{"id":507,"date":"2020-07-31T14:23:23","date_gmt":"2020-07-31T14:23:23","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=507"},"modified":"2022-04-22T13:52:15","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:15","slug":"articolo-quarto-la-moralita-degli-atti-umani","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-terza\/sezione-prima-2\/capitolo-primo-2\/articolo-quarto-la-moralita-degli-atti-umani\/","title":{"rendered":"Articolo quarto &#8211; La moralit\u00e0 degli atti umani"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>ARTICOLO 4<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>LA MORALIT\u00c0 DEGLI ATTI UMANI<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1749<\/b><i> <\/i>La libert\u00e0 fa dell&#8217;uomo un soggetto morale. Quando agisce liberamente, l&#8217;uomo \u00e8, per cos\u00ec dire, <i>padre dei propri atti<\/i>. Gli atti umani, cio\u00e8 gli atti liberamente scelti in base ad un giudizio di coscienza, sono moralmente qualificabili. Essi sono buoni o cattivi.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. Le fonti della moralit\u00e0\"><\/a>I. Le fonti della moralit\u00e0<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1750<\/b> La moralit\u00e0 degli atti umani dipende:<\/p>\n<p align=\"left\">\u2014 dall&#8217;oggetto scelto;\u2014 dal fine che ci si prefigge o dall&#8217;intenzione;\u2014 dalle circostanze dell&#8217;azione.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;oggetto, l&#8217;intenzione e le circostanze rappresentano le \u00ab fonti \u00bb, o elementi costitutivi, della moralit\u00e0 degli atti umani.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1751<\/b> L&#8217;<i>oggetto <\/i>scelto \u00e8 un bene verso il quale la volont\u00e0 si dirige deliberatamente. \u00c8 la materia di un atto umano. L&#8217;oggetto scelto specifica moralmente l&#8217;atto del volere, in quanto la ragione lo riconosce e lo giudica conforme o no al vero bene. Le norme oggettive della moralit\u00e0 enunciano l&#8217;ordine razionale del bene e del male, attestato dalla coscienza.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1752<\/b> Di fronte all&#8217;oggetto, l&#8217;<i>intenzione <\/i>si pone dalla parte del soggetto che agisce. Per il fatto che sta alla sorgente volontaria dell&#8217;azione e la determina attraverso il fine, l&#8217;intenzione \u00e8 un elemento essenziale per la qualificazione morale dell&#8217;azione. Il fine \u00e8 il termine primo dell&#8217;intenzione e designa lo scopo perseguito nell&#8217;azione. L&#8217;intenzione \u00e8 un movimento della volont\u00e0 verso il fine; riguarda il termine dell&#8217;agire. \u00c8 l&#8217;orientamento al bene che ci si aspetta dall&#8217;azione intrapresa. Non si limita ad indirizzare le nostre singole azioni, ma pu\u00f2 ordinare molteplici azioni verso un medesimo scopo; pu\u00f2 orientare l&#8217;intera vita verso il fine ultimo. Per esempio, un servizio reso ha come scopo di aiutare il prossimo, ma, al tempo stesso, pu\u00f2 essere ispirato dall&#8217;amore di Dio come fine ultimo di tutte le nostre azioni. Una medesima azione pu\u00f2 anche essere ispirata da diverse intenzioni; cos\u00ec, per esempio, si pu\u00f2 rendere un servizio per procurarsi un favore o per trarne motivo di vanto.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1753<\/b> Un&#8217;intenzione buona (per esempio, aiutare il prossimo) non rende n\u00e9 buono n\u00e9 giusto un comportamento in se stesso scorretto (come la menzogna e la maldicenza). Il fine non giustifica i mezzi. Cos\u00ec, non si pu\u00f2 giustificare la condanna di un innocente come un mezzo legittimo per salvare il popolo. Al contrario, la presenza di un&#8217;intenzione cattiva (quale la vanagloria) rende cattivo un atto che, in s\u00e9, pu\u00f2 essere buono (quale l&#8217;elemosina).<sup>61<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1754<\/b> Le <i>circostanze<\/i>, ivi comprese le conseguenze, sono elementi secondari di un atto morale. Concorrono ad aggravare oppure a ridurre la bont\u00e0 o la malizia morale degli atti umani (per esempio, l&#8217;ammontare di una rapina). Esse possono anche attenuare o aumentare la responsabilit\u00e0 di chi agisce (agire, per esempio, per paura della morte). Le circostanze, in s\u00e9, non possono modificare la qualit\u00e0 morale degli atti stessi; non possono rendere n\u00e9 buona n\u00e9 giusta un&#8217;azione intrinsecamente cattiva.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. Gli atti buoni e gli atti cattivi\"><\/a>II. Gli atti buoni e gli atti cattivi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1755<\/b> L&#8217;atto <i>moralmente buono <\/i>suppone, ad un tempo, la bont\u00e0 dell&#8217;oggetto, del fine e delle circostanze. Un fine cattivo corrompe l&#8217;azione, anche se il suo oggetto, in s\u00e9, \u00e8 buono (come il pregare e il digiunare per essere visti dagli uomini).<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;<i>oggetto della scelta <\/i>pu\u00f2 da solo viziare tutta un&#8217;azione. Ci sono comportamenti concreti \u2013 come la fornicazione \u2013 che \u00e8 sempre sbagliato scegliere, perch\u00e9 la loro scelta comporta un disordine della volont\u00e0, cio\u00e8 un male morale.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1756<\/b> \u00c8 quindi sbagliato giudicare la moralit\u00e0 degli atti umani considerando soltanto l&#8217;intenzione che li ispira, o le circostanze (ambiente, pressione sociale, costrizione o necessit\u00e0 di agire, ecc.) che ne costituiscono la cornice. Ci sono atti che per se stessi e in se stessi, indipendentemente dalle circostanze e dalle intenzioni, sono sempre gravemente illeciti a motivo del loro oggetto; tali la bestemmia e lo spergiuro, l&#8217;omicidio e l&#8217;adulterio. Non \u00e8 lecito compiere il male perch\u00e9 ne derivi un bene.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1757<\/b> <i>L&#8217;oggetto, l&#8217;intenzione e le circostanze costituiscono le tre <\/i>\u00ab <i>fonti<\/i> \u00bb <i>della moralit\u00e0 degli atti umani.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1758<\/b><i> L&#8217;oggetto scelto specifica moralmente l&#8217;atto del volere, in quanto la ragione lo riconosce e lo giudica buono o cattivo.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1759<\/b><i> \u00ab Non pu\u00f2 essere giustificata un&#8217;azione cattiva compiuta con una buona intenzione<\/i> \u00bb.<sup>62<\/sup> <i>Il fine non giustifica i mezzi.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1760<\/b><i> L&#8217;atto moralmente buono suppone la bont\u00e0 dell&#8217;oggetto, del fine e delle circostanze.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1761<\/b><i> Vi sono comportamenti concreti che \u00e8 sempre sbagliato scegliere, perch\u00e9 la loro scelta comporta un disordine della volont\u00e0, cio\u00e8 un male morale. Non \u00e8 lecito compiere il male perch\u00e9 ne derivi un bene.<\/i><\/p>\n<hr align=\"LEFT\" size=\"2\" width=\"300\" \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(61) Cf <i>Mt <\/i>6,2-4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(62) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>In duo praecepta caritatis et in decem Legis praecepta expositio<\/i>, c. 6: <i>Opera omnia<\/i>, v. 27 (Parigi 1875) p. 149.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 4 LA MORALIT\u00c0 DEGLI ATTI UMANI 1749 La libert\u00e0 fa dell&#8217;uomo un soggetto morale. Quando agisce liberamente, l&#8217;uomo \u00e8, per cos\u00ec dire, padre dei propri atti. 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