{"id":523,"date":"2020-07-31T14:49:52","date_gmt":"2020-07-31T14:49:52","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=523"},"modified":"2022-04-22T13:52:15","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:15","slug":"articolo-secondo-la-partecipazione-alla-vita-sociale","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-terza\/sezione-prima-2\/capitolo-secondo-2\/articolo-secondo-la-partecipazione-alla-vita-sociale\/","title":{"rendered":"Articolo secondo &#8211; La partecipazione alla vita sociale"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>ARTICOLO 2<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>LA PARTECIPAZIONE ALLA VITA SOCIALE<\/b><\/h4>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. L'autorit\u00e0\"><\/a>I. L&#8217;autorit\u00e0<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1897<\/b><i> <\/i>\u00ab La convivenza fra gli esseri umani non pu\u00f2 essere ordinata e feconda se in essa non \u00e8 presente un&#8217;autorit\u00e0 legittima che assicuri l&#8217;ordine e contribuisca all&#8217;attuazione del bene comune in grado sufficiente \u00bb.<sup> 146<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">Si chiama \u00ab autorit\u00e0 \u00bb il titolo in forza del quale persone o istituzioni promulgano leggi e danno ordini a degli uomini e si aspettano obbedienza da parte loro.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1898<\/b><i> <\/i>Ogni comunit\u00e0 umana ha bisogno di un&#8217;autorit\u00e0 che la regga.<sup> 147<\/sup> Tale autorit\u00e0 trova il proprio fondamento nella natura umana. \u00c8 necessaria all&#8217;unit\u00e0 della comunit\u00e0 civica. Suo compito \u00e8 quello di assicurare, per quanto possibile, il bene comune della societ\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1899<\/b><i> <\/i>L&#8217;autorit\u00e0, esigita dall&#8217;ordine morale, viene da Dio: \u00ab Ciascuno sia sottomesso alle autorit\u00e0 costituite; poich\u00e9 non c&#8217;\u00e8 autorit\u00e0 se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all&#8217;autorit\u00e0, si oppone all&#8217;ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna \u00bb (<i>Rm <\/i>13,1-2).<sup> 148<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1900<\/b> Il dovere di obbedienza impone a tutti di tributare all&#8217;autorit\u00e0 gli onori che ad essa sono dovuti e di circondare di rispetto e, secondo il loro merito, di gratitudine e benevolenza le persone che ne esercitano l&#8217;ufficio.<\/p>\n<p align=\"left\">Alla penna del Papa san Clemente di Roma \u00e8 dovuta la pi\u00f9 antica preghiera della Chiesa per l&#8217;autorit\u00e0 politica:<sup> 149<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab O Signore, dona loro salute, pace, concordia, costanza, affinch\u00e9 possano esercitare, senza ostacolo, il potere sovrano che loro hai conferito. Sei tu, o Signore, re celeste dei secoli, che doni ai figli degli uomini la gloria, l&#8217;onore, il potere sulla terra. Perci\u00f2 dirigi tu, o Signore, le loro decisioni a fare ci\u00f2 che \u00e8 bello e che ti \u00e8 gradito; e cos\u00ec possano esercitare il potere, che tu hai loro conferito, con religiosit\u00e0, con pace, con clemenza, e siano degni della tua misericordia \u00bb.<sup> 150<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1901<\/b> Se l&#8217;autorit\u00e0 rimanda ad un ordine prestabilito da Dio, \u00ab la determinazione dei regimi politici e la designazione dei governanti sono lasciate alla libera decisione dei cittadini \u00bb.<sup> 151<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">La diversit\u00e0 dei regimi politici \u00e8 moralmente ammissibile, purch\u00e9 essi concorrano al bene legittimo delle comunit\u00e0 che li adottano. I regimi la cui natura \u00e8 contraria alla legge naturale, all&#8217;ordine pubblico e ai fondamentali diritti delle persone, non possono realizzare il bene comune delle nazioni alle quali essi si sono imposti.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1902<\/b> L&#8217;autorit\u00e0 non trae da se stessa la propria legittimit\u00e0 morale. Non deve comportarsi dispoticamente, ma operare per il bene comune come \u00ab forza morale che si appoggia sulla libert\u00e0 e sulla coscienza del dovere e del compito assunto \u00bb:<sup> 152<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab La legislazione umana non riveste il carattere di legge se non nella misura in cui si conforma alla retta ragione; da ci\u00f2 \u00e8 evidente che essa trae la sua forza dalla Legge eterna. Nella misura in cui si allontana dalla ragione, la si deve dichiarare ingiusta, perch\u00e9 non realizza il concetto di legge: \u00e8 piuttosto una forma di violenza \u00bb.<sup> 153<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1903<\/b> L&#8217;autorit\u00e0 \u00e8 esercitata legittimamente soltanto se ricerca il bene comune del gruppo considerato e se, per conseguirlo, usa mezzi moralmente leciti. Se accade che i governanti emanino leggi ingiuste o prendano misure contrarie all&#8217;ordine morale, tali disposizioni non sono obbliganti per le coscienze. \u00ab In tal caso, anzi, chiaramente l&#8217;autorit\u00e0 cessa di essere tale e degenera in sopruso \u00bb.<sup> 154<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1904<\/b> \u00ab \u00c8 preferibile che ogni potere sia bilanciato da altri poteri e da altre sfere di competenza, che lo mantengano nel giusto limite. \u00c8, questo, il principio dello &#8220;Stato di diritto&#8221;, nel quale \u00e8 sovrana la legge, e non la volont\u00e0 arbitraria degli uomini \u00bb.<sup> 155<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. Il bene comune\"><\/a>II. Il bene comune<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1905<\/b> In conformit\u00e0 alla natura sociale dell&#8217;uomo, il bene di ciascuno \u00e8 necessariamente in rapporto con il bene comune. Questo non pu\u00f2 essere definito che in relazione alla persona umana:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Non vivete isolati, ripiegandovi su voi stessi, come se gi\u00e0 foste confermati nella giustizia; invece riunitevi insieme, per ricercare ci\u00f2 che giova al bene di tutti \u00bb.<sup> 156<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1906<\/b> Per bene comune si deve intendere \u00ab l&#8217;insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione pi\u00f9 pienamente e pi\u00f9 speditamente \u00bb.<sup> 157<\/sup> Il bene comune interessa la vita di tutti. Esige la prudenza da parte di ciascuno e pi\u00f9 ancora da parte di coloro che esercitano l&#8217;ufficio dell&#8217;autorit\u00e0. Esso comporta <i>tre elementi essenziali<\/i>:<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1907<\/b> In primo luogo, esso suppone il <i>rispetto della persona <\/i>in quanto tale. In nome del bene comune, i pubblici poteri sono tenuti a rispettare i diritti fondamentali ed inalienabili della persona umana. La societ\u00e0 ha il dovere di permettere a ciascuno dei suoi membri di realizzare la propria vocazione. In particolare, il bene comune consiste nelle condizioni d&#8217;esercizio delle libert\u00e0 naturali che sono indispensabili al pieno sviluppo della vocazione umana: tali il diritto \u00ab alla possibilit\u00e0 di agire secondo il retto dettato della propria coscienza, alla salvaguardia della vita privata e alla giusta libert\u00e0 anche in campo religioso \u00bb.<sup> 158<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1908<\/b> In secondo luogo, il bene comune richiede il <i>benessere sociale <\/i>e lo <i>sviluppo <\/i>del gruppo stesso. Lo sviluppo \u00e8 la sintesi di tutti i doveri sociali. Certo, spetta all&#8217;autorit\u00e0 farsi arbitra, in nome del bene comune, fra i diversi interessi particolari. Essa per\u00f2 deve rendere accessibile a ciascuno ci\u00f2 di cui ha bisogno per condurre una vita veramente umana: vitto, vestito, salute, lavoro, educazione e cultura, informazione conveniente, diritto a fondare una famiglia, ecc.<sup> 159<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1909<\/b> Il bene comune implica infine la <i>pace, <\/i>cio\u00e8 la stabilit\u00e0 e la sicurezza di un ordine giusto. Suppone quindi che l&#8217;autorit\u00e0 garantisca, con mezzi onesti, la <i>sicurezza <\/i>della societ\u00e0 e quella dei suoi membri. Esso fonda il diritto alla legittima difesa personale e collettiva.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1910<\/b> Se ogni comunit\u00e0 umana possiede un bene comune che le consente di riconoscersi come tale, \u00e8 nella <i>comunit\u00e0 politica <\/i>che si trova la sua realizzazione pi\u00f9 completa. \u00c8 compito dello Stato difendere e promuovere il bene comune della societ\u00e0 civile, dei cittadini e dei corpi intermedi.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1911<\/b> I legami di mutua dipendenza tra gli uomini s&#8217;intensificano. A poco a poco si estendono a tutta la terra. L&#8217;unit\u00e0 della famiglia umana, la quale riunisce esseri che godono di una eguale dignit\u00e0 naturale, implica un <i>bene comune universale<\/i>. Questo richiede un&#8217;organizzazione della comunit\u00e0 delle nazioni capace di \u00ab provvedere ai diversi bisogni degli uomini, tanto nel campo della vita sociale, cui appartengono l&#8217;alimentazione, la salute, l&#8217;educazione [&#8230;], quanto in alcune circostanze particolari che sorgono qua e l\u00e0, come possono essere [&#8230;] la necessit\u00e0 di soccorrere le angustie dei profughi, o anche di aiutare gli emigrati e le loro famiglie \u00bb.<sup> 160<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1912<\/b> Il bene comune \u00e8 sempre orientato verso il progresso delle persone: \u00ab Nell&#8217;ordinare le cose ci si deve adeguare all&#8217;ordine delle persone e non il contrario \u00bb.<sup> 161<\/sup> Tale ordine ha come fondamento la verit\u00e0, si edifica nella giustizia, \u00e8 vivificato dall&#8217;amore.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. Responsabilit\u00e0 e partecipazione\"><\/a>III. Responsabilit\u00e0 e partecipazione<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1913<\/b> La partecipazione \u00e8 l&#8217;impegno volontario e generoso della persona negli scambi sociali. \u00c8 necessario che tutti, ciascuno secondo il posto che occupa e il ruolo che ricopre, partecipino a promuovere il bene comune. Questo dovere \u00e8 inerente alla dignit\u00e0 della persona umana.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1914<\/b> La partecipazione si realizza innanzi tutto con il farsi carico dei settori dei quali l&#8217;uomo si assume la <i>responsabilit\u00e0 personale<\/i>: attraverso la premura con cui si dedica all&#8217;educazione della propria famiglia, mediante la coscienza con cui attende al proprio lavoro, egli partecipa al bene altrui e della societ\u00e0.<sup> 162<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1915<\/b> I cittadini, per quanto \u00e8 possibile, devono prendere parte attiva alla <i>vita pubblica<\/i>. Le modalit\u00e0 di tale partecipazione possono variare da un paese all&#8217;altro, da una cultura all&#8217;altra. \u00ab \u00c8 da lodarsi il modo di agire di quelle nazioni nelle quali la maggioranza dei cittadini \u00e8 fatta partecipe della gestione della cosa pubblica in un clima di vera libert\u00e0 \u00bb.<sup> 163<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1916<\/b> La partecipazione di tutti all&#8217;attuazione del bene comune implica, come ogni dovere etico, una <i>conversione <\/i>incessantemente rinnovata delle parti sociali. La frode e altri sotterfugi mediante i quali alcuni si sottraggono alle imposizioni della legge e alle prescrizioni del dovere sociale, vanno condannati con fermezza, perch\u00e9 incompatibili con le esigenze della giustizia. Ci si deve occupare del progresso delle istituzioni che servono a migliorare le condizioni di vita degli uomini.<sup> 164<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1917<\/b> Spetta a coloro che sono investiti di autorit\u00e0 consolidare i valori che attirano la fiducia dei membri del gruppo e li stimolano a mettersi al servizio dei loro simili. La partecipazione ha inizio dall&#8217;educazione e dalla cultura. \u00ab Legittimamente si pu\u00f2 pensare che il futuro dell&#8217;umanit\u00e0 sia riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza \u00bb.<sup> 165<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1918<\/b> \u00ab <i>Non c&#8217;\u00e8 autorit\u00e0 se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio<\/i> \u00bb (<i>Rm <\/i>13,1).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1919<\/b> <i>Ogni comunit\u00e0 umana ha bisogno di un&#8217;autorit\u00e0 per conservarsi e svilupparsi.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1920<\/b><i> \u00ab La comunit\u00e0 politica e l&#8217;autorit\u00e0 pubblica hanno il loro fondamento nella natura umana e perci\u00f2 appartengono all&#8217;ordine stabilito da Dio<\/i> \u00bb.<sup> 166<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1921<\/b> <i>L&#8217;autorit\u00e0 \u00e8 esercitata in modo legittimo se si dedica al conseguimento del bene comune della societ\u00e0. Per raggiungerlo, deve usare mezzi moralmente accettabili.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1922<\/b><i> La diversit\u00e0 dei regimi politici \u00e8 legittima, a condizione che essi concorrano al bene della comunit\u00e0.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1923<\/b><i> L&#8217;autorit\u00e0 politica deve essere esercitata entro i limiti dell&#8217;ordine morale e garantire le condizioni d&#8217;esercizio della libert\u00e0.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1924<\/b><i> Il bene comune comprende \u00ab l&#8217;insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione pi\u00f9 pienamente e pi\u00f9 speditamente \u00bb<\/i>.<sup> 167<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1925<\/b> <i>Il bene comune comporta tre elementi essenziali: il rispetto e la promozione dei diritti fondamentali della persona; la prosperit\u00e0 o lo sviluppo dei beni spirituali e temporali della societ\u00e0; la pace e la sicurezza del gruppo e dei suoi membri.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1926<\/b><i> La dignit\u00e0 della persona umana implica la ricerca del bene comune. Ciascuno ha il dovere di adoperarsi per suscitare e sostenere istituzioni che servano a migliorare le condizioni di vita degli uomini.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1927<\/b><i> \u00c8 compito dello Stato difendere e promuovere il bene comune della societ\u00e0 civile. Il bene comune dell&#8217;intera famiglia umana richiede un&#8217;organizzazione della societ\u00e0 internazionale.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(146) Giovanni XXIII, Lett. enc. <i>Pacem in terris<\/i>, 46: AAS 55 (1963) 269.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(147) Cf Leone XIII, Lett. enc. <i>Diuturnum illud<\/i>: Leonis XIII Acta 2, 271; Id., Lett. enc. <i>Immortale Dei<\/i>: Leonis XIII Acta 5, 120.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(148) Cf <i>1 Pt <\/i>2,13-17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(149) Cf gi\u00e0 <i>1 Tm <\/i>2,1-2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(150) San Clemente Romano, <i>Epistula ad Corinthios,<\/i> 61, 1-2: SC 167, 198-200 (Funk 1, 178-180).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(151) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 74: AAS 58 (1966) 1096.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(152) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 74: AAS 58 (1966) 1096.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(153) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> I-II, q. 93, a. 3, ad 2: Ed. Leon. 7, 164.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(154) Giovanni XXIII, Lett. enc. <i>Pacem in terris<\/i>, 51: AAS 55 (1963) 271.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(155) Giovanni Paolo II, Lett. enc. <i>Centesimus annus<\/i>, 44: AAS 83 (1991) 848.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(156) <i>Lettera dello Pseudo Barnaba,<\/i> 4. 10: SC 172, 100-102 (Funk 1, 48).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(157) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 26: AAS 58 (1966) 1046; cf <i>Ibid<\/i>., 74: AAS 58 (1966) 1096.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(158) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 26: AAS 58 (1966) 1046.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(159) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 26: AAS 58 (1966) 1046.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(160) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 84: AAS 58 (1966) 1107.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(161) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 26: AAS 58 (1966) 1047.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(162) Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. <i>Centesimus annus<\/i>, 43: AAS 83 (1991) 847.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(163) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 31: AAS 58 (1966) 1050.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(164) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 30: AAS 58 (1966) 1049.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(165) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 31: AAS 58 (1966) 1050.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(166) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 74: AAS 58 (1966) 1096.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(167) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 26: AAS 58 (1966) 1046.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 2 LA PARTECIPAZIONE ALLA VITA SOCIALE I. 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