{"id":437,"date":"2020-07-30T16:20:28","date_gmt":"2020-07-30T16:20:28","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=437"},"modified":"2022-04-22T13:52:17","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:17","slug":"paragrafo-quarto-i-fedeli-gerarchia-laici-e-vita-consacrata","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-prima\/sezione-seconda\/capitolo-terzo-credo-nello-spirito-santo\/articolo-nono-credo-la-santa-chiesa-cattolica\/paragrafo-quarto-i-fedeli-gerarchia-laici-e-vita-consacrata\/","title":{"rendered":"Paragrafo quarto &#8211; I fedeli gerarchia laici e vita consacrata"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>Paragrafo 4<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>I FEDELI &#8211; GERARCHIA, LAICI, VITA CONSACRATA<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>871<\/b><i> <\/i>\u00ab I fedeli sono coloro che, essendo stati incorporati a Cristo mediante il Battesimo, sono costituiti popolo di Dio e perci\u00f2, resi partecipi nel modo loro proprio della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, sono chiamati ad attuare, secondo la condizione propria di ciascuno, la missione che Dio ha affidato alla Chiesa da compiere nel mondo \u00bb.<sup>391<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>872<\/b><i> <\/i>\u00ab Fra tutti i fedeli, in forza della loro rigenerazione in Cristo, sussiste una vera uguaglianza nella dignit\u00e0 e nell&#8217;agire, e per tale uguaglianza tutti cooperano all&#8217;edificazione del corpo di Cristo, secondo la condizione e i compiti propri di ciascuno \u00bb.<sup>392<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>873<\/b><i> <\/i>Le differenze stesse che il Signore ha voluto stabilire fra le membra del suo corpo sono in funzione della sua unit\u00e0 e della sua missione. Infatti \u00ab c&#8217;\u00e8 nella Chiesa diversit\u00e0 di ministeri, ma unit\u00e0 di missione. Gli Apostoli e i loro successori hanno avuto da Cristo l&#8217;ufficio di insegnare, santificare, reggere in suo nome e con la sua autorit\u00e0. Ma i laici, resi partecipi dell&#8217;ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, nella missione di tutto il popolo di Dio assolvono compiti propri nella Chiesa e nel mondo \u00bb.<sup>393<\/sup> Infine dai ministri sacri e dai laici \u00ab provengono fedeli i quali, con la professione dei consigli evangelici [&#8230;], in modo speciale sono consacrati a Dio e danno incremento alla missione salvifica della Chiesa \u00bb.<sup>394<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. La costituzione gerarchica della Chiesa\"><\/a>I. La costituzione gerarchica della Chiesa<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>Perch\u00e9 il ministero ecclesiale?<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>874<\/b><i> <\/i>\u00c8 Cristo stesso l&#8217;origine del ministero nella Chiesa. Egli l&#8217;ha istituita, le ha dato autorit\u00e0 e missione, orientamento e fine:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Cristo Signore, per pascere e sempre pi\u00f9 accrescere il popolo di Dio, ha istituito nella sua Chiesa vari ministeri, che tendono al bene di tutto il corpo. I ministri infatti, che sono dotati di sacra potest\u00e0, sono a servizio dei loro fratelli, perch\u00e9 tutti coloro che appartengono al popolo di Dio [&#8230;] arrivino alla salvezza \u00bb.<sup>395<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>875<\/b><i> <\/i>\u00ab E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati? \u00bb (<i>Rm <\/i>10,14-15). Nessuno, n\u00e9 individuo n\u00e9 comunit\u00e0, pu\u00f2 annunziare a se stesso il Vangelo. \u00ab La fede dipende [&#8230;] dalla predicazione \u00bb (<i>Rm <\/i>10,17). Nessuno pu\u00f2 darsi da s\u00e9 il mandato e la missione di annunziare il Vangelo. L&#8217;inviato del Signore parla e agisce non per autorit\u00e0 propria, ma in forza dell&#8217;autorit\u00e0 di Cristo; non come membro della comunit\u00e0, ma parlando ad essa in nome di Cristo. Nessuno pu\u00f2 conferire a se stesso la grazia, essa deve essere data e offerta. Ci\u00f2 suppone che vi siano ministri della grazia, autorizzati e abilitati da Cristo. Da lui i Vescovi e i presbiteri ricevono la missione e la facolt\u00e0 (la \u00ab sacra potest\u00e0 \u00bb) di agire <i>in persona di Cristo Capo, <\/i>i diaconi la forza di servire il popolo di Dio nella \u00ab diaconia \u00bb della liturgia, della parola e della carit\u00e0, in comunione con il Vescovo e il suo presbiterio. La tradizione della Chiesa chiama \u00ab sacramento \u00bb questo ministero, attraverso il quale gli inviati di Cristo compiono e danno per dono di Dio quello che da se stessi non possono n\u00e9 compiere n\u00e9 dare. Il ministero della Chiesa viene conferito mediante uno specifico sacramento.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>876<\/b> Alla natura sacramentale del ministero ecclesiale \u00e8 intrinsecamente legato il <i>carattere di servizio<\/i>. I ministri, infatti, in quanto dipendono interamente da Cristo, il quale conferisce missione e autorit\u00e0, sono veramente \u00ab servi di Cristo \u00bb (<i>Rm <\/i>1,1), ad immagine di lui che ha assunto liberamente per noi \u00ab la condizione di servo \u00bb (<i>Fil <\/i>2,7). Poich\u00e9 la parola e la grazia di cui sono i ministri non sono loro, ma di Cristo che le ha loro affidate per gli altri, essi si faranno liberamente servi di tutti.<sup>396<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>877<\/b> Allo stesso modo, \u00e8 proprio della natura sacramentale del ministero ecclesiale avere un carattere collegiale. Infatti il Signore Ges\u00f9, fin dall&#8217;inizio del suo ministero, istitu\u00ec i Dodici, che \u00ab furono ad un tempo il seme del nuovo Israele e l&#8217;origine della sacra gerarchia \u00bb.<sup>397<\/sup> Scelti insieme, sono anche mandati insieme, e la loro unione fraterna sar\u00e0 al servizio della comunione fraterna di tutti i fedeli; essa sar\u00e0 come un riflesso e una testimonianza della comunione delle Persone divine.<sup>398<\/sup> Per questo ogni Vescovo esercita il suo ministero in seno al Collegio episcopale, in comunione col Vescovo di Roma, Successore di san Pietro e capo del Collegio; i sacerdoti esercitano il loro ministero in seno al presbiterio della diocesi, sotto la direzione del loro Vescovo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>878<\/b> Infine \u00e8 proprio della natura sacramentale del ministero ecclesiale avere un <i>carattere personale<\/i>. Se i ministri di Cristo agiscono in comunione, agiscono per\u00f2 sempre anche in maniera personale. Ognuno \u00e8 chiamato personalmente: \u00ab Tu seguimi \u00bb (<i>Gv <\/i>21,22),<sup>399<\/sup> per essere, nella missione comune, testimone personale, personalmente responsabile davanti a colui che conferisce la missione, agendo \u00ab in sua persona \u00bb e per delle persone: \u00ab Io ti battezzo nel nome del Padre&#8230; \u00bb; \u00ab Io ti assolvo&#8230; \u00bb.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>879<\/b> Pertanto il ministero sacramentale nella Chiesa \u00e8 un servizio esercitato in nome di Cristo. Esso ha un carattere personale e una forma collegiale. Ci\u00f2 si verifica sia nei legami tra il Collegio episcopale e il suo capo, il Successore di san Pietro, sia nel rapporto tra la responsabilit\u00e0 pastorale del Vescovo per la sua Chiesa particolare e la sollecitudine di tutto il Collegio episcopale per la Chiesa universale.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Il Collegio episcopale e il suo capo, il Papa<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>880<\/b> Cristo istitu\u00ec i Dodici \u00ab sotto la forma di un collegio o di un gruppo stabile, del quale mise a capo Pietro, scelto di mezzo a loro \u00bb.<sup>400<\/sup> \u00ab Come san Pietro e gli altri Apostoli costituirono, per istituzione del Signore, un unico collegio apostolico, similmente il Romano Pontefice, Successore di Pietro, e i Vescovi, successori degli Apostoli, sono tra loro uniti \u00bb.<sup>401<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>881<\/b> Del solo Simone, al quale diede il nome di Pietro, il Signore ha fatto la pietra della sua Chiesa. A lui ne ha affidato le chiavi;<sup>402<\/sup> l&#8217;ha costituito pastore di tutto il gregge.<sup>403<\/sup> \u00ab Ma l&#8217;incarico di legare e di sciogliere, che \u00e8 stato dato a Pietro, risulta essere stato pure concesso al collegio degli Apostoli, unito col suo capo \u00bb.<sup>404<\/sup> Questo ufficio pastorale di Pietro e degli altri Apostoli costituisce uno dei fondamenti della Chiesa; \u00e8 continuato dai Vescovi sotto il primato del Papa.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>882<\/b> Il <i>Papa<\/i>, Vescovo di Roma e Successore di san Pietro, \u00ab \u00e8 il perpetuo e visibile principio e fondamento dell&#8217;unit\u00e0 sia dei Vescovi sia della moltitudine dei fedeli \u00bb.<sup>405<\/sup> \u00ab Infatti il Romano Pontefice, in virt\u00f9 del suo ufficio di Vicario di Cristo e di Pastore di tutta la Chiesa, ha sulla Chiesa la potest\u00e0 piena, suprema e universale, che pu\u00f2 sempre esercitare liberamente \u00bb.<sup>406<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>883<\/b> \u00ab Il <i>Collegio <\/i>o <i>Corpo dei Vescovi <\/i>non ha autorit\u00e0, se non lo si concepisce insieme con il Romano Pontefice, [&#8230;] quale suo capo \u00bb. Come tale, questo Collegio \u00ab \u00e8 pure soggetto di suprema e piena potest\u00e0 su tutta la Chiesa: potest\u00e0 che non pu\u00f2 essere esercitata se non con il consenso del Romano Pontefice \u00bb.<sup>407<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>884<\/b> \u00ab Il Collegio dei Vescovi esercita in modo solenne la potest\u00e0 sulla Chiesa universale nel Concilio Ecumenico \u00bb.<sup>408<\/sup> \u00ab Mai si ha Concilio Ecumenico, che come tale non sia confermato o almeno accettato dal Successore di Pietro \u00bb.<sup>409<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>885<\/b> \u00ab Il Collegio episcopale, in quanto composto da molti, esprime la variet\u00e0 e l&#8217;universalit\u00e0 del popolo di Dio; in quanto raccolto sotto un solo capo, esprime l&#8217;unit\u00e0 del gregge di Cristo \u00bb.<sup>410<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>886<\/b> \u00ab I <i>Vescovi<\/i>, singolarmente presi, sono il principio visibile e il fondamento dell&#8217;unit\u00e0 nelle loro Chiese particolari \u00bb.<sup>411<\/sup> In quanto tali \u00ab esercitano il loro pastorale governo sopra la porzione del popolo di Dio che \u00e8 stata loro affidata \u00bb,<sup>412<\/sup> coadiuvati dai presbiteri e dai diaconi. Ma, in quanto membri del Collegio episcopale, ognuno di loro \u00e8 partecipe della sollecitudine per tutte le Chiese,<sup>413<\/sup> e la esercita innanzi tutto \u00abreggendo bene la propria Chiesa come porzione della Chiesa universale\u00bb, contribuendo cos\u00ec \u00abal bene di tutto il corpo mistico che \u00e8 pure il corpo delle Chiese\u00bb.<sup>414<\/sup> Tale sollecitudine si estender\u00e0 particolarmente ai poveri,<sup>415<\/sup> ai perseguitati per la fede, come anche ai missionari che operano in tutta la terra.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>887<\/b> Le Chiese particolari vicine e di cultura omogenea formano province ecclesiastiche o realt\u00e0 pi\u00f9 vaste chiamate patriarcati o regioni.<sup>416<\/sup> I Vescovi di questi raggruppamenti possono riunirsi in Sinodi o in Concilii provinciali. \u00ab Cos\u00ec pure, le Conferenze Episcopali possono, oggi, contribuire in modo molteplice e fecondo a che lo spirito collegiale si attui concretamente \u00bb.<sup>417<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;ufficio di insegnare<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>888<\/b> I Vescovi, con i presbiteri, loro cooperatori, \u00ab hanno anzitutto il dovere di annunziare a tutti il Vangelo di Dio \u00bb,<sup>418<\/sup> secondo il comando del Signore.<sup>419<\/sup> Essi sono \u00ab gli araldi della fede, che portano a Cristo nuovi discepoli, sono i dottori autentici \u00bb della fede apostolica, \u00ab rivestiti dell&#8217;autorit\u00e0 di Cristo \u00bb.<sup>420<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>889<\/b> Per mantenere la Chiesa nella purezza della fede trasmessa dagli Apostoli, Cristo, che \u00e8 la verit\u00e0, ha voluto rendere la sua Chiesa partecipe della propria infallibilit\u00e0. Mediante il \u00ab senso soprannaturale della fede \u00bb, il popolo di Dio \u00ab aderisce indefettibilmente alla fede \u00bb, sotto la guida del Magistero vivente della Chiesa.<sup>421<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>890<\/b> La missione del Magistero \u00e8 legata al carattere definitivo dell&#8217;Alleanza che Dio in Cristo ha stretto con il suo popolo; deve salvaguardarlo dalle deviazioni e dai cedimenti, e garantirgli la possibilit\u00e0 oggettiva di professare senza errore l&#8217;autentica fede. Il compito pastorale del Magistero \u00e8 quindi ordinato a vigilare affinch\u00e9 il popolo di Dio rimanga nella verit\u00e0 che libera. Per compiere questo servizio, Cristo ha dotato i Pastori del carisma dell&#8217;infallibilit\u00e0 in materia di fede e di costumi. L&#8217;esercizio di questo carisma pu\u00f2 avere parecchie modalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>891<\/b> \u00ab Di questa infallibilit\u00e0 il Romano Pontefice, capo del Collegio dei Vescovi, fruisce in virt\u00f9 del suo ufficio, quando, quale supremo Pastore e Dottore di tutti i fedeli, che conferma nella fede i suoi fratelli, proclama con un atto definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale. [&#8230;] L&#8217;infallibilit\u00e0 promessa alla Chiesa risiede pure nel Corpo episcopale, quando questi esercita il supremo Magistero col Successore di Pietro \u00bb soprattutto in un Concilio Ecumenico.<sup>422<\/sup> Quando la Chiesa, mediante il suo Magistero supremo, propone qualche cosa \u00ab da credere come rivelato da Dio \u00bb<sup>423<\/sup> e come insegnamento di Cristo, \u00ab a tali definizioni si deve aderire con l&#8217;ossequio della fede \u00bb.<sup>424<\/sup> Tale infallibilit\u00e0 abbraccia l&#8217;intero deposito della rivelazione divina.<sup>425<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>892<\/b> L&#8217;assistenza divina \u00e8 inoltre data ai successori degli Apostoli, che insegnano in comunione con il Successore di Pietro, e, in modo speciale, al Vescovo di Roma, Pastore di tutta la Chiesa, quando, pur senza arrivare ad una definizione infallibile e senza pronunciarsi in \u00ab maniera definitiva \u00bb, propongono, nell&#8217;esercizio del Magistero ordinario, un insegnamento che porta ad una migliore intelligenza della Rivelazione in materia di fede e di costumi. A questo insegnamento ordinario i fedeli devono \u00ab aderire col religioso ossequio dello spirito \u00bb<sup>426<\/sup> che, pur distinguendosi dall&#8217;ossequio della fede, tuttavia ne \u00e8 il prolungamento.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;ufficio di santificare<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>893<\/b> Il Vescovo \u00ab \u00e8 il dispensatore della grazia del supremo sacerdozio \u00bb,<sup>427<\/sup> specialmente nell&#8217;Eucaristia che egli stesso offre o di cui assicura l&#8217;offerta mediante i presbiteri, suoi cooperatori. L&#8217;Eucaristia, infatti, \u00e8 il centro della vita della Chiesa particolare. Il Vescovo e i presbiteri santificano la Chiesa con la loro preghiera e il loro lavoro, con il ministero della parola e dei sacramenti. La santificano con il loro esempio, \u00ab non spadroneggiando sulle persone \u00bb loro \u00ab affidate \u00bb, ma facendosi \u00ab modelli del gregge \u00bb (<i>1 Pt <\/i>5,3), in modo che \u00ab possano, insieme col gregge loro affidato, giungere alla vita eterna \u00bb.<sup>428<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;ufficio di governare<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>894<\/b> \u00ab I Vescovi reggono le Chiese particolari, come vicari e delegati di Cristo, col consiglio, la persuasione, l&#8217;esempio, ma anche con l&#8217;autorit\u00e0 e la sacra potest\u00e0 \u00bb,<sup>429<\/sup> che per\u00f2 dev&#8217;essere da loro esercitata allo scopo di edificare, nello spirito di servizio che \u00e8 proprio del loro Maestro.<sup>430<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>895<\/b> \u00ab Questa potest\u00e0, che personalmente esercitano in nome di Cristo, \u00e8 propria, ordinaria e immediata, quantunque il suo esercizio sia in definitiva regolato dalla suprema autorit\u00e0 della Chiesa\u00bb.<sup>431<\/sup> Ma i Vescovi non devono essere considerati come dei vicari del Papa, la cui autorit\u00e0 ordinaria e immediata su tutta la Chiesa non annulla quella dei Vescovi, ma anzi la conferma e la difende. Tale autorit\u00e0 deve esercitarsi in comunione con tutta la Chiesa sotto la guida del Papa.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>896<\/b> Il Buon Pastore sar\u00e0 il modello e la \u00ab forma \u00bb dell&#8217;ufficio pastorale del Vescovo. Cosciente delle proprie debolezze, \u00ab il Vescovo pu\u00f2 compatire quelli che sono nell&#8217;ignoranza o nell&#8217;errore. Non rifugga dall&#8217;ascoltare i sudditi che cura come veri figli suoi. [&#8230;] I fedeli poi devono aderire al Vescovo come la Chiesa a Ges\u00f9 Cristo e come Ges\u00f9 Cristo al Padre \u00bb:<sup>432<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Obbedite tutti al Vescovo, come Ges\u00f9 Cristo al Padre, e al presbiterio come agli Apostoli; quanto ai diaconi, rispettateli come la Legge di Dio. Nessuno compia qualche azione riguardante la Chiesa, senza il Vescovo \u00bb.<sup>433<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. I fedeli laici\"><\/a>II. I fedeli laici<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>897<\/b> \u00ab Col nome di laici si intendono qui tutti i fedeli a esclusione dei membri dell&#8217;ordine sacro e dello stato religioso riconosciuto dalla Chiesa, i fedeli cio\u00e8, che, dopo essere stati incorporati a Cristo col Battesimo e costituiti popolo di Dio, e nella loro misura resi partecipi della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano \u00bb.<sup>434<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La vocazione dei laici<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>898<\/b> \u00ab Per loro vocazione \u00e8 proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. [&#8230;] A loro quindi particolarmente spetta illuminare e ordinare tutte le realt\u00e0 temporali, alle quali essi sono strettamente legati, in modo che sempre siano fatte secondo Cristo, e crescano e siano di lode al Creatore e al Redentore \u00bb.<sup>435<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>899<\/b> L&#8217;iniziativa dei cristiani laici \u00e8 particolarmente necessaria quando si tratta di scoprire, di ideare mezzi per permeare delle esigenze della dottrina e della vita cristiana le realt\u00e0 sociali, politiche ed economiche. Questa iniziativa \u00e8 un elemento normale della vita della Chiesa:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab I fedeli laici si trovano sulla linea pi\u00f9 avanzata della vita della Chiesa; grazie a loro, la Chiesa \u00e8 il principio vitale della societ\u00e0. Per questo essi soprattutto devono avere una coscienza sempre pi\u00f9 chiara non soltanto di appartenere alla Chiesa, ma di essere la Chiesa, cio\u00e8 la comunit\u00e0 dei fedeli sulla terra sotto la guida dell&#8217;unico capo, il Papa, e dei Vescovi in comunione con lui. Essi sono la Chiesa \u00bb.<sup>436<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>900<\/b> I laici, come tutti i fedeli, in virt\u00f9 del Battesimo e della Confermazione, ricevono da Dio l&#8217;incarico dell&#8217;apostolato; pertanto hanno l&#8217;obbligo e godono del diritto, individualmente o riuniti in associazioni, di impegnarsi affinch\u00e9 il messaggio divino della salvezza sia conosciuto e accolto da tutti gli uomini e su tutta la terra; tale obbligo \u00e8 ancora pi\u00f9 pressante nei casi in cui solo per mezzo loro gli uomini possono ascoltare il Vangelo e conoscere Cristo. Nelle comunit\u00e0 ecclesiali, la loro azione \u00e8 cos\u00ec necessaria che, senza di essa, l&#8217;apostolato dei Pastori, la maggior parte delle volte, non pu\u00f2 raggiungere il suo pieno effetto.<sup>437<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La partecipazione dei laici all&#8217;ufficio sacerdotale di Cristo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>901<\/b> \u00ab I laici, essendo dedicati a Cristo e consacrati dallo Spirito Santo, sono in modo mirabile chiamati e istruiti perch\u00e9 lo Spirito produca in essi frutti sempre pi\u00f9 copiosi. Tutte infatti le opere, le preghiere e le iniziative apostoliche, la vita coniugale e familiare, il lavoro giornaliero, il sollievo spirituale e corporale, se sono compiute nello Spirito, e persino le molestie della vita, se sono sopportate con pazienza, diventano sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Ges\u00f9 Cristo;<sup>438<\/sup> e queste cose nella celebrazione dell&#8217;Eucaristia sono piissimamente offerte al Padre insieme all&#8217;oblazione del Corpo del Signore. Cos\u00ec anche i laici, operando santamente dappertutto come adoratori, consacrano a Dio il mondo stesso \u00bb.<sup>439<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>902<\/b> In modo particolare i genitori partecipano all&#8217;ufficio di santificazione \u00ab conducendo la vita coniugale secondo lo spirito cristiano e attendendo all&#8217;educazione cristiana dei figli \u00bb.<sup>440<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>903<\/b> I laici, se hanno le doti richieste, possono essere assunti stabilmente ai ministeri di lettori e di accoliti.<sup>441<\/sup> \u00ab Ove lo suggerisca la necessit\u00e0 della Chiesa, in mancanza di ministri, anche i laici, pur senza essere lettori o accoliti, possono supplire alcuni dei loro uffici, cio\u00e8 esercitare il ministero della parola, presiedere alle preghiere liturgiche, amministrare il Battesimo e distribuire la sacra Comunione, secondo le disposizioni del diritto \u00bb.<sup>442<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La loro partecipazione all&#8217;ufficio profetico di Cristo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>904<\/b> \u00ab Cristo [&#8230;] adempie la sua funzione profetica&#8230; non solo per mezzo della gerarchia, [&#8230;] ma anche per mezzo dei laici, che perci\u00f2 costituisce suoi testimoni e forma nel senso della fede e nella grazia della parola \u00bb:<sup>443<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00abIstruire qualcuno per condurlo alla fede \u00e8 il compito di ogni predicatore e anche di ogni credente\u00bb.<sup>444<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>905<\/b> I laici compiono la loro missione profetica anche mediante l&#8217;evangelizzazione, cio\u00e8 \u00ab con l&#8217;annunzio di Cristo fatto con la testimonianza della vita e con la parola \u00bb. Questa azione evangelizzatrice ad opera dei laici \u00ab acquista una certa nota specifica e una particolare efficacia dal fatto che viene compiuta nelle comuni condizioni del secolo\u00bb:<sup>445<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Tale apostolato non consiste nella sola testimonianza della vita: il vero apostolo cerca le occasioni per annunziare Cristo con la parola, sia ai credenti [&#8230;], sia agli infedeli \u00bb.<sup>446<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>906<\/b> Tra i fedeli laici coloro che ne sono capaci e che vi si preparano possono anche prestare la loro collaborazione alla formazione catechistica,<sup>447<\/sup> all&#8217;insegnamento delle scienze sacre,<sup>448<\/sup> ai mezzi di comunicazione sociale.<sup>449<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>907<\/b> \u00ab In rapporto alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ci\u00f2 che riguarda il bene della Chiesa e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l&#8217;integrit\u00e0 della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l&#8217;utilit\u00e0 comune e la dignit\u00e0 della persona \u00bb.<sup>450<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La loro partecipazione all&#8217;ufficio regale di Cristo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>908<\/b> Mediante la sua obbedienza fino alla morte,<sup>451<\/sup> Cristo ha comunicato ai suoi discepoli il dono della libert\u00e0 regale, \u00ab perch\u00e9 con l&#8217;abnegazione di s\u00e9 e la vita santa vincano in se stessi il regno del peccato \u00bb.<sup>452<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Colui che sottomette il proprio corpo e governa la sua anima senza lasciarsi sommergere dalle passioni \u00e8 padrone di s\u00e9: pu\u00f2 essere chiamato re perch\u00e9 \u00e8 capace di governare la propria persona; \u00e8 libero e indipendente e non si lascia imprigionare da una colpevole schiavit\u00f9 \u00bb.<sup>453<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>909<\/b> \u00ab Inoltre i laici, anche mettendo in comune la loro forza, risanino le istituzioni e le condizioni di vita del mondo, se ve ne sono che spingano i costumi al peccato, cos\u00ec che tutte siano rese conformi alle norme della giustizia e, anzich\u00e9 ostacolare, favoriscano l&#8217;esercizio delle virt\u00f9. Cos\u00ec agendo impregneranno di valore morale la cultura e i lavori dell&#8217;uomo \u00bb.<sup>454<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>910<\/b> \u00ab I laici [&#8230;] possono anche sentirsi chiamati o essere chiamati a collaborare con i loro Pastori nel servizio della comunit\u00e0 ecclesiale, per la crescita e la vitalit\u00e0 della medesima, esercitando ministeri diversissimi, secondo la grazia e i carismi che il Signore vorr\u00e0 loro dispensare \u00bb.<sup>455<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>911<\/b> Nella Chiesa, nell&#8217;esercizio della medesima potest\u00e0 di governo, \u00ab i fedeli laici possono cooperare a norma del diritto \u00bb.<sup>456<\/sup> E questo mediante la loro presenza nei Concili particolari,<sup>457<\/sup> nei Sinodi diocesani,<sup>458<\/sup> nei Consigli pastorali;<sup>459<\/sup> nell&#8217;esercizio della cura pastorale di una parrocchia;<sup>460<\/sup> nella collaborazione ai Consigli degli affari economici;<sup>461<\/sup> nella partecipazione ai tribunali ecclesiastici,<sup>462<\/sup> ecc.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>912<\/b> I fedeli devono \u00ab distinguere accuratamente tra i diritti e i doveri che loro incombono in quanto sono aggregati alla Chiesa, e quelli che loro competono in quanto membri della societ\u00e0 umana. Cerchino di metterli in armonia, ricordandosi che in ogni cosa temporale devono essere guidati dalla coscienza cristiana, poich\u00e9 nessuna attivit\u00e0 umana, neanche in materia temporale, pu\u00f2 essere sottratta al dominio di Dio \u00bb.<sup>463<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>913<\/b> \u00ab Cos\u00ec ogni laico, in ragione degli stessi doni ricevuti, \u00e8 un testimone e insieme uno strumento vivo della missione della Chiesa stessa &#8220;secondo la misura del dono di Cristo&#8221; (<i>Ef <\/i>4,7) \u00bb.<sup>464<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. La vita consacrata\"><\/a>III. La vita consacrata<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\">914 \u00ab Lo stato [di vita] che \u00e8 costituito dalla professione dei consigli evangelici, pur non appartenendo alla struttura gerarchica della Chiesa, interessa tuttavia indiscutibilmente la sua vita e la sua santit\u00e0 \u00bb.<sup> 465<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Consigli evangelici, vita consacrata<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>915<\/b> I consigli evangelici, nella loro molteplicit\u00e0, sono proposti ad ogni discepolo di Cristo. La perfezione della carit\u00e0, alla quale tutti i fedeli sono chiamati, comporta per coloro che liberamente accolgono la vocazione alla vita consacrata l&#8217;obbligo di praticare la castit\u00e0 nel celibato per il Regno, la povert\u00e0 e l&#8217;obbedienza. \u00c8 la <i>professione <\/i>di tali consigli, in uno stato di vita stabile riconosciuto dalla Chiesa, che caratterizza la \u00ab vita consacrata \u00bb a Dio.<sup> 466<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>916<\/b> Lo stato di vita consacrata appare quindi come uno dei modi di conoscere una consacrazione \u00ab pi\u00f9 intima \u00bb, che si radica nel Battesimo e si dedica totalmente a Dio.<sup> 467<\/sup> Nella vita consacrata, i fedeli di Cristo si propongono, sotto la mozione dello Spirito Santo, di seguire Cristo pi\u00f9 da vicino, di donarsi a Dio amato sopra ogni cosa e, tendendo alla perfezione della carit\u00e0 a servizio del Regno, di significare e annunziare nella Chiesa la gloria del mondo futuro.<sup> 468<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Un grande albero dai molti rami<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>917<\/b> \u00ab Come in un albero piantato da Dio e in un modo mirabile e molteplice ramificatosi nel campo del Signore, sono cresciute varie forme di vita solitaria o comune e varie Famiglie, che si sviluppano sia per il profitto dei loro membri, sia per il bene di tutto il corpo di Cristo \u00bb.<sup> 469<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>918<\/b> \u00ab Fin dai primi tempi della Chiesa vi furono uomini e donne che per mezzo della pratica dei consigli evangelici intesero seguire Cristo con maggiore libert\u00e0 e imitarlo pi\u00f9 da vicino e condussero, ciascuno a loro modo, una vita consacrata a Dio. Molti di essi, dietro l&#8217;impulso dello Spirito Santo, o vissero una vita solitaria o fondarono Famiglie religiose, che la Chiesa con la sua autorit\u00e0 volentieri accolse e approv\u00f2 \u00bb.<sup> 470<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>919<\/b> I Vescovi si premureranno sempre di discernere i nuovi doni della vita consacrata affidati dallo Spirito Santo alla sua Chiesa; l&#8217;approvazione di nuove forme di vita consacrata \u00e8 riservata alla Sede Apostolica.<sup> 471<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La vita eremitica<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>920<\/b> Senza professare sempre pubblicamente i tre consigli evangelici, gli eremiti, \u00ab in una pi\u00f9 rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine e nell&#8217;assidua preghiera e nella penitenza, dedicano la propria vita alla lode di Dio e alla salvezza del mondo \u00bb.<sup> 472<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>921<\/b> Essi indicano a ogni uomo quell&#8217;aspetto interiore del mistero della Chiesa che \u00e8 l&#8217;intimit\u00e0 personale con Cristo. Nascosta agli occhi degli uomini, la vita dell&#8217;eremita \u00e8 predicazione silenziosa di colui al quale ha consegnato la sua vita, poich\u00e9 egli \u00e8 tutto per lui. \u00c8 una chiamata particolare a trovare nel deserto, proprio nel combattimento spirituale, la gloria del Crocifisso.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Le vergini e le vedove consacrate<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>922<\/b> Fin dai tempi apostolici, ci furono vergini<sup> 473<\/sup> e vedove<sup> 474<\/sup> cristiane che, chiamate dal Signore a dedicarsi esclusivamente a lui in una maggiore libert\u00e0 di cuore, di corpo e di spirito, hanno preso la decisione, approvata dalla Chiesa, di vivere nello stato rispettivamente di verginit\u00e0 o di castit\u00e0 perpetua \u00ab per il regno dei cieli \u00bb (<i>Mt <\/i>19,12).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>923<\/b> \u00ab Emettendo il santo proposito di seguire Cristo pi\u00f9 da vicino, [le vergini] dal Vescovo diocesano sono consacrate a Dio secondo il rito liturgico approvato e, unite in mistiche nozze a Cristo Figlio di Dio, si dedicano al servizio della Chiesa \u00bb.<sup> 475<\/sup> Mediante questo rito solenne (<i>Consecratio virginum<\/i>), \u00ab la vergine \u00e8 costituita persona consacrata \u00bb quale \u00ab segno trascendente dell&#8217;amore della Chiesa verso Cristo, immagine escatologica della Sposa celeste e della vita futura\u00bb.<sup>476<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>924<\/b> Aggiungendosi alle altre forme di vita consacrata,<sup> 477<\/sup> l&#8217;ordine delle vergini stabilisce la donna che vive nel mondo (o la monaca) nella preghiera, nella penitenza, nel servizio dei fratelli e nel lavoro apostolico, secondo lo stato e i rispettivi carismi offerti ad ognuna.<sup> 478<\/sup> Le vergini consacrate possono associarsi al fine di mantenere pi\u00f9 fedelmente il loro proposito.<sup> 479<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La vita religiosa<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>925<\/b> Nata in Oriente nei primi secoli del cristianesimo<sup> 480<\/sup> e continuata negli istituti canonicamente eretti dalla Chiesa,<sup> 481<\/sup> la vita religiosa si distingue dalle altre forme di vita consacrata per l&#8217;aspetto cultuale, la professione pubblica dei consigli evangelici, la vita fraterna condotta in comune, la testimonianza resa all&#8217;unione di Cristo e della Chiesa.<sup> 482<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>926<\/b> La vita religiosa sgorga dal mistero della Chiesa. \u00c8 un dono che la Chiesa riceve dal suo Signore e che essa offre come uno stato di vita stabile al fedele chiamato da Dio nella professione dei consigli. Cos\u00ec la Chiesa pu\u00f2 manifestare Cristo e insieme riconoscersi Sposa del Salvatore. Alla vita religiosa, nelle sue molteplici forme, \u00e8 chiesto di esprimere la carit\u00e0 stessa di Dio, nel linguaggio del nostro tempo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>927<\/b> Tutti i religiosi, esenti o non esenti,<sup> 483<\/sup> sono annoverati fra i cooperatori del Vescovo diocesano nel suo ufficio pastorale.<sup> 484<\/sup> La fondazione e l&#8217;espansione missionaria della Chiesa richiedono la presenza della vita religiosa in tutte le sue forme fin dagli inizi dell&#8217;evangelizzazione.<sup> 485<\/sup> \u00ab La storia attesta i grandi meriti delle Famiglie religiose nella propagazione della fede e nella formazione di nuove Chiese, dalle antiche istituzioni monastiche e dagli Ordini medievali fino alle moderne Congregazioni \u00bb.<sup> 486<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Gli istituti secolari<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>928<\/b> \u00ab L&#8217;istituto secolare \u00e8 un istituto di vita consacrata in cui i fedeli, vivendo nel mondo, tendono alla perfezione della carit\u00e0 e si impegnano per la santificazione del mondo, soprattutto operando all&#8217;interno di esso \u00bb.<sup> 487<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>929<\/b> Mediante una \u00ab vita perfettamente e interamente consacrata a [tale] santificazione \u00bb,<sup> 488<\/sup> i membri di questi istituti \u00ab partecipano della funzione evangelizzatrice della Chiesa \u00bb, \u00ab nel mondo e dal mondo \u00bb,<sup> 489<\/sup> in cui la loro presenza agisce come un fermento.<sup> 490<\/sup> La loro testimonianza di vita cristiana mira a ordinare secondo Dio le realt\u00e0 temporali e a vivificare il mondo con la forza del Vangelo. Essi assumono con vincoli sacri i consigli evangelici e custodiscono tra loro la comunione e la fraternit\u00e0 che sono proprie al loro modo di vita secolare.<sup> 491<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Le societ\u00e0 di vita apostolica<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>930<\/b> Alle diverse forme di vita consacrata \u00ab si aggiungono le societ\u00e0 di vita apostolica i cui membri, senza voti religiosi, perseguono il fine apostolico proprio della societ\u00e0 e, conducendo vita fraterna in comunit\u00e0 secondo un proprio stile, tendono alla perfezione della carit\u00e0 mediante l&#8217;osservanza delle costituzioni. Fra queste vi sono societ\u00e0 i cui membri assumono i consigli evangelici \u00bb, secondo le loro costituzioni.<sup> 49<\/sup><sup>2<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Consacrazione e missione: annunziare il Re che viene<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>931<\/b> Consegnato a Dio sommamente amato, colui che gi\u00e0 era stato votato a lui dal Battesimo, si trova in tal modo pi\u00f9 intimamente consacrato al servizio divino e dedito al bene della Chiesa. Con lo stato di consacrazione a Dio, la Chiesa manifesta Cristo e mostra come lo Spirito Santo agisca in essa in modo mirabile. Coloro che professano i consigli evangelici hanno, dunque, come prima missione, quella di vivere la loro consacrazione. Ma \u00ab dal momento che in forza della stessa consacrazione si dedicano al servizio della Chiesa, sono tenuti all&#8217;obbligo di prestare l&#8217;opera loro in modo speciale nell&#8217;azione missionaria, con lo stile proprio dell&#8217;Istituto \u00bb.<sup> 493<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>932<\/b> Nella Chiesa che \u00e8 come il sacramento, cio\u00e8 il segno e lo strumento della vita di Dio, la vita consacrata appare come un segno particolare del mistero della redenzione. Seguire e imitare Cristo \u00ab pi\u00f9 da vicino \u00bb, manifestare \u00ab pi\u00f9 chiaramente \u00bb il suo annientamento, significa trovarsi \u00ab pi\u00f9 profondamente \u00bb presenti, nel cuore di Cristo, ai propri contemporanei. Coloro, infatti, che camminano in questa via \u00ab pi\u00f9 stretta \u00bb stimolano con il proprio esempio i loro fratelli e \u00abtestimoniano in modo splendido che il mondo non pu\u00f2 essere trasfigurato e offerto a Dio senza lo spirito delle beatitudini\u00bb.<sup>494<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>933<\/b> Che tale testimonianza sia pubblica, come nello stato religioso, oppure pi\u00f9 discreta, o addirittura segreta, la venuta di Cristo rimane per tutti i consacrati l&#8217;origine e l&#8217;orientamento della loro vita:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Poich\u00e9 il popolo di Dio non ha qui citt\u00e0 permanente, [&#8230;] (lo stato religioso) rende visibile per tutti i credenti la presenza, gi\u00e0 in questo mondo, dei beni celesti; meglio testimonia la vita nuova ed eterna acquistata dalla redenzione di Cristo, e meglio preannunzia la futura risurrezione e la gloria del regno celeste \u00bb.<sup> 495<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>934<\/b> \u00ab <i>Per istituzione divina vi sono nella Chiesa tra i fedeli i ministri sacri, che nel diritto sono chiamati anche chierici; gli altri poi sono chiamati anche laici<\/i> \u00bb. <i>Dagli uni e dagli altri provengono fedeli, i quali, con la professione dei consigli evangelici, sono consacrati a Dio e cos\u00ec danno incremento alla missione della Chiesa<\/i>.<sup> 496<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>935<\/b> <i>Per annunziare la fede e instaurare il suo regno, Cristo invia i suoi Apostoli e i loro successori. Li rende partecipi della sua missione. Da lui ricevono il potere di agire in sua persona.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>936<\/b><i> Il Signore ha fatto di san Pietro il fondamento visibile della sua Chiesa. A lui ne ha affidato le chiavi. Il Vescovo della Chiesa di Roma, Successore di san Pietro, \u00e8 <\/i>\u00ab <i>Capo del Collegio dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale<\/i> \u00bb.<sup> 497<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>937<\/b> <i>Il Papa <\/i>\u00ab <i>\u00e8 per divina istituzione rivestito di un potere supremo, pieno, immediato e universale per il bene delle anime<\/i> \u00bb.<sup> 498<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>938<\/b> <i>I Vescovi, costituiti per mezzo dello Spirito Santo, succedono agli Apostoli. <\/i>\u00ab<i>Singolarmente presi, sono il principio visibile e il fondamento dell&#8217;unit\u00e0 nelle loro Chiese particolari<\/i>\u00bb.<sup> 499<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>939<\/b> <i>Aiutati dai presbiteri, loro cooperatori, e dai diaconi, i Vescovi hanno l&#8217;ufficio di insegnare autenticamente la fede, di celebrare il culto divino, soprattutto l&#8217;Eucaristia, e di guidare la loro Chiesa da veri Pastori. \u00c8 inerente al loro ufficio anche la sollecitudine per tutte le Chiese, con il Papa e sotto di lui.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>940<\/b><i> \u00ab I laici, essendo proprio del loro stato che vivano nel mondo e in mezzo agli affari secolari, sono chiamati da Dio affinch\u00e9, ripieni di spirito cristiano, a modo di fermento esercitino nel mondo il loro apostolato<\/i> \u00bb.<sup> 500<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>941<\/b> <i>I laici partecipano al sacerdozio di Cristo: sempre pi\u00f9 uniti a lui, dispiegano la grazia del Battesimo e della Confermazione in tutte le dimensioni della vita personale, familiare, sociale ed ecclesiale, e realizzano cos\u00ec la chiamata alla santit\u00e0 rivolta a tutti i battezzati.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>942<\/b><i> Grazie alla loro missione profetica, <\/i>\u00ab <i>i laici sono chiamati anche ad essere testimoni di Cristo in mezzo a tutti, e cio\u00e8 pure in mezzo alla societ\u00e0 umana<\/i> \u00bb.<sup> 501<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>943<\/b> <i>Grazie alla loro missione regale, i laici hanno il potere di vincere in se stessi e nel mondo il regno del peccato con l&#8217;abnegazione di s\u00e9 e la santit\u00e0 della loro vita<\/i>.<sup> 502<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>944<\/b> <i>La vita consacrata a Dio si caratterizza mediante la professione pubblica dei consigli evangelici di povert\u00e0, castit\u00e0 e obbedienza in uno stato di vita stabile riconosciuto dalla Chiesa.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>945<\/b><i> Consegnato a Dio sommamente amato, colui che era gi\u00e0 stato destinato a lui dal Battesimo si trova, nello stato di vita consacrata, pi\u00f9 intimamente votato al servizio divino e dedito al bene di tutta la Chiesa.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(391) CIC canone 204, \u00a7 1; cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 31: AAS 57 (1965) 37-38.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(392) CIC canone 208; cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 32: AAS 57 (1965) 38-39.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(393) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Apostolicam actuositatem<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 838-839.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(394) CIC canone 207, \u00a7 2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(395) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 18: AAS 57 (1965) 21-22.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(396) Cf <i>1 Cor <\/i>9,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(397) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 5: AAS 58 (1966) 951.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(398) Cf <i>Gv <\/i>17,21-23.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(399) Cf <i>Mt <\/i>4,19.21; <i>Gv <\/i>1,43.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(400) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 19: AAS 57 (1965) 22.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(401) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 25; cf CIC canone 330.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(402) Cf <i>Mt <\/i>16,18-19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(403) Cf <i>Gv <\/i>21,15-17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(404) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(405) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 23: AAS 57 (1965) 27.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(406) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 26; cf Id, Decr. <i>Christus Dominus<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 673; <i>Ibid<\/i>., 9: AAS 58 (1966) 676.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(407) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 26; cf CIC canone 336.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(408) CIC canone 337, \u00a7 1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(409) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 27.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(410) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 22: AAS 57 (1965) 26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(411) Concilio Vaticano II, Cost. dogm <i>Lumen gentium<\/i>, 23: AAS 57 (1965) 27.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(412) Concilio Vaticano II, Cost. dogm <i>Lumen gentium<\/i>, 23: AAS 57 (1965) 27.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(413) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Christus Dominus<\/i>, 3: AAS 58 (1966) 674.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(414) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 23: AAS 57 (1965) 28.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(415) Cf <i>Gal <\/i>2,10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(416) Cf <i>Canoni degli Apostoli<\/i>, 34 [<i>Constitutiones apostolicae<\/i>, 8, 47, 34]: SC 336, 284 (Funk, <i>Didascalia et constitutiones Apostolorum, <\/i>1, 572-574).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(417) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 23: AAS 57 (1965) 29.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(418) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Presbyterorum ordinis<\/i>, 4: AAS 58 (1966) 995.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(419) Cf <i>Mc <\/i>16,15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(420) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 25: AAS 57 (1965) 29.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(421) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 12: AAS 57 (1965) 16; cf Id., Cost. dogm. <i>Dei Verbum<\/i>, 10: AAS 58 (1966) 822.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(422) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 25: AAS 57 (1965) 30; cf Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Pastor aeternus<\/i>, c. 4: DS 3074.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(423) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Dei Verbum<\/i>, 10: AAS 58 (1966) 822.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(424) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 25: AAS 57 (1965) 30.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(425) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 25: AAS 57 (1965) 30.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(426) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 25: AAS 57 (1965) 29-30.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(427) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 26: AAS 57 (1965) 31.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(428) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 26: AAS 57 (1965) 32.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(429) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 27: AAS 57 (1965) 32.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(430) Cf <i>Lc <\/i>22,26-27.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(431) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 27: AAS 57 (1965) 32.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(432) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 27: AAS 57 (1965) 33.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(433) Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, <i>Epistula ad Smyrnaeos<\/i>, 8, 1: SC 10bis, 138 (Funk 1, 282).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(434) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 31: AAS 57 (1965) 37.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(435) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 31: AAS 57 (1965) 37-38.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(436) Pio XII, <i>Discorso ai nuovi Cardinali<\/i> (20 febbraio 1946): AAS 38 (1946) 149; citato da Giovanni Paolo II, Esort. ap. <i>Christifideles laici<\/i>, 9: AAS 81 (1989) 406.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(437) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 33: AAS 57 (1965) 39.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(438) Cf <i>1 Pt <\/i>2,5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(439) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 34: AAS 57 (1965) 40; cf <i>Ibid<\/i>., 10: AAS 57 (1965) 14-15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(440) CIC canone 835, \u00a7 4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(441) Cf CIC canone 230, \u00a7 1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(442) CIC canone 230, \u00a7 3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(443) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 35: AAS 57 (1965) 40.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(444) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae<\/i>, III, q. 71, a. 4, ad 3: Ed. Leon. 12, 124.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(445) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 35: AAS 57 (1965) 40.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(446) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Apostolicam actuositatem<\/i>, 6: AAS 58 (1966) 843; cf Id., Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 15: AAS 58 (1966) 965.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(447) Cf CIC canoni 774. 776. 780.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(448) Cf CIC canone 229.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(449) Cf CIC canone 822, \u00a7 3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(450) CIC canone 212, \u00a7 3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(451) Cf <i>Fil <\/i>2,8-9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(452) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 36: AAS 57 (1965) 41.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(453) Sant&#8217;Ambrogio, <i>Expositio psalmi CXVIII<\/i>, 14, 30: CSEL 62, 318 (PL 15, 1476).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(454) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 36: AAS 57 (1965) 42.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(455) Paolo VI, Esort. ap. <i>Evangelii nuntiandi<\/i>, 73: AAS 68 (1976) 61.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(456) CIC canone 129, \u00a7 2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(457) Cf CIC canone 443, \u00a7 4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(458) Cf CIC canone 463, \u00a7 1-2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(459) Cf CIC canoni 511-512. 536.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(460) Cf CIC canone 517, \u00a7 2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(461) Cf CIC canoni 492, \u00a7 1. 537.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(462) Cf CIC canone 1421, \u00a7 2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(463) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 36: AAS 57 (1965) 42.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(464) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 33: AAS 57 (1965) 39.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(465) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 44: AAS 57 (1965) 51.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(466) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 42-43: AAS 57 (1965) 47-50; Id., Decr. <i>Perfectae caritatis<\/i>, 1: AAS 58 (1966) 702-703.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(467) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Perfectae caritatis<\/i>, 5: AAS 58 (1966) 704-705.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(468) Cf CIC canone 573.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(469) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 43: AAS 57 (1965) 49.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(470) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Perfectae caritatis<\/i>, 1: AAS 58 (1966) 702.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(471) Cf CIC canone 605.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(472) CIC canone 603, \u00a7 1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(473) Cf <i>1 Cor <\/i>7,34-36.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(474) Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. <i>Vita consecrata<\/i>, 7: AAS 88 (1996) 382.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(475) CIC canone 604, \u00a7 1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(476) <i>Consacrazione delle vergini<\/i>, Premesse, 1 (Libreria Editrice Vaticana 1980) p. 59.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(477) Cf CIC canone 604, \u00a7 1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(478) Cf <i>Consacrazione delle vergini<\/i>, Premesse, 2 (Libreria Editrice Vaticana 1980) p. 59.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(479) Cf CIC canone 604, \u00a7 2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(480) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Unitatis redintegratio<\/i>, 15: AAS 57 (1965) 102.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(481) Cf CIC canone 573.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(482) Cf CIC canone 607.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(483) Cf CIC canone 591.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(484) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Christus Dominus<\/i>, 33-35: AAS 58 (1966) 690-692.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(485) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 18: AAS 58 (1966) 968-969; <i>Ibid<\/i>., 40: AAS 58 (1966) 987-988.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(486) Giovanni Paolo II, Lett. enc. <i>Redemptoris missio<\/i>, 69: AAS 83 (1991) 317.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(487) CIC canone 710.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(488) Pio XII, Cost. ap. <i>Provida Mater<\/i>: AAS 39 (1947) 118.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(489) CIC canone 713, \u00a7 2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(490) Cf Concilio Vaticano II, Decr. <i>Perfectae caritatis<\/i>, 11: AAS 58 (1966) 707.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(491) Cf CIC canone 713.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(492) CIC canone 731, \u00a7 1-2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(493) CIC canone 783; cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. <i>Redemptoris missio<\/i>, 69: AAS 83 (1991) 317-318.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(494) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 31: AAS 57 (1965) 37.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(495) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 44: AAS 57 (1965) 50-51.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(496) Cf CIC canone 207, \u00a7 1-2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(497) CIC canone 331.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(498) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Christus Dominus<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 673.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(499) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 23: AAS 57 (1965) 27.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(500) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Apostolicam actuositatem<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 839.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(501) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 43: AAS 58 (1966) 1063.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(502) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Lumen gentium<\/i>, 36: AAS 57 (1965) 41.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paragrafo 4 I FEDELI &#8211; 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