{"id":482,"date":"2020-07-31T13:39:06","date_gmt":"2020-07-31T13:39:06","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=482"},"modified":"2022-04-22T13:52:16","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:16","slug":"articolo-sesto-il-sacramento-dellordine","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-seconda\/sezione-seconda-2\/capitolo-terzo-2\/articolo-sesto-il-sacramento-dellordine\/","title":{"rendered":"Articolo sesto &#8211; Il Sacramento dell&#8217;ordine"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>ARTICOLO 6<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>IL SACRAMENTO DELL&#8217;ORDINE<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1536<\/b><i> <\/i>L&#8217;Ordine \u00e8 il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine dei tempi: \u00e8, dunque, il sacramento del ministero apostolico. Comporta tre gradi: l&#8217;Episcopato, il presbiterato e il diaconato.<\/p>\n<p align=\"left\">[Per l&#8217;istituzione e la missione del ministero apostolico da parte di Cristo, cf nn. 874-896. Qui si tratta soltanto della via sacramentale attraverso la quale tale ministero viene trasmesso.]<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. Perch\u00e9 il nome di sacramento dell'Ordine?\"><\/a>I. Perch\u00e9 il nome di sacramento dell&#8217;Ordine?<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1537<\/b><i> <\/i>La parola <i>Ordine<\/i>, nell&#8217;antichit\u00e0 romana, designava corpi costituiti in senso civile, soprattutto il corpo di coloro che governano. \u00ab Ordinatio \u00bb \u2013 <i>ordinazione <\/i>\u2013 indica l&#8217;integrazione in un \u00ab ordo \u00bb \u2013 <i>ordine <\/i>\u2013. Nella Chiesa ci sono corpi costituiti che la Tradizione, non senza fondamenti scritturistici,<sup> 141<\/sup> chiama sin dai tempi antichi con il nome di\u00a0<span style=\"font-size: 14pt;\">\u03c4\u1f71-\u03be\u03b5\u03b9\u03c2<\/span> (in greco), di <i>ordines<\/i>: cos\u00ec la liturgia parla dell&#8217;\u00ab ordo Episcoporum \u00bb \u2013 <i>ordine dei Vescovi <\/i>\u2013, dell&#8217;\u00ab ordo presbyterorum \u00bb \u2013 <i>ordine dei presbiteri <\/i>\u2013, dell&#8217;\u00ab ordo diaconorum \u00bb \u2013 <i>ordine dei diaconi. <\/i>Anche altri gruppi ricevono questo nome di \u00ab ordo \u00bb: i catecumeni, le vergini, gli sposi, le vedove&#8230;<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1538<\/b> L&#8217;integrazione in uno di questi corpi ecclesiali avveniva con un rito chiamato <i>ordinatio<\/i>, atto religioso e liturgico che consisteva in una consacrazione, una benedizione o un sacramento. Oggi la parola \u00ab ordinatio \u00bb \u00e8 riservata all&#8217;atto sacramentale che integra nell&#8217;ordine dei Vescovi, dei presbiteri e dei diaconi e che va al di l\u00e0 di una semplice <i>elezione<\/i>, <i>designazione<\/i>, <i>delega o istituzione <\/i>da parte della comunit\u00e0, poich\u00e9 conferisce un dono dello Spirito Santo che permette di esercitare una <i>potest\u00e0 sacra <\/i>(\u00ab sacra potestas \u00bb),<sup> 142<\/sup> la quale non pu\u00f2 venire che da Cristo stesso, mediante la sua Chiesa. L&#8217;ordinazione \u00e8 chiamata anche \u00ab consecratio \u00bb \u2013 <i>consacrazione <\/i>\u2013 poich\u00e9 \u00e8 una separazione e una investitura da parte di Cristo stesso, per la sua Chiesa. L&#8217;<i>imposizione delle mani <\/i>del Vescovo, insieme con la preghiera consacratoria, costituisce il segno visibile di tale consacrazione.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. Il sacramento dell'Ordine nell'Economia della salvezza\"><\/a>II. Il sacramento dell&#8217;Ordine nell&#8217;Economia della salvezza<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>Il sacerdozio dell&#8217;Antica Alleanza<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1539<\/b> Il popolo eletto fu costituito da Dio come \u00ab un regno di sacerdoti e una nazione santa \u00bb (<i>Es <\/i>19,6).<sup> 143<\/sup> Ma, all&#8217;interno del popolo di Israele, Dio scelse una delle dodici trib\u00f9, quella di Levi, riservandola per il servizio liturgico;<sup> 144<\/sup> Dio stesso \u00e8 la sua parte di eredit\u00e0.<sup> 145<\/sup> Un rito proprio ha consacrato le origini del sacerdozio dell&#8217;Antica Alleanza.<sup> 146<\/sup> In essa i sacerdoti sono costituiti \u00ab per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati \u00bb.<sup> 147<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1540<\/b> Istituito per annunciare la parola di Dio<sup> 148<\/sup> e per ristabilire la comunione con Dio mediante i sacrifici e la preghiera, tale sacerdozio resta tuttavia impotente a operare la salvezza, avendo bisogno di offrire continuamente sacrifici e non potendo portare ad una santificazione definitiva,<sup> 149<\/sup> che soltanto il sacrificio di Cristo avrebbe operato.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1541<\/b> La liturgia della Chiesa vede tuttavia nel sacerdozio di Aronne e nel servizio dei leviti, come pure nell&#8217;istituzione dei settanta \u00ab Anziani \u00bb,<sup> 150<\/sup> prefigurazioni del ministero ordinato della Nuova Alleanza. Cos\u00ec, nel rito latino, la Chiesa si esprime nella preghiera consacratoria dell&#8217;ordinazione dei Vescovi:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab O Dio, Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, [&#8230;] con la parola di salvezza hai dato norme di vita nella tua Chiesa: tu, dal principio, hai eletto Abramo come padre dei giusti, hai costituito capi e sacerdoti per non lasciare mai senza ministero il tuo santuario&#8230; \u00bb.<sup> 151<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1542<\/b> Nell&#8217;ordinazione dei sacerdoti, la Chiesa prega:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Signore, Padre santo, [&#8230;] nell&#8217;Antica Alleanza presero forma e figura vari uffici istituiti per il servizio liturgico. A Mos\u00e8 e ad Aronne, da te prescelti per reggere e santificare il tuo popolo, associasti collaboratori che li seguivano nel grado e nella dignit\u00e0. Nel cammino dell&#8217;esodo comunicasti a settanta uomini saggi e prudenti lo spirito di Mos\u00e8 tuo servo [&#8230;]. Tu rendesti partecipi i figli di Aronne della pienezza del loro padre \u00bb.<sup> 152<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1543<\/b> E nella preghiera consacratoria per l&#8217;ordinazione dei diaconi, la Chiesa confessa:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Dio onnipotente, [&#8230;] tu hai formato la Chiesa [&#8230;]; hai disposto che mediante i tre gradi del ministero da te istituito cresca e si edifichi il nuovo tempio, come in antico scegliesti i figli di Levi a servizio del tabernacolo santo \u00bb.<sup> 153<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;unico sacerdozio di Cristo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1544<\/b> Tutte le prefigurazioni del sacerdozio dell&#8217;Antica Alleanza trovano il loro compimento in Cristo Ges\u00f9, \u00ab unico [&#8230;] mediatore tra Dio e gli uomini \u00bb (<i>1 Tm <\/i>2,5). Melchisedek, \u00ab sacerdote del Dio altissimo \u00bb (<i>Gn <\/i>14,18), \u00e8 considerato dalla Tradizione cristiana come una prefigurazione del sacerdozio di Cristo, unico \u00ab sommo sacerdote alla maniera di Melchisedek \u00bb (<i>Eb <\/i>5,10; 6,20), \u00ab santo, innocente, senza macchia \u00bb (<i>Eb <\/i>7,26), il quale \u00ab con un&#8217;unica oblazione [&#8230;] ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati \u00bb (<i>Eb <\/i>10,14), cio\u00e8 con l&#8217;unico sacrificio della sua croce.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1545<\/b> Il sacrificio redentore di Cristo \u00e8 unico, compiuto una volta per tutte. Tuttavia \u00e8 reso presente nel sacrificio eucaristico della Chiesa. Lo stesso vale per l&#8217;unico sacerdozio di Cristo: esso \u00e8 reso presente dal sacerdozio ministeriale senza che venga diminuita l&#8217;unicit\u00e0 del sacerdozio di Cristo. \u00ab Infatti solo Cristo \u00e8 il vero Sacerdote, mentre gli altri sono i suoi ministri \u00bb.<sup> 154<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Due partecipazioni all&#8217;unico sacerdozio di Cristo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1546<\/b> Cristo, Sommo Sacerdote e unico mediatore, ha fatto della Chiesa un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre.<sup> 155<\/sup> Tutta la comunit\u00e0 dei credenti \u00e8, come tale, sacerdotale. I fedeli esercitano il loro sacerdozio battesimale attraverso la partecipazione, ciascuno secondo la vocazione sua propria, alla missione di Cristo, Sacerdote, Profeta e Re. \u00c8 per mezzo dei sacramenti del Battesimo e della Confermazione che i fedeli \u00ab vengono consacrati a formare [&#8230;] un sacerdozio santo \u00bb.<sup> 156<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1547<\/b> Il sacerdozio ministeriale o gerarchico dei Vescovi e dei sacerdoti e il sacerdozio comune di tutti i fedeli, anche se \u00ab l&#8217;uno e l&#8217;altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano all&#8217;unico sacerdozio di Cristo \u00bb,<sup> 157<\/sup> differiscono tuttavia essenzialmente, pur essendo \u00ab ordinati l&#8217;uno all&#8217;altro \u00bb.<sup> 158<\/sup> In che senso? Mentre il sacerdozio comune dei fedeli si realizza nello sviluppo della grazia battesimale \u2013 vita di fede, di speranza e di carit\u00e0, vita secondo lo Spirito \u2013, il sacerdozio ministeriale \u00e8 al servizio del sacerdozio comune, \u00e8 relativo allo sviluppo della grazia battesimale di tutti i cristiani. \u00c8 uno dei <i>mezzi <\/i>con i quali Cristo continua a costruire e a guidare la sua Chiesa. Proprio per questo motivo viene trasmesso mediante un sacramento specifico, il sacramento dell&#8217;Ordine.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>In persona di Cristo Capo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1548<\/b> Nel servizio ecclesiale del ministero ordinato \u00e8 Cristo stesso che \u00e8 presente alla sua Chiesa in quanto Capo del suo corpo, Pastore del suo gregge, Sommo Sacerdote del sacrificio redentore, Maestro di verit\u00e0. \u00c8 ci\u00f2 che la Chiesa esprime dicendo che il sacerdote, in virt\u00f9 del sacramento dell&#8217;Ordine, agisce \u00ab in persona Christi Capitis \u00bb \u2013 <i>in persona di Cristo Capo<\/i>:<sup> 159<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab \u00c8 il medesimo Sacerdote, Cristo Ges\u00f9, di cui realmente il ministro fa le veci. Costui se, in forza della consacrazione sacerdotale che ha ricevuto, \u00e8 in verit\u00e0 assimilato al Sommo Sacerdote, gode della potest\u00e0 di agire con la potenza dello stesso Cristo che rappresenta (&#8220;virtute ac persona ipsius Christi&#8221;) \u00bb.<sup> 160<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Cristo \u00e8 la fonte di ogni sacerdozio: infatti il sacerdote della Legge [antica] era figura di lui, mentre il sacerdote della nuova Legge agisce in persona di lui \u00bb.<sup> 161<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1549<\/b> Attraverso il ministero ordinato, specialmente dei Vescovi e dei sacerdoti, la presenza di Cristo quale Capo della Chiesa \u00e8 resa visibile in mezzo alla comunit\u00e0 dei credenti.<sup> 162<\/sup> Secondo la bella espressione di sant&#8217;Ignazio di Antiochia, il Vescovo \u00e8 <span style=\"font-size: 14pt;\">\u03c4\u1f7b\u03c0\u03bf\u03c2 \u03c4\u03bf\u1fe6 \u03a0\u03b1\u03c4\u03c1\u1f79\u03c2 <\/span>, come l&#8217;immagine vivente di Dio Padre.<sup> 163<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1550<\/b> Questa presenza di Cristo nel ministro non deve essere intesa come se costui fosse premunito contro ogni debolezza umana, lo spirito di dominio, gli errori, persino il peccato. La forza dello Spirito Santo non garantisce nello stesso modo tutti gli atti dei ministri. Mentre nell&#8217;amministrazione dei sacramenti viene data questa garanzia, cos\u00ec che neppure il peccato del ministro pu\u00f2 impedire il frutto della grazia, esistono molti altri atti in cui l&#8217;impronta umana del ministro lascia tracce che non sono sempre segno della fedelt\u00e0 al Vangelo e che di conseguenza possono nuocere alla fecondit\u00e0 apostolica della Chiesa.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1551<\/b> Questo sacerdozio \u00e8 <i>ministeriale<\/i>. \u00ab Questo ufficio che il Signore ha affidato ai Pastori del suo popolo \u00e8 un vero <i>servizio<\/i> \u00bb.<sup> 164<\/sup> Esso \u00e8 interamente riferito a Cristo e agli uomini. Dipende interamente da Cristo e dal suo unico sacerdozio ed \u00e8 stato istituito in favore degli uomini e della comunit\u00e0 della Chiesa. Il sacramento dell&#8217;Ordine comunica \u00ab una potest\u00e0 sacra \u00bb, che \u00e8 precisamente quella di Cristo. L&#8217;esercizio di tale autorit\u00e0 deve dunque misurarsi sul modello di Cristo, che per amore si \u00e8 fatto l&#8217;ultimo e il servo di tutti.<sup> 165<\/sup> \u00ab Il Signore ha esplicitamente detto che la sollecitudine per il suo gregge era una prova di amore verso di lui \u00bb.<sup> 166<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>&#8230; \u00aba nome di tutta la Chiesa\u00bb<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1552<\/b> Il sacerdozio ministeriale non ha solamente il compito di rappresentare Cristo \u2013 Capo della Chiesa \u2013 di fronte all&#8217;assemblea dei fedeli; esso agisce anche a nome di tutta la Chiesa allorch\u00e9 presenta a Dio la preghiera della Chiesa<sup> 167<\/sup> e soprattutto quando offre il sacrificio eucaristico.<sup> 168<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1553<\/b> \u00ab A nome di <i>tutta <\/i>la Chiesa \u00bb. Ci\u00f2 non significa che i sacerdoti siano i delegati della comunit\u00e0. La preghiera e l&#8217;offerta della Chiesa sono inseparabili dalla preghiera e dall&#8217;offerta di Cristo, suo Capo. \u00c8 sempre il culto di Cristo nella sua Chiesa e per mezzo di essa. \u00c8 tutta la Chiesa, corpo di Cristo, che prega e si offre, \u00ab per ipsum et cum ipso et in ipso \u00bb \u2013 per lui, con lui e in lui \u2013 nell&#8217;unit\u00e0 dello Spirito Santo, a Dio Padre. Tutto il corpo, \u00ab Caput et membra \u00bb \u2013 <i>Capo e membra <\/i>\u2013 prega e si offre; per questo coloro che, nel corpo, sono suoi ministri in senso proprio, vengono chiamati ministri non solo di Cristo, ma anche della Chiesa. Proprio perch\u00e9 rappresenta Cristo, il sacerdozio ministeriale pu\u00f2 rappresentare la Chiesa.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. I tre gradi del sacramento dell'Ordine\"><\/a>III. I tre gradi del sacramento dell&#8217;Ordine<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1554<\/b> \u00ab Il ministero ecclesiastico di istituzione divina viene esercitato in diversi ordini da quelli che gi\u00e0 anticamente sono chiamati Vescovi, presbiteri, diaconi \u00bb.<sup> 169<\/sup> La dottrina cattolica, espressa nella liturgia, nel Magistero e nella pratica costante della Chiesa, riconosce che esistono due gradi di partecipazione ministeriale al sacerdozio di Cristo: l&#8217;Episcopato e il presbiterato. Il diaconato \u00e8 finalizzato al loro aiuto e al loro servizio. Per questo il termine \u00ab <i>sacerdos \u00bb <\/i>\u2013 sacerdote \u2013 designa, nell&#8217;uso attuale, i Vescovi e i presbiteri, ma non i diaconi. Tuttavia, la dottrina cattolica insegna che i gradi di partecipazione sacerdotale (Episcopato e presbiterato) e il grado di servizio (diaconato) sono tutti e tre conferiti da un atto sacramentale chiamato \u00ab ordinazione \u00bb, cio\u00e8 dal sacramento dell&#8217;Ordine:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Tutti rispettino i diaconi come lo stesso Ges\u00f9 Cristo, e il Vescovo come l&#8217;immagine del Padre, e i presbiteri come senato di Dio e come collegio apostolico: senza di loro non c&#8217;\u00e8 Chiesa \u00bb.<sup> 170<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;ordinazione episcopale &#8211; pienezza del sacramento dell&#8217;Ordine<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1555<\/b> \u00ab Fra i vari ministeri che fin dai primi tempi si esercitano nella Chiesa, secondo la testimonianza della tradizione, tiene il primo posto l&#8217;ufficio di quelli che, costituiti nell&#8217;Episcopato, per successione che risale all&#8217;origine, possiedono i tralci del seme apostolico \u00bb.<sup> 171<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1556<\/b> Per adempiere alla loro alta missione, \u00ab gli Apostoli sono stati arricchiti da Cristo con una speciale effusione dello Spirito Santo discendente su loro, ed essi stessi, con l&#8217;imposizione delle mani, hanno trasmesso questo dono dello Spirito ai loro collaboratori, dono che \u00e8 stato trasmesso fino a noi nella consacrazione episcopale \u00bb.<sup> 172<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1557<\/b> Il Concilio Vaticano II insegna che \u00ab con la consacrazione episcopale viene conferita <i>la pienezza del sacramento dell&#8217;Ordine<\/i>, quella cio\u00e8 che dalla consuetudine liturgica della Chiesa e dalla voce dei santi Padri viene chiamata sommo sacerdozio, <i>vertice<\/i> [&#8220;summa&#8221;] del sacro ministero \u00bb.<sup> 173<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1558<\/b> \u00ab La consacrazione episcopale conferisce pure, con l&#8217;ufficio di santificare, gli uffici di insegnare e di governare [&#8230;]. Infatti [&#8230;] con l&#8217;imposizione delle mani e con le parole della consacrazione la grazia dello Spirito Santo viene conferita e viene impresso un sacro carattere, in maniera che i Vescovi, in modo eminente e visibile, sostengano le parti dello stesso Cristo Maestro, Pastore e Pontefice, e agiscano in sua persona [&#8220;in Eius persona agant&#8221;] \u00bb.<sup> 174<\/sup> \u00ab Perci\u00f2 i Vescovi, per virt\u00f9 dello Spirito Santo, che loro \u00e8 stato dato, sono divenuti veri e autentici Maestri della fede, Pontefici e Pastori \u00bb.<sup> 175<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1559<\/b> \u00ab Uno viene costituito membro del Corpo episcopale in virt\u00f9 della consacrazione episcopale e mediante la comunione gerarchica col capo del Collegio e con i membri \u00bb.<sup> 176<\/sup> Il carattere e la <i>natura collegiale <\/i>dell&#8217;ordine episcopale si manifestano, tra l&#8217;altro, nell&#8217;antica prassi della Chiesa che per la consacrazione di un nuovo Vescovo vuole la partecipazione di pi\u00f9 Vescovi.<sup> 177<\/sup> Per l&#8217;ordinazione legittima di un Vescovo, oggi \u00e8 richiesto un intervento speciale del Vescovo di Roma, per il fatto che egli \u00e8 il supremo vincolo visibile della comunione delle Chiese particolari nell&#8217;unica Chiesa e il garante della loro libert\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1560<\/b> Ogni Vescovo ha, quale vicario di Cristo, l&#8217;ufficio pastorale della Chiesa particolare che gli \u00e8 stata affidata, ma nello stesso tempo porta collegialmente con tutti i fratelli nell&#8217;Episcopato la <i>sollecitudine per tutte le Chiese<\/i>: \u00ab Se ogni Vescovo \u00e8 propriamente Pastore soltanto della porzione del gregge affidata alle sue cure, la sua qualit\u00e0 di legittimo successore degli Apostoli, per istituzione divina, lo rende solidalmente responsabile della missione apostolica della Chiesa \u00bb.<sup> 178<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1561<\/b> Quanto \u00e8 stato detto spiega perch\u00e9 l&#8217;Eucaristia celebrata dal Vescovo ha un significato tutto speciale come espressione della Chiesa riunita attorno all&#8217;altare sotto la presidenza di colui che rappresenta visibilmente Cristo, Buon Pastore e Capo della sua Chiesa.<sup> 179<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;ordinazione dei presbiteri &#8211; cooperatori dei Vescovi<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1562<\/b> \u00ab Cristo, consacrato e mandato nel mondo dal Padre, per mezzo dei suoi Apostoli ha reso partecipi della sua consacrazione e della sua missione i loro successori, cio\u00e8 i Vescovi, i quali hanno legittimamente affidato, secondo diversi gradi, l&#8217;ufficio del loro ministero a vari soggetti nella Chiesa \u00bb.<sup> 180<\/sup> \u00ab La [loro] funzione ministeriale fu trasmessa in grado subordinato ai presbiteri, affinch\u00e9 questi, costituiti nell&#8217;ordine del presbiterato, fossero <i>cooperatori dell&#8217;ordine episcopale<\/i>, per il retto assolvimento della missione apostolica affidata da Cristo \u00bb.<sup> 181<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1563<\/b> \u00ab La funzione dei presbiteri, in quanto strettamente unita all&#8217;ordine episcopale, partecipa dell&#8217;autorit\u00e0 con la quale Cristo stesso fa crescere, santifica e governa il proprio corpo. Per questo motivo, il sacerdozio dei presbiteri, pur presupponendo i sacramenti dell&#8217;iniziazione cristiana, viene conferito da quel particolare sacramento per il quale i presbiteri, in virt\u00f9 dell&#8217;unzione dello Spirito Santo, sono segnati da uno speciale carattere che li configura a Cristo Sacerdote, in modo da poter agire in nome e nella persona di Cristo Capo \u00bb.<sup> 182<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1564<\/b> \u00ab I presbiteri, pur non possedendo il vertice del sacerdozio e dipendendo dai Vescovi nell&#8217;esercizio della loro potest\u00e0, sono tuttavia a loro uniti nell&#8217;onore sacerdotale e in virt\u00f9 del sacramento dell&#8217;Ordine, a immagine di Cristo, Sommo ed eterno Sacerdote,<sup> 183<\/sup> sono consacrati per predicare il Vangelo, pascere i fedeli e celebrare il culto divino, <i>quali veri sacerdoti del Nuovo Testamento<\/i> \u00bb.<sup> 184<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1565<\/b> In virt\u00f9 del sacramento dell&#8217;Ordine i sacerdoti partecipano alla dimensione universale della missione affidata da Cristo agli Apostoli. Il dono spirituale che hanno ricevuto nell&#8217;ordinazione non li prepara ad una missione limitata e ristretta, bens\u00ec a una vastissima e universale missione di salvezza, \u00ab fino agli ultimi confini della terra \u00bb (<i>At <\/i>1,8),<sup> 185<\/sup> \u00ab pronti nel loro animo a predicare dovunque il Vangelo \u00bb.<sup> 186<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1566<\/b> Essi \u00ab soprattutto esercitano la loro funzione sacra nel culto o <i>assemblea eucaristica<\/i>, dove, agendo in persona di Cristo, e proclamando il suo mistero, uniscono i voti dei fedeli al sacrificio del loro Capo e nel sacrificio della Messa rendono presente e applicano, fino alla venuta del Signore, l&#8217;unico sacrificio del Nuovo Testamento, il sacrificio cio\u00e8 di Cristo, che una volta per tutte si offre al Padre quale vittima immacolata \u00bb.<sup> 187<\/sup> Da questo unico sacrificio tutto il loro ministero sacerdotale trae la sua forza.<sup> 188<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1567<\/b> \u00ab I presbiteri, saggi collaboratori dell&#8217;ordine episcopale e suo aiuto e strumento, chiamati al servizio del popolo di Dio, costituiscono col loro Vescovo un unico <i>presbiterio<\/i>, sebbene destinato a uffici diversi. Nelle singole comunit\u00e0 locali di fedeli rendono, per cos\u00ec dire, presente il Vescovo, cui sono uniti con animo fiducioso e grande, condividono in parte le sue funzioni e la sua sollecitudine e le esercitano con dedizione quotidiana \u00bb.<sup> 189<\/sup> I sacerdoti non possono esercitare il loro ministero se non in dipendenza dal Vescovo e in comunione con lui. La promessa di obbedienza che fanno al Vescovo al momento dell&#8217;ordinazione e il bacio di pace del Vescovo al termine della liturgia dell&#8217;ordinazione significano che il Vescovo li considera come suoi collaboratori, suoi figli, suoi fratelli e suoi amici, e che, in cambio, essi gli devono amore e obbedienza.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1568<\/b> \u00ab I presbiteri, costituiti nell&#8217;ordine del presbiterato mediante l&#8217;ordinazione, sono tutti tra loro uniti da intima fraternit\u00e0 sacramentale; ma in modo speciale essi formano un unico presbiterio nella diocesi al cui servizio sono assegnati sotto il proprio Vescovo \u00bb.<sup> 190<\/sup> L&#8217;unit\u00e0 del presbiterio trova un&#8217;espressione liturgica nella consuetudine secondo la quale, durante il rito dell&#8217;ordinazione, i presbiteri, dopo il Vescovo, impongono anch&#8217;essi le mani.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;ordinazione dei diaconi &#8211; \u00ab per il servizio \u00bb<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1569<\/b> \u00ab In un grado inferiore della gerarchia stanno i diaconi, ai quali sono imposte le mani &#8220;non per il sacerdozio, ma per il servizio&#8221; \u00bb.<sup> 191<\/sup> Per l&#8217;ordinazione al diaconato soltanto il Vescovo impone le mani, significando cos\u00ec che il diacono \u00e8 legato in modo speciale al Vescovo nei compiti della sua \u00ab diaconia \u00bb.<sup> 192<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1570<\/b> I diaconi partecipano in una maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo.<sup> 193<\/sup> Il sacramento dell&#8217;Ordine imprime in loro un <i>sigillo <\/i>(\u00ab carattere \u00bb) che nulla pu\u00f2 cancellare e che li configura a Cristo, il quale si \u00e8 fatto \u00ab diacono \u00bb, cio\u00e8 servo di tutti.<sup> 194<\/sup> Compete ai diaconi, tra l&#8217;altro, assistere il Vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto dell&#8217;Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il Matrimonio, proclamare il Vangelo e predicare, presiedere ai funerali e dedicarsi ai vari servizi della carit\u00e0.<sup> 195<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1571<\/b> Dopo il Concilio Vaticano II la Chiesa latina ha ripristinato il diaconato \u00ab come un grado proprio e permanente della gerarchia \u00bb,<sup> 196<\/sup> mentre le Chiese d&#8217;Oriente lo avevano sempre conservato. Il <i>diaconato permanente<\/i>, che pu\u00f2 essere conferito a uomini sposati, costituisce un importante arricchimento per la missione della Chiesa. In realt\u00e0, \u00e8 conveniente e utile che gli uomini che nella Chiesa adempiono un ministero veramente diaconale, sia nella vita liturgica e pastorale, sia nelle opere sociali e caritative \u00ab siano fortificati per mezzo dell&#8217;imposizione delle mani, trasmessa dal tempo degli Apostoli, e siano pi\u00f9 strettamente uniti all&#8217;altare, per poter esplicare pi\u00f9 fruttuosamente il loro ministero con l&#8217;aiuto della grazia sacramentale del diaconato \u00bb.<sup> 197<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"IV. La celebrazione di questo sacramento\"><\/a>IV. La celebrazione di questo sacramento<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1572<\/b> La celebrazione dell&#8217;ordinazione di un Vescovo, di presbiteri o di diaconi, data la sua importanza per la vita della Chiesa particolare, richiede il concorso del maggior numero possibile di fedeli. Avr\u00e0 luogo preferibilmente la domenica e nella cattedrale, con quella solennit\u00e0 che si addice alla circostanza. Le tre ordinazioni, del Vescovo, del presbitero, e del diacono, hanno la medesima configurazione. Il loro posto \u00e8 in seno alla liturgia eucaristica.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1573<\/b> Il <i>rito essenziale <\/i>del sacramento dell&#8217;Ordine \u00e8 costituito, per i tre gradi, dall&#8217;imposizione delle mani, da parte del Vescovo, sul capo dell&#8217;ordinando come pure dalla specifica preghiera consacratoria che domanda a Dio l&#8217;effusione dello Spirito Santo e dei suoi doni adatti al ministero per il quale il candidato viene ordinato.<sup> 198<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1574<\/b> Come in tutti i sacramenti, accompagnano la celebrazione alcuni riti annessi. Pur variando notevolmente nelle diverse tradizioni liturgiche, essi hanno in comune la propriet\u00e0 di esprimere i molteplici aspetti della grazia sacramentale. Cos\u00ec, nel rito latino, i riti di introduzione \u2013 la presentazione e l&#8217;elezione dell&#8217;ordinando, l&#8217;omelia del Vescovo, l&#8217;interrogazione dell&#8217;ordinando, le litanie dei santi \u2013 attestano che la scelta del candidato \u00e8 stata fatta in conformit\u00e0 alla prassi della Chiesa e preparano l&#8217;atto solenne della consacrazione. A questa fanno seguito altri riti che esprimono e completano in maniera simbolica il mistero che si \u00e8 compiuto: per il Vescovo e il presbitero l&#8217;unzione del santo crisma, segno dell&#8217;unzione speciale dello Spirito Santo che rende fecondo il loro ministero; la consegna del libro dei Vangeli, dell&#8217;anello, della mitra e del pastorale al Vescovo, come segno della sua missione apostolica di annunziare la Parola di Dio, della sua fedelt\u00e0 alla Chiesa, Sposa di Cristo, del suo compito di Pastore del gregge del Signore; la consegna, al sacerdote, della patena e del calice, l&#8217;offerta del popolo santo,<sup> 199<\/sup> che egli \u00e8 chiamato a presentare a Dio; la consegna del libro dei Vangeli al diacono, che ha ricevuto la missione di annunziare il Vangelo di Cristo.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"V. Chi pu\u00f2 conferire questo sacramento?\"><\/a>V. Chi pu\u00f2 conferire questo sacramento?<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1575<\/b> \u00c8 Cristo che ha scelto gli Apostoli e li ha resi partecipi della sua missione e della sua autorit\u00e0. Innalzato alla destra del Padre, non abbandona il suo gregge, ma lo custodisce e lo protegge sempre per mezzo degli Apostoli e ancora lo conduce sotto la guida di quegli stessi Pastori che continuano oggi la sua opera.<sup> 200<\/sup> \u00c8 dunque Cristo che stabilisce alcuni come Apostoli, altri come Pastori.<sup> 201<\/sup> Egli continua ad agire per mezzo dei Vescovi.<sup> 202<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1576<\/b> Poich\u00e9 il sacramento dell&#8217;Ordine \u00e8 il sacramento del ministero apostolico, spetta ai Vescovi in quanto successori degli Apostoli trasmettere \u00ab questo dono dello Spirito \u00bb,<sup> 203<\/sup> \u00ab il seme apostolico \u00bb.<sup> 204<\/sup> I Vescovi validamente ordinati, che sono cio\u00e8 nella linea della successione apostolica, conferiscono validamente i tre gradi del sacramento dell&#8217;Ordine.<sup> 205<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"VI. Chi pu\u00f2 ricevere questo sacramento?\"><\/a>VI. Chi pu\u00f2 ricevere questo sacramento?<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1577<\/b> \u00ab Riceve validamente la sacra ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile [&#8220;vir&#8221;] \u00bb.<sup> 206<\/sup> Il Signore Ges\u00f9 ha scelto uomini [&#8220;viri&#8221;] per formare il collegio dei dodici Apostoli,<sup> 207<\/sup> e gli Apostoli hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i collaboratori<sup> 208<\/sup> che sarebbero loro succeduti nel ministero.<sup> 209<\/sup> Il collegio dei Vescovi, con i quali i presbiteri sono uniti nel sacerdozio, rende presente e attualizza fino al ritorno di Cristo il collegio dei Dodici. La Chiesa si riconosce vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso. Per questo motivo l&#8217;ordinazione delle donne non \u00e8 possibile.<sup> 210<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1578<\/b> Nessuno ha un <i>diritto <\/i>a ricevere il sacramento dell&#8217;Ordine. Infatti nessuno pu\u00f2 attribuire a se stesso questo ufficio. Ad esso si \u00e8 chiamati da Dio.<sup> 211<\/sup> Chi crede di riconoscere i segni della chiamata di Dio al ministero ordinato, deve sottomettere umilmente il proprio desiderio all&#8217;autorit\u00e0 della Chiesa, alla quale spetta la responsabilit\u00e0 e il diritto di chiamare qualcuno a ricevere gli Ordini. Come ogni grazia, questo sacramento non pu\u00f2 essere <i>ricevuto <\/i>che come dono immeritato.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1579<\/b> Tutti i ministri ordinati della Chiesa latina, ad eccezione dei diaconi permanenti, sono normalmente scelti fra gli uomini credenti che vivono da celibi e che intendono conservare il <i>celibato <\/i>\u00ab per il regno dei cieli \u00bb (<i>Mt <\/i>19,12). Chiamati a consacrarsi con cuore indiviso al Signore e alle \u00ab sue cose \u00bb,<sup> 212<\/sup> essi si donano interamente a Dio e agli uomini. Il celibato \u00e8 un segno di questa vita nuova al cui servizio il ministro della Chiesa viene consacrato; abbracciato con cuore gioioso, esso annuncia in modo radioso il regno di Dio.<sup> 213<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1580<\/b> Nelle Chiese Orientali, da secoli, \u00e8 in vigore una disciplina diversa: mentre i Vescovi sono scelti unicamente fra coloro che vivono nel celibato, uomini sposati possono essere ordinati diaconi e presbiteri. Tale prassi \u00e8 da molto tempo considerata come legittima; questi presbiteri esercitano un ministero fruttuoso in seno alle loro comunit\u00e0.<sup> 214<\/sup> D&#8217;altro canto il celibato dei presbiteri \u00e8 in grande onore nelle Chiese Orientali, e numerosi sono i presbiteri che l&#8217;hanno scelto liberamente, per il regno di Dio. In Oriente come in Occidente, chi ha ricevuto il sacramento dell&#8217;Ordine non pu\u00f2 pi\u00f9 sposarsi.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"VII. Gli effetti del sacramento dell'Ordine\"><\/a>VII. Gli effetti del sacramento dell&#8217;Ordine<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>Il carattere indelebile<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1581<\/b> Questo sacramento configura a Cristo in forza di una grazia speciale dello Spirito Santo, allo scopo di servire da strumento di Cristo per la sua Chiesa. Per mezzo dell&#8217;ordinazione si viene abilitati ad agire come rappresentanti di Cristo, Capo della Chiesa, nella sua triplice funzione di sacerdote, profeta e re.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1582<\/b> Come nel caso del Battesimo e della Confermazione, questa partecipazione alla funzione di Cristo \u00e8 accordata una volta per tutte. Il sacramento dell&#8217;Ordine conferisce, anch&#8217;esso, un <i>carattere spirituale indelebile <\/i>e non pu\u00f2 essere ripetuto n\u00e9 essere conferito per un tempo limitato.<sup> 215<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1583<\/b> Un soggetto validamente ordinato pu\u00f2, certo, per gravi motivi, essere dispensato dagli obblighi e dalle funzioni connessi all&#8217;ordinazione o gli pu\u00f2 essere fatto divieto di esercitarli, ma non pu\u00f2 pi\u00f9 ridiventare laico in senso stretto,<sup> 216<\/sup> poich\u00e9 il carattere impresso dall&#8217;ordinazione rimane per sempre.<sup> 217<\/sup> La vocazione e la missione ricevute nel giorno della sua ordinazione lo segnano in modo permanente.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1584<\/b> Poich\u00e9 in definitiva \u00e8 Cristo che agisce e opera la salvezza mediante il ministro ordinato, l&#8217;indegnit\u00e0 di costui non impedisce a Cristo di agire.<sup> 218<\/sup> Sant&#8217;Agostino lo dice con forza:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Un ministro superbo va messo assieme al diavolo; ma non per questo viene contaminato il dono di Cristo, che attraverso di lui continua a fluire nella sua purezza e per mezzo di lui arriva limpido a fecondare la terra. [&#8230;] La virt\u00f9 spirituale del sacramento \u00e8 infatti come la luce: giunge pura a coloro che devono essere illuminati e, anche se deve passare attraverso esseri immondi, non viene contaminata \u00bb.<sup> 219<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h4 align=\"left\"><b>La grazia dello Spirito Santo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1585<\/b> La grazia dello Spirito Santo propria di questo sacramento consiste in una configurazione a Cristo Sacerdote, Maestro e Pastore del quale l&#8217;ordinato \u00e8 costituito ministro.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1586<\/b> Per il Vescovo \u00e8 innanzi tutto una grazia di fortezza (\u00ab Il tuo Spirito che regge e guida \u00bb: Preghiera consacratoria del Vescovo nel rito latino<sup> 220<\/sup>): la grazia di guidare e di difendere con forza e prudenza la sua Chiesa come padre e pastore, con un amore gratuito verso tutti e una predilezione per i poveri, gli ammalati e i bisognosi.<sup> 221<\/sup> Questa grazia lo spinge ad annunciare a tutti il Vangelo, ad essere il modello del suo gregge, a precederlo sul cammino della santificazione identificandosi nell&#8217;Eucaristia con Cristo Sacerdote e Vittima, senza temere di dare la vita per le sue pecore:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Concedi, Padre che conosci i cuori, a questo servo che hai scelto per l&#8217;Episcopato, di pascere il tuo santo gregge e di esercitare in maniera irreprensibile e in tuo onore la massima dignit\u00e0 sacerdotale, servendoti notte e giorno; di rendere il tuo volto incessantemente propizio e di offrirti i doni della tua santa Chiesa; di avere, in virt\u00f9 dello spirito del sommo sacerdozio, il potere di rimettere i peccati secondo il tuo comando, di distribuire i compiti secondo la tua volont\u00e0 e di sciogliere ogni legame in virt\u00f9 del potere che hai dato agli Apostoli; di esserti accetto per la sua mansuetudine e per la purezza del suo cuore, offrendoti un profumo soave per mezzo di Ges\u00f9 Cristo tuo Figlio&#8230; \u00bb.<sup> 222<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1587<\/b> Il dono spirituale conferito dall&#8217;ordinazione presbiterale \u00e8 espresso da questa preghiera propria del rito bizantino. Il Vescovo, imponendo le mani, dice tra l&#8217;altro:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Signore, riempi di Spirito Santo colui che ti sei degnato di elevare alla dignit\u00e0 sacerdotale, affinch\u00e9 sia degno di stare irreprensibile davanti al tuo altare, di annunciare il Vangelo del tuo regno, di compiere il ministero della tua parola di verit\u00e0, di offrirti doni e sacrifici spirituali, di rinnovare il tuo popolo mediante il lavacro della rigenerazione; in modo che egli stesso vada incontro al nostro grande Dio e Salvatore Ges\u00f9 Cristo, tuo unico Figlio, nel giorno della sua seconda venuta, e riceva dalla tua immensa bont\u00e0 la ricompensa di un fedele adempimento del suo ministero \u00bb.<sup> 223<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1588<\/b> Quanto ai diaconi, \u00ab sostenuti dalla grazia sacramentale, servono il popolo di Dio nel ministero della liturgia, della parola e della carit\u00e0, in comunione con il Vescovo e il suo presbiterio \u00bb.<sup> 224<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1589<\/b> Dinanzi alla grandezza della grazia e dell&#8217;ufficio sacerdotali, i santi dottori hanno avvertito l&#8217;urgente appello alla conversione al fine di corrispondere con tutta la loro vita a colui di cui sono divenuti ministri mediante il sacramento. Cos\u00ec, san Gregorio Nazianzeno, giovanissimo sacerdote, esclama:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Bisogna cominciare col purificare se stessi prima di purificare gli altri; bisogna essere istruiti per poter istruire; bisogna divenire luce per illuminare, avvicinarsi a Dio per avvicinare a lui gli altri, essere santificati per santificare, condurre per mano e consigliare con intelligenza \u00bb.<sup> 225<\/sup> \u00ab So di chi siamo i ministri, a quale altezza ci troviamo e chi \u00e8 colui verso il quale ci dirigiamo. Conosco la grandezza di Dio e la debolezza dell&#8217;uomo, ma anche la sua forza \u00bb.<sup> 226<\/sup> [Chi \u00e8 dunque il sacerdote? \u00c8] il difensore della verit\u00e0, \u00ab che si eleva con gli angeli, glorifica con gli arcangeli, fa salire sull&#8217;altare del cielo le vittime dei sacrifici, condivide il sacerdozio di Cristo, riplasma la creatura, restaura [in essa] l&#8217;immagine [di Dio], la ricrea per il mondo di lass\u00f9, e, per dire ci\u00f2 che vi \u00e8 di pi\u00f9 sublime, \u00e8 <i>divinizzato e divinizza<\/i> \u00bb.<sup> 227<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">E il santo Curato d&#8217;Ars: \u00ab \u00c8 il sacerdote che continua l&#8217;opera di redenzione sulla terra \u00bb. [&#8230;] \u00ab Se si comprendesse bene il sacerdote qui in terra, si morirebbe non di spavento, ma di amore \u00bb. [&#8230;] \u00ab Il sacerdozio \u00e8 l&#8217;amore del cuore di Ges\u00f9 \u00bb.<sup> 228<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1590<\/b> <i>San Paolo dice al suo discepolo Timoteo: <\/i>\u00ab <i>Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che \u00e8 in te per l&#8217;imposizione delle mie mani<\/i> \u00bb (<i>2 Tm <\/i>1,6)<i>, e: <\/i>\u00ab <i>Se uno aspira all&#8217;Episcopato, desidera un nobile lavoro <\/i>\u00bb (<i>1 Tm <\/i>3,1)<i>. A Tito diceva: <\/i>\u00ab <i>Per questo ti ho lasciato a Creta, perch\u00e9 regolassi ci\u00f2 che rimane da fare e perch\u00e9 stabilissi presbiteri in ogni citt\u00e0, secondo le istruzioni che ti ho dato<\/i> \u00bb (<i>Tt <\/i>1,5).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1591<\/b> <i>Tutta la Chiesa \u00e8 un popolo sacerdotale. Grazie al battesimo, tutti i fedeli partecipano al sacerdozio di Cristo. Tale partecipazione si chiama <\/i>\u00ab <i>sacerdozio comune dei fedeli <\/i>\u00bb. <i>Sulla sua base e al suo servizio esiste un&#8217;altra partecipazione alla missione di Cristo: quella del ministero conferito dal sacramento dell&#8217;Ordine, la cui funzione \u00e8 di servire a nome e in persona di Cristo Capo in mezzo alla comunit\u00e0.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1592<\/b><i> Il sacerdozio ministeriale differisce essenzialmente dal sacerdozio comune dei fedeli poich\u00e9 conferisce un potere sacro per il servizio dei fedeli. I ministri ordinati esercitano il loro servizio presso il popolo di Dio attraverso l&#8217;insegnamento <\/i>(munus docendi), <i>il culto divino <\/i>(munus liturgicum) <i>e il governo pastorale <\/i>(munus regendi).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1593<\/b> <i>Fin dalle origini, il ministero ordinato \u00e8 stato conferito ed esercitato in tre gradi: quello dei Vescovi, quello dei presbiteri e quello dei diaconi. I ministeri conferiti dall&#8217;ordinazione sono insostituibili per la struttura organica della Chiesa: senza il Vescovo, i presbiteri e i diaconi, non si pu\u00f2 parlare di Chiesa<\/i>.<sup> 229<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1594<\/b> <i>Il Vescovo riceve la pienezza del sacramento dell&#8217;Ordine che lo inserisce nel Collegio episcopale e fa di lui il capo visibile della Chiesa particolare che gli \u00e8 affidata. I Vescovi, in quanto successori degli Apostoli e membri del Collegio, hanno parte alla responsabilit\u00e0 apostolica e alla missione di tutta la Chiesa sotto l&#8217;autorit\u00e0 del Papa, Successore di san Pietro.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1595<\/b><i> I presbiteri sono uniti ai Vescovi nella dignit\u00e0 sacerdotale e nello stesso tempo dipendono da essi nell&#8217;esercizio delle loro funzioni pastorali; sono chiamati ad essere i saggi collaboratori dei Vescovi; riuniti attorno al loro Vescovo formano il <\/i>\u00ab <i>presbiterio<\/i> \u00bb, <i>che insieme con lui porta la responsabilit\u00e0 della Chiesa particolare. Essi ricevono dal Vescovo la responsabilit\u00e0 di una comunit\u00e0 parrocchiale o di una determinata funzione ecclesiale.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1596<\/b><i> I diaconi sono ministri ordinati per gli incarichi di servizio della Chiesa; non ricevono il sacerdozio ministeriale, ma l&#8217;ordinazione conferisce loro funzioni importanti nel ministero della parola, del culto divino, del governo pastorale e del servizio della carit\u00e0, compiti che devono assolvere sotto l&#8217;autorit\u00e0 pastorale del loro Vescovo.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1597<\/b><i> Il sacramento dell&#8217;Ordine \u00e8 conferito mediante l&#8217;imposizione delle mani seguita da una preghiera consacratoria solenne che chiede a Dio per l&#8217;ordinando le grazie dello Spirito Santo richieste per il suo ministero. L&#8217;ordinazione imprime un carattere sacramentale indelebile.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1598<\/b><i> La Chiesa conferisce il sacramento dell&#8217;Ordine soltanto a uomini (viri) battezzati, le cui attitudini per l&#8217;esercizio del ministero sono state debitamente riconosciute. Spetta all&#8217;autorit\u00e0 della Chiesa la responsabilit\u00e0 e il diritto di chiamare qualcuno a ricevere gli ordini.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1599<\/b><i> Nella Chiesa latina il sacramento dell&#8217;Ordine per il presbiterato \u00e8 conferito normalmente solo a candidati disposti ad abbracciare liberamente il celibato e che manifestano pubblicamente la loro volont\u00e0 di osservarlo per amore del regno di Dio e del servizio degli uomini.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1600<\/b><i> Spetta ai Vescovi conferire il sacramento dell&#8217;Ordine nei tre gradi.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(141) Cf <i>Eb <\/i>5,6; 7,11; <i>Sal <\/i>110,4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(142) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 10: AAS 57 (1965) 14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(143) Cf <i>Is <\/i>61,6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(144) Cf <i>Nm <\/i>1,48-53.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(145) Cf <i>Gs <\/i>13,33.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(146) Cf <i>Es <\/i>29,1-30; <i>Lv <\/i>8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(147) Cf <i>Eb <\/i>5,1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(148) Cf <i>Ml <\/i>2,7-9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(149) Cf <i>Eb <\/i>5,3; 7,27; 10,1-4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(150) Cf <i>Nm <\/i>11,24-25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(151) <i>Pontificale Romano. Ordinazione del Vescovo, dei presbiteri e dei diaconi<\/i>, Ordinazione del Vescovo. Preghiera di ordinazione, 52 (Libreria Editrice Vaticana 1992) p. 48.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(152) <i>Pontificale Romano. Ordinazione del Vescovo, dei presbiteri e dei diaconi<\/i>, Ordinazione dei presbiteri. Preghiera di ordinazione, 146 (Libreria Editrice Vaticana 1992) pp. 98-99.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(153) <i>Pontificale Romano. Ordinazione del Vescovo, dei presbiteri e dei diaconi<\/i>, Ordinazione dei diaconi. Preghiera di ordinazione, 230 (Libreria Editrice Vaticana 1992) p. 144.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(154) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Commentarium in epistolam ad Hebraeos<\/i>, c. 7, lect. 4: <i>Opera omnia<\/i>, v. 21 (Parigi 1876) p. 647.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(155) Cf <i>Ap <\/i>1,6; 5,9-10; <i>1 Pt <\/i>2,5.9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(156) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 10: AAS 57 (1965) 14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(157) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 10: AAS 57 (1965) 14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(158) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 10: AAS 57 (1965) 14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(159) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 10: AAS 57 (1965) 14; <i>Ibid<\/i>., 28: AAS 57 (1965) 34; Id., Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 33: AAS 56 (1964) 108; Id., Decr. <i>Christus Dominus<\/i>, 11: AAS 58 (1966) 677; Id., Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 992; <i>Ibid<\/i>., 6: AAS 58 (1966) 999.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(160) Pio XII, Lett. enc. <i>Mediator Dei<\/i>: AAS 14 (1947) 548.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(161) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae<\/i>, III, q. 22, a. 4, c: Ed. Leon. 11, 260.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(162) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 21: AAS 57 (1965) 24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(163) Cf Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Trallianos<\/i>, 3, 1: SC 10bis, 96 (Funk 1, 244); Id., <i>Epistula ad Magnesios<\/i>, 6, 1: SC 10bis, 84 (Funk 1, 234).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(164) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 24: AAS 57 (1965) 29.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(165) Cf <i>Mc <\/i>10,43-45; <i>1 Pt <\/i>5,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(166) San Giovanni Crisostomo, <i>De sacerdotio<\/i>, 2, 4: SC 272, 118 (PG 48, 635); cf <i>Gv <\/i>21,15-17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(167) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 33: AAS 56 (1964) 108.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(168) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 10: AAS 57 (1965) 14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(169) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 28: AAS 57 (1965) 33-34.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(170) Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Trallianos<\/i>, 3, 1: SC 10bis, 96 (Funk 1, 244).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(171) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 20: AAS 57 (1965) 23.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(172) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 21: AAS 57 (1965) 24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(173) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 21: AAS 57 (1965) 25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(174) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 21: AAS 57 (1965) 25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(175) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Christus Dominus<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 674.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(176) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(177) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(178) Pio XII, Lett. enc. <i>Fidei donum<\/i>: AAS 49 (1957) 237; cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 23: AAS 57 (1965) 27-28; Id., Decr. <i>Christus Dominus<\/i>, 4: AAS 58 (1966) 674-675; <i>Ibid<\/i>., 36: AAS 58 (1966) 692; <i>Ibid<\/i>., 37: AAS 58 (1966) 693; Id., Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 5: AAS 58 (1966) 951-952; <i>Ibid<\/i>., 6: AAS 58 (1966) 952-953; <i>Ibid<\/i>., 38: AAS 58 (1966) 984-986.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(179) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 41: AAS 56 (1964) 111; Id., Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 26: AAS 57 (1965) 31-32.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(180) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 28: AAS 57 (1965) 33.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(181) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 992.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(182) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 992.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(183) Cf <i>Eb <\/i>5,1-10; 7,24; 9,11-28.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(184) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 28: AAS 57 (1965) 34.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(185) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 10: AAS 558 (1966) 1007.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(186) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Optatam totius<\/i>, 20: AAS 58 (1966) 726.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(187) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 28: AAS 57 (1965) 34.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(188) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 993.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(189) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 28: AAS 57 (1965) 35.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(190) Concilio Vaticano II. Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 8: AAS 58 (1966) 1003.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(191) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 29: AAS 57 (1965) 36; cf Id., Decr. <i>Christus Dominus<\/i>, 15: AAS 58 (1966) 679.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(192) Cf Sant&#8217;Ippolito di Roma, <i>Traditio apostolica<\/i>, 8: ed. B. Botte (M\u00fcnster i.W. 1989) p. 22-24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(193) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 41: AAS 57 (1965) 46; Id., Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 16: AAS 58 (1966) 967.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(194) Cf <i>Mc <\/i>10,45; <i>Lc <\/i>22,27; San Policarpo di Smirne, <i>Epistula ad Philippenses<\/i>, 5, 2: SC 10bis 182 (Funk 1, 300).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(195) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 29: AAS 57 (1965) 36; Id., Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 35, 4: AAS 56 (1964) 109; Id., Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 16: AAS 58 (1966) 967.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(196) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 29: AAS 57 (1965) 36.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(197) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 16: AAS 58 (1966) 967.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(198) Cf Pio XII, Cost. ap. <i>Sacramentum Ordinis<\/i>: DS 3858.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(199) Cf <i>Pontificale Romano. Ordinazione del Vescovo, dei presbiteri e dei diaconi<\/i>, Ordinazione dei presbiteri. Consegna del pane e del vino, 150 (Libreria Editrice Vaticana 1992) p. 102.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(200) Cf <i>Prefazio degli Apostoli I<\/i>: <i>Messale Romano <\/i>(Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 361.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(201) Cf <i>Ef <\/i>4,11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(202) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 21: AAS 57 (1965) 24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(203) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 21: AAS 57 (1965) 24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(204) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 20: AAS 57 (1965) 23.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(205) Cf Innocenzo III, <i>Professio fedei Waldensibus praescripta<\/i>: DS 794; Concilio Lateranense IV, Cap. 1, <i>De fide catholica<\/i>: DS 802; CIC canone 1012; CCEO canoni 744. 747.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(206) CIC canone 1024.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(207) Cf <i>Mc <\/i>3,14-19; <i>Lc <\/i>6,12-16.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(208) Cf <i>1 Tm <\/i>3,1-13; <i>2 Tm <\/i>1,6; <i>Tt <\/i>1,5-9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(209) Cf San Clemente Romano, <i>Epistula ad Corinthios<\/i>, 42, 4: SC 167, 168-170 (Funk 1, 152); <i>Ibid<\/i>., 44, 3: SC 167, 172 (Funk 1, 156).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(210) Cf Giovanni Paolo II, Lett. ap. <i>Mulieris dignitatem<\/i>, 26-27: AAS 80 (1988) 1715-1720; Id., Lett. ap. <i>Ordinatio sacerdotalis<\/i>: AAS 86 (1994) 545-548; Congregazione per la Dottrina della fede, Dich. <i>Inter insigniores<\/i>: AAS 69 (1977) 98-116; Id., <i>Risposta al dubbio circa la dottrina della Lett. ap. \u00ab Ordinatio Sacerdotalis \u00bb<\/i>: AAS 87 (1995) 1114.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(211) Cf <i>Eb <\/i>5,4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(212) Cf <i>1 Cor <\/i>7,32.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(213) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 16: AAS 58 (1966) 1015-1016.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(214) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 16: AAS 58 (1966) 1015.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(215) Cf Concilio di Trento, Sess. 23a, <i>Doctrina de sacramento Ordinis<\/i>, c. 4: DS 1767; Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 21: AAS 57 (1965) 25; <i>Ibid<\/i>., 28: AAS 57 (1965) 34; <i>Ibid<\/i>., 29: AAS 57 (1965) 36; Id., Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 992.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(216) Cf CIC canoni 290-293. 1336, \u00a7 1, 3 e 5. 1338, \u00a7 2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(217) Cf Concilio di Trento, Sess. 23a, <i>Canones de sacramento Ordinis<\/i>, canone 4: DS 1774.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(218) Cf Concilio di Trento, Sess. 7a, <i>Canones de sacramentis in genere<\/i>, canone 12: DS 1612; Concilio di Costanza, <i>Errores Iohannis Wyclif<\/i>, 4: DS 1154.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(219) Sant&#8217;Agostino, <i>In Iohannis evangelium tractatus<\/i>, 5, 15: CCL 36, 50 (PL 35, 1422).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(220) <i>Pontificale Romano. Ordinazione del Vescovo, dei presbiteri e dei diaconi<\/i>, Ordinazione del Vescovo. Preghiera di ordinazione, 52 (Libreria Editrice Vaticana 1992) p. 48.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(221) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Christus Dominus<\/i>, 13: AAS 58 (1966) 678-679; <i>Ibid<\/i>., 16: AAS 58 (1966) 680-681.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(222) Sant&#8217;Ippolito di Roma, <i>Traditio apostolica<\/i>, 3: ed. B. Botte (M\u00fcnster i.W. 1989) p. 8-10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(223) <i>Liturgia bizantina. Seconda preghiera dell&#8217;imposizione delle mani presbiterale<\/i>: <span style=\"font-family: WP Greek Century;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u0395\u1f50\u03c7\u03bf\u03bb\u1f79\u03b3\u03b9\u03bf\u03bd \u03c4\u1f78 \u03bc\u1f73\u03b3\u03b1<\/span> (&#8220;<\/span> (Roma 1873) p. 136.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(224) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 29: AAS 57 (1965) 36.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(225) San Gregorio Nazianzeno, <i>Oratio<\/i> 2, 71: SC 247, 184 (PG 35, 480).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(226) San Gregorio Nazianzeno, <i>Oratio<\/i> 2, 74: SC 247, 186 (PG 35, 481).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(227) San Gregorio Nazianzeno, <i>Oratio<\/i> 2, 73: SC 247, 186 (PG 35, 481).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(228) B. Nodet, <i>Le Cur\u00e9 d&#8217;Ars. Sa pens\u00e9e-son c\u0153ur<\/i> (Le Puy 1966) p. 98.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(229) Cf Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Trallianos<\/i>, 3, 1: SC 10bis, 96 (Funk 1,244).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 6 IL SACRAMENTO DELL&#8217;ORDINE 1536 L&#8217;Ordine \u00e8 il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13523,"parent":480,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"class_list":["post-482","pagine","type-pagine","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/482","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine"}],"about":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/pagine"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=482"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/482\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/pagine\/480"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}