{"id":540,"date":"2020-07-31T15:25:01","date_gmt":"2020-07-31T15:25:01","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=540"},"modified":"2022-04-22T13:52:14","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:14","slug":"articolo-primo-il-primo-comandamento","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-terza\/sezione-seconda-2\/capitolo-primo-2\/articolo-primo-il-primo-comandamento\/","title":{"rendered":"Articolo Primo &#8211; Il primo comandamento"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>ARTICOLO 1<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>IL PRIMO COMANDAMENTO<\/b><\/h4>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d&#8217;Egitto, dalla condizione di schiavit\u00f9: non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo n\u00e9 immagine alcuna di ci\u00f2 che \u00e8 lass\u00f9 nel cielo, n\u00e9 di ci\u00f2 che \u00e8 quaggi\u00f9 sulla terra, n\u00e9 di ci\u00f2 che \u00e8 nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai \u00bb (<i>Es <\/i>20,2-5).<sup>24<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">Sta scritto: \u00ab Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto \u00bb (<i>Mt <\/i>4,10).<\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. \u00abAdorerai il Signore Dio tuo e lo servirai\u00bb\"><\/a>I. \u00abAdorerai il Signore Dio tuo e lo servirai\u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2084<\/b> Dio si fa conoscere ricordando la sua azione onnipotente, benevola e liberatrice nella storia di colui al quale si rivolge: \u00ab Io ti ho fatto uscire dal paese d&#8217;Egitto, dalla condizione di schiavit\u00f9 \u00bb (<i>Dt <\/i>5,6). La prima parola contiene il primo comandamento della Legge: \u00ab Temerai il Signore Dio tuo, lo servirai [&#8230;]. Non seguirete altri dei \u00bb (<i>Dt <\/i>6,13-14). Il primo appello e la giusta esigenza di Dio \u00e8 che l&#8217;uomo lo accolga e lo adori.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2085<\/b> Il Dio unico e vero rivela innanzi tutto la sua gloria ad Israele.<sup>25<\/sup> La rivelazione della vocazione e della verit\u00e0 dell&#8217;uomo \u00e8 legata alla rivelazione di Dio. L&#8217;uomo ha la vocazione di manifestare Dio agendo in conformit\u00e0 con il suo essere creato \u00ab ad immagine e somiglianza \u00bb di Dio (<i>Gn <\/i>1,26):<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Non ci saranno mai altri dei, o Trifone, n\u00e9 mai ce ne sono stati fin dalle origini [&#8230;], all&#8217;infuori di colui che ha creato e ordinato l&#8217;universo. Noi non pensiamo che il nostro Dio differisca dal vostro. \u00c8 lo stesso che ha fatto uscire i vostri padri dall&#8217;Egitto con mano potente e braccio teso. Noi non riponiamo le nostre speranze in qualche altro dio \u2013 non ce ne sono \u2013 ma nello stesso Dio in cui voi sperate, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe \u00bb.<sup>26<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>2086<\/b> \u00ab Nell&#8217;esplicita affermazione divina: &#8220;Io sono il Signore tuo Dio&#8221; \u00e8 incluso il comandamento della fede, della speranza e della carit\u00e0. Se noi riconosciamo infatti che egli \u00e8 Dio, e cio\u00e8 eterno, immutabile, sempre uguale a se stesso, affermiamo con ci\u00f2 anche la sua infinita veracit\u00e0; ne segue quindi l&#8217;obbligo di accogliere le sue parole e di aderire ai suoi comandi con pieno riconoscimento della sua autorit\u00e0. Se egli inoltre \u00e8 Dio, noi ne riconosciamo l&#8217;onnipotenza, la bont\u00e0, i benefici; di qui l&#8217;illimitata fiducia e la speranza. E se egli \u00e8 l&#8217;infinita bont\u00e0 e l&#8217;infinito amore, come non offrirgli tutta la nostra dedizione e donargli tutto il nostro amore? Ecco perch\u00e9 nella Bibbia Dio inizia e conclude invariabilmente i suoi comandi con la formula: <i>Io sono il Signore<\/i> \u00bb.<sup>27<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La fede<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2087<\/b> La nostra vita morale trova la sua sorgente nella fede in Dio che ci rivela il suo amore. San Paolo parla dell&#8217;obbedienza alla fede<sup>28<\/sup> come dell&#8217;obbligo primario. Egli indica nell&#8217;\u00ab ignoranza di Dio \u00bb il principio e la spiegazione di tutte le deviazioni morali.<sup>29<\/sup> Il nostro dovere nei confronti di Dio \u00e8 di credere in lui e di rendergli testimonianza.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2088<\/b> Il primo comandamento ci richiede di nutrire e custodire la nostra fede con prudenza e vigilanza e di respingere tutto ci\u00f2 che le \u00e8 contrario. Ci sono diversi modi di peccare contro la fede:<\/p>\n<p align=\"left\">Il <i>dubbio volontario <\/i>circa la fede trascura o rifiuta di ritenere per vero ci\u00f2 che Dio ha rivelato e che la Chiesa ci propone a credere. Il <i>dubbio involontario <\/i>indica l&#8217;esitazione a credere, la difficolt\u00e0 nel superare le obiezioni legate alla fede, oppure anche l&#8217;ansia causata dalla sua oscurit\u00e0. Se viene deliberatamente coltivato, il dubbio pu\u00f2 condurre all&#8217;accecamento dello spirito.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2089<\/b> L&#8217;<i>incredulit\u00e0 <\/i>\u00e8 la noncuranza della verit\u00e0 rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. \u00ab Viene detta <i>eresia <\/i>l&#8217;ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verit\u00e0 che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; <i>apostasia, <\/i>il ripudio totale della fede cristiana; <i>scisma, <\/i>il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti \u00bb.<sup>30<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La speranza<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2090<\/b> Quando Dio si rivela e chiama l&#8217;uomo, questi non pu\u00f2 rispondere pienamente all&#8217;amore divino con le sue proprie forze. Deve sperare che Dio gli doner\u00e0 la capacit\u00e0 di contraccambiare il suo amore e di agire conformemente ai comandamenti della carit\u00e0. La speranza \u00e8 l&#8217;attesa fiduciosa della benedizione divina e della beata visione di Dio; \u00e8 anche il timore di offendere l&#8217;amore di Dio e di provocare il castigo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2091<\/b> Il primo comandamento riguarda pure i peccati contro la speranza, i quali sono la disperazione e la presunzione:<\/p>\n<p align=\"left\">Per la <i>disperazione<\/i>, l&#8217;uomo cessa di sperare da Dio la propria salvezza personale, gli aiuti per conseguirla o il perdono dei propri peccati. Si oppone alla bont\u00e0 di Dio, alla sua giustizia \u2013 il Signore, infatti, \u00e8 fedele alle sue promesse \u2013 e alla sua misericordia.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2092<\/b> Ci sono due tipi di <i>presunzione<\/i>. O l&#8217;uomo presume delle proprie capacit\u00e0 (sperando di potersi salvare senza l&#8217;aiuto dall&#8217;alto), oppure presume della onnipotenza e della misericordia di Dio (sperando di ottenere il suo perdono senza conversione e la gloria senza merito).<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La carit\u00e0<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2093<\/b> La fede nell&#8217;amore di Dio abbraccia l&#8217;appello e l&#8217;obbligo di rispondere alla carit\u00e0 divina con un amore sincero. Il primo comandamento ci ordina di amare Dio al di sopra di tutto,<sup>31<\/sup> e tutte le creature per lui e a causa di lui.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2094<\/b> Si pu\u00f2 peccare in diversi modi contro l&#8217;amore di Dio: l&#8217;<i>indifferenza <\/i>\u00e8 incurante della carit\u00e0 divina o rifiuta di prenderla in considerazione; ne misconosce l&#8217;iniziativa e ne nega la forza. L&#8217;<i>ingratitudine <\/i>tralascia o rifiuta di riconoscere la carit\u00e0 divina e di ricambiare a Dio amore per amore. La <i>tiepidezza <\/i>\u00e8 un&#8217;esitazione o una negligenza nel rispondere all&#8217;amore divino; pu\u00f2 implicare il rifiuto di abbandonarsi al dinamismo della carit\u00e0. L&#8217;<i>accidia <\/i>o pigrizia spirituale giunge a rifiutare la gioia che viene da Dio e a provare repulsione per il bene divino. L&#8217;<i>odio di Dio <\/i>nasce dall&#8217;orgoglio. Si oppone all&#8217;amore di Dio, del quale nega la bont\u00e0 e che ardisce maledire come colui che proibisce i peccati e infligge i castighi.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. \u00abA lui solo rendi culto\u00bb\"><\/a>II. \u00abA lui solo rendi culto\u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2095<\/b> Le virt\u00f9 teologali della fede, della speranza e della carit\u00e0 informano e vivificano le virt\u00f9 morali. Cos\u00ec la carit\u00e0 ci porta a rendere a Dio ci\u00f2 che in tutta giustizia gli dobbiamo in quanto creature. La <i>virt\u00f9 della religione <\/i>ci dispone a tale atteggiamento.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;adorazione<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2096<\/b> Della virt\u00f9 della religione, l&#8217;adorazione \u00e8 l&#8217;atto principale. Adorare Dio \u00e8 riconoscerlo come Dio, come Creatore e Salvatore, Signore e Padrone di tutto ci\u00f2 che esiste, Amore infinito e misericordioso. \u00ab Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai \u00bb (<i>Lc <\/i>4,8), dice Ges\u00f9, citando il Deuteronomio (<i>Dt <\/i>6,13).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2097<\/b> Adorare Dio \u00e8 riconoscere, nel rispetto e nella sottomissione assoluta, il \u00ab nulla della creatura \u00bb, la quale non esiste che da Dio. Adorare Dio \u2013 come fa Maria nel \u00ab Magnificat \u00bb \u2013 \u00e8 lodarlo, esaltarlo e umiliare se stessi, confessando con gratitudine che egli ha fatto grandi cose e che santo \u00e8 il suo nome.<sup>32<\/sup> L&#8217;adorazione del Dio unico libera l&#8217;uomo dal ripiegamento su se stesso, dalla schiavit\u00f9 del peccato e dall&#8217;idolatria del mondo.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La preghiera<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2098<\/b> Gli atti di fede, di speranza e di carit\u00e0 prescritti dal primo comandamento si compiono nella preghiera. L&#8217;elevazione dello spirito verso Dio \u00e8 un&#8217;espressione della nostra adorazione di Dio: preghiera di lode e di rendimento di grazie, d&#8217;intercessione e di domanda. La preghiera \u00e8 una condizione indispensabile per poter obbedire ai comandamenti di Dio. Bisogna \u00ab pregare sempre, senza stancarsi \u00bb (<i>Lc <\/i>18,1).<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il sacrificio<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2099<\/b> \u00c8 giusto offrire sacrifici a Dio in segno di adorazione e di riconoscenza, di implorazione e di comunione: \u00ab Ogni azione compiuta per aderire a Dio rimanendo con lui in comunione, e poter cos\u00ec essere nella gioia, \u00e8 un vero sacrificio \u00bb.<sup>33<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2100<\/b> Per essere autentico, il sacrificio esteriore deve essere espressione del sacrificio spirituale: \u00ab Uno spirito contrito \u00e8 sacrificio&#8230; \u00bb (<i>Sal <\/i>51,19). I profeti dell&#8217;Antica Alleanza spesso hanno denunciato i sacrifici compiuti senza partecipazione interiore<sup>34<\/sup> o disgiunti dall&#8217;amore del prossimo.<sup>35<\/sup> Ges\u00f9 richiama le parole del profeta Osea: \u00ab Misericordia io voglio, non sacrificio \u00bb (<i>Mt <\/i>9,13; 12,7).<sup>36<\/sup> L&#8217;unico sacrificio perfetto \u00e8 quello che Cristo ha offerto sulla croce in totale oblazione all&#8217;amore del Padre e per la nostra salvezza.<sup>37<\/sup> Unendoci al suo sacrificio, possiamo fare della nostra vita un sacrificio a Dio.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Promesse e voti<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2101<\/b> In parecchie circostanze il cristiano \u00e8 chiamato a fare delle <i>promesse <\/i>a Dio. Il Battesimo e la Confermazione, il Matrimonio e l&#8217;Ordinazione sempre ne comportano. Per devozione personale il cristiano pu\u00f2 anche promettere a Dio un&#8217;azione, una preghiera, un&#8217;elemosina, un pellegrinaggio, ecc. La fedelt\u00e0 alle promesse fatte a Dio \u00e8 un&#8217;espressione del rispetto dovuto alla divina maest\u00e0 e dell&#8217;amore verso il Dio fedele.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2102<\/b> \u00ab Il <i>voto<\/i>, ossia la promessa deliberata e libera di un bene possibile e migliore fatta a Dio, deve essere adempiuto per la virt\u00f9 della religione \u00bb.<sup>38<\/sup> Il voto \u00e8 un atto di <i>devozione<\/i>, con cui il cristiano offre se stesso a Dio o gli promette un&#8217;opera buona. Mantenendo i suoi voti, egli rende pertanto a Dio ci\u00f2 che a lui \u00e8 stato promesso e consacrato. Gli Atti degli Apostoli ci presentano san Paolo preoccupato di mantenere i voti da lui fatti.<sup>39<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2103<\/b> La Chiesa riconosce un valore esemplare ai voti di praticare i <i>consigli evangelici<\/i>:<sup>40<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Si rallegra la Madre Chiesa di trovare nel suo seno molti uomini e donne, che seguono pi\u00f9 da vicino l&#8217;annientamento del Salvatore e pi\u00f9 chiaramente lo mostrano, abbracciando la povert\u00e0 nella libert\u00e0 dei figli di Dio e rinunciando alla propria volont\u00e0: essi, cio\u00e8, in ci\u00f2 che riguarda la perfezione, si sottomettono a un uomo per Dio, al di l\u00e0 della stretta misura del precetto, al fine di conformarsi pi\u00f9 pienamente a Cristo obbediente \u00bb.<sup>41<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\">In certi casi, la Chiesa pu\u00f2, per congrue ragioni, dispensare dai voti e dalle promesse.<sup>42<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il dovere sociale della religione e il diritto alla libert\u00e0 religiosa<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2104<\/b> \u00ab Tutti gli uomini sono tenuti a cercare la verit\u00e0, specialmente in ci\u00f2 che riguarda Dio e la sua Chiesa, e, una volta conosciuta, ad abbracciarla e custodirla \u00bb.<sup>43<\/sup> \u00c8 un dovere che deriva dalla \u00ab stessa natura \u00bb degli uomini.<sup>44<\/sup> Non si contrappone ad un sincero rispetto per le diverse religioni, le quali \u00ab non raramente riflettono un raggio di quella verit\u00e0 che illumina tutti gli uomini \u00bb,<sup>45<\/sup> n\u00e9 all&#8217;esigenza della carit\u00e0, che spinge i cristiani \u00ab a trattare con amore, prudenza e pazienza gli uomini che sono nell&#8217;errore o nell&#8217;ignoranza circa la fede \u00bb.<sup>46<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2105<\/b> Il dovere di rendere a Dio un culto autentico riguarda l&#8217;uomo individualmente e socialmente. \u00c8 \u00ab la dottrina cattolica tradizionale sul dovere morale dei singoli e delle societ\u00e0 verso la vera religione e l&#8217;unica Chiesa di Cristo \u00bb.<sup>47<\/sup> Evangelizzando senza posa gli uomini, la Chiesa si adopera affinch\u00e9 essi possano \u00ab informare dello spirito cristiano la mentalit\u00e0 e i costumi, le leggi e le strutture della comunit\u00e0 \u00bb<sup>48<\/sup> in cui vivono. Il dovere sociale dei cristiani \u00e8 di rispettare e risvegliare in ogni uomo l&#8217;amore del vero e del bene. Richiede loro di far conoscere il culto dell&#8217;unica vera religione che sussiste nella Chiesa cattolica ed apostolica.<sup>49<\/sup> I cristiani sono chiamati ad essere la luce del mondo.<sup>50<\/sup> La Chiesa in tal modo manifesta la regalit\u00e0 di Cristo su tutta la creazione e in particolare sulle societ\u00e0 umane.<sup>51<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2106<\/b> \u00ab Che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza, n\u00e9 impedito, entro debiti limiti, di agire in conformit\u00e0 alla sua coscienza privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata \u00bb.<sup>52<\/sup> Tale diritto si fonda sulla natura stessa della persona umana, la cui dignit\u00e0 la fa liberamente aderire alla verit\u00e0 divina che trascende l&#8217;ordine temporale. Per questo \u00ab perdura anche in coloro che non soddisfano all&#8217;obbligo di cercare la verit\u00e0 e di aderire ad essa \u00bb.<sup>53<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2107<\/b> \u00ab Se, considerate le circostanze peculiari dei popoli, nell&#8217;ordinamento giuridico di una societ\u00e0 viene attribuito ad una comunit\u00e0 religiosa uno speciale riconoscimento civile, \u00e8 necessario che nello stesso tempo a tutti i cittadini e comunit\u00e0 religiose venga riconosciuto e rispettato il diritto alla libert\u00e0 in materia religiosa \u00bb.<sup>54<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2108<\/b> Il diritto alla libert\u00e0 religiosa non \u00e8 n\u00e9 la licenza morale di aderire all&#8217;errore,<sup>55<\/sup> n\u00e9 un implicito diritto all&#8217;errore,<sup>56<\/sup> bens\u00ec un diritto naturale della persona umana alla libert\u00e0 civile, cio\u00e8 all&#8217;immunit\u00e0 da coercizione esteriore, entro giusti limiti, in materia religiosa, da parte del potere politico. Questo diritto naturale deve essere riconosciuto nell&#8217;ordinamento giuridico della societ\u00e0 cos\u00ec che divenga diritto civile.<sup>57<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2109<\/b> Il diritto alla libert\u00e0 religiosa non pu\u00f2 essere di per s\u00e9 n\u00e9 illimitato,<sup>58<\/sup> n\u00e9 limitato semplicemente da un ordine pubblico concepito secondo un criterio \u00ab positivistico \u00bb o \u00ab naturalistico \u00bb.<sup>59<\/sup> I \u00ab giusti limiti \u00bb che sono inerenti a tale diritto devono essere determinati per ogni situazione sociale con la prudenza politica, secondo le esigenze del bene comune, e ratificati dall&#8217;autorit\u00e0 civile secondo \u00ab norme giuridiche conformi all&#8217;ordine morale oggettivo \u00bb.<sup>60<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. \u00abNon avrai altri d\u00e8i di fronte a me\u00bb\"><\/a>III. \u00abNon avrai altri d\u00e8i di fronte a me\u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2110<\/b> Il primo comandamento vieta di onorare altri d\u00e8i, all&#8217;infuori dell&#8217;unico Signore che si \u00e8 rivelato al suo popolo. Proibisce la superstizione e l&#8217;irreligione. La superstizione rappresenta, in qualche modo, un eccesso perverso della religione; l&#8217;irreligione \u00e8 un vizio opposto, per difetto, alla virt\u00f9 della religione.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La superstizione<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2111<\/b> La superstizione \u00e8 la deviazione del sentimento religioso e delle pratiche che esso impone. Pu\u00f2 anche presentarsi mascherata sotto il culto che rendiamo al vero Dio, per esempio, quando si attribuisce un&#8217;importanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime o necessarie. Attribuire alla sola materialit\u00e0 delle preghiere o dei segni sacramentali la loro efficacia, prescindendo dalle disposizioni interiori che richiedono, \u00e8 cadere nella superstizione.<sup>61<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;idolatria<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2112<\/b> Il primo comandamento condanna il <i>politeismo<\/i>. Esige dall&#8217;uomo di non credere in altri d\u00e8i che nell&#8217;unico Dio, di non venerare altre divinit\u00e0 che l&#8217;Unico. La Scrittura costantemente richiama a questo rifiuto degli idoli che sono \u00ab argento e oro, opera delle mani dell&#8217;uomo \u00bb, i quali \u00ab hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono&#8230; \u00bb. Questi idoli vani rendono l&#8217;uomo vano: \u00ab Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida \u00bb (<i>Sal <\/i>115,4-5.8).<sup>62<\/sup> Dio, al contrario, \u00e8 il \u00ab Dio vivente \u00bb (<i>Gs <\/i>3,10),<sup>63<\/sup> che fa vivere e interviene nella storia.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2113<\/b> L&#8217;idolatria non concerne soltanto i falsi culti del paganesimo. Rimane una costante tentazione della fede. Consiste nel divinizzare ci\u00f2 che non \u00e8 Dio. C&#8217;\u00e8 idolatria quando l&#8217;uomo onora e riverisce una creatura al posto di Dio, si tratti degli d\u00e8i o dei demoni (per esempio il satanismo), del potere, del piacere, della razza, degli antenati, dello Stato, del denaro, ecc. \u00ab Non potete servire a Dio e a mammona \u00bb, dice Ges\u00f9 (<i>Mt <\/i>6,24). Numerosi martiri sono morti per non adorare \u00ab la Bestia \u00bb,<sup>64<\/sup> rifiutando perfino di simularne il culto. L&#8217;idolatria respinge l&#8217;unica Signoria di Dio; perci\u00f2 \u00e8 incompatibile con la comunione divina.<sup>65<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2114<\/b> La vita umana si unifica nell&#8217;adorazione dell&#8217;Unico. Il comandamento di adorare il solo Signore unifica l&#8217;uomo e lo salva da una dispersione senza limiti. L&#8217;idolatria \u00e8 una perversione del senso religioso innato nell&#8217;uomo. Idolatra \u00e8 colui che \u00ab riferisce la sua indistruttibile nozione di Dio a chicchessia anzich\u00e9 a Dio \u00bb.<sup>66<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Divinazione e magia<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2115<\/b> Dio pu\u00f2 rivelare l&#8217;avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nell&#8217;abbandonarsi con fiducia nelle mani della provvidenza per ci\u00f2 che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosit\u00e0 malsana a questo riguardo. L&#8217;imprevidenza pu\u00f2 costituire una mancanza di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2116<\/b> Tutte le forme di <i>divinazione <\/i>sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che \u00ab svelino \u00bb l&#8217;avvenire.<sup>67<\/sup> La consultazione degli oroscopi, l&#8217;astrologia, la chiromanzia, l&#8217;interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volont\u00e0 di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l&#8217;onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2117<\/b> Tutte le pratiche di <i>magia <\/i>e di <i>stregoneria <\/i>con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo \u2013 fosse anche per procurargli la salute \u2013 sono gravemente contrarie alla virt\u00f9 della religione. Tali pratiche sono ancora pi\u00f9 da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all&#8217;intervento dei demoni. Anche portare amuleti \u00e8 biasimevole. Lo <i>spiritismo <\/i>spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima n\u00e9 l&#8217;invocazione di potenze cattive, n\u00e9 lo sfruttamento della credulit\u00e0 altrui.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;irreligione<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2118<\/b> Il primo comandamento di Dio condanna i principali peccati di irreligione: l&#8217;azione di tentare Dio, con parole o atti, il sacrilegio e la simonia.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2119<\/b> L&#8217;azione di <i>tentare Dio <\/i>consiste nel mettere alla prova, con parole o atti, la sua bont\u00e0 e la sua onnipotenza. \u00c8 cos\u00ec che Satana voleva ottenere da Ges\u00f9 che si buttasse gi\u00f9 dal Tempio obbligando Dio, in tal modo, ad intervenire.<sup>68<\/sup> Ges\u00f9 gli oppone la parola di Dio: \u00ab Non tenterai il Signore Dio tuo \u00bb (<i>Dt <\/i>6,16). La sfida implicita in simile tentazione di Dio ferisce il rispetto e la fiducia che dobbiamo al nostro Creatore e Signore. In essa si cela sempre un dubbio riguardo al suo amore, alla sua provvidenza e alla sua potenza.<sup>69<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2120<\/b> Il <i>sacrilegio <\/i>consiste nel profanare o nel trattare indegnamente i sacramenti e le altre azioni liturgiche, come pure le persone, gli oggetti e i luoghi consacrati a Dio. Il sacrilegio \u00e8 un peccato grave soprattutto quando \u00e8 commesso contro l&#8217;Eucaristia, poich\u00e9, in questo sacramento, ci \u00e8 reso presente sostanzialmente il Corpo stesso di Cristo.<sup>70<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2121<\/b> La <i>simonia<\/i><sup>71<\/sup> consiste nell&#8217;acquisto o nella vendita delle realt\u00e0 spirituali. A Simone il mago, che voleva acquistare il potere spirituale che vedeva all&#8217;opera negli Apostoli, Pietro risponde: \u00ab Il tuo denaro vada con te in perdizione, perch\u00e9 hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio \u00bb (<i>At <\/i>8,20). Cos\u00ec si conformava alla parola di Ges\u00f9: \u00ab Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date \u00bb (<i>Mt <\/i>10,8).<sup>72<\/sup> \u00c8 impossibile appropriarsi i beni spirituali e comportarsi nei loro confronti come un possessore o un padrone, dal momento che la loro sorgente \u00e8 in Dio. Non si pu\u00f2 che riceverli gratuitamente da lui.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2122<\/b> \u00ab Il ministro, oltre alle offerte determinate dalla competente autorit\u00e0, per l&#8217;amministrazione dei sacramenti non domandi nulla, evitando sempre che i pi\u00f9 bisognosi siano privati dell&#8217;aiuto dei sacramenti a motivo della povert\u00e0 \u00bb.<sup>73<\/sup> L&#8217;autorit\u00e0 competente determina queste \u00ab offerte \u00bb in virt\u00f9 del principio che il popolo cristiano deve concorrere al sostentamento dei ministri della Chiesa. \u00ab L&#8217;operaio ha diritto al suo nutrimento \u00bb (<i>Mt <\/i>10,10).<sup>74<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;ateismo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2123<\/b> \u00ab Molti nostri contemporanei [&#8230;] non percepiscono affatto o esplicitamente rigettano l&#8217;intimo e vitale legame con Dio, cos\u00ec che l&#8217;ateismo va annoverato fra le cose pi\u00f9 gravi del nostro tempo \u00bb.<sup>75<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2124<\/b> Il termine ateismo indica fenomeni molto diversi. Una forma frequente di esso \u00e8 il materialismo pratico, che racchiude i suoi bisogni e le sue ambizioni entro i confini dello spazio e del tempo. L&#8217;umanesimo ateo ritiene falsamente che l&#8217;uomo \u00ab sia fine a se stesso, unico artefice e demiurgo della propria storia \u00bb.<sup>76<\/sup> Un&#8217;altra forma dell&#8217;ateismo contemporaneo si aspetta la liberazione dell&#8217;uomo da una liberazione economica e sociale, alla quale \u00ab si pretende che la religione sia di ostacolo, per natura sua, in quanto, elevando la speranza dell&#8217;uomo verso una vita futura e fallace, lo distoglierebbe dall&#8217;edificazione della citt\u00e0 terrena \u00bb.<sup>77<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2125<\/b> Per il fatto che respinge o rifiuta l&#8217;esistenza di Dio, l&#8217;ateismo \u00e8 un peccato contro la virt\u00f9 della religione.<sup>78<\/sup> L&#8217;imputabilit\u00e0 di questa colpa pu\u00f2 essere fortemente attenuata dalle intenzioni e dalle circostanze. Alla genesi e alla diffusione dell&#8217;ateismo \u00ab possono contribuire non poco i credenti, in quanto per aver trascurato di educare la propria fede, o per una presentazione fallace della dottrina, o anche per i difetti della propria vita religiosa, morale e sociale, si deve dire piuttosto che nascondono e non che manifestano il genuino volto di Dio e della religione \u00bb.<sup>79<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2126<\/b> Spesso l&#8217;ateismo si fonda su una falsa concezione dell&#8217;autonomia umana, spinta fino al rifiuto di ogni dipendenza nei confronti di Dio.<sup>80<\/sup> In realt\u00e0, il riconoscimento di Dio non si oppone in alcun modo alla dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, \u00ab dato che questa dignit\u00e0 trova proprio in Dio il suo fondamento e la sua perfezione \u00bb.<sup>81<\/sup> La Chiesa sa \u00ab che il suo messaggio \u00e8 in armonia con le aspirazioni pi\u00f9 segrete del cuore umano \u00bb.<sup>82<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;agnosticismo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>2127<\/b> L&#8217;agnosticismo assume parecchie forme. In certi casi l&#8217;agnostico si rifiuta di negare Dio; ammette invece l&#8217;esistenza di un essere trascendente che non potrebbe rivelarsi e di cui nessuno sarebbe in grado di dire niente. In altri casi l&#8217;agnostico non si pronuncia sull&#8217;esistenza di Dio, dichiarando che \u00e8 impossibile provarla, cos\u00ec come \u00e8 impossibile ammetterla o negarla.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2128<\/b> L&#8217;agnosticismo pu\u00f2 talvolta racchiudere una certa ricerca di Dio, ma pu\u00f2 anche costituire un indifferentismo, una fuga davanti al problema ultimo dell&#8217;esistenza e un torpore della coscienza morale. Troppo spesso l&#8217;agnosticismo equivale a un ateismo pratico.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"IV. \u00abNon ti farai alcuna immagine scolpita...\u00bb\"><\/a>IV. \u00abNon ti farai alcuna immagine scolpita&#8230;\u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2129<\/b> L&#8217;ingiunzione divina comportava il divieto di qualsiasi rappresentazione di Dio fatta dalla mano dell&#8217;uomo. Il Deuteronomio spiega: \u00ab Poich\u00e9 non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parl\u00f2 sull&#8217;Oreb dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita, perch\u00e9 non vi corrompiate e non vi facciate l&#8217;immagine scolpita di qualche idolo \u00bb (<i>Dt <\/i>4,15-16). \u00c8 il Dio assolutamente trascendente che si \u00e8 rivelato a Israele. \u00ab Egli \u00e8 tutto \u00bb, ma, al tempo stesso, \u00e8 \u00ab al di sopra di tutte le sue opere \u00bb (<i>Sir <\/i>43,27-28). Egli \u00e8 \u00ab lo stesso autore della bellezza \u00bb (<i>Sap <\/i>13,3).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2130<\/b> Tuttavia, fin dall&#8217;Antico Testamento, Dio ha ordinato o permesso di fare immagini che simbolicamente conducessero alla salvezza operata dal Verbo incarnato: cos\u00ec il serpente di rame,<sup>83<\/sup> l&#8217;arca dell&#8217;Alleanza e i cherubini.<sup>84<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2131<\/b> Fondandosi sul mistero del Verbo incarnato, il settimo Concilio ecumenico, a Nicea (nel 787), ha giustificato, contro gli iconoclasti, il culto delle icone: quelle di Cristo, ma anche quelle della Madre di Dio, degli angeli e di tutti i santi. Incarnandosi, il Figlio di Dio ha inaugurato una nuova \u00ab economia \u00bb delle immagini.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2132<\/b> Il culto cristiano delle immagini non \u00e8 contrario al primo comandamento che proscrive gli idoli. In effetti, \u00ab l&#8217;onore reso ad un&#8217;immagine appartiene a chi vi \u00e8 rappresentato \u00bb,<sup>85<\/sup> e \u00ab chi venera l&#8217;immagine, venera la realt\u00e0 di chi in essa \u00e8 riprodotto \u00bb.<sup>86<\/sup> L&#8217;onore tributato alle sacre immagini \u00e8 una \u00ab venerazione rispettosa \u00bb, non un&#8217;adorazione che conviene solo a Dio:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Gli atti di culto non sono rivolti alle immagini considerate in se stesse, ma in quanto servono a raffigurare il Dio incarnato. Ora, il moto che si volge all&#8217;immagine in quanto immagine, non si ferma su di essa, ma tende alla realt\u00e0 che essa rappresenta \u00bb.<sup>87<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>2133<\/b> \u00ab <i>Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l&#8217;anima e con tutte le forze<\/i> \u00bb (<i>Dt <\/i>6,5).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>2134<\/b> <i>Il primo comandamento chiama l&#8217;uomo a credere in Dio, a sperare in lui, ad amarlo al di sopra di tutto.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2135<\/b><i> \u00ab Adora il Signore Dio tuo<\/i> \u00bb (<i>Mt <\/i>4,10)<i>. Adorare Dio, pregarlo, rendergli il culto che a lui \u00e8 dovuto, mantenere le promesse e i voti che a lui si sono fatti, sono atti della virt\u00f9 della religione, che esprimono l&#8217;obbedienza al primo comandamento.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2136<\/b><i> Il dovere di rendere a Dio un culto autentico riguarda l&#8217;uomo individualmente e socialmente.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2137<\/b><i> L&#8217;uomo deve poter professare liberamente la religione sia in forma privata che pubblica<\/i>.<sup>88<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2138<\/b> <i>La superstizione \u00e8 una deviazione del culto che rendiamo al vero Dio. Ha la sua massima espressione nell&#8217;idolatria, come nelle varie forme di divinazione e di magia.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2139<\/b><i> L&#8217;azione di tentare Dio con parole o atti, il sacrilegio, la simonia sono peccati di irreligione proibiti dal primo comandamento.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2140<\/b><i> L&#8217;ateismo, in quanto respinge o rifiuta l&#8217;esistenza di Dio, \u00e8 un peccato contro il primo comandamento.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>2141<\/b><i> Il culto delle sacre immagini \u00e8 fondato sul mistero dell&#8217;incarnazione del Verbo di Dio. Esso non \u00e8 in opposizione al primo comandamento.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(24) Cf <i>Dt <\/i>5,6-9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(25) Cf <i>Es <\/i>19,16-25; 24,15-18.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(26) San Giustino, <i>Dialogus cum Tryphone Iudaeo,<\/i> 11, 1: CA 2, 40 (PG 6, 497).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(27) <i>Catechismo Romano<\/i>, 3, 2, 4: ed. P. Rodr\u00edguez (Citt\u00e0 del Vaticano-Pamplona 1989) p. 408-409.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(28) Cf <i>Rm <\/i>1,5; 16,26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(29) Cf <i>Rm <\/i>1,18-32.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(30) CIC canone 751.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(31) Cf <i>Dt <\/i>6,4-5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(32) Cf <i>Lc <\/i>1,46-49.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(33) Sant&#8217;Agostino, <i>De civitate Dei,<\/i> 10, 6: CSEL 401, 454-455 (PL 41, 283).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(34) Cf <i>Am <\/i>5,21-25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(35) Cf <i>Is <\/i>1,10-20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(36) Cf <i>Os <\/i>6,6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(37) Cf <i>Eb <\/i>9,13-14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(38) CIC canone 1191, \u00a7 1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(39) Cf <i>At <\/i>18,18; 21,23-24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(40) Cf CIC canone 654.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(41) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 42: AAS 57 (1965) 48-49.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(42) Cf CIC canoni 692. 1196-1197.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(43) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 1: AAS 58 (1966) 930.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(44) Cf Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 931.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(45) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Nostra aetate<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 741.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(46) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 14: AAS 58 (1966) 940.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(47) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 1: AAS 58 (1966) 930.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(48) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Apostolicam actuositatem<\/i>, 13: AAS 58 (1966) 849.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(49) Cf Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 1: AAS 58 (1966) 930.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(50) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Apostolicam actuositatem<\/i>, 13: AAS 58 (1966) 850.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(51) Cf Leone XIII, Lett. enc. <i>Immortale Dei<\/i>: Leonis XIII Acta, 5, 118-150; Pio XI, Lett enc. <i>Quas primas<\/i>: AAS 17 (1925) 593-610.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(52) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 930; cf Id., Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 26: AAS 58 (1966) 1046.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(53) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 931.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(54) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 6: AAS 58 (1966) 934.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(55) Cf Leone XIII, Lett. enc. <i>Libertas praestantissimum<\/i>: Leonis XIII Acta, 8, 229-230.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(56) Cf Pio XII, <i>Discorso ai partecipanti al quinto Convegno nazionale Italiano dell&#8217;Unione dei Giuristi cattolici<\/i> (6 dicembre 1953): AAS 45 (1953) 799.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(57) Cf Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 930-931.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(58) Cf Pio VI, Breve <i>Quod aliquantum<\/i> (10 marzo 1791): <i>Collectio Brevium atque Instructionum SS. D. N. Pii Papae VI, quae ad praesentes Ecclesiae Catholicae in Gallia <\/i>[&#8230;] <i>calamitates pertinent <\/i>(Roma 1800) p. 54-55.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(59) Cf Pio IX, Lett. enc. <i>Quanta cura<\/i>: DS 2890.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(60) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 7: AAS 58 (1966) 935.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(61) Cf <i>Mt <\/i>23,16-22.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(62) Cf <i>Is <\/i>44,9-20; <i>Ger <\/i>10,1-16; <i>Dn <\/i>14,1-30; <i>Bar <\/i>6; <i>Sap <\/i>13,1\u201315,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(63) Cf <i>Sal <\/i>42,3; ecc.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(64) Cf <i>Ap <\/i>13-14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(65) Cf <i>Gal <\/i>5,20; <i>Ef <\/i>5,5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(66)Origene, <i>Contra Celsum,<\/i> 2, 40: SC 132, 378 (PG 11, 861).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(67) Cf <i>Dt <\/i>18,10; <i>Ger <\/i>29,8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(68) Cf <i>Lc <\/i>4,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(69) Cf <i>1 Cor <\/i>10,9; <i>Es <\/i>17,2-7; <i>Sal <\/i>95,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(70) Cf CIC canoni 1367. 1376.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(71) Cf <i>At <\/i>8,9-24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(72) Cf gi\u00e0 <i>Is <\/i>55,1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(73)CIC canone 848.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(74) Cf <i>Lc <\/i>10,7; <i>1 Cor <\/i>9,4-18; <i>1 Tm <\/i>5,17-18.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(75)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 19: AAS 58 (1966) 1039.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(76)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 20: AAS 58 (1966) 1040.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(77)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 20: AAS 58 (1966) 1040.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(78) Cf <i>Rm <\/i>1,18.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(79)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 19: AAS 58 (1966) 1039.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(80) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 20: AAS 58 (1966) 1040.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(81)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 21: AAS 58 (1966) 1040.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(82)Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 21: AAS 58 (1966) 1042.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(83) Cf <i>Nm <\/i>21,4-9; <i>Sap <\/i>16,5-14; <i>Gv <\/i>3,14-15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(84) Cf <i>Es <\/i>25,10-22; <i>1 Re <\/i>6,23-28; 7,23-26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(85)San Basilio Magno, <i>Liber de Spiritu Sancto,<\/i> 18, 45: SC 17bis, 406 (PG 32, 149).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(86)Concilio di Nicea II, <i>Definitio de sacris imaginibus<\/i>: DS 601; cf Concilio di Trento, Sess. 25a, <i>Decretum de invocatione, veneratione et reliquiis sanctorum, et sacris imaginibus<\/i>: DS 1821-1825; Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 125: AAS 56 (1964) 132; Id., Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 67: AAS 57 (1965) 65-66.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(87)San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> II-II, q. 81, a. 3, ad 3: Ed. Leon. 9, 180.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(88) Cf Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 15: AAS 58 (1966) 940.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 1 IL PRIMO COMANDAMENTO \u00ab Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d&#8217;Egitto, dalla condizione di schiavit\u00f9: non avrai altri dei di fronte&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13523,"parent":538,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"class_list":["post-540","pagine","type-pagine","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine"}],"about":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/pagine"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=540"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/540\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/538"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}