{"id":517,"date":"2020-07-31T14:34:02","date_gmt":"2020-07-31T14:34:02","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=517"},"modified":"2022-04-22T13:52:15","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:15","slug":"articolo-ottavo-il-peccato","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-terza\/sezione-prima-2\/capitolo-primo-2\/articolo-ottavo-il-peccato\/","title":{"rendered":"Articolo ottavo &#8211; Il peccato"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>ARTICOLO 8<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>IL PECCATO<\/b><\/h4>\n<h3 align=\"left\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><b><a name=\"I. La misericordia e il peccato\"><\/a>I. La misericordia e il peccato<\/b><\/span><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1846<\/b><i> <\/i>Il Vangelo \u00e8 la rivelazione, in Ges\u00f9 Cristo, della misericordia di Dio verso i peccatori.<sup> 106<\/sup> L&#8217;angelo lo annunzia a Giuseppe: \u00ab Tu lo chiamerai Ges\u00f9: egli infatti salver\u00e0 il suo popolo dai suoi peccati \u00bb (<i>Mt <\/i>1,21). La stessa cosa si pu\u00f2 dire dell&#8217;Eucaristia, sacramento della redenzione: \u00ab Questo \u00e8 il mio sangue dell&#8217;alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati \u00bb (<i>Mt <\/i>26,28).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1847<\/b> \u00ab Dio, che ci ha creati senza di noi, non ha voluto salvarci senza di noi \u00bb.<sup> 107<\/sup> L&#8217;accoglienza della sua misericordia esige da parte nostra il riconoscimento delle nostre colpe. \u00ab Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verit\u00e0 non \u00e8 in noi. Se riconosciamo i nostri peccati, egli che \u00e8 fedele e giusto ci perdoner\u00e0 i peccati e ci purificher\u00e0 da ogni colpa \u00bb (<i>1 Gv <\/i>1,8-9).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1848<\/b> Come afferma san Paolo: \u00ab Laddove \u00e8 abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia \u00bb (<i>Rm <\/i>5,20). La grazia per\u00f2, per compiere la sua opera, deve svelare il peccato per convertire il nostro cuore e accordarci \u00ab la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Ges\u00f9 Cristo nostro Signore \u00bb (<i>Rm <\/i>5,21). Come un medico che esamina la piaga prima di medicarla, Dio, con la sua Parola e il suo Spirito, getta una viva luce sul peccato:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab La conversione <i>richiede la convinzione del peccato<\/i>, contiene in s\u00e9 il giudizio interiore della coscienza, e questo, essendo una verifica dell&#8217;azione dello Spirito di verit\u00e0 nell&#8217;intimo dell&#8217;uomo, diventa nello stesso tempo il nuovo inizio dell&#8217;elargizione della grazia e dell&#8217;amore: &#8220;Ricevete lo Spirito Santo&#8221;. Cos\u00ec in questo &#8220;convincere quanto al peccato&#8221; scopriamo <i>una duplice elargizione<\/i>: il dono della verit\u00e0 della coscienza e il dono della certezza della redenzione. Lo Spirito di verit\u00e0 \u00e8 il Consolatore \u00bb.<sup> 108<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. La definizione di peccato\"><\/a>II. La definizione di peccato<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1849<\/b> Il peccato \u00e8 una mancanza contro la ragione, la verit\u00e0, la retta coscienza; \u00e8 una trasgressione in ordine all&#8217;amore vero, verso Dio e verso il prossimo, a causa di un perverso attaccamento a certi beni. Esso ferisce la natura dell&#8217;uomo e attenta alla solidariet\u00e0 umana. \u00c8 stato definito \u00ab una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna \u00bb.<sup> 109<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1850<\/b> Il peccato \u00e8 un&#8217;offesa a Dio: \u00ab Contro di te, contro te solo ho peccato. Quello che \u00e8 male ai tuoi occhi, io l&#8217;ho fatto \u00bb (<i>Sal <\/i>51,6). Il peccato si erge contro l&#8217;amore di Dio per noi e allontana da lui i nostri cuori. Come il primo peccato, \u00e8 una disobbedienza, una ribellione contro Dio, a causa della volont\u00e0 di diventare \u00ab come Dio \u00bb (<i>Gn <\/i>3,5), conoscendo e determinando il bene e il male. Il peccato pertanto \u00e8 \u00ab amore di s\u00e9 fino al disprezzo di Dio \u00bb.<sup> 110<\/sup> Per tale orgogliosa esaltazione di s\u00e9, il peccato \u00e8 diametralmente opposto all&#8217;obbedienza di Ges\u00f9, che realizza la salvezza.<sup> 111<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1851<\/b> \u00c8 proprio nella passione, in cui la misericordia di Cristo lo vincer\u00e0, che il peccato manifesta in sommo grado la sua violenza e la sua molteplicit\u00e0: incredulit\u00e0, odio omicida, rifiuto e scherno da parte dei capi e del popolo, vigliaccheria di Pilato e crudelt\u00e0 dei soldati, tradimento di Giuda tanto pesante per Ges\u00f9, rinnegamento di Pietro, abbandono dei discepoli. Tuttavia, proprio nell&#8217;ora delle tenebre e del principe di questo mondo,<sup> 112<\/sup> il sacrificio di Cristo diventa segretamente la sorgente dalla quale sgorgher\u00e0 inesauribilmente il perdono dei nostri peccati.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. La diversit\u00e0 dei peccati\"><\/a>III. La diversit\u00e0 dei peccati<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1852<\/b> La variet\u00e0 dei peccati \u00e8 grande. La Scrittura ne d\u00e0 parecchi elenchi. La lettera ai G\u00e0lati contrappone le opere della carne al frutto dello Spirito: \u00ab Le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurit\u00e0, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come gi\u00e0 ho detto, che chi le compie non erediter\u00e0 il regno di Dio \u00bb (<i>Gal <\/i>5,19-21).<sup> 113<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1853<\/b> I peccati possono essere distinti secondo il loro oggetto, come si fa per ogni atto umano, oppure secondo le virt\u00f9 alle quali si oppongono, per eccesso o per difetto, oppure secondo i comandamenti cui si oppongono. Si possono anche suddividere a seconda che riguardino Dio, il prossimo o se stessi; si possono distinguere in peccati spirituali e carnali, o ancora in peccati di pensiero, di parola, di azione e di omissione. La radice del peccato \u00e8 nel cuore dell&#8217;uomo, nella sua libera volont\u00e0, secondo quel che insegna il Signore: \u00ab Dal cuore [&#8230;] provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adult\u00e8ri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie. Queste sono le cose che rendono immondo l&#8217;uomo \u00bb (<i>Mt <\/i>15,19-20). Il cuore \u00e8 anche la sede della carit\u00e0, principio delle opere buone e pure, che il peccato ferisce.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"IV. La gravit\u00e0 del peccato: peccato mortale e veniale\"><\/a>IV. La gravit\u00e0 del peccato: peccato mortale e veniale<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1854<\/b> \u00c8 opportuno valutare i peccati in base alla loro gravit\u00e0. La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale, gi\u00e0 adombrata nella Scrittura,<sup> 114<\/sup> si \u00e8 imposta nella Tradizione della Chiesa. L&#8217;esperienza degli uomini la convalida.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1855<\/b> Il <i>peccato mortale <\/i>distrugge la carit\u00e0 nel cuore dell&#8217;uomo a causa di una violazione grave della Legge di Dio; distoglie l&#8217;uomo da Dio, che \u00e8 il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore.<\/p>\n<p align=\"left\">Il <i>peccato veniale <\/i>lascia sussistere la carit\u00e0, quantunque la offenda e la ferisca.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1856<\/b> Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio vitale che \u00e8 la carit\u00e0, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del cuore, che normalmente si realizza nel sacramento della Riconciliazione:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Quando la volont\u00e0 si orienta verso una cosa di per s\u00e9 contraria alla carit\u00e0, dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto, ha di che essere mortale [&#8230;] tanto se \u00e8 contro l&#8217;amore di Dio, come la bestemmia, lo spergiuro, ecc., quanto se \u00e8 contro l&#8217;amore del prossimo, come l&#8217;omicidio, l&#8217;adulterio, ecc. [&#8230;] Invece, quando la volont\u00e0 del peccatore si volge a una cosa che ha in s\u00e9 un disordine, ma tuttavia non va contro l&#8217;amore di Dio e del prossimo \u2014 \u00e8 il caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc. \u2014, tali peccati sono veniali \u00bb.<sup> 115<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1857<\/b> Perch\u00e9 un <i>peccato <\/i>sia <i>mortale <\/i>si richiede che concorrano tre condizioni: \u00ab \u00c8 peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso \u00bb.<sup> 116<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1858<\/b> La <i>materia grave <\/i>\u00e8 precisata dai dieci comandamenti, secondo la risposta di Ges\u00f9 al giovane ricco: \u00ab Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre \u00bb (<i>Mc <\/i>10,19). La gravit\u00e0 dei peccati \u00e8 pi\u00f9 o meno grande: un omicidio \u00e8 pi\u00f9 grave di un furto. Si deve tenere conto anche della qualit\u00e0 delle persone lese: la violenza esercitata contro i genitori \u00e8 di per s\u00e9 pi\u00f9 grave di quella fatta ad un estraneo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1859<\/b> Perch\u00e9 il peccato sia mortale deve anche essere commesso con <i>piena consapevolezza e pieno consenso<\/i>. Presuppone la conoscenza del carattere peccaminoso dell&#8217;atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso sufficientemente libero perch\u00e9 sia una scelta personale. L&#8217;ignoranza simulata e la durezza del cuore<sup> 117<\/sup> non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1860<\/b> L&#8217;<i>ignoranza involontaria <\/i>pu\u00f2 attenuare se non annullare l&#8217;imputabilit\u00e0 di una colpa grave. Si presume per\u00f2 che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo. Gli impulsi della sensibilit\u00e0, le passioni possono ugualmente attenuare il carattere volontario e libero della colpa; come pure le pressioni esterne o le turbe patologiche. Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, \u00e8 il pi\u00f9 grave.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1861<\/b> Il peccato mortale \u00e8 una possibilit\u00e0 radicale della libert\u00e0 umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carit\u00e0 e la privazione della grazia santificante, cio\u00e8 dello stato di grazia. Se non \u00e8 riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l&#8217;esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell&#8217;inferno; infatti la nostra libert\u00e0 ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia, anche se possiamo giudicare che un atto \u00e8 in s\u00e9 una colpa grave, dobbiamo per\u00f2 lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1862<\/b> Si commette un <i>peccato veniale <\/i>quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza o senza totale consenso.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1863<\/b> Il peccato veniale indebolisce la carit\u00e0; manifesta un affetto disordinato per dei beni creati; ostacola i progressi dell&#8217;anima nell&#8217;esercizio delle virt\u00f9 e nella pratica del bene morale; merita pene temporali. Il peccato veniale deliberato e che sia rimasto senza pentimento, ci dispone poco a poco a commettere il peccato mortale. Tuttavia il peccato veniale non rompe l&#8217;alleanza con Dio. \u00c8 umanamente riparabile con la grazia di Dio. \u00ab Non priva della grazia santificante, dell&#8217;amicizia con Dio, della carit\u00e0, n\u00e9 quindi della beatitudine eterna \u00bb.<sup> 118<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab L&#8217;uomo non pu\u00f2 non avere almeno peccati lievi, fin quando resta nel corpo. Tuttavia non devi dar poco peso a questi peccati, che si definiscono lievi. Tu li tieni in poco conto quando li soppesi, ma che spavento quando li numeri! Molte cose leggere, messe insieme, ne formano una pesante: molte gocce riempiono un fiume e cos\u00ec molti granelli fanno un mucchio. Quale speranza resta allora? Si faccia anzitutto la Confessione&#8230; \u00bb.<sup> 119<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1864<\/b> \u00ab Qualunque peccato e bestemmia sar\u00e0 perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sar\u00e0 perdonata \u00bb (<i>Mt <\/i>12,31).<sup> 120<\/sup> La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo.<sup> 121<\/sup> Un tale indurimento pu\u00f2 portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"V. La proliferazione del peccato\"><\/a>V. La proliferazione del peccato<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1865<\/b> Il peccato trascina al peccato; con la ripetizione dei medesimi atti genera il vizio. Ne derivano inclinazioni perverse che ottenebrano la coscienza e alterano la concreta valutazione del bene e del male. In tal modo il peccato tende a riprodursi e a rafforzarsi, ma non pu\u00f2 distruggere il senso morale fino alla sua radice.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1866<\/b> I vizi possono essere catalogati in parallelo alle virt\u00f9 alle quali si oppongono, oppure essere collegati ai <i>peccati capitali <\/i>che l&#8217;esperienza cristiana ha distinto, seguendo san Giovanni Cassiano<sup> 122<\/sup> e san Gregorio Magno.<sup> 123<\/sup> Sono chiamati capitali perch\u00e9 generano altri peccati, altri vizi. Sono la superbia, l&#8217;avarizia, l&#8217;invidia, l&#8217;ira, la lussuria, la golosit\u00e0, la pigrizia o accidia.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1867<\/b> La tradizione catechistica ricorda pure che esistono \u00ab <i>peccati che gridano verso il cielo<\/i> \u00bb. Gridano verso il cielo: il sangue di Abele;<sup> 124<\/sup> il peccato dei Sodomiti;<sup> 125<\/sup> il lamento del popolo oppresso in Egitto;<sup> 126<\/sup> il lamento del forestiero, della vedova e dell&#8217;orfano;<sup> 127<\/sup> l&#8217;ingiustizia verso il salariato.<sup> 128<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1868<\/b> Il peccato \u00e8 un atto personale. Inoltre, abbiamo una responsabilit\u00e0 nei peccati commessi dagli altri, quando <i>vi cooperiamo<\/i>:<\/p>\n<p align=\"left\">\u2014 prendendovi parte direttamente e volontariamente;\u2014 comandandoli, consigliandoli, lodandoli o approvandoli;\u2014 non denunciandoli o non impedendoli, quando si \u00e8 tenuti a farlo;\u2014 proteggendo coloro che commettono il male.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1869<\/b> Cos\u00ec il peccato rende gli uomini complici gli uni degli altri e fa regnare tra di loro la concupiscenza, la violenza e l&#8217;ingiustizia. I peccati sono all&#8217;origine di situazioni sociali e di istituzioni contrarie alla bont\u00e0 divina. Le \u00ab strutture di peccato \u00bb sono espressione ed effetto dei peccati personali. Inducono le loro vittime a commettere, a loro volta, il male. In un senso analogico esse costituiscono un \u00ab peccato sociale \u00bb.<sup> 129<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1870<\/b> \u00ab <i>Dio <\/i>[&#8230;] <i>ha rinchiuso tutti nella disobbedienza per usare a tutti misericordia<\/i> \u00bb (<i>Rm <\/i>11,32).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1871<\/b> <i>Il peccato \u00e8 <\/i>\u00ab <i>una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna<\/i> \u00bb.<sup> 130<\/sup> <i>\u00c8 un&#8217;offesa a Dio. Si erge contro Dio in una disobbedienza contraria all&#8217;obbedienza di Cristo.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1872<\/b><i> Il peccato \u00e8 un atto contrario alla ragione. Ferisce la natura dell&#8217;uomo ed attenta alla solidariet\u00e0 umana.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1873<\/b><i> La radice di tutti i peccati \u00e8 nel cuore dell&#8217;uomo. Le loro specie e la loro gravit\u00e0 si misurano principalmente in base al loro oggetto.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1874<\/b><i> Scegliere deliberatamente, cio\u00e8 sapendolo e volendolo, una cosa gravemente contraria alla Legge divina e al fine ultimo dell&#8217;uomo \u00e8 commettere un peccato mortale. Esso distrugge in noi la carit\u00e0, senza la quale la beatitudine eterna \u00e8 impossibile. Se non ci si pente, conduce alla morte eterna.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1875<\/b><i> Il peccato veniale rappresenta un disordine morale riparabile per mezzo della carit\u00e0 che tale peccato lascia sussistere in noi.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1876<\/b><i> La ripetizione dei peccati, anche veniali, genera i vizi, tra i quali si distinguono i peccati capitali.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(106) Cf Lc 15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(107) Sant&#8217;Agostino, <i>Sermo<\/i> 169, 11, 13: PL 38, 923.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(108) Giovanni Paolo II, Lett. enc. <i>Dominum et vivificantem<\/i>, 31: AAS 78 (1986) 843.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(109) Sant&#8217;Agostino, <i>Contra Faustum manichaeum,<\/i> 22, 27: CSEL 25, 621 (PL 42, 418); cf San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> I-II, q. 71, a. 6: Ed. Leon. 7, 8-9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(110) Sant&#8217;Agostino, <i>De civitate Dei,<\/i> 14, 28: CSEL 402, 56 (PL 41, 436).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(111) Cf <i>Fil <\/i>2,6-9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(112) Cf <i>Gv <\/i>14,30.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(113) Cf <i>Rm <\/i>1,28-32; <i>1 Cor <\/i>6,9-10; <i>Ef <\/i>5,3-5; <i>Col <\/i>3,5-9; <i>1 Tm <\/i>1,9-10; <i>2 Tm <\/i>3,2-5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(114) Cf <i>1 Gv <\/i>5,16-17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(115) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae,<\/i> I-II, q. 88, a. 2, c: Ed. Leon. 7, 135.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(116) Giovanni Paolo II, Esort. ap. <i>Reconciliatio et paenitentia<\/i>, 17: AAS 77 (1985) 221.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(117) Cf <i>Mc <\/i>3,5-6; <i>Lc <\/i>16,19-31.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(118) Giovanni Paolo II, Esort. ap. <i>Reconciliatio et paenitentia<\/i>, 17: AAS 77 (1985) 221.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(119) Sant&#8217;Agostino, <i>In epistulam Iohannis ad Parthos tractatus<\/i>, 1, 6: PL 35, 1982.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(120) Cf <i>Mc <\/i>3,29; <i>Lc <\/i>12,10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(121) Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. <i>Dominum et vivificantem<\/i>, 46: AAS 78 (1986) 864-865.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(122) Cf San Giovanni Cassiano, <i>Conlatio,<\/i> 5, 2: CSEL 13, 121 (PL 49, 611).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(123) Cf San Gregorio Magno, <i>Moralia in Iob,<\/i> 31, 45, 87: CCL 143B, 1610 (PL 76, 621).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(124) Cf <i>Gn <\/i>4,10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(125) Cf <i>Gn <\/i>18,20; 19,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(126) Cf <i>Es <\/i>3,7-10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(127) Cf <i>Es <\/i>22,20-22.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(128) Cf <i>Dt <\/i>24,14-15; <i>Gc <\/i>5,4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(129) Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. <i>Reconciliatio et paenitentia<\/i>, 16: AAS 77 (1985) 216.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(130) Sant&#8217;Agostino, <i>Contra Faustum manichaeum,<\/i> 22, 27: CSEL 25, 621 (PL 42, 418).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 8 IL PECCATO I. 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