{"id":472,"date":"2020-07-31T11:06:29","date_gmt":"2020-07-31T11:06:29","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=472"},"modified":"2022-04-22T13:52:16","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:16","slug":"articolo-terzo-il-sacramento-dell-eucaristia","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-seconda\/sezione-seconda-2\/capitolo-primo-i-sacramenti\/articolo-terzo-il-sacramento-dell-eucaristia\/","title":{"rendered":"Articolo terzo &#8211; Il Sacramento dell&#8217; Eucaristia"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>ARTICOLO 3<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>IL SACRAMENTO DELL&#8217;EUCARISTIA<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1322 <\/b>La santa Eucaristia completa l&#8217;iniziazione cristiana. Coloro che sono stati elevati alla dignit\u00e0 del sacerdozio regale per mezzo del Battesimo e sono stati conformati pi\u00f9 profondamente a Cristo mediante la Confermazione, attraverso l&#8217;Eucaristia partecipano con tutta la comunit\u00e0 allo stesso sacrificio del Signore.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1323<\/b><i> <\/i>\u00ab Il nostro Salvatore nell&#8217;ultima Cena, la notte in cui veniva tradito, istitu\u00ec il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, e per affidare cos\u00ec alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e risurrezione: sacramento di piet\u00e0, segno di unit\u00e0, vincolo di carit\u00e0, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l&#8217;anima viene ricolmata di grazia e viene dato il pegno della gloria futura \u00bb.<sup> 143<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. L'Eucaristia - fonte e culmine della vita ecclesiale\"><\/a>I. L&#8217;Eucaristia &#8211; fonte e culmine della vita ecclesiale <\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1324<\/b><i> <\/i>L&#8217;Eucaristia \u00e8 \u00ab fonte e culmine di tutta la vita cristiana \u00bb.<sup> 144<\/sup> \u00ab Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati. Infatti, nella santissima Eucaristia \u00e8 racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cio\u00e8 lo stesso Cristo, nostra Pasqua \u00bb.<sup> 145<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1325<\/b><i> <\/i>\u00ab La comunione della vita divina e l&#8217;unit\u00e0 del popolo di Dio, su cui si fonda la Chiesa, sono adeguatamente espresse e mirabilmente prodotte dall&#8217;Eucaristia. In essa abbiamo il culmine sia dell&#8217;azione con cui Dio santifica il mondo in Cristo, sia del culto che gli uomini rendono a Cristo e per lui al Padre nello Spirito Santo \u00bb.<sup> 146<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1326<\/b><i> <\/i>Infine, mediante la celebrazione eucaristica, ci uniamo gi\u00e0 alla liturgia del cielo e anticipiamo la vita eterna, quando Dio sar\u00e0 \u00ab tutto in tutti \u00bb (<i>1 Cor <\/i>15,28).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1327<\/b> In breve, l&#8217;Eucaristia \u00e8 il compendio e la somma della nostra fede: \u00ab Il nostro modo di pensare \u00e8 conforme all&#8217;Eucaristia, e l&#8217;Eucaristia, a sua volta, si accorda con il nostro modo di pensare \u00bb.<sup> 147<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. Come viene chiamato questo sacramento?\"><\/a>II. Come viene chiamato questo sacramento?<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1328<\/b> L&#8217;insondabile ricchezza di questo sacramento si esprime attraverso i diversi nomi che gli si danno. Ciascuno di essi ne evoca aspetti particolari. Lo si chiama:<\/p>\n<p align=\"left\"><i>Eucaristia<\/i>, perch\u00e9 \u00e8 rendimento di grazie a Dio. I termini <span style=\"font-family: WP Greek Century;\">, <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">\u03b5\u1f50\u03c7\u03b1\u03c1\u03b9\u03c3\u03c4\u03b5\u1fd6\u03bd<\/span> (<i>Lc <\/i>22,19; <i>1 Cor <\/i>11,24) e\u00a0<span style=\"font-size: 14pt;\">\u03b5\u1f50\u03bb\u03bf\u03b3\u03b5\u1fd6\u03bd<\/span> (<i>Mt <\/i>26,26; <i>Mc <\/i>14,22) ricordano le benedizioni ebraiche che \u2013 soprattutto durante il pasto \u2013 proclamano le opere di Dio: la creazione, la redenzione e la santificazione.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1329<\/b> <i>Cena del Signore<\/i>,<sup> 148<\/sup> perch\u00e9 si tratta della <i>Cena <\/i>che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua passione e dell&#8217;anticipazione della <i>cena delle nozze dell&#8217;Agnello<\/i><sup> 149<\/sup> nella Gerusalemme celeste.<\/p>\n<p align=\"left\"><i>Frazione del pane<\/i>, perch\u00e9 questo rito, tipico della cena ebraica, \u00e8 stato utilizzato da Ges\u00f9 quando benediceva e distribuiva il pane come capo della mensa,<sup> 150<\/sup> soprattutto durante l&#8217;ultima Cena.<sup> 151<\/sup> Da questo gesto i discepoli lo riconosceranno dopo la sua risurrezione,<sup> 152<\/sup> e con tale espressione i primi cristiani designeranno le loro assemblee eucaristiche.<sup> 153<\/sup> In tal modo intendono significare che tutti coloro che mangiano dell&#8217;unico pane spezzato, Cristo, entrano in comunione con lui e formano in lui un solo corpo.<sup> 154<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><i>Assemblea eucaristica <\/i>(<span style=\"font-size: 14pt;\">\u03c3\u1f7b\u03bd\u03b1\u03be\u03b9\u03c2<\/span>), in quanto l&#8217;Eucaristia viene celebrata nell&#8217;assemblea dei fedeli, espressione visibile della Chiesa.<sup> 155<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1330<\/b> <i>Memoriale <\/i>della passione e della risurrezione del Signore.<\/p>\n<p align=\"left\"><i>Santo sacrificio<\/i>, perch\u00e9 attualizza l&#8217;unico sacrificio di Cristo Salvatore e comprende anche l&#8217;offerta della Chiesa; o ancora <i>santo sacrificio della Messa, <\/i>\u00ab <i>sacrificio di lode<\/i> \u00bb (<i>Eb <\/i>13,15),<sup> 156<\/sup> <i>sacrificio spirituale<\/i>,<sup> 157<\/sup> <i>sacrificio puro<\/i><sup> 158<\/sup> <i>e santo<\/i>, poich\u00e9 porta a compimento e supera tutti i sacrifici dell&#8217;Antica Alleanza.<\/p>\n<p align=\"left\"><i>Santa e divina liturgia<\/i>, perch\u00e9 tutta la liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua pi\u00f9 densa espressione nella celebrazione di questo sacramento; \u00e8 nello stesso senso che lo si chiama pure celebrazione dei <i>santi misteri. <\/i>Si parla anche del <i>Santissimo Sacramento<\/i>, in quanto costituisce il sacramento dei sacramenti. Con questo nome si indicano le specie eucaristiche conservate nel tabernacolo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1331<\/b> <i>Comunione<\/i>, perch\u00e9, mediante questo sacramento, ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo;<sup> 159<\/sup> viene inoltre chiamato le <i>cose sante <\/i>(<span style=\"font-family: WP Greek Century; font-size: 14pt;\">\u03c4\u1f70 \u1f05\u03b3\u03b9\u03b1 <\/span>; sancta \u00bb)<sup> 160<\/sup> \u2013 \u00e8 il significato originale dell&#8217;espressione \u00ab comunione dei santi \u00bb di cui parla il Simbolo degli Apostoli \u2013, <i>pane degli angeli, pane del cielo, farmaco d&#8217;immortalit\u00e0<\/i>,<sup> 161<\/sup> <i>viatico<\/i>&#8230;<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1332<\/b> <i>Santa Messa<\/i>, perch\u00e9 la liturgia, nella quale si \u00e8 compiuto il mistero della salvezza, si conclude con l&#8217;<i>invio <\/i>dei fedeli (\u00ab missio \u00bb) affinch\u00e9 compiano la volont\u00e0 di Dio nella loro vita quotidiana.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. L'Eucaristia nell'Economia della salvezza\"><\/a>III. L&#8217;Eucaristia nell&#8217;Economia della salvezza<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>I segni del pane e del vino<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1333<\/b> Al centro della celebrazione dell&#8217;Eucaristia si trovano il pane e il vino i quali, per le parole di Cristo e per l&#8217;invocazione dello Spirito Santo, diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Fedele al comando del Signore, la Chiesa continua a fare, in memoria di lui, fino al suo glorioso ritorno, ci\u00f2 che egli ha fatto la vigilia della sua passione: \u00ab Prese il pane&#8230; \u00bb, \u00ab Prese il calice del vino&#8230; \u00bb. Diventando misteriosamente il Corpo e il Sangue di Cristo, i segni del pane e del vino continuano a significare anche la bont\u00e0 della creazione. Cos\u00ec, all&#8217;offertorio, rendiamo grazie al Creatore per il pane e per il vino,<sup> 162<\/sup> \u00ab frutto del lavoro dell&#8217;uomo \u00bb, ma prima ancora \u00ab frutto della terra \u00bb e \u00ab della vite \u00bb, doni del Creatore. Nel gesto di Melchisedek, re e sacerdote, che \u00ab offr\u00ec pane e vino \u00bb (<i>Gn <\/i>14,18) la Chiesa vede una prefigurazione della sua propria offerta.<sup> 163<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1334<\/b> Nell&#8217;Antica Alleanza il pane e il vino sono offerti in sacrificio tra le primizie della terra, in segno di riconoscenza al Creatore. Ma ricevono anche un nuovo significato nel contesto dell&#8217;Esodo: i pani azzimi, che Israele mangia ogni anno a Pasqua, commemorano la fretta della partenza liberatrice dall&#8217;Egitto; il ricordo della manna del deserto richiamer\u00e0 sempre a Israele che egli vive del pane della Parola di Dio.<sup> 164<\/sup> Il pane quotidiano, infine, \u00e8 il frutto della Terra promessa, pegno della fedelt\u00e0 di Dio alle sue promesse. Il \u00ab calice della benedizione \u00bb (<i>1 Cor <\/i>10,16), al termine della cena pasquale degli Ebrei, aggiunge alla gioia festiva del vino una dimensione escatologica, quella dell&#8217;attesa messianica della restaurazione di Gerusalemme. Ges\u00f9 ha istituito la sua Eucaristia conferendo un significato nuovo e definitivo alla benedizione del pane e del calice.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1335<\/b> I miracoli della moltiplicazione dei pani, allorch\u00e9 il Signore pronunci\u00f2 la benedizione, spezz\u00f2 i pani e li distribu\u00ec per mezzo dei suoi discepoli per sfamare la folla, prefigurano la sovrabbondanza di questo unico pane che \u00e8 la sua Eucaristia.<sup> 165<\/sup> Il segno dell&#8217;acqua trasformata in vino a Cana<sup> 166<\/sup> annunzia gi\u00e0 l&#8217;Ora della glorificazione di Ges\u00f9. Manifesta il compimento del banchetto delle nozze nel regno del Padre, dove i fedeli berranno il vino nuovo<sup> 167<\/sup> divenuto il Sangue di Cristo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1336<\/b> Il primo annunzio dell&#8217;Eucaristia ha provocato una divisione tra i discepoli, cos\u00ec come l&#8217;annunzio della passione li ha scandalizzati: \u00ab Questo linguaggio \u00e8 duro; chi pu\u00f2 intenderlo? \u00bb (<i>Gv <\/i>6,60). L&#8217;Eucaristia e la croce sono pietre d&#8217;inciampo. Si tratta dello stesso mistero, ed esso non cessa di essere occasione di divisione: \u00ab Forse anche voi volete andarvene? \u00bb (<i>Gv <\/i>6,67): questa domanda del Signore continua a risuonare attraverso i secoli, come invito del suo amore a scoprire che \u00e8 lui solo ad avere \u00ab parole di vita eterna \u00bb (<i>Gv <\/i>6,68) e che accogliere nella fede il dono della sua Eucaristia \u00e8 accogliere lui stesso.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;istituzione dell&#8217;Eucaristia<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1337<\/b> Il Signore, avendo amato i suoi, li am\u00f2 sino alla fine. Sapendo che era giunta la sua Ora di passare da questo mondo al Padre, mentre cenavano, lav\u00f2 loro i piedi e diede loro il comandamento dell&#8217;amore.<sup> 168<\/sup> Per lasciare loro un pegno di questo amore, per non allontanarsi mai dai suoi e renderli partecipi della sua pasqua, istitu\u00ec l&#8217;Eucaristia come memoriale della sua morte e della sua risurrezione, e comand\u00f2 ai suoi Apostoli di celebrarla fino al suo ritorno, costituendoli \u00ab in quel momento sacerdoti della Nuova Alleanza \u00bb.<sup> 169<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1338<\/b> I tre Vangeli sinottici e san Paolo ci hanno trasmesso il racconto dell&#8217;istituzione dell&#8217;Eucaristia; da parte sua, san Giovanni riferisce le parole di Ges\u00f9 nella sinagoga di Cafarnao, parole che preparano l&#8217;istituzione dell&#8217;Eucaristia: Cristo si definisce come il pane di vita, disceso dal cielo.<sup> 170<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1339<\/b> Ges\u00f9 ha scelto il tempo della Pasqua per compiere ci\u00f2 che aveva annunziato a Cafarnao: dare ai suoi discepoli il suo Corpo e il suo Sangue.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. Ges\u00f9 mand\u00f2 Pietro e Giovanni dicendo: &#8220;Andate a preparare per noi la Pasqua, perch\u00e9 possiamo mangiare&#8221;. [&#8230;] Essi andarono [&#8230;] e prepararono la Pasqua. Quando fu l&#8217;ora, prese posto a tavola e gli Apostoli con lui, e disse: &#8220;Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poich\u00e9 vi dico: non la manger\u00f2 pi\u00f9, finch\u00e9 essa non si compia nel regno di Dio&#8221;. [&#8230;] Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezz\u00f2 e lo diede loro dicendo: &#8220;Questo \u00e8 il mio Corpo che \u00e8 dato per voi; fate questo in memoria di me&#8221;. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: &#8220;Questo calice \u00e8 la Nuova Alleanza nel mio Sangue, che viene versato per voi&#8221; \u00bb (<i>Lc <\/i>22,7-20).<sup> 171<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1340<\/b> Celebrando l&#8217;ultima Cena con i suoi Apostoli durante un banchetto pasquale, Ges\u00f9 ha dato alla Pasqua ebraica il suo significato definitivo. Infatti, la nuova Pasqua, il passaggio di Ges\u00f9 al Padre attraverso la sua morte e la sua risurrezione, \u00e8 anticipata nella Cena e celebrata nell&#8217;Eucaristia, che porta a compimento la Pasqua ebraica e anticipa la Pasqua finale della Chiesa nella gloria del Regno.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>\u00abFate questo in memoria di me\u00bb<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1341<\/b> Quando Ges\u00f9 comanda di ripetere i suoi gesti e le sue parole \u00ab finch\u00e9 egli venga \u00bb (<i>1 Cor <\/i>11,26), non chiede soltanto che ci si ricordi di lui e di ci\u00f2 che ha fatto. Egli ha di mira la celebrazione liturgica, per mezzo degli Apostoli e dei loro successori, del <i>memoriale <\/i>di Cristo, della sua vita, della sua morte, della sua risurrezione e della sua intercessione presso il Padre.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1342<\/b> Fin dagli inizi la Chiesa \u00e8 stata fedele al comando del Signore. Della Chiesa di Gerusalemme \u00e8 detto:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Erano assidui nell&#8217;ascoltare l&#8217;insegnamento degli Apostoli e nell&#8217;unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. [&#8230;] Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicit\u00e0 di cuore \u00bb (<i>At <\/i>2,42.46).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1343<\/b> Soprattutto \u00ab il primo giorno della settimana \u00bb, cio\u00e8 la domenica, il giorno della risurrezione di Ges\u00f9, i cristiani si riunivano \u00ab per spezzare il pane \u00bb (<i>At <\/i>20,7). Da quei tempi la celebrazione dell&#8217;Eucaristia si \u00e8 perpetuata fino ai nostri giorni, cos\u00ec che oggi la ritroviamo ovunque nella Chiesa, con la stessa struttura fondamentale. Essa rimane il centro della vita della Chiesa.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1344<\/b> Cos\u00ec, di celebrazione in celebrazione, annunziando il mistero pasquale di Ges\u00f9 \u00ab finch\u00e9 egli venga \u00bb (<i>1 Cor <\/i>11,26), il popolo di Dio avanza \u00ab camminando per l&#8217;angusta via della croce \u00bb<sup> 172<\/sup> verso il banchetto celeste, quando tutti gli eletti si siederanno alla mensa del Regno.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"IV. La celebrazione liturgica dell'Eucaristia\"><\/a>IV. La celebrazione liturgica dell&#8217;Eucaristia<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>La Messa lungo i secoli<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1345<\/b> Fin dal secondo secolo, abbiamo la testimonianza di san Giustino martire riguardo alle linee fondamentali dello svolgimento della celebrazione eucaristica. Esse sono rimaste invariate fino ai nostri giorni in tutte le grandi famiglie liturgiche. Ecco ci\u00f2 che egli scrive, verso il 155, per spiegare all&#8217;imperatore pagano Antonino Pio (138-161) ci\u00f2 che fanno i cristiani:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Nel giorno chiamato del sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle citt\u00e0 o delle campagne.Si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei profeti, finch\u00e9 il tempo consente.Poi quando il lettore ha terminato, il preposto con un discorso ci ammonisce ed esorta ad imitare questi buoni esempi.Poi tutti insieme ci alziamo in piedi ed innalziamo preghiere \u00bb<sup> 173<\/sup> \u00ab sia per noi stessi [&#8230;] sia per tutti gli altri, dovunque si trovino, affinch\u00e9, appresa la verit\u00e0, meritiamo di essere nei fatti buoni cittadini e fedeli custodi dei precetti, e di conseguire la salvezza eterna.Finite le preghiere, ci salutiamo l&#8217;un l&#8217;altro con un bacio.Poi al preposto dei fratelli vengono portati un pane e una coppa d&#8217;acqua e di vino temperato.Egli li prende ed innalza lode e gloria al Padre dell&#8217;universo nel nome del Figlio e dello Spirito Santo, e fa un rendimento di grazie (in greco: <span style=\"font-size: 14pt;\">\u03b5\u1f50\u03c7\u03b1\u03c1\u03b9\u03c3\u03c4\u1f77\u03b1<\/span>), per essere stati fatti degni da lui di questi doni.Quando egli ha terminato le preghiere ed il rendimento di grazie, tutto il popolo presente acclama: <i>Amen<\/i>.Dopo che il preposto ha fatto il rendimento di grazie e tutto il popolo ha acclamato, quelli che noi chiamiamo diaconi distribuiscono a ciascuno dei presenti il pane, il vino e l&#8217;acqua &#8220;eucaristizzati&#8221; (<span style=\"font-size: 14pt;\">\u03b5\u1f50\u03c7\u03b1\u03c1\u03b9\u03c3\u03c4\u03b7\u03b8\u1f73\u03bd\u03c4\u03bf\u03c2<\/span>) e ne portano agli assenti \u00bb.<sup> 174<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1346<\/b> La liturgia dell&#8217;Eucaristia si svolge secondo una struttura fondamentale che, attraverso i secoli, si \u00e8 conservata fino a noi. Essa si articola in due grandi momenti, che formano un&#8217;unit\u00e0 originaria:<\/p>\n<p align=\"left\">\u2014 la convocazione, la <i>liturgia della Parola<\/i>, con le letture, l&#8217;omelia e la preghiera universale;\u2014 la <i>liturgia eucaristica<\/i>, con la presentazione del pane e del vino, l&#8217;azione di grazie consacratoria e la Comunione.<\/p>\n<p align=\"left\">Liturgia della Parola e liturgia eucaristica costituiscono insieme \u00ab un solo atto di culto \u00bb;<sup> 175<\/sup> la mensa preparata per noi nell&#8217;Eucaristia \u00e8 infatti ad un tempo quella della Parola di Dio e quella del Corpo del Signore.<sup> 176<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1347<\/b> Non si \u00e8 forse svolta in questo modo la Cena pasquale di Ges\u00f9 risorto con i suoi discepoli? Lungo il cammino spieg\u00f2 loro le Scritture, poi, messosi a tavola con loro, \u00ab prese il pane, disse la benedizione, lo spezz\u00f2 e lo diede loro \u00bb (<i>Lc <\/i>24,30).<sup> 177<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Lo svolgimento della celebrazione<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1348<\/b> <i>Tutti si riuniscono<\/i>. I cristiani accorrono in uno stesso luogo per l&#8217;assemblea eucaristica. Li precede Cristo stesso, che \u00e8 il protagonista principale dell&#8217;Eucaristia. \u00c8 il Sommo Sacerdote della Nuova Alleanza. \u00c8 lui stesso che presiede in modo invisibile ogni celebrazione eucaristica. Proprio in quanto lo rappresenta, il Vescovo o il presbitero (agendo <i>in persona Christi Capitis \u2013 nella persona di Cristo Capo<\/i>) presiede l&#8217;assemblea, prende la parola dopo le letture, riceve le offerte e proclama la preghiera eucaristica. <i>Tutti <\/i>hanno la loro parte attiva nella celebrazione, ciascuno a suo modo: i lettori, coloro che presentano le offerte, coloro che distribuiscono la Comunione, e il popolo intero che manifesta la propria partecipazione attraverso l&#8217;Amen.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1349<\/b> <i>La liturgia della Parola <\/i>comprende \u00ab gli scritti dei profeti \u00bb, cio\u00e8 l&#8217;Antico Testamento, e \u00ab le memorie degli Apostoli \u00bb, ossia le loro lettere e i Vangeli; all&#8217;omelia, che esorta ad accogliere questa parola come \u00e8 veramente, quale Parola di Dio<sup> 178<\/sup> e a metterla in pratica, seguono le intercessioni per tutti gli uomini, secondo la parola dell&#8217;Apostolo: \u00ab Raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere \u00bb (<i>1 Tm <\/i>2,1-2).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1350<\/b> <i>La presentazione dei doni <\/i>(l&#8217;offertorio): vengono recati poi all&#8217;altare, talvolta in processione, il pane e il vino che saranno offerti dal sacerdote in nome di Cristo nel sacrificio eucaristico, nel quale diventeranno il suo Corpo e il suo Sangue. \u00c8 il gesto stesso di Cristo nell&#8217;ultima Cena, \u00ab quando prese il pane e il calice \u00bb. \u00ab Soltanto la Chiesa pu\u00f2 offrire al Creatore questa oblazione pura, offrendogli con rendimento di grazie ci\u00f2 che proviene dalla sua creazione \u00bb.<sup> 179<\/sup> La presentazione dei doni all&#8217;altare assume il gesto di Melchisedek e pone i doni del Creatore nelle mani di Cristo. \u00c8 lui che, nel proprio sacrificio, porta alla perfezione tutti i tentativi umani di offrire sacrifici.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1351<\/b> Fin dai primi tempi, i cristiani, insieme con il pane e con il vino per l&#8217;Eucaristia, presentano i loro doni perch\u00e9 siano condivisi con coloro che si trovano in necessit\u00e0. Questa consuetudine della <i>colletta<\/i>,<sup> 180<\/sup> sempre attuale, trae ispirazione dall&#8217;esempio di Cristo che si \u00e8 fatto povero per arricchire noi:<sup> 181<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab I facoltosi e quelli che lo desiderano, danno liberamente ciascuno quello che vuole, e ci\u00f2 che si raccoglie viene depositato presso il preposto. Questi soccorre gli orfani, le vedove, e chi \u00e8 indigente per malattia o per qualche altra causa; e i carcerati e gli stranieri che si trovano presso di noi: insomma, si prende cura di chiunque sia nel bisogno \u00bb.<sup> 182<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1352<\/b> <i>L&#8217;anafora<\/i>. Con la preghiera eucaristica, preghiera di rendimento di grazie e di consacrazione, arriviamo al cuore e al culmine della celebrazione:<\/p>\n<p align=\"left\">Nel <i>prefazio <\/i>la Chiesa rende grazie al Padre, per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo, per tutte le sue opere, per la creazione, la redenzione e la santificazione. In questo modo l&#8217;intera comunit\u00e0 si unisce alla lode incessante che la Chiesa celeste, gli angeli e tutti i santi cantano al Dio tre volte Santo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1353<\/b> Nell&#8217;<i>epiclesi <\/i>essa prega il Padre di mandare il suo Santo Spirito (o la potenza della sua benedizione<sup> 183<\/sup>) sul pane e sul vino, affinch\u00e9 diventino, per la sua potenza, il Corpo e il Sangue di Ges\u00f9 Cristo e perch\u00e9 coloro che partecipano all&#8217;Eucaristia siano un solo corpo e un solo spirito (alcune tradizioni liturgiche situano l&#8217;epiclesi dopo l&#8217;anamnesi).<\/p>\n<p align=\"left\">Nel <i>racconto dell&#8217;istituzione <\/i>l&#8217;efficacia delle parole e dell&#8217;azione di Cristo, e la potenza dello Spirito Santo, rendono sacramentalmente presenti sotto le specie del pane e del vino il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1354<\/b> Nell&#8217;<i>anamnesi <\/i>che segue, la Chiesa fa memoria della passione, della risurrezione e del ritorno glorioso di Ges\u00f9 Cristo; essa presenta al Padre l&#8217;offerta di suo Figlio che ci riconcilia con lui.<\/p>\n<p align=\"left\">Nelle <i>intercessioni<\/i>, la Chiesa manifesta che l&#8217;Eucaristia viene celebrata in comunione con tutta la Chiesa del cielo e della terra, dei vivi e dei defunti, e nella comunione con i Pastori della Chiesa, il Papa, il Vescovo della diocesi, il suo presbiterio e i suoi diaconi, e tutti i Vescovi del mondo con le loro Chiese.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1355<\/b> Nella <i>Comunione<\/i>, preceduta dalla preghiera del Signore e dalla frazione del pane, i fedeli ricevono \u00ab il pane del cielo \u00bb e \u00ab il calice della salvezza \u00bb, il Corpo e il Sangue di Cristo che si \u00e8 dato \u00ab per la vita del mondo \u00bb (<i>Gv <\/i>6,51).<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">Poich\u00e9 questo pane e questo vino sono stati \u00ab eucaristizzati \u00bb,<sup> 184<\/sup> come tradizionalmente si dice, \u00ab questo cibo \u00e8 chiamato da noi <i>Eucaristia<\/i>, e a nessuno \u00e8 lecito parteciparne, se non a chi crede che i nostri insegnamenti sono veri, si \u00e8 purificato con il lavacro per la remissione dei peccati e la rigenerazione, e vive cos\u00ec come Cristo ha insegnato \u00bb.<sup> 185<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"V. Il sacrificio sacramentale: azione di grazie, memoriale, presenza\"><\/a>V. Il sacrificio sacramentale: azione di grazie, memoriale, presenza<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1356<\/b> Se i cristiani celebrano l&#8217;Eucaristia fin dalle origini e in una forma che, sostanzialmente, non \u00e8 cambiata attraverso la grande diversit\u00e0 dei tempi e delle liturgie, \u00e8 perch\u00e9 ci sappiamo vincolati dal comando del Signore, dato la vigilia della sua passione: \u00ab Fate questo in memoria di me \u00bb (<i>1 Cor <\/i>11,24-25).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1357<\/b> A questo comando del Signore obbediamo celebrando il <i>memoriale del suo sacrificio. <\/i>Facendo questo, offriamo al Padre ci\u00f2 che egli stesso ci ha dato: i doni della creazione, il pane e il vino, diventati, per la potenza dello Spirito Santo e per le parole di Cristo, il Corpo e il Sangue di Cristo: in questo modo Cristo \u00e8 reso realmente e misteriosamente <i>presente<\/i>.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1358<\/b> Dobbiamo dunque considerare l&#8217;Eucaristia<\/p>\n<p align=\"left\">\u2014 come azione di grazie e lode al <i>Padre<\/i>,\u2014 come memoriale del sacrificio di <i>Cristo <\/i>e del suo corpo,\u2014 come presenza di Cristo in virt\u00f9 della potenza della sua parola e del suo <i>Spirito<\/i>.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;azione di grazie e la lode al Padre<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1359<\/b> L&#8217;Eucaristia, sacramento della nostra salvezza realizzata da Cristo sulla croce, \u00e8 anche un sacrificio di lode in rendimento di grazie per l&#8217;opera della creazione. Nel sacrificio eucaristico, tutta la creazione amata da Dio \u00e8 presentata al Padre attraverso la morte e la risurrezione di Cristo. Per mezzo di Cristo, la Chiesa pu\u00f2 offrire il sacrificio di lode in rendimento di grazie per tutto ci\u00f2 che Dio ha fatto di buono, di bello e di giusto nella creazione e nell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1360<\/b> L&#8217;Eucaristia \u00e8 un sacrificio di ringraziamento al Padre, una benedizione con la quale la Chiesa esprime la propria riconoscenza a Dio per tutti i suoi benefici, per tutto ci\u00f2 che ha operato mediante la creazione, la redenzione e la santificazione. Eucaristia significa prima di tutto: \u00ab azione di grazie \u00bb.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1361<\/b> L&#8217;Eucaristia \u00e8 anche il sacrificio della lode, con il quale la Chiesa canta la gloria di Dio in nome di tutta la creazione. Tale sacrificio di lode \u00e8 possibile unicamente attraverso Cristo: egli unisce i fedeli alla sua persona, alla sua lode e alla sua intercessione, in modo che il sacrificio di lode al Padre \u00e8 offerto <i>da <\/i>Cristo e <i>con <\/i>lui per essere accettato <i>in <\/i>lui.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il memoriale del sacrificio di Cristo e del suo corpo, la Chiesa<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1362<\/b> L&#8217;Eucaristia \u00e8 il memoriale della pasqua di Cristo, l&#8217;attualizzazione e l&#8217;offerta sacramentale del suo unico sacrificio, nella liturgia della Chiesa, che \u00e8 il suo corpo. In tutte le preghiere eucaristiche, dopo le parole della istituzione, troviamo una preghiera chiamata <i>anamnesi <\/i>o memoriale.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1363<\/b> Secondo la Sacra Scrittura, il <i>memoriale <\/i>non \u00e8 soltanto il ricordo degli avvenimenti del passato, ma la proclamazione delle meraviglie che Dio ha compiuto per gli uomini.<sup> 186<\/sup> Nella celebrazione liturgica di questi eventi, essi diventano in certo modo presenti e attuali. Proprio cos\u00ec Israele intende la sua liberazione dall&#8217;Egitto: ogni volta che viene celebrata la Pasqua, gli avvenimenti dell&#8217;Esodo sono resi presenti alla memoria dei credenti affinch\u00e9 conformino ad essi la propria vita.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1364<\/b> Nel Nuovo Testamento il memoriale riceve un significato nuovo. Quando la Chiesa celebra l&#8217;Eucaristia, fa memoria della pasqua di Cristo, e questa diviene presente: il sacrificio che Cristo ha offerto una volta per tutte sulla croce rimane sempre attuale:<sup> 187<\/sup> \u00ab Ogni volta che il sacrificio della croce, col quale &#8220;Cristo, nostra Pasqua, \u00e8 stato immolato&#8221; (<i>1 Cor <\/i>5,7), viene celebrato sull&#8217;altare, si effettua l&#8217;opera della nostra redenzione \u00bb.<sup> 188<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1365<\/b> In quanto memoriale della pasqua di Cristo, <i>l&#8217;Eucaristia \u00e8 anche un sacrificio<\/i>. Il carattere sacrificale dell&#8217;Eucaristia si manifesta nelle parole stesse dell&#8217;istituzione: \u00ab Questo \u00e8 il mio Corpo che \u00e8 dato per voi \u00bb e: \u00ab Questo calice \u00e8 la nuova alleanza nel mio Sangue, che viene versato per voi \u00bb (<i>Lc <\/i>22,19-20). Nell&#8217;Eucaristia Cristo dona lo stesso corpo che ha consegnato per noi sulla croce, lo stesso sangue che egli ha \u00ab versato per molti, in remissione dei peccati \u00bb (<i>Mt <\/i>26,28).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1366<\/b> L&#8217;Eucaristia \u00e8 dunque un sacrificio perch\u00e9 <i>ripresenta <\/i>(rende presente) il sacrificio della croce, perch\u00e9 ne \u00e8 il <i>memoriale <\/i>e perch\u00e9 ne <i>applica <\/i>il frutto:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">Cristo \u00ab Dio e Signore nostro, [&#8230;] si \u00e8 immolato a Dio Padre una sola volta morendo sull&#8217;altare della croce per compiere una redenzione eterna: poich\u00e9, tuttavia, il suo sacerdozio non doveva estinguersi con la morte (<i>Eb <\/i>7,24.27), nell&#8217;ultima Cena, &#8220;nella notte in cui veniva tradito&#8221; (<i>1 Cor <\/i>11,23), [&#8230;] [volle] lasciare alla Chiesa, sua amata Sposa, un sacrificio visibile (come esige l&#8217;umana natura), con cui venisse significato quello cruento che avrebbe offerto una volta per tutte sulla croce, prolungandone la memoria fino alla fine del mondo, e applicando la sua efficacia salvifica alla remissione dei nostri peccati quotidiani \u00bb.<sup> 189<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1367<\/b> Il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell&#8217;Eucaristia sono un <i>unico sacrificio<\/i>: \u00ab Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Ges\u00f9 la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offr\u00ec se stesso sulla croce: diverso \u00e8 solo il modo di offrirsi \u00bb.<sup> 190<\/sup> \u00ab E poich\u00e9 in questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, \u00e8 contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che &#8220;si offr\u00ec una sola volta in modo cruento&#8221; sull&#8217;altare della croce, [&#8230;] questo sacrificio [\u00e8] veramente propiziatorio \u00bb.<sup> 191<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1368<\/b> <i>L&#8217;Eucaristia \u00e8 anche il sacrificio della Chiesa<\/i>. La Chiesa, che \u00e8 il corpo di Cristo, partecipa all&#8217;offerta del suo Capo. Con lui, essa stessa viene offerta tutta intera. Essa si unisce alla sua intercessione presso il Padre a favore di tutti gli uomini. Nell&#8217;Eucaristia il sacrificio di Cristo diviene pure il sacrificio delle membra del suo corpo. La vita dei fedeli, la loro lode, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro, sono uniti a quelli di Cristo e alla sua offerta totale, e in questo modo acquistano un valore nuovo. Il sacrificio di Cristo riattualizzato sull&#8217;altare offre a tutte le generazioni di cristiani la possibilit\u00e0 di essere uniti alla sua offerta.<\/p>\n<p align=\"left\">Nelle catacombe la Chiesa \u00e8 spesso raffigurata come una donna in preghiera, con le braccia spalancate, in atteggiamento di orante. Come Cristo ha steso le braccia sulla croce, cos\u00ec per mezzo di lui, con lui e in lui essa si offre e intercede per tutti gli uomini.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1369<\/b> <i>Tutta la Chiesa \u00e8 unita all&#8217;offerta e all&#8217;intercessione di Cristo<\/i>. Investito del ministero di Pietro nella Chiesa, il <i>Papa <\/i>\u00e8 unito a ogni celebrazione dell&#8217;Eucaristia nella quale viene nominato come segno e servo dell&#8217;unit\u00e0 della Chiesa universale. Il <i>Vescovo del luogo <\/i>\u00e8 sempre responsabile dell&#8217;Eucaristia, anche quando viene presieduta da un <i>presbitero<\/i>; in essa \u00e8 pronunziato il suo nome per significare che egli presiede la Chiesa particolare, in mezzo al suo presbiterio e con l&#8217;assistenza dei <i>diaconi. <\/i>La comunit\u00e0 a sua volta intercede per tutti i ministri che, per lei e con lei, offrono il sacrificio eucaristico:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Si ritenga legittima solo quell&#8217;Eucaristia che viene celebrata dal Vescovo, o da chi \u00e8 stato da lui autorizzato \u00bb.<sup> 192<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab \u00c8 attraverso il ministero dei presbiteri che il sacrificio spirituale dei fedeli viene reso perfetto perch\u00e9 viene unito al sacrificio di Cristo, unico mediatore; questo sacrificio, infatti, per mano dei presbiteri e in nome di tutta la Chiesa, viene offerto nell&#8217;Eucaristia in modo incruento e sacramentale, fino al giorno della venuta del Signore \u00bb.<sup> 193<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1370<\/b> All&#8217;offerta di Cristo si uniscono non soltanto i membri che sono ancora sulla terra, ma anche quelli che si trovano gi\u00e0 <i>nella gloria del cielo<\/i>. La Chiesa offre infatti il sacrificio eucaristico in comunione con la santissima Vergine Maria, facendo memoria di lei, come pure di tutti i santi e di tutte le sante. Nell&#8217;Eucaristia la Chiesa, con Maria, \u00e8 come ai piedi della croce, unita all&#8217;offerta e all&#8217;intercessione di Cristo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1371<\/b> Il sacrificio eucaristico \u00e8 offerto anche <i>per i fedeli defunti <\/i>\u00ab che sono morti in Cristo e non sono ancora pienamente purificati \u00bb,<sup> 194<\/sup> affinch\u00e9 possano entrare nella luce e nella pace di Cristo:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Seppellite questo corpo dove che sia, senza darvene pena. Di una sola cosa vi prego: ricordatevi di me, dovunque siate, innanzi all&#8217;altare del Signore \u00bb.<sup> 195<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Poi [nell&#8217;anafora] preghiamo anche per i santi Padri e Vescovi e in generale per tutti quelli che si sono addormentati prima di noi, convinti che questo sia un grande vantaggio per le anime, per le quali viene offerta la supplica, mentre qui \u00e8 presente la vittima santa e tremenda. [&#8230;] Presentando a Dio le preghiere per i defunti, anche se peccatori, [&#8230;] presentiamo il Cristo immolato per i nostri peccati, cercando di rendere clemente per loro e per noi il Dio amico degli uomini \u00bb.<sup> 196<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1372<\/b> Sant&#8217;Agostino ha mirabilmente riassunto questa dottrina che ci sollecita ad una partecipazione sempre pi\u00f9 piena al sacrificio del nostro Redentore che celebriamo nell&#8217;Eucaristia:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Tutta quanta la citt\u00e0 redenta, cio\u00e8 l&#8217;assemblea e la societ\u00e0 dei santi, offre un sacrificio universale [&#8230;] a Dio per opera di quel Sommo Sacerdote che nella passione ha offerto anche se stesso per noi, assumendo la forma di servo, e costituendoci come corpo di un Capo tanto importante. [&#8230;] Questo \u00e8 il sacrificio dei cristiani: &#8220;Pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo&#8221; (<i>Rm <\/i>12,5); e la Chiesa lo rinnova continuamente nel sacramento dell&#8217;altare, noto ai fedeli, dove si vede che, in ci\u00f2 che offre, offre anche se stessa \u00bb.<sup> 197<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h4 align=\"left\"><b>La presenza di Cristo operata dalla potenza della sua Parola e dello Spirito Santo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1373<\/b> \u00ab Cristo Ges\u00f9, che \u00e8 morto, anzi, che \u00e8 risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi \u00bb (<i>Rm <\/i>8,34), \u00e8 presente in molti modi alla sua Chiesa:<sup> 198<\/sup> nella sua parola, nella preghiera della Chiesa, \u00ab dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro \u00bb (<i>Mt <\/i>18,20), nei poveri, nei malati, nei prigionieri,<sup> 199<\/sup> nei sacramenti di cui egli \u00e8 l&#8217;autore, nel sacrificio della Messa e nella persona del ministro. Ma \u00ab <i>soprattutto <\/i>[\u00e8 presente] <i>sotto le specie eucaristiche<\/i> \u00bb.<sup> 200<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1374<\/b> Il modo della presenza di Cristo sotto le specie eucaristiche \u00e8 unico. Esso pone l&#8217;Eucaristia al di sopra di tutti i sacramenti e ne fa \u00ab quasi il coronamento della vita spirituale e il fine al quale tendono tutti i sacramenti \u00bb.<sup> 201<\/sup> Nel Santissimo Sacramento dell&#8217;Eucaristia \u00e8 contenuto <i>veramente, realmente, sostanzialmente <\/i>il Corpo e il Sangue di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, con l&#8217;anima e la divinit\u00e0 e, quindi, il <i>Cristo tutto intero<\/i>.<sup> 202<\/sup> \u00ab Tale presenza si dice &#8220;reale&#8221; non per esclusione, quasi che le altre non siano &#8220;reali&#8221;, ma per antonomasia, perch\u00e9 \u00e8 <i>sostanziale<\/i>, e in forza di essa Cristo, Dio e uomo, tutto intero si fa presente \u00bb.<sup> 203<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1375<\/b> \u00c8 per la <i>conversione <\/i>del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue che Cristo diviene presente in questo sacramento. I Padri della Chiesa hanno sempre espresso con fermezza la fede della Chiesa nell&#8217;efficacia della parola di Cristo e dell&#8217;azione dello Spirito Santo per operare questa conversione. San Giovanni Crisostomo, ad esempio, afferma:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Non \u00e8 l&#8217;uomo che fa diventare le cose offerte Corpo e Sangue di Cristo, ma \u00e8 Cristo stesso, che \u00e8 stato crocifisso per noi. Il sacerdote, figura di Cristo, pronunzia quelle parole, ma la virt\u00f9 e la grazia sono di Dio. <i>Questo \u00e8 il mio Corpo<\/i>, dice. Questa parola trasforma le cose offerte \u00bb.<sup> 204<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\">E sant&#8217;Ambrogio, parlando della conversione eucaristica, dice:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">Dobbiamo essere convinti che \u00ab non si tratta dell&#8217;elemento formato dalla natura, ma della sostanza prodotta dalla formula della consacrazione, ed \u00e8 maggiore l&#8217;efficacia della consacrazione di quella della natura, perch\u00e9, per l&#8217;effetto della consacrazione, la stessa natura viene trasformata \u00bb.<sup> 205<\/sup> \u00ab La parola di Cristo, che pot\u00e9 creare dal nulla ci\u00f2 che non esisteva, non pu\u00f2 trasformare in una sostanza diversa ci\u00f2 che esiste? Non \u00e8 minore impresa dare una nuova natura alle cose che trasformarla \u00bb.<sup> 206<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1376<\/b> Il Concilio di Trento riassume la fede cattolica dichiarando: \u00ab Poich\u00e9 il Cristo, nostro Redentore, ha detto che ci\u00f2 che offriva sotto la specie del pane era veramente il suo Corpo, nella Chiesa di Dio vi fu sempre la convinzione, e questo santo Concilio lo dichiara ora di nuovo, che con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato \u00e8 chiamata dalla santa Chiesa cattolica <i>transustanziazione<\/i> \u00bb.<sup> 207<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1377<\/b> La presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finch\u00e9 sussistono le specie eucaristiche. Cristo \u00e8 tutto e integro presente in ciascuna specie e in ciascuna sua parte; perci\u00f2 la frazione del pane non divide Cristo.<sup> 208<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1378<\/b> <i>Il culto dell&#8217;Eucaristia<\/i>. Nella liturgia della Messa esprimiamo la nostra fede nella presenza reale di Cristo sotto le specie del pane e del vino, tra l&#8217;altro, con la genuflessione, o con un profondo inchino in segno di adorazione verso il Signore. \u00ab La Chiesa cattolica professa questo culto latreutico al sacramento eucaristico non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le ostie consacrate, presentandole alla solenne venerazione dei fedeli cristiani, portandole in processione con gaudio della folla cristiana \u00bb.<sup> 209<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1379<\/b> La santa riserva (tabernacolo) era inizialmente destinata a custodire in modo degno l&#8217;Eucaristia perch\u00e9 potesse essere portata agli infermi e agli assenti, al di fuori della Messa. Approfondendo la fede nella presenza reale di Cristo nell&#8217;Eucaristia, la Chiesa ha preso coscienza del significato dell&#8217;adorazione silenziosa del Signore presente sotto le specie eucaristiche. Perci\u00f2 il tabernacolo deve essere situato in un luogo particolarmente degno della chiesa, e deve essere costruito in modo da evidenziare e manifestare la verit\u00e0 della presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1380<\/b> \u00c8 oltremodo conveniente che Cristo abbia voluto rimanere presente alla sua Chiesa in questa forma davvero unica. Poich\u00e9 stava per lasciare i suoi nel suo aspetto visibile, ha voluto donarci la sua presenza sacramentale; poich\u00e9 stava per offrirsi sulla croce per la nostra salvezza, ha voluto che noi avessimo il memoriale dell&#8217;amore con il quale ci ha amati \u00ab sino alla fine \u00bb (<i>Gv <\/i>13,1), fino al dono della propria vita. Nella sua presenza eucaristica, infatti, egli rimane misteriosamente in mezzo a noi come colui che ci ha amati e che ha dato se stesso per noi,<sup> 210<\/sup> e vi rimane sotto i segni che esprimono e comunicano questo amore:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Ges\u00f9 ci aspetta in questo sacramento dell&#8217;amore. Non risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo nell&#8217;adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione \u00bb.<sup> 211<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1381<\/b> \u00ab Che in questo sacramento sia presente il vero Corpo e il vero Sangue di Cristo, come dice san Tommaso, &#8220;non si pu\u00f2 apprendere coi sensi, ma con la sola fede, la quale si appoggia all&#8217;autorit\u00e0 di Dio. Per questo, commentando il passo di san Luca 22,19: <i>Questo \u00e8 il mio Corpo che viene dato per voi, <\/i>san Cirillo dice: Non mettere in dubbio se questo sia vero, ma piuttosto accetta con fede le parole del Salvatore: perch\u00e9 essendo egli la verit\u00e0, non mentisce&#8221; \u00bb:<sup> 212<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Adoro te devote, latens Deitas&#8230;Ti adoro con devozione, o Dio che ti nascondi,che sotto queste figure veramente ti celi:a te il mio cuore si sottomette interamente,poich\u00e9, nel contemplarti, viene meno.La vista, il tatto e il gusto si ingannano a tuo riguardo,soltanto alla parola si crede con sicurezza.Credo tutto ci\u00f2 che disse il Figlio di Dio:nulla \u00e8 pi\u00f9 vero della sua parola di verit\u00e0 \u00bb.<sup> 213<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"VI. Il banchetto pasquale\"><\/a>VI. Il banchetto pasquale<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1382<\/b> La Messa \u00e8 ad un tempo e inseparabilmente il memoriale del sacrificio nel quale si perpetua il sacrificio della croce, e il sacro banchetto della Comunione al Corpo e al Sangue del Signore. Ma la celebrazione del sacrificio eucaristico \u00e8 totalmente orientata all&#8217;unione intima dei fedeli con Cristo attraverso la Comunione. Comunicarsi \u00e8 ricevere Cristo stesso che si \u00e8 offerto per noi.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1383<\/b> L&#8217;<i>altare<\/i>, attorno al quale la Chiesa \u00e8 riunita nella celebrazione dell&#8217;Eucaristia, rappresenta i due aspetti di uno stesso mistero: l&#8217;altare del sacrificio e la mensa del Signore, e questo tanto pi\u00f9 in quanto l&#8217;altare cristiano \u00e8 il simbolo di Cristo stesso, presente in mezzo all&#8217;assemblea dei suoi fedeli sia come vittima offerta per la nostra riconciliazione, sia come alimento celeste che si dona a noi. \u00ab Che cosa \u00e8 l&#8217;altare di Cristo se non l&#8217;immagine del Corpo di Cristo? \u00bb, dice sant&#8217;Ambrogio,<sup> 214<\/sup> e altrove: \u00ab L&#8217;altare \u00e8 l&#8217;immagine del corpo, e il Corpo di Cristo sta sull&#8217;altare \u00bb.<sup> 215<\/sup> La liturgia esprime in molte preghiere questa unit\u00e0 del sacrificio e della Comunione. La Chiesa di Roma, ad esempio, prega cos\u00ec nella sua anafora:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Ti supplichiamo, Dio onnipotente: fa&#8217; che questa offerta, per le mani del tuo angelo santo, sia portata sull&#8217;altare del cielo davanti alla tua maest\u00e0 divina, perch\u00e9 su tutti noi che partecipiamo di questo altare, comunicando al santo mistero del Corpo e Sangue del tuo Figlio, scenda la pienezza di ogni grazia e benedizione del cielo \u00bb.<sup> 216<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h4 align=\"left\"><b>\u00abPrendete e mangiatene tutti\u00bb: la Comunione<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1384<\/b> Il Signore ci rivolge un invito pressante a riceverlo nel sacramento dell&#8217;Eucaristia: \u00ab In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell&#8217;uomo e non bevete il suo Sangue, non avrete in voi la vita \u00bb (<i>Gv <\/i>6,53).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1385<\/b> Per rispondere a questo invito dobbiamo <i>prepararci <\/i>a questo momento cos\u00ec grande e cos\u00ec santo. San Paolo esorta a un esame di coscienza: \u00ab Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sar\u00e0 reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perch\u00e9 chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna \u00bb (<i>1 Cor <\/i>11,27-29). Chi \u00e8 consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1386<\/b> Davanti alla grandezza di questo sacramento, il fedele non pu\u00f2 che fare sua con umilt\u00e0 e fede ardente la supplica del centurione:<sup> 217<\/sup> \u00ab <i>Domine, non sum dignus ut intres sub tectum meum: sed tantum dic verbo, et sanabitur anima mea<\/i> \u00bb \u2013 \u00ab O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di&#8217; soltanto una parola e io sar\u00f2 salvato \u00bb.<sup> 218<\/sup> Nella divina liturgia di san Giovanni Crisostomo i fedeli pregano con lo stesso spirito:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab O Figlio di Dio, fammi oggi partecipe del tuo mistico convito. Non sveler\u00f2 il mistero ai tuoi nemici, e neppure ti dar\u00f2 il bacio di Giuda. Ma, come il ladrone, io ti dico: Ricordati di me, Signore, quando sarai nel tuo regno \u00bb.<sup> 219<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1387<\/b> Per prepararsi in modo conveniente a ricevere questo sacramento, i fedeli osserveranno il digiuno prescritto nella loro Chiesa.<sup> 220<\/sup> L&#8217;atteggiamento del corpo (gesti, abiti) esprimer\u00e0 il rispetto, la solennit\u00e0, la gioia di questo momento in cui Cristo diventa nostro ospite.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1388<\/b> \u00c8 conforme al significato stesso dell&#8217;Eucaristia che i fedeli, se hanno le disposizioni richieste,<sup> 221<\/sup> si comunichino quando partecipano alla Messa:<sup> 222<\/sup> \u00ab Si raccomanda molto quella partecipazione pi\u00f9 perfetta alla Messa, per la quale i fedeli, dopo la Comunione del sacerdote, ricevono il Corpo del Signore dal medesimo sacrificio \u00bb.<sup> 223<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1389<\/b> La Chiesa fa obbligo ai fedeli di \u00ab partecipare alla divina liturgia la domenica e le feste \u00bb<sup> 224<\/sup> e di ricevere almeno una volta all&#8217;anno l&#8217;Eucaristia, possibilmente nel tempo pasquale,<sup> 225<\/sup> preparati dal sacramento della Riconciliazione. La Chiesa tuttavia raccomanda vivamente ai fedeli di ricevere la santa Eucaristia la domenica e i giorni festivi, o ancora pi\u00f9 spesso, anche tutti i giorni.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1390<\/b> In virt\u00f9 della presenza sacramentale di Cristo sotto ciascuna specie, la Comunione con la sola specie del pane permette di ricevere tutto il frutto di grazia dell&#8217;Eucaristia. Per motivi pastorali questo modo di fare la Comunione si \u00e8 legittimamente stabilito come il pi\u00f9 abituale nel rito latino. Tuttavia \u00ab la santa Comunione esprime con maggior pienezza la sua forma di segno, se viene fatta sotto le due specie. In essa risulta infatti pi\u00f9 evidente il segno del banchetto eucaristico \u00bb.<sup> 226<\/sup> Questa \u00e8 la forma abituale di comunicarsi nei riti orientali.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>I frutti della Comunione<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1391<\/b> <i>La Comunione accresce la nostra unione a Cristo<\/i>. Ricevere l&#8217;Eucaristia nella Comunione reca come frutto principale l&#8217;unione intima con Cristo Ges\u00f9. Il Signore infatti dice: \u00ab Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui \u00bb (<i>Gv <\/i>6,56). La vita in Cristo ha il suo fondamento nel banchetto eucaristico: \u00ab Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos\u00ec anche colui che mangia di me vivr\u00e0 per me \u00bb (<i>Gv <\/i>6,57):<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Quando, nelle feste [del Signore], i fedeli ricevono il Corpo del Figlio, essi annunziano gli uni agli altri la Buona Notizia che \u00e8 stata donata la caparra della vita, come quando l&#8217;angelo disse a Maria [di Magdala]: &#8220;Cristo \u00e8 risorto!&#8221;. Ecco infatti che gi\u00e0 ora la vita e la risurrezione sono elargite a colui che riceve Cristo \u00bb.<sup> 227<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1392<\/b> Ci\u00f2 che l&#8217;alimento materiale produce nella nostra vita fisica, la Comunione lo realizza in modo mirabile nella nostra vita spirituale. La Comunione alla Carne del Cristo risorto, \u00ab vivificata dallo Spirito Santo e vivificante \u00bb,<sup> 228<\/sup> conserva, accresce e rinnova la vita di grazia ricevuta nel Battesimo. La crescita della vita cristiana richiede di essere alimentata dalla Comunione eucaristica, pane del nostro pellegrinaggio, fino al momento della morte, quando ci sar\u00e0 data come viatico.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1393<\/b> <i>La Comunione ci separa dal peccato<\/i>. Il Corpo di Cristo che riceviamo nella Comunione \u00e8 \u00ab dato per noi \u00bb, e il Sangue che beviamo \u00e8 \u00ab sparso per molti in remissione dei peccati \u00bb. Perci\u00f2 l&#8217;Eucaristia non pu\u00f2 unirci a Cristo senza purificarci, nello stesso tempo, dai peccati commessi e preservarci da quelli futuri:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Ogni volta che lo riceviamo, annunziamo la morte del Signore.<sup> 229<\/sup> Se annunziamo la morte, annunziamo la remissione dei peccati. Se, ogni volta che il suo sangue viene sparso, viene sparso per la remissione dei peccati, devo riceverlo sempre, perch\u00e9 sempre mi rimetta i peccati. Io che pecco sempre, devo sempre disporre della medicina \u00bb.<sup> 230<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1394<\/b> Come il cibo del corpo serve a restaurare le forze perdute, l&#8217;Eucaristia fortifica la carit\u00e0 che, nella vita di ogni giorno, tende ad indebolirsi; la carit\u00e0 cos\u00ec vivificata <i>cancella i peccati veniali<\/i>.<sup> 231<\/sup> Donandosi a noi, Cristo ravviva il nostro amore e ci rende capaci di troncare gli attaccamenti disordinati alle creature e di radicarci in lui:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Cristo \u00e8 morto per noi per amore. Perci\u00f2 quando facciamo memoria della sua morte, durante il sacrificio, invochiamo la venuta dello Spirito Santo quale dono di amore. La nostra preghiera chiede quello stesso amore per cui Cristo si \u00e8 degnato di essere crocifisso per noi. Anche noi, mediante la grazia dello Spirito Santo, possiamo essere crocifissi al mondo e il mondo a noi. [&#8230;] Avendo ricevuto il dono dell&#8217;amore, moriamo al peccato e viviamo per Dio \u00bb.<sup> 232<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1395<\/b> Proprio per la carit\u00e0 che accende in noi, l&#8217;Eucaristia ci <i>preserva in futuro dai peccati mortali<\/i>. Quanto pi\u00f9 partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto pi\u00f9 ci \u00e8 difficile separarci da lui con il peccato mortale. L&#8217;Eucaristia non \u00e8 ordinata al perdono dei peccati mortali. Questo \u00e8 proprio del sacramento della Riconciliazione. Il proprio dell&#8217;Eucaristia \u00e8 invece di essere il sacramento di coloro che sono nella piena comunione della Chiesa.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1396<\/b> <i>L&#8217;unit\u00e0 del corpo mistico: l&#8217;Eucaristia fa la Chiesa<\/i>. Coloro che ricevono l&#8217;Eucaristia sono uniti pi\u00f9 strettamente a Cristo. Per ci\u00f2 stesso, Cristo li unisce a tutti i fedeli in un solo corpo: la Chiesa. La Comunione rinnova, fortifica, approfondisce questa incorporazione alla Chiesa gi\u00e0 realizzata mediante il Battesimo. Nel Battesimo siamo stati chiamati a formare un solo corpo.<sup> 233<\/sup> L&#8217;Eucaristia realizza questa chiamata: \u00ab Il calice della benedizione che noi benediciamo, non \u00e8 forse comunione con il Sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non \u00e8 forse comunione con il Corpo di Cristo? Poich\u00e9 c&#8217;\u00e8 un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell&#8217;unico pane \u00bb (<i>1 Cor <\/i>10,16-17):<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Se voi siete il corpo e le membra di Cristo, sulla mensa del Signore \u00e8 deposto il vostro mistero, ricevete il vostro mistero. A ci\u00f2 che siete rispondete: Amen, e rispondendo lo sottoscrivete. Ti si dice infatti: Il Corpo di Cristo e tu rispondi: Amen. Sii membro del corpo di Cristo, perch\u00e9 sia veritiero il tuo Amen \u00bb.<sup> 234<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1397<\/b> <i>L&#8217;Eucaristia impegna nei confronti dei poveri<\/i>. Per ricevere nella verit\u00e0 il Corpo e il Sangue di Cristo offerti per noi, dobbiamo riconoscere Cristo nei pi\u00f9 poveri, suoi fratelli:<sup> 235<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Tu hai bevuto il Sangue del Signore e non riconosci tuo fratello. [&#8230;] Tu disonori questa stessa mensa, non giudicando degno che condivida il tuo cibo colui che \u00e8 stato ritenuto degno di partecipare a questa mensa. [&#8230;] Dio ti ha liberato da tutti i tuoi peccati e ti ha invitato a questo banchetto. E tu, nemmeno per questo, sei divenuto pi\u00f9 misericordioso \u00bb.<sup> 236<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1398<\/b> <i>L&#8217;Eucaristia e l&#8217;unit\u00e0 dei cristiani<\/i>. Davanti alla sublimit\u00e0 di questo sacramento, sant&#8217;Agostino esclama: \u00ab <i>O sacramentum pietatis! O signum unitatis! O vinculum caritatis! <\/i>\u2013 O sacramento di piet\u00e0! O segno di unit\u00e0! O vincolo di carit\u00e0! \u00bb.<sup> 237<\/sup> Quanto pi\u00f9 dolorosamente si fanno sentire le divisioni della Chiesa che impediscono la comune partecipazione alla mensa del Signore, tanto pi\u00f9 pressanti sono le preghiere al Signore perch\u00e9 ritornino i giorni della piena unit\u00e0 di tutti coloro che credono in lui.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1399<\/b> Le Chiese Orientali che non sono nella piena comunione con la Chiesa cattolica celebrano l&#8217;Eucaristia con grande amore. \u00ab Quelle Chiese, quantunque separate, hanno veri sacramenti e soprattutto, in forza della successione apostolica, il sacerdozio e l&#8217;Eucaristia, per mezzo dei quali restano ancora unite a noi da strettissimi vincoli \u00bb.<sup> 238<\/sup> Quindi \u00ab una certa comunicazione nelle cose sacre, presentandosi opportune circostanze e con l&#8217;approvazione dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica, non solo \u00e8 possibile, ma anche consigliabile \u00bb.<sup> 239<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1400<\/b> Le comunit\u00e0 ecclesiali sorte dalla Riforma, separate dalla Chiesa cattolica, \u00ab specialmente per la mancanza del sacramento dell&#8217;Ordine, non hanno conservato la genuina ed integra sostanza del mistero eucaristico \u00bb.<sup> 240<\/sup> Per questo motivo, non \u00e8 possibile, per la Chiesa cattolica, l&#8217;intercomunione eucaristica con queste comunit\u00e0. Tuttavia, queste comunit\u00e0 ecclesiali, \u00ab mentre nella santa Cena fanno memoria della morte e della risurrezione del Signore, professano che nella Comunione di Cristo \u00e8 significata la vita e aspettano la sua venuta gloriosa \u00bb.<sup> 241<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1401<\/b> In presenza di una grave necessit\u00e0, a giudizio dell&#8217;Ordinario, i ministri cattolici possono amministrare i sacramenti (Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi) agli altri cristiani che non sono in piena comunione con la Chiesa cattolica, purch\u00e9 li chiedano spontaneamente: \u00e8 necessario in questi casi che essi manifestino la fede cattolica a riguardo di questi sacramenti e che si trovino nelle disposizioni richieste.<sup> 242<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"VII. L'Eucaristia - \u00abPegno della gloria futura\u00bb\"><\/a>VII. L&#8217;Eucaristia &#8211; \u00abPegno della gloria futura\u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1402<\/b> In un&#8217;antica preghiera, la Chiesa acclama il mistero dell&#8217;Eucaristia: \u00ab O sacrum convivium in quo Christus sumitur: recolitur memoria passionis eius, mens impletur gratia et futurae gloriae nobis pignus datur \u2013 O sacro convito nel quale ci nutriamo di Cristo: si fa memoria della sua passione, l&#8217;anima \u00e8 ricolmata di grazia e ci \u00e8 donato il pegno della gloria futura \u00bb.<sup> 243<\/sup> Se l&#8217;Eucaristia \u00e8 il memoriale della pasqua del Signore, se mediante la nostra Comunione all&#8217;altare veniamo ricolmati \u00ab di ogni grazia e benedizione del cielo \u00bb,<sup> 244<\/sup> l&#8217;Eucaristia \u00e8 pure anticipazione della gloria del cielo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1403<\/b> Nell&#8217;ultima Cena il Signore stesso ha fatto volgere lo sguardo dei suoi discepoli verso il compimento della pasqua nel regno di Dio: \u00ab Io vi dico che da ora non berr\u00f2 pi\u00f9 di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berr\u00f2 nuovo con voi nel regno del Padre mio \u00bb (<i>Mt <\/i>26,29).<sup> 245<\/sup> Ogni volta che la Chiesa celebra l&#8217;Eucaristia, ricorda questa promessa e il suo sguardo si volge verso \u00ab Colui che viene \u00bb (<i>Ap <\/i>1,4). Nella preghiera, essa invoca la sua venuta: \u00ab <i>Marana tha<\/i> \u00bb (<i>1 Cor <\/i>16,22), \u00ab Vieni, Signore Ges\u00f9 \u00bb (<i>Ap <\/i>22,20), \u00ab Venga la tua grazia e passi questo mondo! \u00bb.<sup> 246<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1404<\/b> La Chiesa sa che, fin d&#8217;ora, il Signore viene nella sua Eucaristia, e che egli \u00e8 l\u00ec, in mezzo a noi. Tuttavia questa presenza \u00e8 nascosta. \u00c8 per questo che celebriamo l&#8217;Eucaristia \u00ab expectantes beatam spem et Adventum Salvatoris nostri Iesu Christi \u2013 nell&#8217;attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Ges\u00f9 Cristo \u00bb,<sup> 247<\/sup> chiedendo \u00ab di ritrovarci insieme a godere della tua gloria quando, asciugata ogni lacrima, i nostri occhi vedranno il tuo volto e noi saremo simili a te, e canteremo per sempre la tua lode, in Cristo, nostro Signore \u00bb.<sup> 248<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1405<\/b> Di questa grande speranza, quella dei nuovi cieli e della terra nuova nei quali abiter\u00e0 la giustizia,<sup> 249<\/sup> non abbiamo pegno pi\u00f9 sicuro, n\u00e9 segno pi\u00f9 esplicito dell&#8217;Eucaristia. Ogni volta infatti che viene celebrato questo mistero, \u00ab si effettua l&#8217;opera della nostra redenzione \u00bb<sup> 250<\/sup> e noi spezziamo \u00ab l&#8217;unico pane, che \u00e8 farmaco d&#8217;immortalit\u00e0, antidoto per non morire, ma per vivere in Ges\u00f9 Cristo per sempre \u00bb.<sup> 251<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1406<\/b> <i>Ges\u00f9 dice: <\/i>\u00ab <i>Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno <\/i>[&#8230;]. <i>Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna, <\/i>[&#8230;] <i>dimora in me e io in lui<\/i> \u00bb (<i>Gv <\/i>6,51.54.56).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1407<\/b> <i>L&#8217;Eucaristia \u00e8 il cuore e il culmine della vita della Chiesa, poich\u00e9 in essa Cristo associa la sua Chiesa e tutti i suoi membri al proprio sacrificio di lode e di rendimento di grazie offerto al Padre una volta per tutte sulla croce; mediante questo sacrificio egli effonde le grazie della salvezza sul suo corpo, che \u00e8 la Chiesa.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1408<\/b><i> La celebrazione eucaristica comporta sempre: la proclamazione della Parola di Dio, l&#8217;azione di grazie a Dio Padre per tutti i suoi benefici, soprattutto per il dono del suo Figlio, la consacrazione del pane e del vino e la partecipazione al banchetto liturgico mediante la recezione del Corpo e del Sangue del Signore. Questi elementi costituiscono un solo e medesimo atto di culto.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1409<\/b><i> L&#8217;Eucaristia \u00e8 il memoriale della pasqua di Cristo, cio\u00e8 dell&#8217;opera della salvezza compiuta per mezzo della vita, della morte e della risurrezione di Cristo, opera che viene resa presente dall&#8217;azione liturgica.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1410<\/b><i> \u00c8 Cristo stesso, Sommo ed eterno Sacerdote della Nuova Alleanza, che, agendo attraverso il ministero dei sacerdoti, offre il sacrificio eucaristico. Ed \u00e8 ancora lo stesso Cristo, realmente presente sotto le specie del pane e del vino, l&#8217;offerta del sacrificio eucaristico.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1411<\/b><i> Soltanto i sacerdoti validamente ordinati possono presiedere l&#8217;Eucaristia e consacrare il pane e il vino perch\u00e9 diventino il Corpo e il Sangue del Signore.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1412<\/b><i> I segni essenziali del sacramento eucaristico sono il pane di grano e il vino della vite, sui quali viene invocata la benedizione dello Spirito Santo e il sacerdote pronunzia le parole della consacrazione dette da Ges\u00f9 durante l&#8217;ultima Cena: \u00ab Questo \u00e8 il mio Corpo dato per voi. <\/i>[&#8230;] <i>Questo \u00e8 il calice del mio Sangue \u00bb.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1413<\/b><i> Mediante la consacrazione si opera la transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Sotto le specie consacrate del pane e del vino, Cristo stesso, vivente e glorioso, \u00e8 presente in maniera vera, reale e sostanziale, il suo Corpo e Sangue con la sua anima e divinit\u00e0<\/i>.<sup> 252<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1414<\/b> <i>In quanto sacrificio, l&#8217;Eucaristia viene anche offerta in riparazione dei peccati dei vivi e dei defunti, e al fine di ottenere da Dio benefici spirituali o temporali.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1415<\/b><i> Chi vuole ricevere Cristo nella Comunione eucaristica deve essere in stato di grazia. Se uno \u00e8 consapevole di aver peccato mortalmente, non deve accostarsi all&#8217;Eucaristia senza prima aver ricevuto l&#8217;assoluzione nel sacramento della Penitenza.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1416<\/b><i> La santa Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo accresce in colui che si comunica l&#8217;unione con il Signore, gli rimette i peccati veniali e lo preserva dai peccati gravi. Poich\u00e9 vengono rafforzati i vincoli di carit\u00e0 tra colui che si comunica e Cristo, ricevere questo sacramento rafforza l&#8217;unit\u00e0 della Chiesa, corpo mistico di Cristo.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1417<\/b><i> La Chiesa raccomanda vivamente ai fedeli di ricevere la santa Comunione quando partecipano alla celebrazione dell&#8217;Eucaristia; ne fa loro obbligo almeno una volta all&#8217;anno.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1418<\/b><i> Poich\u00e9 Cristo stesso \u00e8 presente nel Sacramento dell&#8217;altare, bisogna onorarlo con un culto di adorazione. La visita al Santissimo Sacramento <\/i>\u00ab <i>\u00e8 prova di gratitudine, segno di amore e debito di riconoscenza a Cristo Signore<\/i> \u00bb.<sup> 253<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1419<\/b> <i>Poich\u00e9 Cristo \u00e8 passato da questo mondo al Padre, nell&#8217;Eucaristia ci dona il pegno della gloria futura presso di lui: la partecipazione al santo sacrificio ci identifica con il suo cuore, sostiene le nostre forze lungo il pellegrinaggio di questa vita, ci fa desiderare la vita eterna e gi\u00e0 ci unisce alla Chiesa del cielo, alla beatissima Vergine e a tutti i santi.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(143) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 47: AAS 56 (1964) 113.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(144) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 11: AAS 57 (1965) 15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(145) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 5: AAS 58 (1966) 997.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(146) Sacra Congregazione dei Riti, Istr. <i>Eucharisticum mysterium<\/i>, 6: AAS 59 (1967) 545.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(147) Sant&#8217;Ireneo di Lione, <i>Adversus haereses<\/i>, 4, 18, 5: SC 100, 610 (PG 7, 1028).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(148) Cf <i>1 Cor <\/i>11,20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(149) Cf <i>Ap <\/i>19,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(150) Cf <i>Mt <\/i>14,19; 15,36; <i>Mc <\/i>8,6.19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(151) Cf <i>Mt <\/i>26,26; <i>1 Cor <\/i>11,24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(152) Cf <i>Lc <\/i>24,13-35.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(153) Cf <i>At <\/i>2,42.46; 20,7.11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(154) Cf <i>1 Cor <\/i>10,16-17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(155) Cf <i>1 Cor <\/i>11,17-34.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(156) Cf <i>Sal <\/i>116,13.17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(157) Cf <i>1 Pt <\/i>2,5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(158) Cf <i>Ml <\/i>1,11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(159) Cf <i>1 Cor <\/i>10,16-17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(160) Cf <i>Constitutiones apostolicae<\/i>, 8, 13, 12: SC 336, 208 (Funk, <i>Didascalia et Constitutiones Apostolorum<\/i>, 1, 516); <i>Didach\u00e9<\/i>, 9, 5: SC 248, 178 (Funk, <i>Patres apostolici<\/i>, 1, 22); <i>Ibid<\/i>., 10, 6: SC 248, 180 (Funk, <i>Patres apostolici<\/i>, 1, 24).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(161) Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Ephesios<\/i>, 20, 2: SC 10bis, 76 (Funk 1, 230).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(162) Cf <i>Sal <\/i>104,13-15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(163) Cf <i>Preghiera eucaristica I o Canone Romano<\/i>: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 390.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(164) Cf <i>Dt <\/i>8,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(165) Cf <i>Mt <\/i>14,13-21; 15,32-39.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(166) Cf <i>Gv <\/i>2,11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(167) Cf <i>Mc <\/i>14,25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(168) Cf <i>Gv <\/i>13,1-17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(169) Concilio di Trento, Sess. 22a, <i>Doctrina de ss. Missae Sacrificio<\/i>, c. 1: DS 1740.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(170) Cf <i>Gv <\/i>6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(171) Cf <i>Mt <\/i>26,17-29; <i>Mc <\/i>14,12-25; <i>1 Cor <\/i>11,23-25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(172) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 1: AAS 58 (1966) 947.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(173) San Giustino, <i>Apologia<\/i>, 1, 67: CA 1, 184-186 (PG 6, 429).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(174) San Giustino, <i>Apologia<\/i>, 1, 65: CA 1, 176-180 (PG 6, 428).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(175) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 56: AAS 56 (1964) 115.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(176) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Dei Verbum<\/i>, 21: AAS 58 (1966) 827.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(177) Cf <i>Lc <\/i>24,13-35.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(178) Cf <i>1 Ts <\/i>2,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(179) Sant&#8217;Ireneo di Lione, <i>Adversus haereses<\/i>, 4, 18, 4: SC 100, 606 (PG 7, 1027); cf <i>Ml <\/i>1,11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(180) Cf <i>1 Cor <\/i>16,1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(181) Cf <i>2 Cor <\/i>8,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(182) San Giustino, <i>Apologia<\/i>, 1, 67: CA 1, 186-188 (PG 6, 429).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(183) Cf <i>Preghiera eucaristica I o Canone Romano<\/i>: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 387.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(184) Cf San Giustino, <i>Apologia<\/i>, 1, 65: CA 1, 180 (PG 6, 428).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(185) San Giustino, <i>Apologia<\/i>, 1, 66: CA 1, 180 (PG 6, 428).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(186) Cf <i>Es <\/i>13,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(187) Cf <i>Eb <\/i>7,25-27.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(188) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 3: AAS 57 (1965) 6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(189) Concilio di Trento, Sess. 22a, <i>Doctrina de ss. Missae Sacrificio<\/i>, c. 1: DS 1740.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(190) Concilio di Trento, Sess. 22a, <i>Doctrina de ss. Missae Sacrificio<\/i>, c. 2: DS 1743.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(191) <i>Ibid<\/i>.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(192) Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Smyrnaeos<\/i>, 8, 1: SC 10bis, 138 (Funk 1, 282).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(193) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 993.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(194) Concilio di Trento, Sess. 22a, <i>Doctrina de ss. Missae Sacrificio<\/i>, c. 2: DS 1743.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(195) Sant&#8217;Agostino, <i>Confessiones<\/i>, 9, 11, 27: CCL 27, 149 (PL 32, 775); parole di santa Monica, prima di morire, a sant&#8217;Agostino e a suo fratello.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(196) San Cirillo di Gerusalemme, <i>Catecheses mystagogicae<\/i>, 5, 9-10: SC 126, 158-160 (PG 30, 1116-1117).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(197) Sant&#8217;Agostino, <i>De civitate Dei<\/i>, 10, 6: CSEL 401, 456 (PL 41, 284).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(198) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 48: AAS 57 (1965) 53.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(199) Cf <i>Mt <\/i>25,31-46.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(200) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 7: AAS 56 (1964) 100-101.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(201) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae<\/i>, III, q. 73, a. 3, c: Ed. Leon. 12, 140.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(202) Cf Concilio di Trento, Sess. 13a, <i>Decretum de ss. Eucharistia<\/i>, canone 1: DS 1651.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(203) Paolo VI, Lett. enc. <i>Mysterium fidei<\/i>: AAS 57 (1965) 764.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(204) San Giovanni Crisostomo, <i>De proditione Iudae homilia<\/i>, 1, 6: PG 49, 380.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(205) Sant&#8217;Ambrogio, <i>De mysteriis<\/i>, 9, 50: CSEL 73, 110 (PL 16, 405).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(206) <i>Ibid<\/i>., 9, 52: CSEL 73, 112 (PL 16, 407).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(207) Concilio di Trento, Sess. 13a, <i>Decretum de ss. Eucharistia<\/i>, c. 4: DS 1642.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(208) Cf Concilio di Trento, Sess. 13a, <i>Decretum de ss. Eucharistia<\/i>, c. 3: DS 1641.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(209) Paolo VI, Lett. enc. <i>Mysterium fidei<\/i>: AAS 57 (1965) 769.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(210) Cf <i>Gal <\/i>2,20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(211) Giovanni Paolo II, Epist. <i>Dominicae Cenae<\/i>, 3: AAS 72 (1980) 119.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(212) Paolo VI, Lett. enc. <i>Mysterium fidei<\/i>: AAS 57 (1965) 757; cf San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae<\/i>, III, q. 75, a. 1, c: Ed. Leon. 12, 156; San Cirillo di Alessandria, <i>Commentarius in Lucam<\/i>, 22, 19: PG 72, 912.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(213) AHMA 50, 589.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(214) Sant&#8217;Ambrogio, <i>De sacramentis<\/i>, 5, 7: CSEL 73, 61 (PL 16, 447).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(215) Sant&#8217;Ambrogio, <i>De sacramentis<\/i>, 4, 7: CSEL 73, 49 (PL 16, 437).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(216) <i>Preghiera eucaristica I o Canone Romano<\/i>: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 390.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(217) Cf <i>Mt <\/i>8,8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(218) <i>Riti di Comunione<\/i>: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 421.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(219) <i>Liturgia bizantina. Anafora di san Giovanni Crisostomo<\/i>, Preghiera prima della Comunione: F.E. Brightman, <i>Liturgies Eastern and Western<\/i> (Oxford 1896) p. 394 (PG 63, 920).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(220) Cf CIC canone 919.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(221) Cf CIC canoni 916-917.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(222) Cf CIC 917. I fedeli nel medesimo giorno possono ricevere la S.S. Eucaristia solo una seconda volta [cf Pontificia Commissione per l&#8217;interpretazione autentica del Codice di Diritto Canonico, <i>Responsa ad proposita dubia<\/i>, 1: AAS 76 (1984) 746].<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(223) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 55: AAS 56 (1964) 115.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(224) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Orientalium Ecclesiarum<\/i>, 15: AAS 57 (1956) 81.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(225) Cf CIC canone 920.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(226) <i>Principi e norme per l&#8217;uso del Messale Romano<\/i>, 240: <i>Messale Romano <\/i>(Libreria Editrice Vaticana 1993) p. XXXVIII.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(227) <i>Fanq\u00eeth, Breviario secondo il rito della Chiesa Antiochena dei Siri<\/i>, v. 1 (Mossul 1886) p. 237a-b.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(228) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 5: AAS 58 (1966) 997.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(229) Cf <i>1 Cor <\/i>11,26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(230) Sant&#8217;Ambrogio, <i>De sacramentis<\/i>, 4, 28: CSEL 73, 57-58 (PL 16, 446).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(231) Cf Concilio di Trento, Sess. 13a, <i>Decretum de ss. Eucharistia<\/i>, c. 2: DS 1638.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(232) San Fulgenzio di Ruspe, <i>Contra gesta Fabiani<\/i>, 28, 17: CCL 91A, 813-814 (PL 65, 789).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(233) Cf <i>1 Cor <\/i>12,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(234) Sant&#8217;Agostino, <i>Sermo<\/i> 272: PL 38, 1247.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(235) Cf <i>Mt <\/i>25,40.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(236) San Giovanni Crisostomo, <i>In epistulam I ad Corinthios,<\/i> homilia 27, 5: PG 61, 230.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(237) Sant&#8217;Agostino, <i>In Iohannis evangelium tractatus<\/i>, 26, 13: CCL 36, 266 (PL 35, 1613); cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 47: AAS 56 (1964) 113.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(238) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Unitatis redintegratio<\/i>, 15: AAS 57 (1965) 102.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(239) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Unitatis redintegratio<\/i>, 15: AAS 57 (1965) 102; cf CIC canone 844, \u00a7 3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(240) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Unitatis redintegratio<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 106.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(241) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Unitatis redintegratio<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 106.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(242) Cf CIC canone 844, \u00a7 4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(243) <i>Solennit\u00e0 del SS. Corpo e Sangue di Cristo<\/i>, Antifona al \u00ab Magnificat \u00bb dei secondi Vespri: <i>Liturgia delle Ore<\/i>, v. 3 (Libreria Editrice Vaticana 1981) p. 589.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(244) <i>Preghiera eucaristica I o Canone Romano<\/i>: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 390.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(245) Cf <i>Lc <\/i>22,18; <i>Mc <\/i>14,25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(246) <i>Didach\u00e9<\/i>, 10, 6: SC 248, 180 (Funk, <i>Patres apostolici<\/i>, 1, 24).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(247) <i>Riti di Comunione<\/i> [Embolismo dopo il \u00ab Padre nostro \u00bb]: <i>Messale Romano <\/i>(Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 419; cf <i>Tt <\/i>2,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(248) <i>Preghiera eucaristica III<\/i>: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 406.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(249) Cf <i>2 Pt <\/i>3,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(250) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 3: AAS 57 (1965) 6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(251) Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Ephesios,<\/i> 20, 2: SC 10bis, 76 (Funk 1, 230).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(252) Cf Concilio di Trento, Sess. 13a, <i>Decretum de ss. Eucharistia<\/i>, c. 3: DS 1640; <i>Ibid<\/i>., canone 1: DS 1651.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(253) Paolo VI, Lett. enc. <i>Mysterium fidei<\/i>: AAS 57 (1965) 771.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 3 IL SACRAMENTO DELL&#8217;EUCARISTIA 1322 La santa Eucaristia completa l&#8217;iniziazione cristiana. 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