{"id":460,"date":"2020-07-31T10:12:24","date_gmt":"2020-07-31T10:12:24","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=460"},"modified":"2022-04-22T13:52:16","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:16","slug":"articolo-primo-celebrare-la-liturgia-della-chiesa","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-seconda\/sezione-prima-2\/capitolo-secondo-2\/articolo-primo-celebrare-la-liturgia-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Articolo primo &#8211; Celebrare la liturgia della Chiesa"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>ARTICOLO 1<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>CELEBRARE LA LITURGIA DELLA CHIESA<\/b><\/h4>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. Chi celebra?\"><\/a>I. Chi celebra?<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1136<\/b> La liturgia \u00e8 \u00ab azione \u00bb di<i> <\/i>\u00ab<i> Cristo tutto intero<\/i> \u00bb (\u00ab totius Christi \u00bb). Coloro che qui la celebrano, al di l\u00e0 dei segni, sono gi\u00e0 nella liturgia celeste, dove la celebrazione \u00e8 totalmente comunione e festa.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>I celebranti della liturgia celeste<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1137<\/b> L&#8217;Apocalisse di san Giovanni, letta nella liturgia della Chiesa, ci rivela prima di tutto un trono nel cielo, e sul trono Uno seduto:<sup>64<\/sup> \u00ab il Signore \u00bb (<i>Is <\/i>6,1).<sup>65<\/sup> Poi l&#8217;Agnello, \u00ab ritto [&#8230;] come immolato \u00bb (<i>Ap <\/i>5,6):<sup>66<\/sup> il Cristo crocifisso e risorto, l&#8217;unico Sommo Sacerdote del vero santuario,<sup>67<\/sup> lo stesso \u00ab che offre e che viene offerto, che dona ed \u00e8 donato \u00bb.<sup>68<\/sup> Infine, il \u00ab fiume di acqua viva \u00bb che scaturisce \u00ab dal trono di Dio e dell&#8217;Agnello \u00bb (<i>Ap <\/i>22,1), uno dei simboli pi\u00f9 belli dello Spirito Santo.<sup>69<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1138<\/b> \u00ab Ricapitolati \u00bb in Cristo, partecipano al servizio della lode di Dio e al compimento del suo disegno: le Potenze celesti,<sup>70<\/sup> tutta la creazione (i quattro esseri viventi), i servitori dell&#8217;Antica e della Nuova Alleanza (i ventiquattro vegliardi), il nuovo popolo di Dio (i centoquarantaquattromila),<sup>71<\/sup> in particolare i martiri \u00ab immolati a causa della Parola di Dio \u00bb (<i>Ap <\/i>6,9), e la santissima Madre di Dio (Donna;<sup>72<\/sup> Sposa dell&#8217;Agnello<sup>73<\/sup>), infine, \u00ab una moltitudine immensa, che nessuno \u00bb pu\u00f2 contare, \u00ab di ogni nazione, razza, popolo e lingua \u00bb (<i>Ap <\/i>7,9).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1139<\/b> \u00c8 a questa liturgia eterna che lo Spirito e la Chiesa ci fanno partecipare, quando celebriamo nei sacramenti il mistero della salvezza.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>I celebranti della liturgia sacramentale<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1140<\/b> \u00c8 tutta la <i>comunit\u00e0<\/i>, il corpo di Cristo unito al suo Capo, che celebra. \u00ab Le azioni liturgiche non sono azioni private, ma celebrazioni della Chiesa, che \u00e8 &#8220;sacramento di unit\u00e0&#8221;, cio\u00e8 popolo santo radunato e ordinato sotto la guida dei Vescovi. Perci\u00f2 [tali azioni] appartengono all&#8217;intero corpo della Chiesa, lo manifestano e lo implicano; i singoli membri poi vi sono interessati in diverso modo, secondo la diversit\u00e0 degli stati, degli uffici e dell&#8217;attuale partecipazione \u00bb.<sup>74<\/sup> Per questo \u00ab ogni volta che i riti comportano, secondo la particolare natura di ciascuno, una celebrazione comunitaria con la presenza e la partecipazione attiva dei fedeli, si inculchi che questa \u00e8 da preferirsi, per quanto \u00e8 possibile, alla celebrazione individuale e quasi privata degli stessi \u00bb.<sup>75<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1141<\/b> L&#8217;assemblea che celebra \u00e8 la comunit\u00e0 dei battezzati i quali, \u00ab per la rigenerazione e l&#8217;unzione dello Spirito Santo, vengono consacrati a formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo, e poter cos\u00ec offrire in sacrificio spirituale tutte le attivit\u00e0 umane del cristiano \u00bb.<sup>76<\/sup> Il \u00ab sacerdozio comune \u00bb \u00e8 quello di Cristo, unico Sacerdote, partecipato da tutte le sue membra:<sup>77<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab La Madre Chiesa desidera ardentemente che tutti i fedeli vengano guidati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione delle celebrazioni liturgiche, che \u00e8 richiesta dalla natura stessa della liturgia e alla quale il popolo cristiano, &#8220;stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si \u00e8 acquistato&#8221; (<i>1 Pt <\/i>2,9),<sup>78<\/sup> ha diritto e dovere in forza del Battesimo \u00bb.<sup>79<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1142<\/b> Ma \u00ab le membra non hanno tutte la stessa funzione \u00bb (<i>Rm <\/i>12,4). Alcuni sono chiamati da Dio, nella Chiesa e dalla Chiesa, ad un servizio speciale della comunit\u00e0. Questi servitori sono scelti e consacrati mediante il sacramento dell&#8217;Ordine, con il quale lo Spirito Santo li rende idonei ad operare nella persona di Cristo-Capo per il servizio di tutte le membra della Chiesa.<sup>80<\/sup> Il ministro ordinato \u00e8 come \u00ab l&#8217;icona \u00bb di Cristo Sacerdote. Poich\u00e9 il sacramento della Chiesa si manifesta pienamente nell&#8217;Eucaristia, \u00e8 soprattutto nel presiedere l&#8217;Eucaristia che si manifesta il ministero del Vescovo e, in comunione con lui, quello dei presbiteri e dei diaconi.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1143<\/b> Al fine di servire le funzioni del sacerdozio comune dei fedeli, vi sono inoltre altri <i>ministeri particolari<\/i>, non consacrati dal sacramento dell&#8217;Ordine, la cui funzione \u00e8 determinata dai Vescovi secondo le tradizioni liturgiche e le necessit\u00e0 pastorali. \u00ab Anche i ministranti, i lettori, i commentatori, e tutti i membri del coro svolgono un vero ministero liturgico \u00bb.<sup>81<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1144<\/b> In questo modo, nella celebrazione dei sacramenti, tutta l&#8217;assemblea \u00e8 \u00ab il liturgo \u00bb, ciascuno secondo la propria funzione, ma nell&#8217;\u00ab unit\u00e0 dello Spirito \u00bb che agisce in tutti. \u00ab Nelle celebrazioni liturgiche ciascuno, ministro o fedele, svolgendo il proprio ufficio, compia <i>solo e tutto <\/i>ci\u00f2 che, secondo la natura del rito e le norme liturgiche, \u00e8 di sua competenza \u00bb.<sup>82<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. Come celebrare?\"><\/a>II. Come celebrare?<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>Segni e simboli<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1145<\/b> Una celebrazione sacramentale \u00e8 intessuta di segni e di simboli. Secondo la pedagogia divina della salvezza, il loro significato si radica nell&#8217;opera della creazione e nella cultura umana, si precisa negli eventi materiali dell&#8217;Antica Alleanza e si rivela pienamente nella persona e nell&#8217;opera di Cristo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1146<\/b> <i>Segni del mondo degli uomini<\/i>. Nella vita umana segni e simboli occupano un posto importante. In quanto essere corporale e spirituale insieme, l&#8217;uomo esprime e percepisce le realt\u00e0 spirituali attraverso segni e simboli materiali. In quanto essere sociale, l&#8217;uomo ha bisogno di segni e di simboli per comunicare con gli altri per mezzo del linguaggio, di gesti, di azioni. La stessa cosa avviene nella sua relazione con Dio.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1147<\/b> Dio parla all&#8217;uomo attraverso la creazione visibile. L&#8217;universo materiale si presenta all&#8217;intelligenza dell&#8217;uomo perch\u00e9 vi legga le tracce del suo Creatore.<sup>83<\/sup> La luce e la notte, il vento e il fuoco, l&#8217;acqua e la terra, l&#8217;albero e i frutti parlano di Dio, simboleggiano ad un tempo la sua grandezza e la sua vicinanza.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1148<\/b> In quanto creature, queste realt\u00e0 sensibili possono diventare il luogo in cui si manifesta l&#8217;azione di Dio che santifica gli uomini, e l&#8217;azione degli uomini che rendono a Dio il loro culto. Ugualmente avviene per i segni e i simboli della vita sociale degli uomini: lavare e ungere, spezzare il pane e condividere il calice possono esprimere la presenza santificante di Dio e la gratitudine dell&#8217;uomo verso il suo Creatore.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1149<\/b> Le grandi religioni dell&#8217;umanit\u00e0 testimoniano, spesso in modo impressionante, tale senso cosmico e simbolico dei riti religiosi. La liturgia della Chiesa presuppone, integra e santifica elementi della creazione e della cultura umana conferendo loro la dignit\u00e0 di segni della grazia, della nuova creazione in Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1150<\/b> <i>Segni dell&#8217;Alleanza<\/i>. Il popolo eletto riceve da Dio segni e simboli distintivi che caratterizzano la sua vita liturgica: non sono pi\u00f9 soltanto celebrazioni di cicli cosmici e di gesti sociali, ma segni dell&#8217;Alleanza, simboli delle grandi opere compiute da Dio per il suo popolo. Tra questi segni liturgici dell&#8217;Antica Alleanza si possono menzionare la circoncisione, l&#8217;unzione e la consacrazione dei re e dei sacerdoti, l&#8217;imposizione delle mani, i sacrifici, e soprattutto la pasqua. In questi segni la Chiesa riconosce una prefigurazione dei sacramenti della Nuova Alleanza.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1151<\/b> <i>Segni assunti da Cristo<\/i>. Nella sua predicazione il Signore Ges\u00f9 si serve spesso dei segni della creazione per far conoscere i misteri del regno di Dio.<sup>84<\/sup> Compie guarigioni o d\u00e0 rilievo alla sua predicazione con segni o gesti simbolici.<sup>85<\/sup> Conferisce un nuovo significato ai fatti e ai segni dell&#8217;Antica Alleanza, specialmente all&#8217;esodo e alla pasqua,<sup>86<\/sup> poich\u00e9 egli stesso \u00e8 il significato di tutti questi segni.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1152<\/b> <i>Segni sacramentali<\/i>. Dopo la pentecoste, \u00e8 mediante i segni sacramentali della sua Chiesa che lo Spirito Santo opera la santificazione. I sacramenti della Chiesa non aboliscono, ma purificano e integrano tutta la ricchezza dei segni e dei simboli del cosmo e della vita sociale. Inoltre essi danno compimento ai tipi e alle figure dell&#8217;Antica Alleanza, significano e attuano la salvezza operata da Cristo, prefigurano e anticipano la gloria del cielo.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Parole e azioni<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1153<\/b> Ogni celebrazione sacramentale \u00e8 un incontro dei figli di Dio con il loro Padre, in Cristo e nello Spirito Santo, e tale incontro si esprime come un dialogo, attraverso azioni e parole. Anche se le azioni simboliche gi\u00e0 per se stesse sono un linguaggio, \u00e8 tuttavia necessario che la Parola di Dio e la risposta della fede accompagnino e vivifichino queste azioni, perch\u00e9 il seme del Regno porti il suo frutto nella terra buona. Le azioni liturgiche significano ci\u00f2 che la Parola di Dio esprime: l&#8217;iniziativa gratuita di Dio e, nello stesso tempo, la risposta di fede del suo popolo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1154<\/b> <i>La liturgia della Parola <\/i>\u00e8 parte integrante delle celebrazioni sacramentali. Per nutrire la fede dei credenti, devono essere valorizzati i segni della Parola di Dio: il libro della Parola (lezionario o evangeliario), la venerazione di cui \u00e8 fatta oggetto (processione, incenso, candele), il luogo da cui viene annunziata (ambone), la sua proclamazione udibile e comprensibile, l&#8217;omelia del ministro che ne prolunga la proclamazione, le risposte dell&#8217;assemblea (acclamazioni, salmi di meditazione, litanie, professione di fede).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1155<\/b> Inseparabili in quanto segni e insegnamento, le parole e le azioni liturgiche lo sono anche in quanto realizzano ci\u00f2 che significano. Lo Spirito Santo non si limita a dare l&#8217;intelligenza della Parola di Dio suscitando la fede; attraverso i sacramenti egli realizza anche le \u00ab meraviglie \u00bb di Dio annunziate dalla Parola; rende presente e comunica l&#8217;opera del Padre compiuta dal Figlio diletto.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Canto e musica<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1156<\/b> \u00ab La tradizione musicale di tutta la Chiesa costituisce un tesoro di inestimabile valore, che eccelle tra le altre espressioni dell&#8217;arte, specialmente per il fatto che il canto sacro, unito alle parole, \u00e8 parte necessaria ed integrale della liturgia solenne \u00bb.<sup>87<\/sup> La composizione e il canto dei salmi ispirati, frequentemente accompagnati da strumenti musicali, sono gi\u00e0 strettamente legati alle celebrazioni liturgiche dell&#8217;Antica Alleanza. La Chiesa continua e sviluppa questa tradizione: \u00ab Intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore \u00bb (<i>Ef <\/i>5,19).<sup>88<\/sup> Chi canta prega due volte.<sup>89<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1157<\/b> Il canto e la musica svolgono la loro funzione di segni in una maniera tanto pi\u00f9 significativa \u00ab quanto pi\u00f9 sono strettamente uniti all&#8217;azione liturgica \u00bb,<sup>90<\/sup> secondo tre criteri principali: la bellezza espressiva della preghiera, l&#8217;unanime partecipazione dell&#8217;assemblea nei momenti previsti e il carattere solenne della celebrazione. In questo modo essi partecipano alla finalit\u00e0 delle parole e delle azioni liturgiche: la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli:<sup>91<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab Quante lacrime versate ascoltando gli accenti dei tuoi inni e cantici, che risuonavano dolcemente nella tua Chiesa! Una commozione violenta: quegli accenti fluivano nelle mie orecchie e distillavano nel mio cuore la verit\u00e0, eccitandovi un caldo sentimento di piet\u00e0. Le lacrime che scorrevano mi facevano bene \u00bb.<sup>92<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1158<\/b> L&#8217;armonia dei segni (canto, musica, parole e azioni) \u00e8 qui tanto pi\u00f9 significativa e feconda quanto pi\u00f9 si esprime nella <i>ricchezza culturale <\/i>propria del popolo di Dio che celebra.<sup>93<\/sup> Per questo \u00ab si promuova con impegno il canto popolare religioso, in modo che nei pii e sacri esercizi, e nelle stesse azioni liturgiche \u00bb, secondo le norme della Chiesa, \u00ab possano risonare le voci dei fedeli \u00bb.<sup>94<\/sup> Tuttavia, \u00ab i testi destinati al canto sacro siano conformi alla dottrina cattolica, anzi siano presi di preferenza dalla Sacra Scrittura e dalle fonti liturgiche \u00bb.<sup>95<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Le sacre immagini<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1159<\/b> La sacra immagine, l&#8217;icona liturgica, rappresenta soprattutto <i>Cristo. <\/i>Essa non pu\u00f2 rappresentare il Dio invisibile e incomprensibile; \u00e8 stata l&#8217;incarnazione del Figlio di Dio ad inaugurare una nuova \u00ab economia \u00bb delle immagini:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Un tempo Dio, non avendo n\u00e9 corpo, n\u00e9 figura, non poteva in alcun modo essere rappresentato da una immagine. Ma ora che si \u00e8 fatto vedere nella carne e che ha vissuto con gli uomini, posso fare una immagine di ci\u00f2 che ho visto di Dio. [&#8230;] A viso scoperto, noi contempliamo la gloria del Signore \u00bb.<sup>96<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1160<\/b> L&#8217;iconografia cristiana trascrive attraverso l&#8217;immagine il messaggio evangelico che la Sacra Scrittura trasmette attraverso la parola. Immagine e parola si illuminano a vicenda:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab In poche parole, noi intendiamo custodire gelosamente intatte tutte le tradizioni della Chiesa, sia scritte che orali. Una di queste riguarda la raffigurazione del modello mediante una immagine, in quanto si accordi con la lettera del messaggio evangelico, in quanto serva a confermare la vera e non fantomatica incarnazione del Verbo di Dio e procuri a noi analogo vantaggio, perch\u00e9 le cose rinviano l&#8217;una all&#8217;altra in ci\u00f2 che raffigurano come in ci\u00f2 che senza ambiguit\u00e0 esse significano \u00bb.<sup>97<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1161<\/b> Tutti i segni della celebrazione liturgica sono riferiti a Cristo: lo sono anche le sacre immagini della santa Madre di Dio e dei santi, poich\u00e9 significano Cristo che in loro \u00e8 glorificato. Esse manifestano \u00ab il gran numero di testimoni \u00bb (<i>Eb <\/i>12,1) che continuano a partecipare alla salvezza del mondo e ai quali noi siamo uniti, soprattutto nella celebrazione sacramentale. Attraverso le loro icone, si rivela alla nostra fede l&#8217;uomo creato \u00ab a immagine di Dio \u00bb, e trasfigurato \u00ab a sua somiglianza \u00bb,<sup>98<\/sup> come pure gli angeli, anch&#8217;essi ricapitolati in Cristo:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Procedendo sulla via regia, seguendo la dottrina divinamente ispirata dei nostri santi Padri e la Tradizione della Chiesa cattolica \u2013 riconosciamo, infatti, che lo Spirito Santo abita in essa \u2013 noi definiamo con ogni rigore e cura che, a somiglianza della raffigurazione della croce preziosa e vivificante, cos\u00ec le venerande e sante immagini, sia dipinte che in mosaico o in qualsiasi altro materiale adatto, debbono essere esposte nelle sante chiese di Dio, sulle sacre suppellettili, sui sacri paramenti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case e nelle vie; siano esse l&#8217;immagine del Signore Dio e Salvatore nostro Ges\u00f9 Cristo, o quella dell&#8217;immacolata Signora nostra, la santa Madre di Dio, dei santi angeli, di tutti i santi e giusti \u00bb.<sup>99<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1162<\/b> \u00ab La bellezza e il colore delle immagini sono uno stimolo per la mia preghiera. \u00c8 una festa per i miei occhi, cos\u00ec come lo spettacolo della campagna apre il mio cuore a rendere gloria a Dio \u00bb.<sup> 100<\/sup> La contemplazione delle sante icone, unita alla meditazione della Parola di Dio e al canto degli inni liturgici, entra nell&#8217;armonia dei segni della celebrazione in modo che il mistero celebrato si imprima nella memoria del cuore e si esprima poi nella novit\u00e0 di vita dei fedeli.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. Quando celebrare?\"><\/a>III. Quando celebrare?<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>Il tempo liturgico<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1163<\/b> \u00ab La santa Madre Chiesa considera suo dovere celebrare con sacra memoria, in determinati giorni nel corso dell&#8217;anno, l&#8217;opera salvifica del suo Sposo divino. Ogni settimana, nel giorno a cui ha dato il nome di domenica, fa memoria della risurrezione del Signore, che una volta all&#8217;anno, unitamente alla sua beata passione, celebra a Pasqua, la pi\u00f9 grande delle solennit\u00e0. Nel ciclo annuale poi presenta tutto il mistero di Cristo [&#8230;]. Ricordando in tal modo i misteri della redenzione, essa apre ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti del suo Signore, cos\u00ec che siano resi in qualche modo presenti in ogni tempo, perch\u00e9 i fedeli possano venirne a contatto ed essere ripieni della grazia della salvezza \u00bb.<sup> 101<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1164<\/b> Fin dalla Legge mosaica il popolo di Dio ha conosciuto feste in data fissa, a partire dalla Pasqua, per commemorare le stupende azioni del Dio Salvatore, rendergliene grazie, perpetuarne il ricordo e insegnare alle nuove generazioni a conformare ad esse la loro condotta di vita. Nel tempo della Chiesa, posto tra la pasqua di Cristo, gi\u00e0 compiuta una volta per tutte, e la sua consumazione nel regno di Dio, la liturgia celebrata in giorni fissi \u00e8 totalmente impregnata della novit\u00e0 del mistero di Cristo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1165<\/b> Quando la Chiesa celebra il mistero di Cristo, una parola scandisce la sua preghiera: \u00ab <i>Oggi!<\/i> \u00bb, come eco della preghiera che le ha insegnato il suo Signore<sup> 102<\/sup> e dell&#8217;invito dello Spirito Santo.<sup> 103<\/sup> Questo \u00ab oggi \u00bb del Dio vivente in cui l&#8217;uomo \u00e8 chiamato ad entrare \u00e8 l&#8217;\u00ab Ora \u00bb della pasqua di Ges\u00f9, che attraversa tutta la storia e ne \u00e8 il cardine:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab La vita si \u00e8 posata su tutti gli esseri e tutti sono investiti da una grande luce; l&#8217;Oriente degli orienti ha invaso l&#8217;universo, e colui che era prima della stella del mattino e prima degli astri, immortale e immenso, il grande Cristo, brilla su tutti gli esseri pi\u00f9 del sole. Perci\u00f2, per noi che crediamo in lui, sorge un giorno di luce, lungo, eterno, che non si spegner\u00e0 pi\u00f9: la Pasqua mistica \u00bb.<sup> 104<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h4 align=\"left\"><b>Il giorno del Signore<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1166<\/b> \u00ab Secondo la Tradizione apostolica, che trae origine dal giorno stesso della risurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pasquale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente giorno del Signore o domenica \u00bb.<sup> 105<\/sup> Il giorno della risurrezione di Cristo \u00e8 ad un tempo il \u00ab primo giorno della settimana \u00bb, memoriale del primo giorno della creazione, e l&#8217;\u00ab ottavo giorno \u00bb in cui Cristo, dopo il suo \u00ab riposo \u00bb del grande Sabato, inaugura il giorno \u00ab che il Signore ha fatto \u00bb (<i>Sal <\/i>118,24), il \u00ab giorno che non conosce tramonto \u00bb.<sup> 106<\/sup> La \u00ab Cena del Signore \u00bb ne costituisce il centro, poich\u00e9 in essa l&#8217;intera comunit\u00e0 dei fedeli incontra il Signore risorto che la invita al suo banchetto:<sup> 107<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Il giorno del Signore, il giorno della risurrezione, il giorno dei cristiani, \u00e8 il nostro giorno. \u00c8 chiamato giorno del Signore proprio per questo: perch\u00e9 in esso il Signore \u00e8 salito vittorioso presso il Padre. I pagani lo chiamano giorno del sole: ebbene, anche noi lo chiamiamo volentieri in questo modo: oggi infatti \u00e8 sorta la luce del mondo, oggi \u00e8 apparso il sole di giustizia i cui raggi ci portano la salvezza \u00bb.<sup> 108<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>1167<\/b> La domenica \u00e8 per eccellenza il giorno dell&#8217;assemblea liturgica, giorno in cui i fedeli si riuniscono \u00ab perch\u00e9, ascoltando la Parola di Dio e partecipando all&#8217;Eucaristia, facciano memoria della passione, della risurrezione e della gloria del Signore Ges\u00f9, e rendano grazie a Dio che li ha rigenerati per una speranza viva per mezzo della risurrezione di Ges\u00f9 Cristo dai morti \u00bb:<sup> 109<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab O Cristo, quando contempliamo le meraviglie compiute in questo giorno della domenica della tua santa risurrezione, noi diciamo: Benedetto il giorno di domenica, perch\u00e9 in esso ha avuto inizio la creazione, [&#8230;] la salvezza del mondo, [&#8230;] il rinnovamento del genere umano [&#8230;]. In esso il cielo e la terra si sono rallegrati e l&#8217;universo intero si \u00e8 riempito di luce. Benedetto il giorno di domenica, perch\u00e9 in esso furono aperte le porte del paradiso in modo che Adamo e tutti coloro che ne furono allontanati vi possano entrare senza timore \u00bb.<sup> 110<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;anno liturgico<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1168<\/b> A partire dal Triduo pasquale, come dalla sua fonte di luce, il tempo nuovo della risurrezione permea tutto l&#8217;anno liturgico del suo splendore. Progressivamente, da un versante e dall&#8217;altro di questa fonte, l&#8217;anno \u00e8 trasfigurato dalla liturgia. Esso costituisce realmente l&#8217;anno di grazia del Signore.<sup> 111<\/sup> L&#8217;Economia della salvezza \u00e8 all&#8217;opera nello svolgersi del tempo, ma dopo il suo compimento nella pasqua di Ges\u00f9 e nell&#8217;effusione dello Spirito Santo, la conclusione della storia \u00e8 anticipata, \u00ab pregustata \u00bb, e il regno di Dio entra nel nostro tempo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1169<\/b> Per questo la <i>Pasqua <\/i>non \u00e8 semplicemente una festa tra le altre: \u00e8 la \u00ab festa delle feste \u00bb, la \u00ab solennit\u00e0 delle solennit\u00e0 \u00bb, come l&#8217;Eucaristia \u00e8 il sacramento dei sacramenti (il grande sacramento). Sant&#8217;Atanasio la chiama \u00ab la grande domenica \u00bb,<sup> 112<\/sup> come la Settimana santa in Oriente \u00e8 chiamata \u00ab la grande Settimana \u00bb. Il mistero della risurrezione, nel quale Cristo ha annientato la morte, permea della sua potente energia il nostro vecchio tempo, fino a quando tutto gli sia sottomesso.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1170<\/b> Nel Concilio di Nicea (anno 325) tutte le Chiese si sono accordate perch\u00e9 la Pasqua cristiana sia celebrata la domenica che segue il plenilunio (14 Nisan) dopo l&#8217;equinozio di primavera. A causa dei diversi metodi utilizzati per calcolare il giorno 14 del mese di Nisan, il giorno di Pasqua non sempre ricorre contemporaneamente nelle Chiese occidentali e orientali. Perci\u00f2 esse cercano oggi un accordo per ritornare a celebrare alla stessa data il giorno della risurrezione del Signore.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1171<\/b> L&#8217;anno liturgico \u00e8 il dispiegarsi dei diversi aspetti dell&#8217;unico mistero pasquale. Questo \u00e8 vero soprattutto per il ciclo delle feste relative al mistero dell&#8217;incarnazione (Annunciazione, Natale, Epifania) le quali fanno memoria degli inizi della nostra salvezza e ci comunicano le primizie del mistero di Pasqua.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il Santorale nell&#8217;anno liturgico<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1172<\/b> \u00ab Nella celebrazione di questo ciclo annuale dei misteri di Cristo, la santa Chiesa venera con speciale amore la beata Maria Madre di Dio, congiunta indissolubilmente con l&#8217;opera salvifica del Figlio suo; in Maria ammira ed esalta il frutto pi\u00f9 eccelso della redenzione, e contempla con gioia, come in una immagine purissima, ci\u00f2 che essa tutta desidera e spera di essere \u00bb.<sup> 113<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1173<\/b> Quando, nel ciclo annuale, la Chiesa fa memoria dei martiri e degli altri santi, essa \u00ab proclama il mistero pasquale \u00bb in coloro \u00ab che hanno sofferto con Cristo e con lui sono glorificati; propone ai fedeli i loro esempi, che attraggono tutti al Padre per mezzo di Cristo, e implora per i loro meriti i benefici di Dio \u00bb.<sup> 114<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La liturgia delle Ore<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1174<\/b> Il mistero di Cristo, la sua incarnazione e la sua pasqua, che celebriamo nell&#8217;Eucaristia, soprattutto nell&#8217;assemblea domenicale, penetra e trasfigura il tempo di ogni giorno attraverso la celebrazione della liturgia delle Ore, \u00ab l&#8217;Ufficio divino \u00bb.<sup> 115<\/sup> Fedeli alle esortazioni apostoliche di \u00ab pregare incessantemente \u00bb,<sup> 116<\/sup> questa celebrazione \u00ab \u00e8 costituita in modo da santificare tutto il corso del giorno e della notte per mezzo della lode di Dio \u00bb.<sup> 117<\/sup> Essa costituisce la \u00ab preghiera pubblica della Chiesa \u00bb<sup> 118<\/sup> nella quale i fedeli (chierici, religiosi e laici) esercitano il sacerdozio regale dei battezzati. Celebrata \u00ab nella forma approvata \u00bb dalla Chiesa, la liturgia delle Ore \u00ab \u00e8 veramente la voce della Sposa stessa che parla allo Sposo, anzi \u00e8 la preghiera di Cristo, con il suo corpo, al Padre \u00bb.<sup> 119<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1175<\/b> La liturgia delle Ore \u00e8 destinata a essere la preghiera di tutto il popolo di Dio. In essa Cristo stesso \u00ab continua \u00bb ad esercitare il suo \u00ab ufficio sacerdotale per mezzo della sua stessa Chiesa \u00bb;<sup> 120<\/sup> ciascuno vi prende parte secondo il ruolo che riveste nella Chiesa e le circostanze della propria vita: i sacerdoti in quanto impegnati nel sacro ministero pastorale, poich\u00e9 sono chiamati a rimanere assidui nella preghiera e nel ministero della parola;<sup> 121<\/sup> i religiosi e le religiose in forza del carisma della loro vita di consacrazione;<sup> 122<\/sup> tutti i fedeli secondo le loro possibilit\u00e0. \u00ab I Pastori d&#8217;anime procurino che le Ore principali, specialmente i Vespri, siano celebrate in chiesa con partecipazione comune, nelle domeniche e feste pi\u00f9 solenni. Si raccomanda che pure i laici recitino l&#8217;Ufficio divino o con i sacerdoti, o riuniti tra loro, o anche da soli \u00bb.<sup> 123<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1176<\/b> Celebrare la liturgia delle Ore richiede non soltanto di far concordare la voce con il cuore che prega, ma anche di procurarsi \u00ab una pi\u00f9 ricca istruzione liturgica e biblica, specialmente riguardo ai salmi \u00bb.<sup> 124<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1177<\/b> Gli inni e le preghiere litaniche della liturgia delle Ore inseriscono la preghiera dei salmi nel tempo della Chiesa, dando espressione al simbolismo dell&#8217;ora della giornata, del tempo liturgico o della festa celebrata. Inoltre la lettura della Parola di Dio ad ogni Ora (con i responsori o i tropari che seguono ad essa), e, in certe Ore, le letture dei Padri e dei maestri spirituali, rivelano in modo pi\u00f9 profondo il senso del mistero celebrato, sono di aiuto alla comprensione dei salmi e preparano alla preghiera silenziosa. La <i>lectio divina<\/i>, nella quale la Parola di Dio \u00e8 letta e meditata per trasformarsi in preghiera, \u00e8 cos\u00ec radicata nella celebrazione liturgica.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1178<\/b> La liturgia delle Ore, che costituisce quasi un prolungamento della celebrazione eucaristica, non esclude ma richiede come complementari le varie devozioni del popolo di Dio, in modo particolare l&#8217;adorazione e il culto del Santissimo Sacramento.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b><a name=\"IV. Dove celebrare?\"><\/a>IV. Dove celebrare?<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>1179<\/b> Il culto \u00ab in spirito e verit\u00e0 \u00bb (<i>Gv <\/i>4,24) della Nuova Alleanza non \u00e8 legato ad un luogo esclusivo. Tutta la terra \u00e8 santa e affidata ai figli degli uomini. Quando i fedeli si riuniscono in uno stesso luogo, la realt\u00e0 pi\u00f9 importante \u00e8 costituita dalle \u00ab pietre vive \u00bb, messe insieme \u00ab per la costruzione di un edificio spirituale \u00bb (<i>1 Pt <\/i>2,5). Il corpo di Cristo risorto \u00e8 il tempio spirituale da cui sgorga la sorgente d&#8217;acqua viva. Incorporati a Cristo dallo Spirito Santo, \u00ab noi siamo il tempio del Dio vivente \u00bb (<i>2 Cor <\/i>6,16).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1180<\/b> Quando non viene ostacolato l&#8217;esercizio della libert\u00e0 religiosa,<sup> 125<\/sup> i cristiani costruiscono edifici destinati al culto divino. Tali chiese visibili non sono semplici luoghi di riunione, ma significano e manifestano la Chiesa che vive in quel luogo, dimora di Dio con gli uomini riconciliati e uniti in Cristo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1181<\/b> \u00ab La casa di preghiera in cui l&#8217;Eucaristia \u00e8 celebrata e conservata; in cui i fedeli si riuniscono; in cui la presenza del Figlio di Dio nostro Salvatore, che si \u00e8 offerto per noi sull&#8217;altare del sacrificio, viene venerata a sostegno e consolazione dei fedeli, dev&#8217;essere nitida e adatta alla preghiera e alle sacre funzioni \u00bb.<sup> 126<\/sup> In questa \u00ab casa di Dio \u00bb, la verit\u00e0 e l&#8217;armonia dei segni che la costituiscono devono manifestare Cristo che in quel luogo \u00e8 presente e agisce:<sup> 127<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1182<\/b> L&#8217;<i>altare <\/i>della Nuova Alleanza \u00e8 la croce del Signore<sup> 128<\/sup> dalla quale scaturiscono i sacramenti del mistero pasquale. Sull&#8217;altare, che \u00e8 il centro della chiesa, viene reso presente il sacrificio della croce sotto i segni sacramentali. Esso \u00e8 anche la Mensa del Signore, alla quale \u00e8 invitato il popolo di Dio.<sup> 129<\/sup> In alcune liturgie orientali, l&#8217;altare \u00e8 anche il simbolo della tomba (Cristo \u00e8 veramente morto e veramente risorto).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1183<\/b> Il <i>tabernacolo<\/i>, nelle chiese, deve essere situato \u00ab in luogo distintissimo, col massimo onore \u00bb.<sup> 130<\/sup> La nobilt\u00e0, la disposizione e la sicurezza del tabernacolo eucaristico<sup> 131<\/sup> devono favorire l&#8217;adorazione del Signore realmente presente nel Santissimo Sacramento dell&#8217;altare.<\/p>\n<p align=\"left\">Il <i>sacro crisma <\/i>(myron), la cui unzione \u00e8 il segno sacramentale del sigillo del dono dello Spirito Santo, \u00e8 tradizionalmente conservato e venerato in un luogo sicuro della chiesa. Vi si pu\u00f2 collocare anche l&#8217;olio dei catecumeni e quello degli infermi.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1184<\/b> La <i>sede <\/i>del Vescovo (cattedra) o del presbitero \u00ab deve mostrare il compito che egli ha di presiedere l&#8217;assemblea e di guidare la preghiera \u00bb.<sup> 132<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;<i>ambone<\/i>: \u00ab L&#8217;importanza della Parola di Dio esige che vi sia nella chiesa un luogo adatto dal quale essa venga annunciata e verso il quale, durante la liturgia della Parola, spontaneamente si rivolga l&#8217;attenzione dei fedeli \u00bb.<sup> 133<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1185<\/b> Il radunarsi del popolo di Dio ha inizio con il Battesimo; la chiesa deve quindi avere un luogo per la celebrazione del <i>Battesimo <\/i>(battistero) e favorire il ricordo delle promesse battesimali (acqua benedetta).<\/p>\n<p align=\"left\">Il rinnovamento della vita battesimale esige la <i>penitenza<\/i>. La chiesa deve perci\u00f2 prestarsi all&#8217;espressione del pentimento e all&#8217;accoglienza del perdono, e questo comporta un luogo adatto per accogliere i penitenti.<\/p>\n<p align=\"left\">La chiesa deve anche essere uno spazio che invita al raccoglimento e alla preghiera silenziosa, la quale prolunga e interiorizza la grande preghiera dell&#8217;Eucaristia.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>1186<\/b> Infine, la chiesa ha un significato escatologico. Per entrare nella casa di Dio bisogna varcare una <i>soglia<\/i>, simbolo del passaggio dal mondo ferito dal peccato al mondo della vita nuova al quale tutti gli uomini sono chiamati. La chiesa visibile \u00e8 simbolo della casa paterna verso la quale il popolo di Dio \u00e8 in cammino e dove il Padre \u00ab terger\u00e0 ogni lacrima dai loro occhi \u00bb (<i>Ap <\/i>21,4). Per questo la chiesa \u00e8 anche la casa di <i>tutti <\/i>i figli di Dio, aperta e accogliente.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>1187<\/b> <i>La liturgia \u00e8 opera del Cristo totale, Capo e corpo. Il nostro Sommo Sacerdote la celebra ininterrottamente nella liturgia celeste, con la santa Madre di Dio, gli Apostoli, tutti i santi e la moltitudine degli uomini gi\u00e0 entrati nel Regno.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1188<\/b><i> Nella celebrazione liturgica tutta l&#8217;assemblea \u00e8 <\/i>\u00ab <i>liturga <\/i>\u00bb, <i>ciascuno secondo la propria funzione. Il sacerdozio battesimale \u00e8 quello di tutto il corpo di Cristo. Tuttavia alcuni fedeli sono ordinati mediante il sacramento dell&#8217;Ordine per rappresentare Cristo come Capo del corpo.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1189<\/b><i> La celebrazione liturgica comporta segni e simboli relativi alla creazione (luce, acqua, fuoco), alla vita umana (lavare, ungere, spezzare il pane) e alla storia della salvezza (i riti della Pasqua). Inseriti nel mondo della fede e assunti dalla forza dello Spirito Santo, questi elementi cosmici, questi riti umani, queste gesta memoriali di Dio diventano portatori dell&#8217;azione di salvezza e di santificazione compiuta da Cristo.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1190<\/b><i> La liturgia della Parola \u00e8 parte integrante della celebrazione. Il significato della celebrazione viene espresso dalla Parola di Dio che \u00e8 annunziata e dall&#8217;impegno della fede che ad essa risponde.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1191<\/b><i> Il canto e la musica sono strettamente connessi con l&#8217;azione liturgica. I criteri della loro valida utilizzazione sono: la bellezza espressiva della preghiera, la partecipazione unanime dell&#8217;assemblea e il carattere sacro della celebrazione.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1192<\/b><i> Le sacre immagini, presenti nelle nostre chiese e nelle nostre case, hanno la funzione di risvegliare e nutrire la nostra fede nel mistero di Cristo. Attraverso l&#8217;icona di Cristo e delle sue opere di salvezza, \u00e8 lui che noi adoriamo. Attraverso le sacre immagini della santa Madre di Dio, degli angeli e dei santi, veneriamo le persone che in esse sono rappresentate.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1193<\/b><i> La domenica, <\/i>\u00ab <i>giorno del Signore<\/i> \u00bb, <i>\u00e8 il giorno principale della celebrazione dell&#8217;Eucaristia, poich\u00e9 \u00e8 il giorno della risurrezione. \u00c8 il giorno per eccellenza dell&#8217;assemblea liturgica, il giorno della famiglia cristiana, il giorno della gioia e del riposo dal lavoro. \u00c8 <\/i>\u00ab <i>il fondamento e il nucleo di tutto l&#8217;anno liturgico<\/i> \u00bb.<sup> 134<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1194<\/b> <i>La Chiesa <\/i>\u00ab <i>nel ciclo annuale presenta tutto il mistero di Cristo, dall&#8217;incarnazione e nativit\u00e0 fino all&#8217;ascensione, al giorno di pentecoste e all&#8217;attesa della beata speranza e del ritorno del Signore<\/i> \u00bb.<sup> 135<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1195<\/b> <i>Facendo memoria dei santi, in primo luogo della santa Madre di Dio, poi degli Apostoli, dei martiri e degli altri santi, in giorni fissi dell&#8217;anno liturgico, la Chiesa sulla terra manifesta di essere unita alla liturgia celeste; rende gloria a Cristo perch\u00e9 ha compiuto la salvezza nei suoi membri glorificati; il loro esempio le \u00e8 di stimolo nel cammino verso il Padre.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1196<\/b><i> I fedeli che celebrano la liturgia delle Ore si uniscono a Cristo, nostro Sommo Sacerdote, mediante la preghiera dei salmi, la meditazione della Parola di Dio, la preghiera dei cantici e delle benedizioni, per essere associati alla sua preghiera incessante e universale che glorifica il Padre e implora il dono dello Spirito Santo sul mondo intero.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1197<\/b><i> Cristo \u00e8 il vero tempio di Dio, <\/i>\u00ab <i>il luogo in cui abita la sua gloria<\/i> \u00bb; <i>per mezzo della grazia di Dio anche i cristiani diventano templi dello Spirito Santo, le pietre vive con le quali viene edificata la Chiesa.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1198<\/b><i> Nella sua condizione terrena, la Chiesa ha bisogno di luoghi in cui la comunit\u00e0 possa radunarsi: le nostre chiese visibili, luoghi santi, immagini della Citt\u00e0 santa, la celeste Gerusalemme verso la quale siamo in cammino come pellegrini.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>1199<\/b><i> In queste chiese la Chiesa celebra il culto pubblico a gloria della Santissima Trinit\u00e0, ascolta la Parola di Dio e canta le sue lodi, eleva la sua preghiera, offre il sacrificio di Cristo, sacramentalmente presente in mezzo all&#8217;assemblea. Queste chiese sono inoltre luoghi di raccoglimento e di preghiera personale.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(64) Cf <i>Ap <\/i>4,2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(65) Cf <i>Ez <\/i>1,26-28.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(66) Cf <i>Gv <\/i>1,29.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(67) Cf <i>Eb <\/i>4,14-15; 10,19-21; ecc.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(68) <i>Liturgia bizantina. Anafora di san Giovanni Crisostomo<\/i>: F.E. Brightman, <i>Liturgies Eastern and Western<\/i> (Oxford 1896) p. 378 (PG 63, 913).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(69) Cf <i>Gv <\/i>4,10-14; <i>Ap <\/i>21,6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(70) Cf <i>Ap <\/i>4-5; <i>Is <\/i>6,2-3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(71) Cf <i>Ap <\/i>7,1-8; 14,1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(72) Cf <i>Ap <\/i>12.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(73) Cf <i>Ap <\/i>21,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(74) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 26: AAS 56 (1964) 107.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(75) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 27: AAS 56 (1964) 107.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(76) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 10: AAS 57 (1965) 14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(77) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 10: AAS 57 (1965) 14; <i>Ibid<\/i>., 34: AAS 57 (1965) 40; Id., Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 991-992.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(78) Cf <i>1 Pt <\/i>2,4-5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(79) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 14: AAS 56 (1964) 104.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(80) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 992; <i>Ibid<\/i>., 15: AAS 58 (1966) 1014.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(81) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 29: AAS 56 (1964) 107.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(82) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 28: AAS 56 (1964) 107.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(83) Cf <i>Sap <\/i>13,1; <i>Rm <\/i>1,19-20; <i>At <\/i>14,17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(84) Cf <i>Lc <\/i>8,10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(85) Cf <i>Gv <\/i>9,6; <i>Mc <\/i>7,33-35; 8,22-25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(86) Cf <i>Lc <\/i>9,31; 22,7-20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(87) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 112: AAS 56 (1964) 128.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(88) Cf <i>Col <\/i>3,16-17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(89) Cf Sant&#8217;Agostino, <i>Enarratio in Psalmum<\/i> 72, 1: CCL 39, 986 (PL 36, 614).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(90) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 112: AAS 56 (1964) 128.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(91) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 112: AAS 56 (1964) 128.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(92) Sant&#8217;Agostino, <i>Confessiones<\/i>, 9, 6, 14: CCL 27, 141 (PL 32, 769-770).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(93) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 119: AAS 56 (1964) 129-130.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(94) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 118: AAS 56 (1964) 129.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(95) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 121: AAS 56 (1964) 130.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(96) San Giovanni Damasceno, <i>De sacris imaginibus oratio<\/i>, 1, 16: PTS 17, 89 e 92 (PG 94, 1245 e 1248).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(97) Concilio di Nicea II (anno 787), <i>Terminus<\/i>: COD p. 135.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(98) Cf <i>Rm <\/i>8,29; <i>1 Gv <\/i>3,2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(99) Concilio di Nicea II, <i>Definitio de sacris imaginibus<\/i>: DS 600.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(100) San Giovanni Damasceno, <i>De sacris imaginibus oratio<\/i> 1, 47: PTS 17, 151 (PG 94, 1268).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(101) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 102: AAS 56 (1964) 125.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(102) Cf <i>Mt <\/i>6,11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(103) Cf <i>Eb <\/i>3,7\u20134,11; <i>Sal <\/i>95,8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(104) Pseudo-Ippolito Romano, <i>In sanctum Pascha<\/i>, 1, 1-2: Studia patristica mediolanensia 15, 230-232 (PG 59, 755).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(105) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 106: AAS 56 (1964) 126.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(106) <i>Mattutino del giorno di Pasqua del rito bizantino, Oda 9, tropario<\/i>:\u00a0<span style=\"font-size: 12pt;\">\u03a0\u03b5\u03bd\u03c4\u03b7\u03c7\u03bf\u03c3\u03c4\u1f71\u03c1\u03b9\u03bf\u03bd<\/span><br \/>\n(Roma 1884) p. 11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(107) Cf <i>Gv <\/i>21,12; <i>Lc <\/i>24,30.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(108) San Girolamo, <i>In die Dominica Paschae homilia<\/i>: CCL 78, 550 (PL 30, 218-219).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(109) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 106: AAS 56 (1964) 126.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(110) <i>Fanq\u00eeth, Breviario secondo il rito della Chiesa Antiochena dei Siri<\/i>, v. 6 (Mossul 1886) p. 193b.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(111) Cf <i>Lc <\/i>4,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(112) Sant&#8217;Atanasio di Alessandria, <i>Epistula festivalis<\/i>, 1 (anno 329), 10: PG 26, 1366.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(113) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 103: AAS 56 (1964) 125.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(114) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 104: AAS 56 (1964) 126; cf <i>Ibid<\/i>., 108: AAS 56 (1964) 126 e <i>Ibid<\/i>., 111: AAS 56 (1964) 127.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(115) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, IV, 83-101: AAS 56 (1984) 121-125.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(116) Cf <i>1 Ts <\/i>5,15; <i>Ef <\/i>6,18.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(117) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 84: AAS 56 (1964) 121.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(118) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 98: AAS 56 (1964) 124.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(119) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 84: AAS 56 (1964) 121.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(120) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 83: AAS 56 (1964) 121.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(121) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 86: AAS 56 (1964) 121; <i>Ibid<\/i>., 96: AAS 56 (1964) 123; Id., Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 5: AAS 58 (1966) 998.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(122) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 98: AAS 56 (1964) 124.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(123) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 100: AAS 56 (1964) 124.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(124) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 90: AAS 56 (1964) 122.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(125) Cf Concilio Vaticano II, Dich. <i>Dignitatis humanae<\/i>, 4: AAS 58 (1966) 932-933.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(126) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 5: AAS 58 (1966) 998; cf Id., Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 122-127: AAS 56 (1964) 130-132.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(127) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 7: AAS 56 (1964) 100-101.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(128) Cf <i>Eb <\/i>13,10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(129) Cf <i>Principi e norme per l&#8217;uso del Messale Romano<\/i>, 259: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. XLI.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(130) Paolo VI, Lett. enc. <i>Mysterium fidei<\/i>: AAS 57 (1965) 771.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(131) Cf Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 128: AAS 56 (1964) 132.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(132) <i>Principi e norme per l&#8217;uso del Messale Romano<\/i>, 271: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. XLII.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(133) <i>Principi e norme per l&#8217;uso del Messale Romano<\/i>, 272: <i>Messale Romano<\/i> (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. XLII.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(134) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 106: AAS 56 (1964) 126.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(135) Concilio Vaticano II, Cost. <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, 102: AAS 56 (1964) 125.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO 1 CELEBRARE LA LITURGIA DELLA CHIESA I. Chi celebra? 1136 La liturgia \u00e8 \u00ab azione \u00bb di \u00ab Cristo tutto intero \u00bb (\u00ab totius Christi \u00bb). 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