{"id":407,"date":"2020-07-30T14:48:22","date_gmt":"2020-07-30T14:48:22","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=407"},"modified":"2022-04-22T13:52:18","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:18","slug":"paragrafo-secondo-gesu-mori-crocifisso","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-prima\/sezione-seconda\/capitolo-secondo-2\/articolo-quarto\/paragrafo-secondo-gesu-mori-crocifisso\/","title":{"rendered":"Paragrafo secondo &#8211; Gesu mor\u00ec crocifisso"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>Paragrafo 2<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>GESU&#8217; MORI&#8217; CROCIFISSO<\/b><\/h4>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. Il processo a Ges\u00f9\"><\/a>I. Il processo a Ges\u00f9<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>Divisioni delle autorit\u00e0 ebraiche a riguardo di Ges\u00f9<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>595<\/b> Tra le autorit\u00e0 religiose di Gerusalemme non ci sono stati solamente il fariseo Nicodemo<sup> 419<\/sup> o il notabile Giuseppe di Arimatea ad essere, di nascosto, discepoli di Ges\u00f9,<sup> 420<\/sup> ma a proposito di lui<sup>421<\/sup> sono sorti dissensi per lungo tempo al punto che, alla vigilia stessa della sua passione, san Giovanni pu\u00f2 dire: \u00ab Tra i capi, molti credettero in lui \u00bb, anche se in maniera assai imperfetta (<i>Gv <\/i>12,42). La cosa non ha nulla di sorprendente se si tiene presente che all&#8217;indomani della pentecoste \u00ab un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede \u00bb (<i>At <\/i>6,7) e che \u00ab alcuni della setta dei farisei erano diventati credenti \u00bb (<i>At <\/i>15,5) al punto che san Giacomo pu\u00f2 dire a san Paolo: \u00ab Tu vedi, o fratello, quante migliaia di Giudei sono venuti alla fede e tutti sono gelosamente attaccati alla Legge \u00bb (<i>At <\/i>21,20).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>596<\/b> Le autorit\u00e0 religiose di Gerusalemme non sono state unanimi nella condotta da tenere nei riguardi di Ges\u00f9.<sup> 422<\/sup> I farisei hanno minacciato di scomunica coloro che lo avrebbero seguito.<sup> 423<\/sup> A coloro che temevano: \u00ab Tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione \u00bb (<i>Gv <\/i>11,48) il sommo sacerdote Caifa propose profetizzando: \u00ab [\u00c8] meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera \u00bb (<i>Gv <\/i>11,50). Il Sinedrio, avendo dichiarato Ges\u00f9 reo di morte<sup> 424<\/sup> in quanto bestemmiatore, ma avendo perduto il diritto di mettere a morte,<sup> 425<\/sup> consegna Ges\u00f9 ai Romani accusandolo di rivolta politica,<sup> 426<\/sup> cosa che lo metter\u00e0 alla pari con Barabba accusato di \u00ab sommossa \u00bb (<i>Lc <\/i>23,19). Sono anche minacce politiche quelle che i sommi sacerdoti esercitano su Pilato perch\u00e9 egli condanni a morte Ges\u00f9.<sup> 427<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Gli Ebrei non sono collettivamente responsabili della morte di Ges\u00f9<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>597<\/b> Tenendo conto della complessit\u00e0 storica del processo a Ges\u00f9 espressa nei racconti evangelici, e qualunque possa essere stato il peccato personale dei protagonisti del processo (Giuda, il Sinedrio, Pilato), che Dio solo conosce, non si pu\u00f2 attribuirne la responsabilit\u00e0 all&#8217;insieme degli Ebrei di Gerusalemme, malgrado le grida di una folla manipolata<sup> 428<\/sup> e i rimproveri collettivi contenuti negli appelli alla conversione dopo la pentecoste.<sup> 429<\/sup> Ges\u00f9 stesso perdonando sulla croce<sup> 430<\/sup> e Pietro sul suo esempio hanno riconosciuto l&#8217;\u00ab ignoranza \u00bb<sup> 431<\/sup> degli Ebrei di Gerusalemme ed anche dei loro capi. Ancor meno si pu\u00f2, a partire dal grido del popolo: \u00ab Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli \u00bb (<i>Mt <\/i>27,25) che \u00e8 una formula di ratificazione,<sup> 432<\/sup> estendere la responsabilit\u00e0 agli altri Ebrei nel tempo e nello spazio:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">Molto bene la Chiesa ha dichiarato nel Concilio Vaticano II: \u00ab Quanto \u00e8 stato commesso durante la passione non pu\u00f2 essere imputato n\u00e9 indistintamente a tutti gli Ebrei allora viventi, n\u00e9 agli Ebrei del nostro tempo. [&#8230;] Gli Ebrei non devono essere presentati n\u00e9 come rigettati da Dio, n\u00e9 come maledetti, come se ci\u00f2 scaturisse dalla Sacra Scrittura \u00bb.<sup> 433<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h4 align=\"left\"><b>Tutti i peccatori furono autori della passione di Cristo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>598<\/b> La Chiesa, nel magistero della sua fede e nella testimonianza dei suoi santi, non ha mai dimenticato che \u00ab ogni singolo peccatore \u00e8 realmente causa e strumento delle [&#8230;] sofferenze \u00bb del divino Redentore.<sup> 434<\/sup> Tenendo conto del fatto che i nostri peccati offendono Cristo stesso,<sup> 435<\/sup> la Chiesa non esita ad imputare ai cristiani la responsabilit\u00e0 pi\u00f9 grave nel supplizio di Ges\u00f9, responsabilit\u00e0 che troppo spesso essi hanno fatto ricadere unicamente sugli Ebrei:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab \u00c8 chiaro che pi\u00f9 gravemente colpevoli sono coloro che pi\u00f9 spesso ricadono nel peccato. Se infatti le nostre colpe hanno condotto Cristo al supplizio della croce, coloro che si immergono nell&#8217;iniquit\u00e0 crocifiggono nuovamente, per quanto sta in loro, il Figlio di Dio e lo scherniscono con un delitto ben pi\u00f9 grave in loro che non negli Ebrei. Questi infatti \u2013 afferma san Paolo \u2013 <i>se lo avessero conosciuto, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria <\/i>(<i>1 Cor <\/i>2,8). Noi cristiani, invece, pur confessando di conoscerlo, di fatto lo rinneghiamo con le nostre opere e leviamo contro di lui le nostre mani violente e peccatrici \u00bb.<sup> 436<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\">\u00ab E neppure i demoni lo crocifissero, ma sei stato tu con essi a crocifiggerlo, e ancora lo crocifiggi, quando ti diletti nei vizi e nei peccati \u00bb.<sup> 437<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. La morte redentrice di Cristo nel disegno divino della salvezza\"><\/a>II. La morte redentrice di Cristo nel disegno divino della salvezza<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>\u00abGes\u00f9 consegnato secondo il disegno prestabilito di Dio\u00bb<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>599<\/b> La morte violenta di Ges\u00f9 non \u00e8 stata frutto del caso in un concorso sfavorevole di circostanze. Essa appartiene al mistero del disegno di Dio, come spiega san Pietro agli Ebrei di Gerusalemme fin dal suo primo discorso di pentecoste: \u00ab Egli fu consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio \u00bb (<i>At <\/i>2,23). Questo linguaggio biblico non significa che quelli che hanno consegnato Ges\u00f9<sup> 438<\/sup> siano stati solo esecutori passivi di una vicenda scritta in precedenza da Dio.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>600<\/b> Tutti i momenti del tempo sono presenti a Dio nella loro attualit\u00e0. Egli stabil\u00ec dunque il suo disegno eterno di \u00ab predestinazione \u00bb includendovi la risposta libera di ogni uomo alla sua grazia: \u00ab Davvero in questa citt\u00e0 si radunarono insieme contro il tuo santo servo Ges\u00f9, che hai unto come Cristo, Erode e Ponzio Pilato con le genti e i popoli d&#8217;Israele<sup> 439<\/sup> per compiere ci\u00f2 che la tua mano e la tua volont\u00e0 avevano preordinato che avvenisse \u00bb (<i>At <\/i>4,27-28). Dio ha permesso gli atti derivati dal loro accecamento<sup> 440<\/sup> al fine di compiere il suo disegno di salvezza.<sup> 441<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>\u00abMorto per i nostri peccati secondo le Scritture\u00bb<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>601<\/b> Questo disegno divino di salvezza attraverso la messa a morte del \u00ab Servo Giusto \u00bb<sup> 442<\/sup> era stato anticipatamente annunziato nelle Scritture come un mistero di redenzione universale, cio\u00e8 di riscatto che libera gli uomini dalla schiavit\u00f9 del peccato.<sup> 443<\/sup> San Paolo professa, in una confessione di fede che egli dice di avere \u00ab ricevuto \u00bb,<sup> 444<\/sup> che \u00ab Cristo mor\u00ec per i nostri peccati <i>secondo le Scritture<\/i> \u00bb (<i>1 Cor <\/i>15,3).<sup> 445<\/sup> La morte redentrice di Ges\u00f9 compie in particolare la profezia del Servo sofferente.<sup> 446<\/sup> Ges\u00f9 stesso ha presentato il senso della sua vita e della sua morte alla luce del Servo sofferente.<sup> 447<\/sup> Dopo la risurrezione, egli ha dato questa interpretazione delle Scritture ai discepoli di Emmaus,<sup> 448<\/sup> poi agli stessi Apostoli.<sup> 449<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>\u00abDio l&#8217;ha fatto peccato per noi\u00bb<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>602<\/b> San Pietro pu\u00f2, di conseguenza, formulare cos\u00ec la fede apostolica nel disegno divino della salvezza: \u00ab Foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri [&#8230;] con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato, gi\u00e0 prima della fondazione del mondo, ma si \u00e8 manifestato negli ultimi tempi per voi \u00bb (<i>1 Pt <\/i>1,18-20). I peccati degli uomini, conseguenti al peccato originale, sono sanzionati dalla morte.<sup> 450<\/sup> Inviando il suo proprio Figlio nella condizione di servo,<sup> 451<\/sup> quella di una umanit\u00e0 decaduta e votata alla morte a causa del peccato,<sup> 452<\/sup> \u00ab colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo tratt\u00f2 da peccato in nostro favore, perch\u00e9 noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio \u00bb (<i>2 Cor <\/i>5,21).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>603<\/b> Ges\u00f9 non ha conosciuto la riprovazione come se egli stesso avesse peccato.<sup> 453<\/sup> Ma nell&#8217;amore redentore che sempre lo univa al Padre,<sup> 454<\/sup> egli ci ha assunto nella nostra separazione da Dio a causa del peccato al punto da poter dire a nome nostro sulla croce: \u00ab Mio Dio, mio Dio, perch\u00e9 mi hai abbandonato? \u00bb (<i>Mc <\/i>15,34).<sup> 455<\/sup> Avendolo reso cos\u00ec solidale con noi peccatori, \u00ab Dio non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi \u00bb (<i>Rm <\/i>8,32) affinch\u00e9 noi fossimo \u00ab riconciliati con lui per mezzo della morte del Figlio suo \u00bb (<i>Rm <\/i>5,10).<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Dio ha l&#8217;iniziativa dell&#8217;amore redentore universale<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>604<\/b> Nel consegnare suo Figlio per i nostri peccati, Dio manifesta che il suo disegno su di noi \u00e8 un disegno di amore benevolo che precede ogni merito da parte nostra: \u00ab In questo sta l&#8217;amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma \u00e8 lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati \u00bb (<i>1 Gv <\/i>4,10).<sup> 456<\/sup> \u00ab Dio dimostra il suo amore verso di noi, perch\u00e9, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo \u00e8 morto per noi \u00bb (<i>Rm <\/i>5,8).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>605<\/b> Questo amore \u00e8 senza esclusioni; Ges\u00f9 l&#8217;ha richiamato a conclusione della parabola della pecorella smarrita: \u00ab Cos\u00ec il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli \u00bb (<i>Mt <\/i>18,14). Egli afferma di \u00ab dare la sua vita in riscatto <i>per molti<\/i> \u00bb (<i>Mt <\/i>20,28); quest&#8217;ultimo termine non \u00e8 restrittivo: oppone l&#8217;insieme dell&#8217;umanit\u00e0 all&#8217;unica persona del Redentore che si consegna per salvarla.<sup> 457<\/sup> La Chiesa, seguendo gli Apostoli,<sup> 458<\/sup> insegna che Cristo \u00e8 morto per tutti senza eccezioni: \u00ab Non vi \u00e8, non vi \u00e8 stato, non vi sar\u00e0 alcun uomo per il quale Cristo non abbia sofferto \u00bb.<sup> 459<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. Cristo ha offerto se stesso al Padre per i nostri peccati\"><\/a>III. Cristo ha offerto se stesso al Padre per i nostri peccati<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>Tutta la vita di Cristo \u00e8 offerta al Padre<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>606<\/b> Il Figlio di Dio disceso dal cielo non per fare la sua volont\u00e0 ma quella di colui che l&#8217;ha mandato,<sup> 460<\/sup> \u00ab entrando nel mondo dice: [&#8230;] Ecco, io vengo [&#8230;] per fare, o Dio, la tua volont\u00e0. [&#8230;] Ed \u00e8 appunto per quella volont\u00e0 che noi siamo stati santificati, per mezzo dell&#8217;offerta del corpo di Ges\u00f9 Cristo, fatta una volta per sempre \u00bb (<i>Eb <\/i>10,5-10). Dal primo istante della sua incarnazione, il Figlio abbraccia nella sua missione redentrice il disegno divino di salvezza: \u00ab Mio cibo \u00e8 fare la volont\u00e0 di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera \u00bb (<i>Gv <\/i>4,34). Il sacrificio di Ges\u00f9 \u00ab per i peccati di tutto il mondo \u00bb (<i>1 Gv <\/i>2,2) \u00e8 l&#8217;espressione della sua comunione d&#8217;amore con il Padre: \u00ab Il Padre mi ama perch\u00e9 io offro la mia vita \u00bb (<i>Gv <\/i>10,17). \u00ab Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato \u00bb (<i>Gv <\/i>14,31).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>607<\/b> Questo desiderio di abbracciare il disegno di amore redentore del Padre suo anima tutta la vita di Ges\u00f9<sup> 461<\/sup> perch\u00e9 la sua passione redentrice \u00e8 la ragion d&#8217;essere della sua incarnazione: \u00ab Padre, salvami da quest&#8217;ora? Ma per questo sono giunto a quest&#8217;ora! \u00bb (<i>Gv <\/i>12,27). \u00ab Non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato? \u00bb (<i>Gv <\/i>18,11). E ancora sulla croce, prima che \u00ab tutto [sia] compiuto \u00bb (<i>Gv <\/i>19,30), egli dice: \u00ab Ho sete \u00bb (<i>Gv <\/i>19,28).<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>\u00abL&#8217;Agnello che toglie il peccato del mondo\u00bb<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>608<\/b> Dopo aver accettato di dargli il battesimo tra i peccatori,<sup> 462<\/sup> Giovanni Battista ha visto e mostrato in Ges\u00f9 l&#8217;Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo.<sup> 463<\/sup> Egli manifesta cos\u00ec che Ges\u00f9 \u00e8 insieme il Servo sofferente che si lascia condurre in silenzio al macello<sup> 464<\/sup> e porta il peccato delle moltitudini<sup> 465<\/sup> e l&#8217;Agnello pasquale simbolo della redenzione di Israele al tempo della prima pasqua.<sup> 466<\/sup> Tutta la vita di Cristo esprime la sua missione: servire e dare la propria vita in riscatto per molti.<sup>467<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Ges\u00f9 liberamente fa suo l&#8217;amore redentore del Padre<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>609<\/b> Accogliendo nel suo cuore umano l&#8217;amore del Padre per gli uomini, Ges\u00f9 \u00ab li am\u00f2 sino alla fine\u00bb (<i>Gv <\/i>13,1), \u00ab perch\u00e9 nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la propria vita per i propri amici \u00bb (<i>Gv <\/i>15,13). Cos\u00ec nella sofferenza e nella morte la sua umanit\u00e0 \u00e8 diventata lo strumento libero e perfetto del suo amore divino che vuole la salvezza degli uomini.<sup> 468<\/sup> Infatti, egli ha liberamente accettato la sua passione e la sua morte per amore del Padre suo e degli uomini che il Padre vuole salvare: \u00ab Nessuno mi toglie [la vita], ma la offro da me stesso \u00bb (<i>Gv <\/i>10,18). Di qui la sovrana libert\u00e0 del Figlio di Dio quando va liberamente verso la morte.<sup> 469<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Alla Cena Ges\u00f9 ha anticipato l&#8217;offerta libera della sua vita<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>610<\/b> La libera offerta che Ges\u00f9 fa di se stesso ha la sua pi\u00f9 alta espressione nella Cena consumata con i dodici Apostoli<sup> 470<\/sup> nella \u00ab notte in cui veniva tradito \u00bb (<i>1 Cor <\/i>11,23). La vigilia della sua passione, Ges\u00f9, quand&#8217;era ancora libero, ha fatto di quest&#8217;ultima Cena con i suoi Apostoli il memoriale della volontaria offerta di s\u00e9 al Padre<sup> 471<\/sup> per la salvezza degli uomini: \u00ab Questo \u00e8 il mio corpo che \u00e8 <i>dato <\/i>per voi \u00bb (<i>Lc <\/i>22,19). \u00ab Questo \u00e8 il mio sangue dell&#8217;Alleanza, <i>versato <\/i>per molti, in remissione dei peccati \u00bb (<i>Mt <\/i>26,28).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>611<\/b> L&#8217;Eucaristia che egli istituisce in questo momento sar\u00e0 il \u00ab memoriale \u00bb<sup> 472<\/sup> del suo sacrificio. Ges\u00f9 nella sua offerta include gli Apostoli e chiede loro di perpetuarla.<sup> 473<\/sup> Con ci\u00f2, Ges\u00f9 istituisce i suoi Apostoli sacerdoti della Nuova Alleanza: \u00ab Per loro io consacro me stesso, perch\u00e9 siano anch&#8217;essi consacrati nella verit\u00e0 \u00bb (<i>Gv <\/i>17,19).<sup> 474<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>L&#8217;agonia del Getsemani<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>612<\/b> Il calice della Nuova Alleanza, che Ges\u00f9 ha anticipato alla Cena offrendo se stesso,<sup> 475<\/sup> in seguito egli lo accoglie dalle mani del Padre nell&#8217;agonia al Getsemani<sup> 476<\/sup> facendosi \u00ab obbediente fino alla morte \u00bb (<i>Fil <\/i>2,8).<sup> 477<\/sup> Ges\u00f9 prega: \u00ab Padre mio, se \u00e8 possibile, passi da me questo calice! \u00bb (<i>Mt <\/i>26,39). Egli esprime cos\u00ec l&#8217;orrore che la morte rappresenta per la sua natura umana. Questa, infatti, come la nostra, \u00e8 destinata alla vita eterna; in pi\u00f9, a differenza della nostra, \u00e8 perfettamente esente dal peccato<sup> 478<\/sup> che causa la morte;<sup> 479<\/sup> ma soprattutto \u00e8 assunta dalla Persona divina dell&#8217;\u00ab Autore della vita \u00bb,<sup> 480<\/sup> del \u00ab Vivente \u00bb.<sup> 481<\/sup> Accettando nella sua volont\u00e0 umana che sia fatta la volont\u00e0 del Padre,<sup> 482<\/sup> Ges\u00f9 accetta la sua morte in quanto redentrice, per \u00ab portare i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce \u00bb (<i>1 Pt <\/i>2,24).<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La morte di Cristo \u00e8 il sacrificio unico e definitivo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>613<\/b> La morte di Cristo \u00e8 contemporaneamente il <i>sacrificio pasquale <\/i>che compie la redenzione definitiva degli uomini<sup> 483<\/sup> per mezzo dell&#8217;Agnello che toglie il peccato del mondo<sup> 484<\/sup> e il <i>sacrificio della Nuova Alleanza<\/i>,<sup> 485<\/sup> che di nuovo mette l&#8217;uomo in comunione con Dio<sup> 486<\/sup> riconciliandolo con lui mediante il sangue versato per molti in remissione dei peccati.<sup> 487<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>614<\/b> Questo sacrificio di Cristo \u00e8 unico: compie e supera tutti i sacrifici.<sup> 488<\/sup> Esso \u00e8 innanzitutto un dono dello stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per riconciliare noi con lui.<sup> 489<\/sup> Nel medesimo tempo \u00e8 offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore,<sup> 490<\/sup> offre la propria vita<sup> 491<\/sup> al Padre suo nello Spirito Santo<sup> 492<\/sup> per riparare la nostra disobbedienza.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Ges\u00f9 sostituisce la sua obbedienza alla nostra disobbedienza<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>615<\/b> \u00ab Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, cos\u00ec anche per l&#8217;obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti \u00bb (<i>Rm <\/i>5,19). Con la sua obbedienza fino alla morte, Ges\u00f9 ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre se stesso <i>in espiazione, <\/i>mentre porta il peccato di molti, e li giustifica addossandosi la loro iniquit\u00e0.<sup> 493<\/sup> Ges\u00f9 ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati.<sup> 494<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>Sulla croce, Ges\u00f9 consuma il suo sacrificio<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>616<\/b> \u00c8 l&#8217;amore sino alla fine<sup> 495<\/sup> che conferisce valore di redenzione e di riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e amati nell&#8217;offerta della sua vita.<sup> 496<\/sup> \u00ab L&#8217;amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno \u00e8 morto per tutti e quindi tutti sono morti \u00bb (<i>2 Cor <\/i>5,14). Nessun uomo, fosse pure il pi\u00f9 santo, era in grado di prendere su di s\u00e9 i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti. L&#8217;esistenza in Cristo della Persona divina del Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce Capo di tutta l&#8217;umanit\u00e0, rende possibile il suo sacrificio redentore <i>per tutti.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>617<\/b> \u00ab Sua sanctissima passione in ligno crucis nobis iustificationem meruit \u2013 Con la sua santissima passione sul legno della croce ci merit\u00f2 la giustificazione \u00bb, insegna il Concilio di Trento<sup> 497<\/sup> sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come causa di salvezza eterna.<sup> 498<\/sup> E la Chiesa venera la croce cantando: \u00ab O crux, ave, spes unica! \u2013 Ave, o croce, unica speranza! \u00bb.<sup> 499<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> La nostra partecipazione al sacrificio di Cristo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>618<\/b> La croce \u00e8 l&#8217;unico sacrificio di Cristo, che \u00e8 il solo mediatore tra Dio e gli uomini.<sup> 500<\/sup> Ma poich\u00e9, nella sua Persona divina incarnata, \u00ab si \u00e8 unito in certo modo ad ogni uomo \u00bb,<sup> 501<\/sup> egli offre \u00ab a tutti la possibilit\u00e0 di venire in contatto, nel modo che Dio conosce, con il mistero pasquale \u00bb.<sup> 502<\/sup> Egli chiama i suoi discepoli a prendere la loro croce e a seguirlo,<sup> 503<\/sup> poich\u00e9 pat\u00ec per noi, lasciandoci un esempio, perch\u00e9 ne seguiamo le orme.<sup> 504<\/sup> Infatti egli vuole associare al suo sacrificio redentore quelli stessi che ne sono i primi beneficiari.<sup> 505<\/sup> Ci\u00f2 si compie in maniera eminente per sua Madre, associata pi\u00f9 intimamente di qualsiasi altro al mistero della sua sofferenza redentrice.<sup> 506<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Al di fuori della croce non vi \u00e8 altra scala per salire al cielo \u00bb.<sup> 507<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a>In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>619<\/b> \u00ab <i>Cristo \u00e8 morto per i nostri peccati secondo le Scritture<\/i> \u00bb (<i>1 Cor <\/i>15,3).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>620<\/b> <i>La nostra salvezza proviene dall&#8217;iniziativa d&#8217;amore di Dio per noi poich\u00e9 <\/i>\u00ab <i>\u00e8 lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati<\/i> \u00bb (<i>1 Gv <\/i>4,10). \u00ab <i>\u00c8 stato Dio infatti a riconciliare a s\u00e9 il mondo in Cristo<\/i> \u00bb (<i>2 Cor <\/i>5,19).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>621<\/b> <i>Ges\u00f9 si \u00e8 liberamente offerto per la nostra salvezza. Egli significa e realizza questo dono in precedenza durante l&#8217;ultima Cena: <\/i>\u00ab <i>Questo \u00e8 il mio corpo che \u00e8 dato per voi<\/i> \u00bb (<i>Lc <\/i>22,19).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>622<\/b> <i>In questo consiste la redenzione di Cristo: egli <\/i>\u00ab <i>\u00e8 venuto per <\/i>[&#8230;] <i>dare la sua vita in riscatto per molti<\/i> \u00bb (<i>Mt <\/i>20,28)<i>, cio\u00e8 ad amare <\/i>\u00ab <i>i suoi sino alla fine<\/i> \u00bb (<i>Gv <\/i>13,1) <i>perch\u00e9 essi siano liberati dalla loro vuota condotta ereditata dai loro padri.<\/i><sup> 508<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>623<\/b> <i>Mediante la sua obbedienza di amore al Padre <\/i>\u00ab <i>fino alla morte di croce <\/i>\u00bb (<i>Fil <\/i>2,8)<i>, Ges\u00f9 compie la missione espiatrice<\/i><sup> 509<\/sup> <i>del Servo sofferente che giustifica molti addossandosi la loro iniquit\u00e0<\/i>.<sup> 510<\/sup><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(419) Cf <i>Gv <\/i>7,50.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(420) Cf <i>Gv <\/i>19,38-39.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(421) Cf <i>Gv <\/i>9,16-17; 10,19-21.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(422) Cf <i>Gv <\/i>9,16; 10,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(423) Cf <i>Gv <\/i>9,22.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(424) Cf <i>Mt <\/i>26,66.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(425) Cf <i>Gv <\/i>18,31.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(426) Cf <i>Lc <\/i>23,2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(427) Cf <i>Gv <\/i>19,12.15.21.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(428) Cf <i>Mc <\/i>15,11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(429) Cf <i>At <\/i>2,23.36; 3,13-14; 4,10; 5,30; 7,52; 10,39; 13,27-28; <i>1 Ts <\/i>2,14-15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(430) Cf <i>Lc <\/i>23,34.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(431) Cf <i>At <\/i>3,17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(432) Cf <i>At <\/i>5,28; 18,6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(433) Concilio Vaticano II, Dich. <i>Nostra aetate<\/i>, 4: AAS 58 (1966) 743.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(434) <i>Catechismo Romano<\/i>, 1, 5, 11: ed. P. Rodr\u00edguez (Citt\u00e0 del Vaticano-Pamplona 1989) p. 64; cf <i>Eb <\/i>12,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(435) Cf <i>Mt <\/i>25,45; <i>At <\/i>9,4-5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(436) <i>Catechismo Romano<\/i>, 1, 5, 11: ed. P. Rodr\u00edguez (Citt\u00e0 del Vaticano-Pamplona 1989) p. 64.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(437) San Francesco d&#8217;Assisi, <i>Admonitio<\/i>, 5, 3: <i>Opuscula sancti Patris Francisci Assisiensis<\/i>, ed. C. Esser (Grottaferrata 1978) p. 66.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(438) Cf <i>At <\/i>3,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(439) Cf <i>Sal <\/i>2,1-2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(440) Cf <i>Mt <\/i>26,54; <i>Gv <\/i>18,36; 19,11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(441) Cf <i>At <\/i>3,17-18.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(442) Cf <i>Is <\/i>53,11; <i>At <\/i>3,14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(443) Cf <i>Is <\/i>53,11-12; <i>Gv <\/i>8,34-36.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(444) Cf <i>1 Cor <\/i>15,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(445) Cf anche <i>At <\/i>3,18; 7,52; 13,29; 26,22-23.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(446) Cf <i>Is <\/i>53,7-8; <i>At <\/i>8,32-35.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(447) Cf <i>Mt <\/i>20,28.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(448) Cf <i>Lc <\/i>24,25-27.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(449) Cf <i>Lc <\/i>24,44-45.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(450) Cf <i>Rm <\/i>5,12; <i>1 Cor <\/i>15,56.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(451) Cf <i>Fil <\/i>2,7.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(452) Cf <i>Rm <\/i>8,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(453) Cf <i>Gv <\/i>8,46.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(454) Cf <i>Gv <\/i>8,29.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(455) Cf <i>Sal <\/i>22,1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(456) Cf <i>1 Gv <\/i>4,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(457) Cf <i>Rm <\/i>5,18-19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(458) Cf <i>2 Cor <\/i>5,15; <i>1 Gv <\/i>2,2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(459) Concilio di Quierzy (anno 853), <i>De libero arbitrio hominis et de praedestinatione<\/i>, canone 4: DS 624.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(460) Cf <i>Gv <\/i>6,38.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(461) Cf <i>Lc <\/i>12,50; 22,15; <i>Mt <\/i>16,21-23.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(462) Cf <i>Lc <\/i>3,21; <i>Mt <\/i>3,14-15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(463) Cf <i>Gv <\/i>1,29.36.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(464) 3 Cf <i>Is <\/i>53,7; <i>Ger <\/i>11,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(465) 3 Cf <i>Is <\/i>53,12.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(466) Cf <i>Es <\/i>12,3-14; <i>Gv <\/i>19,36; <i>1 Cor <\/i>5,7.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(467) Cf <i>Mc <\/i>10,45.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(468) Cf <i>Eb <\/i>2,10.17-18; 4,15; 5,7-9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(469) Cf <i>Gv <\/i>18,4-6; <i>Mt <\/i>26,53.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(470) Cf <i>Mt <\/i>26,20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(471) Cf <i>1 Cor <\/i>5,7.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(472) Cf <i>1 Cor <\/i>11,25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(473) Cf <i>Lc <\/i>22,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(474) Cf Concilio di Trento, Sess. 22a, <i>Doctrina de sanctissimo Missae Sacrificio<\/i>, canone 2: DS 1752; Sess. 23a, <i>Doctrina de sacramento Ordinis<\/i>, c. 1: DS 1764.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(475) Cf <i>Lc <\/i>22,20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(476) Cf <i>Mt <\/i>26,42.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(477) Cf <i>Eb <\/i>5,7-8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(478) Cf <i>Eb <\/i>4,15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(479) Cf <i>Rm <\/i>5,12.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(480) Cf <i>At <\/i>3,15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(481) Cf <i>Ap <\/i>1,18; <i>Gv <\/i>1,4; 5,26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(482) Cf <i>Mt <\/i>26,42.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(483) Cf <i>1 Cor <\/i>5,7; <i>Gv <\/i>8,34-36.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(484) Cf <i>Gv <\/i>1,29; <i>1 Pt <\/i>1,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(485) Cf <i>1 Cor <\/i>11,25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(486) Cf <i>Es <\/i>24,8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(487) Cf <i>Mt <\/i>26,28; <i>Lv <\/i>16,15-16.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(488) Cf <i>Eb <\/i>10,10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(489) Cf <i>1 Gv <\/i>4,10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(490) Cf <i>Gv <\/i>15,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(491) Cf <i>Gv <\/i>10,17-18.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(492) Cf <i>Eb <\/i>9,14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(493) Cf <i>Is <\/i>53,10-12.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(494) Cf Concilio di Trento, Sess. 6a, <i>Decretum de iustificatione<\/i>, c. 7: DS 1529.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(495) Cf <i>Gv <\/i>13,1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(496) Cf <i>Gal <\/i>2,20; <i>Ef <\/i>5,2.25.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(497) Concilio di Trento, Sess. 6a, <i>Decretum de iustificatione<\/i>, c. 1: DS 1529.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(498) Cf <i>Eb <\/i>5,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(499) Aggiunta liturgica all&#8217;inno \u00ab Vexilla Regis \u00bb: <i>Liturgia delle Ore<\/i>, v. 2 (Libreria Editrice Vaticana 1981) p. 366; v. 4 (Libreria Editrice Vaticana 1988) p. 1284.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(500) Cf <i>1 Tm <\/i>2,5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(501) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 22: AAS 58 (1966) 1042.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(502) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 22: AAS 58 (1966) 1043.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(503) Cf <i>Mt <\/i>16,24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(504) Cf <i>1 Pt <\/i>2,21.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(505) Cf <i>Mc <\/i>10,39; <i>Gv <\/i>21,18-19; <i>Col <\/i>1,24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(506) Cf <i>Lc <\/i>2,35.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(507) Santa Rosa da Lima: P. Hansen, <i>Vita mirabilis<\/i> [&#8230;], (Roma 1664) p. 137.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(508) Cf <i>1 Pt <\/i>1,18.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(509) Cf <i>Is <\/i>53,10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(510) Cf <i>Is <\/i>53,11; <i>Rm <\/i>5,19.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paragrafo 2 GESU&#8217; MORI&#8217; CROCIFISSO I. 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