile per difendere efficacemente dall&#8217;aggressore ingiusto la vita di esseri umani.<\/p>\n<p align=\"left\">Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall&#8217;aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l&#8217;autorit\u00e0 si limiter\u00e0 a questi mezzi, poich\u00e9 essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono pi\u00f9 conformi alla dignit\u00e0 della persona umana.<\/p>\n<p align=\"left\">Oggi, infatti, a seguito delle possibilit\u00e0 di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l&#8217;ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilit\u00e0 di redimersi, i casi di assoluta necessit\u00e0 di soppressione del reo \u00ab sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti \u00bb.<sup> 177<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;omicidio volontario<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2268<\/b> Il quinto comandamento proibisce come gravemente peccaminoso l&#8217;<i>omicidio diretto e volontario<\/i>. L&#8217;omicida e coloro che volontariamente cooperano all&#8217;uccisione commettono un peccato che grida vendetta al cielo.<sup> 178<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;infanticidio,<sup> 179<\/sup> il fratricidio, il parricidio e l&#8217;uccisione del coniuge sono crimini particolarmente gravi a motivo dei vincoli naturali che infrangono. Preoccupazioni eugenetiche o di igiene pubblica non possono giustificare nessuna uccisione, fosse anche comandata dai pubblici poteri.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2269<\/b> Il quinto comandamento proibisce qualsiasi azione fatta con l&#8217;intenzione di provocare <i>indirettamente <\/i>la morte di una persona. La legge morale vieta tanto di esporre qualcuno ad un rischio mortale senza grave motivo, quanto di rifiutare l&#8217;assistenza ad una persona in pericolo.<\/p>\n<p align=\"left\">Tollerare, da parte della societ\u00e0 umana, condizioni di miseria che portano alla morte senza che ci si sforzi di porvi rimedio, \u00e8 una scandalosa ingiustizia e una colpa grave. Quanti nei commerci usano pratiche usuraie e mercantili che provocano la fame e la morte dei loro fratelli in umanit\u00e0, commettono indirettamente un omicidio, che \u00e8 loro imputabile.<sup> 180<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;omicidio <i>involontario <\/i>non \u00e8 moralmente imputabile. Ma non si \u00e8 scagionati da una colpa grave qualora, senza motivi proporzionati, si \u00e8 agito in modo tale da causare la morte, anche senza l&#8217;intenzione di provocarla.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;aborto<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2270<\/b> La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l&#8217;essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita.<sup> 181<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato \u00bb (<i>Ger <\/i>1,5).<\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondit\u00e0 della terra \u00bb (<i>Sal <\/i>139,15).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2271<\/b> Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non \u00e8 mutato. Rimane invariabile. L&#8217;aborto diretto, cio\u00e8 voluto come un fine o come un mezzo, \u00e8 gravemente contrario alla legge morale:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Non uccidere il bimbo con l&#8217;aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita \u00bb.<sup> 182<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l&#8217;altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo degno dell&#8217;uomo. Perci\u00f2 la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l&#8217;aborto come pure l&#8217;infanticidio sono abominevoli delitti \u00bb.<sup> 183<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2272<\/b> La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. \u00ab Chi procura l&#8217;aborto, se ne consegue l&#8217;effetto, incorre nella scomunica latae sententiae \u00bb,<sup> 184<\/sup> \u00ab per il fatto stesso d&#8217;aver commesso il delitto \u00bb<sup> 185<\/sup> e alle condizioni previste dal diritto.<sup> 186<\/sup> La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravit\u00e0 del crimine commesso, il danno irreparabile causato all&#8217;innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la societ\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2273<\/b> Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un <i>elemento costitutivo della societ\u00e0 civile e della sua legislazione<\/i>:<\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab I diritti inalienabili della persona dovranno essere riconosciuti e rispettati da parte della societ\u00e0 civile e dell&#8217;autorit\u00e0 politica; tali diritti dell&#8217;uomo non dipendono n\u00e9 dai singoli individui, n\u00e9 dai genitori e neppure rappresentano una concessione della societ\u00e0 e dello Stato: appartengono alla natura umana e sono inerenti alla persona in forza dell&#8217;atto creativo da cui ha preso origine. Tra questi diritti fondamentali bisogna, a questo proposito, ricordare: il diritto alla vita e all&#8217;integrit\u00e0 fisica di ogni essere umano dal concepimento alla morte \u00bb.<sup> 187<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Nel momento in cui una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che la legislazione civile deve loro accordare, lo Stato viene a negare l&#8217;uguaglianza di tutti davanti alla legge. Quando lo Stato non pone la sua forza al servizio dei diritti di ciascun cittadino, e in particolare di chi \u00e8 pi\u00f9 debole, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto. [&#8230;] Come conseguenza del rispetto e della protezione che vanno accordati al nascituro, a partire dal momento del suo concepimento, la legge dovr\u00e0 prevedere appropriate sanzioni penali per ogni deliberata violazione dei suoi diritti \u00bb.<sup> 188<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2274<\/b> L&#8217;embrione, poich\u00e9 fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovr\u00e0 essere difeso nella sua integrit\u00e0, curato e guarito, per quanto \u00e8 possibile, come ogni altro essere umano.<\/p>\n<p align=\"left\">La <i>diagnosi prenatale <\/i>\u00e8 moralmente lecita, se \u00ab rispetta la vita e l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;embrione e del feto umano ed \u00e8 orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale [&#8230;]. Ma essa \u00e8 gravemente in contrasto con la legge morale quando contempla l&#8217;eventualit\u00e0, in dipendenza dai risultati, di provocare un aborto: una diagnosi [&#8230;] non deve equivalere a una sentenza di morte \u00bb.<sup> 189<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2275<\/b> \u00ab Si devono ritenere leciti gli interventi sull&#8217;embrione umano a patto che rispettino la vita e l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale \u00bb.<sup> 190<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab \u00c8 immorale produrre embrioni umani destinati a essere sfruttati come &#8220;materiale biologico&#8221; disponibile \u00bb.<sup> 191<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Alcuni tentativi d&#8217;intervento sul patrimonio cromosomico o genetico non sono terapeutici, ma mirano alla produzione di esseri umani selezionati secondo il sesso o altre qualit\u00e0 prestabilite. Queste manipolazioni sono contrarie alla dignit\u00e0 personale dell&#8217;essere umano, alla sua integrit\u00e0 e alla sua identit\u00e0 \u00bb<sup> 192<\/sup> unica, irrepetibile.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;eutanasia<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2276<\/b> Coloro la cui vita \u00e8 minorata o indebolita richiedono un rispetto particolare. Le persone ammalate o handicappate devono essere sostenute perch\u00e9 possano condurre un&#8217;esistenza per quanto possibile normale.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2277<\/b> Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l&#8217;eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa \u00e8 moralmente inaccettabile.<\/p>\n<p align=\"left\">Cos\u00ec un&#8217;azione oppure un&#8217;omissione che, da s\u00e9 o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un&#8217;uccisione gravemente contraria alla dignit\u00e0 della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L&#8217;errore di giudizio, nel quale si pu\u00f2 essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest&#8217;atto omicida, sempre da condannare e da escludere.<sup> 193<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2278<\/b> L&#8217;interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi pu\u00f2 essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all&#8217;\u00ab accanimento terapeutico \u00bb. Non si vuole cos\u00ec procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacit\u00e0, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volont\u00e0 e gli interessi legittimi del paziente.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2279<\/b> Anche se la morte \u00e8 considerata imminente, le cure che d&#8217;ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. L&#8217;uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio di abbreviare i suoi giorni, pu\u00f2 essere moralmente conforme alla dignit\u00e0 umana, se la morte non \u00e8 voluta n\u00e9 come fine n\u00e9 come mezzo, ma \u00e8 soltanto prevista e tollerata come inevitabile. Le cure palliative costituiscono una forma privilegiata della carit\u00e0 disinteressata. A questo titolo devono essere incoraggiate.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il suicidio<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2280<\/b> Ciascuno \u00e8 responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel&#8217;ha donata. Egli ne rimane il sovrano Padrone. Noi siamo tenuti a riceverla con riconoscenza e a preservarla per il suo onore e per la salvezza delle nostre anime. Siamo amministratori, non proprietari della vita che Dio ci ha affidato. Non ne disponiamo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2281<\/b> Il suicidio contraddice la naturale inclinazione dell&#8217;essere umano a conservare e a perpetuare la propria vita. Esso \u00e8 gravemente contrario al giusto amore di s\u00e9. Al tempo stesso \u00e8 un&#8217;offesa all&#8217;amore del prossimo, perch\u00e9 spezza ingiustamente i legami di solidariet\u00e0 con la societ\u00e0 familiare, nazionale e umana, nei confronti delle quali abbiamo degli obblighi. Il suicidio \u00e8 contrario all&#8217;amore del Dio vivente.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2282<\/b> Se \u00e8 commesso con l&#8217;intenzione che serva da esempio, soprattutto per i giovani, il suicidio si carica anche della gravit\u00e0 dello scandalo. La cooperazione volontaria al suicidio \u00e8 contraria alla legge morale.<\/p>\n<p align=\"left\">Gravi disturbi psichici, l&#8217;angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilit\u00e0 del suicida.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2283<\/b> Non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte. Dio, attraverso le vie che egli solo conosce, pu\u00f2 loro preparare l&#8217;occasione di un salutare pentimento. La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla loro vita.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. Il rispetto della dignit\u00e0 delle persone\"><\/a>II. Il rispetto della dignit\u00e0 delle persone<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>Il rispetto dell&#8217;anima altrui: lo scandalo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2284<\/b> Lo scandalo \u00e8 l&#8217;atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male. Chi scandalizza si fa tentatore del suo prossimo. Attenta alla virt\u00f9 e alla rettitudine; pu\u00f2 trascinare il proprio fratello alla morte spirituale. Lo scandalo costituisce una colpa grave se chi lo provoca con azione o omissione induce deliberatamente altri in una grave mancanza.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2285<\/b> Lo scandalo assume una gravit\u00e0 particolare a motivo dell&#8217;autorit\u00e0 di coloro che lo causano o della debolezza di coloro che lo subiscono. Ha ispirato a nostro Signore questa maledizione: \u00ab Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli, [&#8230;] sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare \u00bb (<i>Mt <\/i>18,6).<sup> 194<\/sup> Lo scandalo \u00e8 grave quando a provocarlo sono coloro che, per natura o per funzione, sono tenuti ad insegnare e ad educare gli altri. Ges\u00f9 lo rimprovera agli scribi e ai farisei: li paragona a lupi rapaci in veste di pecore.<sup> 195<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2286<\/b> Lo scandalo pu\u00f2 essere provocato dalla legge o dalle istituzioni, dalla moda o dall&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p align=\"left\">Cos\u00ec, si rendono colpevoli di scandalo coloro che promuovono leggi o strutture sociali che portano alla degradazione dei costumi e alla corruzione della vita religiosa, o a \u00ab condizioni sociali che, volutamente o no, rendono ardua o praticamente impossibile una condotta di vita cristiana, conformata ai precetti del Sommo Legislatore \u00bb.<sup> 196<\/sup> La stessa cosa vale per i capi di imprese i quali danno regolamenti che inducono alla frode, per i maestri che \u00ab esasperano \u00bb<sup> 197<\/sup> i loro allievi o per coloro che, manipolando l&#8217;opinione pubblica, la sviano dai valori morali.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2287<\/b> Chi usa i poteri di cui dispone in modo tale da spingere ad agire male, si rende colpevole di scandalo e responsabile del male che, direttamente o indirettamente, ha favorito. \u00ab \u00c8 inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono \u00bb (<i>Lc <\/i>17,1).<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il rispetto della salute<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2288<\/b> La vita e la salute fisica sono beni preziosi donati da Dio. Dobbiamo averne ragionevolmente cura, tenendo conto delle necessit\u00e0 altrui e del bene comune.<\/p>\n<p align=\"left\">La <i>cura della salute <\/i>dei cittadini richiede l&#8217;apporto della societ\u00e0 perch\u00e9 si abbiano condizioni d&#8217;esistenza che permettano di crescere e di raggiungere la maturit\u00e0: cibo e indumenti, abitazione, assistenza sanitaria, insegnamento di base, lavoro, previdenza sociale.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2289<\/b> Se la morale richiama al rispetto della vita corporea, non ne fa tuttavia un valore assoluto. Essa si oppone ad una concezione neo-pagana, che tende a promuovere il <i>culto del corpo<\/i>, a sacrificargli tutto, a idolatrare la perfezione fisica e il successo sportivo. A motivo della scelta selettiva che tale concezione opera tra i forti e i deboli, essa pu\u00f2 portare alla perversione dei rapporti umani.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2290<\/b> La virt\u00f9 della temperanza dispone ad <i>evitare ogni sorta di eccessi<\/i>, l&#8217;abuso dei cibi, dell&#8217;alcool, del tabacco e dei medicinali. Coloro che, in stato di ubriachezza o per uno smodato gusto della velocit\u00e0, mettono in pericolo l&#8217;incolumit\u00e0 altrui e la propria sulle strade, in mare, o in volo, si rendono gravemente colpevoli.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2291<\/b> L&#8217;<i>uso della droga <\/i>causa gravissimi danni alla salute e alla vita umana. Esclusi i casi di prescrizioni strettamente terapeutiche, costituisce una colpa grave. La produzione clandestina di droghe e il loro traffico sono pratiche scandalose; costituiscono una cooperazione diretta, poich\u00e9 spingono a pratiche gravemente contrarie alla legge morale.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il rispetto della persona e la ricerca scientifica<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2292<\/b> Le sperimentazioni scientifiche, mediche o psicologiche, sulle persone o sui gruppi umani, possono concorrere alla guarigione dei malati e al progresso della salute pubblica.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2293<\/b> La ricerca scientifica di base e anche la ricerca applicata costituiscono un&#8217;espressione significativa della signoria dell&#8217;uomo sulla creazione. La scienza e la tecnica sono preziose risorse quando vengono messe al servizio dell&#8217;uomo e ne promuovono lo sviluppo integrale a beneficio di tutti; non possono tuttavia, da sole, indicare il senso dell&#8217;esistenza e del progresso umano. La scienza e la tecnica sono ordinate all&#8217;uomo, dal quale traggono origine e sviluppo; esse, quindi, trovano nella persona e nei suoi valori morali l&#8217;indicazione del loro fine e la coscienza dei loro limiti.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2294<\/b> \u00c8 illusorio rivendicare la neutralit\u00e0 morale della ricerca scientifica e delle sue applicazioni. D&#8217;altra parte, i criteri orientativi non possono essere dedotti n\u00e9 dalla semplice efficacia tecnica, n\u00e9 dall&#8217;utilit\u00e0 che pu\u00f2 derivarne per gli uni a scapito degli altri, n\u00e9, peggio ancora, dalle ideologie dominanti. La scienza e la tecnica richiedono, per il loro stesso significato intrinseco, l&#8217;incondizionato rispetto dei criteri fondamentali della moralit\u00e0; devono essere al servizio della persona umana, dei suoi inalienabili diritti, del suo bene vero e integrale, in conformit\u00e0 al progetto e alla volont\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2295<\/b> Le ricerche o sperimentazioni sull&#8217;essere umano non possono legittimare atti in se stessi contrari alla dignit\u00e0 delle persone e alla legge morale. L&#8217;eventuale consenso dei soggetti non giustifica simili atti. La sperimentazione sull&#8217;essere umano non \u00e8 moralmente legittima se fa correre rischi sproporzionati o evitabili per la vita o l&#8217;integrit\u00e0 fisica e psichica dei soggetti. La sperimentazione sugli esseri umani non \u00e8 conforme alla dignit\u00e0 della persona se, oltre tutto, viene fatta senza il consenso esplicito del soggetto o dei suoi aventi diritto.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2296<\/b> Il <i>trapianto di organi <\/i>\u00e8 conforme alla legge morale se i danni e i rischi fisici e psichici in cui incorre il donatore sono proporzionati al bene che si cerca per il destinatario. La donazione di organi dopo la morte \u00e8 un atto nobile e meritorio ed \u00e8 da incoraggiare come manifestazione di generosa solidariet\u00e0. Non \u00e8 moralmente accettabile se il donatore o i suoi aventi diritto non vi hanno dato il loro esplicito consenso. \u00c8 inoltre moralmente inammissibile provocare direttamente la mutilazione invalidante o la morte di un essere umano, sia pure per ritardare il decesso di altre persone.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il rispetto dell&#8217;integrit\u00e0 corporea<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2297<\/b> I <i>rapimenti e la presa di ostaggi <\/i>fanno regnare il terrore e, con la minaccia, esercitano intollerabili pressioni sulle vittime. Essi sono moralmente illeciti. Il <i>terrorismo<\/i> minaccia, ferisce e uccide senza discriminazione; esso \u00e8 gravemente contrario alla giustizia e alla carit\u00e0. La <i>tortura<\/i>, che si serve della violenza fisica o morale per strappare confessioni, per punire i colpevoli, per spaventare gli oppositori, per soddisfare l&#8217;odio, \u00e8 contraria al rispetto della persona e della dignit\u00e0 umana. Al di fuori di prescrizioni mediche di carattere strettamente terapeutico, le <i>amputazioni<\/i>, <i>mutilazioni o sterilizzazioni <\/i>direttamente volontarie praticate a persone innocenti sono contrarie alla legge morale.<sup> 198<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2298<\/b> Nei tempi passati, da parte delle autorit\u00e0 legittime si \u00e8 fatto comunemente ricorso a pratiche crudeli per salvaguardare la legge e l&#8217;ordine, spesso senza protesta dei Pastori della Chiesa, i quali nei loro propri tribunali hanno essi stessi adottato le prescrizioni del diritto romano sulla tortura. Accanto a tali fatti deplorevoli, per\u00f2, la Chiesa ha sempre insegnato il dovere della clemenza e della misericordia; ha vietato al clero di versare il sangue. Nei tempi recenti \u00e8 diventato evidente che tali pratiche crudeli non erano n\u00e9 necessarie per l&#8217;ordine pubblico, n\u00e9 conformi ai legittimi diritti della persona umana. Al contrario, esse portano alle peggiori degradazioni. Ci si deve adoperare per la loro abolizione. Bisogna pregare per le vittime e per i loro carnefici.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il rispetto dei morti<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2299<\/b> Ai moribondi saranno prestate attenzioni e cure per aiutarli a vivere i loro ultimi momenti con dignit\u00e0 e pace. Saranno sostenuti dalla preghiera dei loro congiunti. Costoro si faranno premura affinch\u00e9 i malati ricevano in tempo opportuno i sacramenti che preparano all&#8217;incontro con il Dio vivente.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2300<\/b> I corpi dei defunti devono essere trattati con rispetto e carit\u00e0 nella fede e nella speranza della risurrezione. La sepoltura dei morti \u00e8 un&#8217;opera di misericordia corporale;<sup> 199<\/sup> rende onore ai figli di Dio, templi dello Spirito Santo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2301<\/b> L&#8217;autopsia dei cadaveri pu\u00f2 essere moralmente ammessa per motivi di inchiesta legale o di ricerca scientifica. Il dono gratuito di organi dopo la morte \u00e8 legittimo e pu\u00f2 essere meritorio.<\/p>\n<p align=\"left\">La Chiesa permette la cremazione, se tale scelta non mette in questione la fede nella risurrezione dei corpi.<sup> 200<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. La difesa della pace\"><\/a>III. La difesa della pace<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>La pace<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2302<\/b> Richiamando il comandamento: \u00ab Non uccidere \u00bb (<i>Mt <\/i>5,21), nostro Signore chiede la pace del cuore e denuncia l&#8217;immoralit\u00e0 dell&#8217;ira omicida e dell&#8217;odio.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;<i>ira <\/i>\u00e8 un desiderio di vendetta. \u00ab Desiderare la vendetta per il male di chi va punito \u00e8 illecito \u00bb; ma \u00e8 lodevole imporre una riparazione \u00ab al fine di correggere i vizi e di conservare il bene della giustizia \u00bb.<sup> 201<\/sup> Se l&#8217;ira si spinge fino al proposito di uccidere il prossimo o di ferirlo in modo brutale, si oppone gravemente alla carit\u00e0; \u00e8 un peccato mortale. Il Signore dice: \u00ab Chiunque si adira contro il proprio fratello, sar\u00e0 sottoposto a giudizio \u00bb (<i>Mt <\/i>5,22).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2303<\/b> L&#8217;<i>odio <\/i>volontario \u00e8 contrario alla carit\u00e0. L&#8217;odio del prossimo \u00e8 un peccato quando l&#8217;uomo vuole deliberatamente per lui il male. L&#8217;odio del prossimo \u00e8 un peccato grave quando deliberatamente si desidera per lui un grave danno. \u00ab Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perch\u00e9 siate figli del Padre vostro celeste&#8230; \u00bb (<i>Mt <\/i>5,44-45).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2304<\/b> Il rispetto e lo sviluppo della vita umana richiedono la <i>pace<\/i>. La pace non \u00e8 la semplice assenza della guerra e non pu\u00f2 ridursi ad assicurare l&#8217;equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si pu\u00f2 ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignit\u00e0 delle persone e dei popoli, l&#8217;assidua pratica della fratellanza. \u00c8 la \u00ab tranquillit\u00e0 dell&#8217;ordine \u00bb.<sup> 202<\/sup> \u00c8 \u00ab frutto della giustizia \u00bb (<i>Is <\/i>32,17) ed effetto della carit\u00e0.<sup> 203<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2305<\/b> La pace terrena \u00e8 immagine e frutto della <i>pace di Cristo<\/i>, il \u00ab Principe della pace \u00bb (<i>Is <\/i>9,5) messianica. Con il sangue della sua croce, egli ha distrutto in se stesso l&#8217;inimicizia,<sup> 204<\/sup> ha riconciliato gli uomini con Dio e ha fatto della sua Chiesa il sacramento dell&#8217;unit\u00e0 del genere umano e della sua unione con Dio.<sup> 205<\/sup> \u00ab Egli \u00e8 la nostra pace \u00bb (<i>Ef <\/i>2,14). E proclama: \u00ab Beati gli operatori di pace \u00bb (<i>Mt <\/i>5,9).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2306<\/b> Coloro che, per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo, rinunciano all&#8217;azione violenta e cruenta e ricorrono a mezzi di difesa che sono alla portata dei pi\u00f9 deboli, rendono testimonianza alla carit\u00e0 evangelica, purch\u00e9 ci\u00f2 si faccia senza pregiudizio per i diritti e i doveri degli altri uomini e delle societ\u00e0. Essi legittimamente attestano la gravit\u00e0 dei rischi fisici e morali del ricorso alla violenza, che causa rovine e morti.<sup> 206<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Evitare la guerra<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2307<\/b> Il quinto comandamento proibisce la distruzione volontaria della vita umana. A causa dei mali e delle ingiustizie che ogni guerra provoca, la Chiesa con insistenza esorta tutti a pregare e ad operare perch\u00e9 la bont\u00e0 divina ci liberi dall&#8217;antica schiavit\u00f9 della guerra.<sup> 207<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2308<\/b> Tutti i cittadini e tutti i governanti sono tenuti ad adoperarsi per evitare le guerre.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Fintantoch\u00e9 esister\u00e0 il pericolo della guerra e non ci sar\u00e0 un&#8217;autorit\u00e0 internazionale competente, munita di forze efficaci, una volta esaurite tutte le possibilit\u00e0 di un pacifico accomodamento, non si potr\u00e0 negare ai governi il diritto di una legittima difesa \u00bb.<sup> 208<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2309<\/b> Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una <i>legittima difesa con la forza militare<\/i>. Tale decisione, per la sua gravit\u00e0, \u00e8 sottomessa a rigorose condizioni di legittimit\u00e0 morale. Occorre contemporaneamente:<\/p>\n<p align=\"left\">\u2014 che il danno causato dall&#8217;aggressore alla nazione o alla comunit\u00e0 delle nazioni sia durevole, grave e certo;<\/p>\n<p align=\"left\">\u2014 che tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci;<\/p>\n<p align=\"left\">\u2014 che ci siano fondate condizioni di successo;<\/p>\n<p align=\"left\">\u2014 che il ricorso alle armi non provochi mali e disordini pi\u00f9 gravi del male da eliminare. Nella valutazione di questa condizione ha un grandissimo peso la potenza dei moderni mezzi di distruzione.<\/p>\n<p align=\"left\">Questi sono gli elementi tradizionali elencati nella dottrina detta della \u00ab guerra giusta \u00bb.<\/p>\n<p align=\"left\">La valutazione di tali condizioni di legittimit\u00e0 morale spetta al giudizio prudente di coloro che hanno la responsabilit\u00e0 del bene comune.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2310<\/b> I pubblici poteri, in questo caso, hanno il diritto e il dovere di imporre ai cittadini gli <i>obblighi necessari alla difesa nazionale<\/i>.<\/p>\n<p align=\"left\">Coloro che si dedicano al servizio della patria nella vita militare sono servitori della sicurezza e della libert\u00e0 dei popoli. Se rettamente adempiono il loro dovere, concorrono veramente al bene comune della nazione e al mantenimento della pace.<sup> 209<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2311<\/b> I pubblici poteri provvederanno equamente al caso di coloro che, per motivi di coscienza, ricusano l&#8217;uso delle armi; essi sono nondimeno tenuti a prestare qualche altra forma di servizio alla comunit\u00e0 umana.<sup> 210<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2312<\/b> La Chiesa e la ragione umana dichiarano la permanente validit\u00e0 della <i>legge morale durante i conflitti armati<\/i>. \u00ab N\u00e9 per il fatto che una guerra \u00e8 ormai disgraziatamente scoppiata, diventa per questo lecita ogni cosa tra le parti in conflitto \u00bb.<sup> 211<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2313<\/b> Si devono rispettare e trattare con umanit\u00e0 i non-combattenti, i soldati feriti e i prigionieri.<\/p>\n<p align=\"left\">Le azioni manifestamente contrarie al diritto delle genti e ai suoi principi universali, non diversamente dalle disposizioni che le impongono, sono crimini. Non basta un&#8217;obbedienza cieca a scusare coloro che vi si sottomettono. Cos\u00ec lo sterminio di un popolo, di una nazione o di una minoranza etnica deve essere condannato come peccato mortale. Si \u00e8 moralmente in obbligo di far resistenza agli ordini che comandano un \u00ab genocidio \u00bb.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2314<\/b> \u00ab Ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere citt\u00e0 o di vaste regioni e dei loro abitanti, \u00e8 delitto contro Dio e contro la stessa umanit\u00e0 e con fermezza e senza esitazione deve essere condannato \u00bb.<sup> 212<\/sup> Un rischio della guerra moderna \u00e8 di offrire l&#8217;occasione di commettere tali crimini a chi detiene armi scientifiche, in particolare atomiche, biologiche o chimiche.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2315<\/b> L&#8217;<i>accumulo delle armi <\/i>sembra a molti un modo paradossale di dissuadere dalla guerra eventuali avversari. Costoro vedono in esso il pi\u00f9 efficace dei mezzi atti ad assicurare la pace tra le nazioni. Riguardo a tale mezzo di dissuasione vanno fatte severe riserve morali. La <i>corsa agli armamenti <\/i>non assicura la pace. Lungi dall&#8217;eliminare le cause di guerra, rischia di aggravarle. L&#8217;impiego di ricchezze enormi nella preparazione di armi sempre nuove impedisce di soccorrere le popolazioni indigenti;<sup> 213<\/sup> ostacola lo sviluppo dei popoli. L&#8217;<i>armarsi ad oltranza <\/i>moltiplica le cause di conflitti ed aumenta il rischio del loro propagarsi.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2316<\/b> <i>La produzione e il commercio delle armi <\/i>toccano il bene comune delle nazioni e della comunit\u00e0 internazionale. Le autorit\u00e0 pubbliche hanno pertanto il diritto e il dovere di regolamentarli. La ricerca di interessi privati o collettivi a breve termine non pu\u00f2 legittimare imprese che fomentano la violenza e i conflitti tra le nazioni e che compromettono l&#8217;ordine giuridico internazionale.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2317<\/b> Le ingiustizie, gli eccessivi squilibri di carattere economico o sociale, l&#8217;invidia, la diffidenza e l&#8217;orgoglio che dannosamente imperversano tra gli uomini e le nazioni, minacciano incessantemente la pace e causano le guerre. Tutto quanto si fa per eliminare questi disordini contribuisce a costruire la pace e ad evitare la guerra:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta di Cristo; ma, in quanto riescono, uniti nell&#8217;amore, a vincere il peccato, essi vincono anche la violenza, fino alla realizzazione di quella parola divina: &#8220;Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzer\u00e0 pi\u00f9 la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno pi\u00f9 nell&#8217;arte della guerra&#8221; (<i>Is <\/i>2,4) \u00bb.<sup> 214<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2318<\/b> <i>Dio <\/i>\u00ab <i>ha in mano l&#8217;anima di ogni vivente e il soffio di ogni carne umana<\/i> \u00bb (<i>Gb <\/i>12,10)<i>.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2319<\/b><i> Ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte, \u00e8 sacra, perch\u00e9 la persona umana \u00e8 stata voluta per se stessa ad immagine e somiglianza del Dio vivente e santo.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2320<\/b><i> L&#8217;uccisione di un essere umano \u00e8 gravemente contraria alla dignit\u00e0 della persona e alla santit\u00e0 del Creatore.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2321<\/b><i> La proibizione dell&#8217;omicidio non abroga il diritto di togliere, ad un ingiusto aggressore, la possibilit\u00e0 di nuocere. La legittima difesa \u00e8 un dovere grave per chi ha la responsabilit\u00e0 della vita altrui o del bene comune.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2322<\/b><i> Fin dal concepimento il bambino ha diritto alla vita. L&#8217;aborto diretto, cio\u00e8 voluto come un fine o come un mezzo, \u00e8 una pratica <\/i>\u00ab <i>vergognosa<\/i> \u00bb,<sup> 215<\/sup> <i>gravemente contraria alla legge morale. La Chiesa condanna con la pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana<\/i>.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2323<\/b><i> Dal momento che deve essere trattato come una persona fin dal concepimento, l&#8217;embrione deve essere difeso nella sua integrit\u00e0, curato e guarito come ogni altro essere umano.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2324<\/b><i> L&#8217;eutanasia volontaria, qualunque ne siano le forme e i motivi, costituisce un omicidio. \u00c8 gravemente contraria alla dignit\u00e0 della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2325<\/b><i> Il suicidio \u00e8 gravemente contrario alla giustizia, alla speranza e alla carit\u00e0. \u00c8 proibito dal quinto comandamento.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2326<\/b><i> Lo scandalo costituisce una colpa grave quando chi lo provoca con azione o con omissione deliberatamente spinge altri a peccare gravemente.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2327<\/b><i> Si deve fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 ragionevolmente possibile per evitare la guerra, dati i mali e le ingiustizie di cui \u00e8 causa. La Chiesa prega: <\/i>\u00ab <i>Dalla fame, dalla peste e dalla guerra liberaci, Signore<\/i> \u00bb.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2328<\/b> <i>La Chiesa e la ragione umana dichiarano la permanente validit\u00e0 della legge morale durante i conflitti armati. Le pratiche contrarie al diritto delle genti e ai suoi principi universali, deliberatamente messe in atto, sono crimini.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2329<\/b><i> La corsa agli armamenti \u00e8 una delle piaghe pi\u00f9 gravi dell&#8217;umanit\u00e0 e danneggia in modo intollerabile i poveri<\/i>.<sup> 216<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2330<\/b> \u00ab <i>Beati gli operatori di pace, perch\u00e9 saranno chiamati figli di Dio<\/i> \u00bb (<i>Mt <\/i>5,9)<i>.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(168)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. <i>Donum vitae<\/i>, Introductio, 5: AAS 80 (1988) 76-77.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(169) Cf <i>Gn <\/i>4,8-12.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(170) Cf <i>Lv <\/i>17,14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(171) Cf <i>Mt <\/i>5,22-26.38-39.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(172) Cf <i>Mt <\/i>5,44.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(173) Cf <i>Mt <\/i>26,52.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(174)San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> II-II, q. 64, a. 7, c: Ed. Leon. 9, 74.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(175)San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> II-II, q. 64, a. 7, c: Ed. Leon. 9, 74.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(176)San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> II-II, q. 64, a. 7, c: Ed. Leon. 9, 74.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(177)Giovanni Paolo II, Lett. enc. <i>Evangelium vitae<\/i>, 56: AAS 87 (1995) 464.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(178) Cf <i>Gn <\/i>4, 10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(179) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 51: AAS 58 (1966) 1072.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(180) Cf <i>Am <\/i>8,4-10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(181) Cf Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. <i>Donum vitae<\/i>, 1, 1: AAS 80 (1988) 79.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(182)<i>Didach\u00e9<\/i> 2, 2: SC 248, 148 (Funk 1, 8); cf <i>Lettera dello Pseudo Barnaba<\/i> 19, 5: SC 172, 202 (Funk 1, 90); <i>Lettera a Diogneto<\/i> 5, 6: SC 33, 62 (Funk 1, 398); Tertulliano, <i>Apologeticum,<\/i> 9, 8: CCL 1, 103 (PL 1, 371-372).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(183)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 51: AAS 58 (1966) 1072.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(184)CIC canone 1398.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(185) CIC canone 1314.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(186) Cf CIC canoni 1323-1324.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(187)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. <i>Donum vitae<\/i>, 3: AAS 80 (1988) 98-99.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(188)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. <i>Donum vitae<\/i>, 3: AAS 80 (1988) 99.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(189)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. <i>Donum vitae<\/i>, 1, 2: AAS 80 (1988) 79-80.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(190)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. <i>Donum vitae<\/i>, 1, 3: AAS 80 (1988) 80-81.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(191)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. <i>Donum vitae<\/i>, 1, 5: AAS 80 (1988) 83.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(192) Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. <i>Donum vitae<\/i>, 1, 6: AAS 80 (1988) 85.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(193) Cf Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. <i>Iura et bona<\/i>: AAS 72 (1980) 542-552.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(194) Cf <i>1 Cor <\/i>8,10-13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(195) Cf <i>Mt <\/i>7,15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(196)Pio XII, Messaggio radiofonico (1o giugno 1941): AAS 33 (1941) 197.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(197) Cf <i>Ef <\/i>6,4; <i>Col <\/i>3,21.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(198) Cf Pio XI, Lett. enc. <i>Casti connubii<\/i>: DS 3722-3723.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(199) Cf <i>Tb <\/i>1,16-18.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(200) Cf CIC canone 1176, \u00a7 3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(201)San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> II-II, q. 158, a. 1, ad 3: Ed. Leon. 10, 273.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(202)Sant&#8217;Agostino, <i>De civitate Dei,<\/i> 19, 13: CSEL 402, 395 (PL 41, 640).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(203) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 78: AAS 58 (1966) 1101.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(204) Cf <i>Ef <\/i>2,16; <i>Col <\/i>1,20-22.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(205) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 1: AAS 57 (1965) 5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(206) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 78: AAS 58 (1966) 1101-1102.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(207) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 81: AAS 58 (1966) 1105.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(208)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 79: AAS 58 (1966) 1103.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(209) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 79: AAS 58 (1966) 1103.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(210) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 79: AAS 58 (1966) 1103.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(211)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 79: AAS 58 (1966) 1103.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(212)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 80: AAS 58 (1966) 1104.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(213) Cf Paolo VI, Lett. enc. <i>Populorum progressio<\/i>, 53: AAS 59 (1967) 283.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(214)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 78: AAS 58 (1966) 1102.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(215) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 27: AAS 58 (1966) 1048.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(216) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 81: AAS 58 (1966) 1105.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 5 IL QUINTO COMANDAMENTO \u00ab Non uccidere \u00bb (Es 20,13). \u00ab Avete inteso che fu detto agli antichi: &#8220;Non uccidere; chi avr\u00e0 ucciso sar\u00e0 sottoposto a giudizio&#8221;. 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