{"id":366,"date":"2020-07-29T21:04:19","date_gmt":"2020-07-29T21:04:19","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=366"},"modified":"2022-04-22T13:52:18","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:18","slug":"paragrafo-settimo-la-caduta","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-prima\/sezione-seconda\/capitolo-primo-2\/articolo-primo-io-credo-in-dio\/paragrafo-settimo-la-caduta\/","title":{"rendered":"Paragrafo settimo"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>Paragrafo 7<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>LA CADUTA<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>385<\/b> Dio \u00e8 infinitamente buono e tutte le sue opere sono buone. Tuttavia nessuno sfugge all&#8217;esperienza della sofferenza, dei mali presenti nella natura \u2013 che appaiono legati ai limiti propri delle creature \u2013 e soprattutto al problema del male morale. Da dove viene il male? \u00ab Quaerebam unde malum et non erat exitus \u2013 Mi chiedevo donde il male, e non sapevo darmi risposta \u00bb, dice sant&#8217;Agostino,<sup> 501<\/sup> e la sua sofferta ricerca non trover\u00e0 sbocco che nella conversione al Dio vivente. Infatti \u00ab il mistero dell&#8217;iniquit\u00e0 \u00bb (2<i> Ts <\/i>2,7) si illumina soltanto alla luce del mistero della piet\u00e0.<sup> 502<\/sup> La rivelazione dell&#8217;amore divino in Cristo ha manifestato ad un tempo l&#8217;estensione del male e la sovrabbondanza della grazia.<sup> 503<\/sup> Dobbiamo, dunque, affrontare la questione dell&#8217;origine del male, tenendo fisso lo sguardo della nostra fede su colui che, solo, ne \u00e8 il vincitore.<sup> 504<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. \u00abLaddove \u00e8 abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia\u00bb\"><\/a>I. \u00abLaddove \u00e8 abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia\u00bb<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b> La realt\u00e0 del peccato<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>386<\/b> Nella storia dell&#8217;uomo \u00e8 presente il peccato: sarebbe vano cercare di ignorarlo o di dare altri nomi a questa oscura realt\u00e0. Per tentare di comprendere che cosa sia il peccato, si deve innanzi tutto riconoscere il <i>profondo legame dell&#8217;uomo con Dio, <\/i>perch\u00e9, al di fuori di questo rapporto, il male del peccato non pu\u00f2 venire smascherato nella sua vera identit\u00e0 di rifiuto e di opposizione a Dio, mentre continua a gravare sulla vita dell&#8217;uomo e sulla storia.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>387<\/b> La realt\u00e0 del peccato, e pi\u00f9 particolarmente del peccato delle origini, si chiarisce soltanto alla luce della rivelazione divina. Senza la conoscenza di Dio che essa ci d\u00e0, non si pu\u00f2 riconoscere chiaramente il peccato, e si \u00e8 tentati di spiegarlo semplicemente come un difetto di crescita, come una debolezza psicologica, un errore, come l&#8217;inevitabile conseguenza di una struttura sociale inadeguata, ecc. Soltanto conoscendo il disegno di Dio sull&#8217;uomo, si capisce che il peccato \u00e8 un abuso di quella libert\u00e0 che Dio dona alle persone create perch\u00e9 possano amare lui e amarsi reciprocamente.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> Il peccato originale &#8211; una verit\u00e0 essenziale della fede<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>388<\/b> Col progresso della Rivelazione viene chiarita anche la realt\u00e0 del peccato. Sebbene il popolo di Dio dell&#8217;Antico Testamento abbia in qualche modo conosciuto la condizione umana alla luce della storia della caduta narrata dalla Genesi, non era per\u00f2 in grado di comprendere il significato ultimo di tale storia, che si manifesta appieno soltanto alla luce della morte e della risurrezione di Ges\u00f9 Cristo.<sup> 505<\/sup> Bisogna conoscere Cristo come sorgente della grazia per conoscere Adamo come sorgente del peccato. \u00c8 lo Spirito Paraclito, mandato da Cristo risorto, che \u00e8 venuto a convincere \u00ab il mondo quanto al peccato \u00bb (<i>Gv <\/i>16,8), rivelando colui che del peccato \u00e8 il Redentore.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>389<\/b> La dottrina del peccato originale \u00e8, per cos\u00ec dire, \u00ab il rovescio \u00bb della Buona Novella che Ges\u00f9 \u00e8 il Salvatore di tutti gli uomini, che tutti hanno bisogno della salvezza e che la salvezza \u00e8 offerta a tutti grazie a Cristo. La Chiesa, che ha il senso di Cristo,<sup> 506<\/sup> ben sa che non si pu\u00f2 intaccare la rivelazione del peccato originale senza attentare al mistero di Cristo.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> Per leggere il racconto della caduta<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>390<\/b> Il racconto della caduta (<i>Gn <\/i>3) utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale, un fatto che \u00e8 accaduto <i>all&#8217;inizio della storia dell&#8217;uomo<\/i>.<sup> 507<\/sup> La Rivelazione ci d\u00e0 la certezza di fede che tutta la storia umana \u00e8 segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori.<sup> 508<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. La caduta degli angeli\"><\/a> II. La caduta degli angeli<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>391<\/b> Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c&#8217;\u00e8 una voce seduttrice, che si oppone a Dio,<sup> 509<\/sup> la quale, per invidia, li fa cadere nella morte.<sup> 510<\/sup> La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo.<sup> 511<\/sup> La Chiesa insegna che all&#8217;inizio era un angelo buono, creato da Dio. \u00ab Diabolus enim et alii d\u00e6mones a Deo quidem natura creati sunt boni, sed ipsi per se facti sunt mali \u2013 Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi \u00bb.<sup> 512<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>392<\/b> La Scrittura parla di un <i>peccato <\/i>di questi angeli.<sup> 513<\/sup> Tale \u00ab caduta \u00bb consiste nell&#8217;avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente <i>rifiutato <\/i>Dio e il suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori: \u00ab Diventerete come Dio \u00bb (<i>Gn <\/i>3,5). \u00ab Il diavolo \u00e8 peccatore fin dal principio \u00bb (<i>1 Gv <\/i>3,8), \u00ab padre della menzogna \u00bb (<i>Gv <\/i>8,44).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>393<\/b> A far s\u00ec che il peccato degli angeli non possa essere perdonato \u00e8 il carattere <i>irrevocabile <\/i>della loro scelta, e non un difetto dell&#8217;infinita misericordia divina. \u00ab Non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di pentimento per loro dopo la caduta, come non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di pentimento per gli uomini dopo la morte \u00bb.<sup> 514<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>394<\/b> La Scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Ges\u00f9 chiama \u00ab omicida fin dal principio \u00bb (<i>Gv <\/i>8,44), e che ha perfino tentato di distogliere Ges\u00f9 dalla missione affidatagli dal Padre.<sup> 515<\/sup> \u00ab Il Figlio di Dio \u00e8 apparso per distruggere le opere del diavolo \u00bb (<i>1 Gv <\/i>3,8). Di queste opere, la pi\u00f9 grave nelle sue conseguenze \u00e8 stata la seduzione menzognera che ha indotto l&#8217;uomo a disobbedire a Dio.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>395<\/b> La potenza di Satana per\u00f2 non \u00e8 infinita. Egli non \u00e8 che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non pu\u00f2 impedire l&#8217;edificazione del regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo regno in Cristo Ges\u00f9, e sebbene la sua azione causi gravi danni \u2013 di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica \u2013 per ogni uomo e per la societ\u00e0, questa azione \u00e8 permessa dalla divina provvidenza, la quale guida la storia dell&#8217;uomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione divina dell&#8217;attivit\u00e0 diabolica \u00e8 un grande mistero, ma \u00ab noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio \u00bb (<i>Rm <\/i>8,28).<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. Il peccato originale\"><\/a>III. Il peccato originale<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b> La prova della libert\u00e0<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>396<\/b> Dio ha creato l&#8217;uomo a sua immagine e l&#8217;ha costituito nella sua amicizia. Creatura spirituale, l&#8217;uomo non pu\u00f2 vivere questa amicizia che come libera sottomissione a Dio. Questo \u00e8 il significato del divieto fatto all&#8217;uomo di mangiare dell&#8217;albero della conoscenza del bene e del male, \u00ab perch\u00e9, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti \u00bb (<i>Gn <\/i>2,17). \u00ab L&#8217;albero della conoscenza del bene e del male \u00bb (<i>Gn <\/i>2,17) evoca simbolicamente il limite invalicabile che l&#8217;uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare. L&#8217;uomo dipende dal Creatore, \u00e8 sottomesso alle leggi della creazione e alle norme morali che regolano l&#8217;uso della libert\u00e0.<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> Il primo peccato dell&#8217;uomo<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>397<\/b> L&#8217;uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore<sup> 516<\/sup> e, abusando della propria libert\u00e0, ha <i>disobbedito <\/i>al comandamento di Dio. In ci\u00f2 \u00e8 consistito il primo peccato dell&#8217;uomo.<sup> 517<\/sup> In seguito, ogni peccato sar\u00e0 una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bont\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>398<\/b> Con questo peccato, l&#8217;uomo ha preferito se stesso a Dio, e, perci\u00f2, ha disprezzato Dio: ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene. Costituito in uno stato di santit\u00e0, l&#8217;uomo era destinato ad essere pienamente \u00ab divinizzato \u00bb da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto diventare \u00ab come Dio \u00bb (<i>Gn <\/i>3,5), ma \u00ab senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio \u00bb.<sup> 518<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>399<\/b> La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santit\u00e0 originale.<sup> 519<\/sup> Hanno paura di quel Dio<sup> 520<\/sup> di cui si sono fatti una falsa immagine, quella cio\u00e8 di un Dio geloso delle proprie prerogative.<sup> 521<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>400<\/b> L&#8217;armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, \u00e8 distrutta; la padronanza delle facolt\u00e0 spirituali dell&#8217;anima sul corpo \u00e8 infranta;<sup> 522<\/sup> l&#8217;unione dell&#8217;uomo e della donna \u00e8 sottoposta a tensioni;<sup> 523<\/sup> i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all&#8217;asservimento.<sup> 524<\/sup> L&#8217;armonia con la creazione \u00e8 spezzata: la creazione visibile \u00e8 diventata aliena e ostile all&#8217;uomo.<sup> 525<\/sup> A causa dell&#8217;uomo, la creazione \u00e8 soggetta alla schiavit\u00f9 della corruzione.<sup> 526<\/sup> Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell&#8217;ipotesi della disobbedienza<sup> 527<\/sup> si realizzer\u00e0: l&#8217;uomo torner\u00e0 in polvere, quella polvere dalla quale \u00e8 stato tratto.<sup> 528<\/sup> <i>La morte entra nella storia dell&#8217;umanit\u00e0<\/i>.<sup> 529<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>401<\/b> Dopo questo primo peccato, il mondo \u00e8 inondato da una vera \u00ab invasione \u00bb del peccato: il fratricidio commesso da Caino contro Abele;<sup> 530<\/sup> la corruzione universale quale conseguenza del peccato;<sup> 531<\/sup> nella storia d&#8217;Israele, il peccato si manifesta frequentemente soprattutto come infedelt\u00e0 al Dio dell&#8217;Alleanza e come trasgressione della Legge di Mos\u00e8; anche dopo la redenzione di Cristo, fra i cristiani, il peccato si manifesta in svariati modi.<sup> 532<\/sup> La Scrittura e la Tradizione della Chiesa richiamano continuamente la presenza e <i>l&#8217;universalit\u00e0 del peccato nella storia <\/i>dell&#8217;uomo:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Quel che ci viene manifestato dalla rivelazione divina concorda con la stessa esperienza. Infatti, se l&#8217;uomo guarda dentro al suo cuore, si scopre anche inclinato al male e immerso in tante miserie che non possono certo derivare dal Creatore che \u00e8 buono. Spesso, rifiutando di riconoscere Dio quale suo principio, l&#8217;uomo ha infranto il debito ordine in rapporto al suo ultimo fine, e al tempo stesso tutto il suo orientamento sia verso se stesso, sia verso gli altri uomini e verso tutte le cose create \u00bb.<sup> 533<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h4 align=\"left\"><b>Conseguenze del peccato di Adamo per l&#8217;umanit\u00e0<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>402<\/b> Tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo. San Paolo lo afferma: \u00ab Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori \u00bb (<i>Rm <\/i>5,19); \u00ab Come a causa di un solo uomo il peccato \u00e8 entrato nel mondo e con il peccato la morte, cos\u00ec anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perch\u00e9 tutti hanno peccato&#8230; \u00bb (<i>Rm <\/i>5,12). All&#8217;universalit\u00e0 del peccato e della morte l&#8217;Apostolo contrappone l&#8217;universalit\u00e0 della salvezza in Cristo: \u00ab Come dunque per la colpa di uno solo si \u00e8 riversata su tutti gli uomini la condanna, cos\u00ec anche per l&#8217;opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che d\u00e0 vita \u00bb (<i>Rm <\/i>5,18).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>403<\/b> Sulle orme di san Paolo la Chiesa ha sempre insegnato che l&#8217;immensa miseria che opprime gli uomini, la loro inclinazione al male e l&#8217;ineluttabilit\u00e0 della morte non si possono comprendere senza il loro legame con la colpa di Adamo e prescindendo dal fatto che egli ci ha trasmesso un peccato dal quale tutti nasciamo contaminati e che \u00e8 \u00ab morte dell&#8217;anima \u00bb.<sup> 534<\/sup> Per questa certezza di fede, la Chiesa amministra il Battesimo per la remissione dei peccati anche ai bambini che non hanno commesso peccati personali.<sup> 535<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>404<\/b> In che modo il peccato di Adamo \u00e8 diventato il peccato di tutti i suoi discendenti? Tutto il genere umano \u00e8 in Adamo \u00ab sicut unum corpus unius hominis \u2013 come un unico corpo di un unico uomo \u00bb.<sup> 536<\/sup> Per questa \u00ab unit\u00e0 del genere umano \u00bb tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo, cos\u00ec come tutti sono coinvolti nella giustizia di Cristo. Tuttavia, la trasmissione del peccato originale \u00e8 un mistero che non possiamo comprendere appieno. Sappiamo per\u00f2 dalla Rivelazione che Adamo aveva ricevuto la santit\u00e0 e la giustizia originali non soltanto per s\u00e9, ma per tutto il genere umano: cedendo al tentatore, Adamo ed Eva commettono un <i>peccato personale<\/i>, ma questo peccato intacca la <i>natura umana<\/i>, che essi trasmettono <i>in una condizione decaduta<\/i>.<sup> 537<\/sup> Si tratta di un peccato che sar\u00e0 trasmesso per propagazione a tutta l&#8217;umanit\u00e0, cio\u00e8 con la trasmissione di una natura umana privata della santit\u00e0 e della giustizia originali. Per questo il peccato originale \u00e8 chiamato \u00ab peccato \u00bb in modo analogico: \u00e8 un peccato \u00ab contratto \u00bb e non \u00ab commesso \u00bb, uno stato e non un atto.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>405<\/b> Il peccato originale, sebbene proprio a ciascuno,<sup> 538<\/sup> in nessun discendente di Adamo ha un carattere di colpa personale. Consiste nella privazione della santit\u00e0 e della giustizia originali, ma la natura umana non \u00e8 interamente corrotta: \u00e8 ferita nelle sue proprie forze naturali, sottoposta all&#8217;ignoranza, alla sofferenza e al potere della morte, e inclinata al peccato (questa inclinazione al male \u00e8 chiamata \u00ab concupiscenza \u00bb). Il Battesimo, donando la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo l&#8217;uomo verso Dio; le conseguenze di tale peccato sulla natura indebolita e incline al male rimangono nell&#8217;uomo e lo provocano al combattimento spirituale.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>406<\/b> La dottrina della Chiesa sulla trasmissione del peccato originale \u00e8 andata precisandosi soprattutto nel V secolo, in particolare sotto la spinta della riflessione di sant&#8217;Agostino contro il pelagianesimo, e nel XVI secolo, in opposizione alla Riforma protestante. Pelagio riteneva che l&#8217;uomo, con la forza naturale della sua libera volont\u00e0, senza l&#8217;aiuto necessario della grazia di Dio, potesse condurre una vita moralmente buona; in tal modo riduceva l&#8217;influenza della colpa di Adamo a quella di un cattivo esempio. Al contrario, i primi riformatori protestanti insegnavano che l&#8217;uomo era radicalmente pervertito e la sua libert\u00e0 annullata dal peccato delle origini; identificavano il peccato ereditato da ogni uomo con l&#8217;inclinazione al male (\u00ab concupiscentia \u00bb), che sarebbe invincibile. La Chiesa si \u00e8 pronunciata sul senso del dato rivelato concernente il peccato originale soprattutto nel II Concilio di Orange nel 529<sup> 539<\/sup> e nel Concilio di Trento nel 1546.<sup> 540<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> Un duro combattimento<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>407<\/b> La dottrina sul peccato originale \u2013 connessa strettamente con quella della redenzione operata da Cristo \u2013 offre uno sguardo di lucido discernimento sulla situazione dell&#8217;uomo e del suo agire nel mondo. In conseguenza del peccato dei progenitori, il diavolo ha acquisito un certo dominio sull&#8217;uomo, bench\u00e9 questi rimanga libero. Il peccato originale comporta \u00ab la schiavit\u00f9 sotto il dominio di colui che della morte ha il potere, cio\u00e8 il diavolo \u00bb.<sup> 541<\/sup> Ignorare che l&#8217;uomo ha una natura ferita, incline al male, \u00e8 causa di gravi errori nel campo dell&#8217;educazione, della politica, dell&#8217;azione sociale<sup> 542<\/sup> e dei costumi.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>408<\/b> Le conseguenze del peccato originale e di tutti i peccati personali degli uomini conferiscono al mondo nel suo insieme una condizione peccaminosa, che pu\u00f2 essere definita con l&#8217;espressione di san Giovanni: \u00ab il peccato del mondo \u00bb (<i>Gv <\/i>1,29). Con questa espressione viene anche significata l&#8217;influenza negativa esercitata sulle persone dalle situazioni comunitarie e dalle strutture sociali che sono frutto dei peccati degli uomini.<sup> 543<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>409<\/b> La drammatica condizione del mondo che \u00ab giace \u00bb tutto \u00ab sotto il potere del maligno \u00bb (<i>1 Gv <\/i>5,19)<sup> 544<\/sup> fa della vita dell&#8217;uomo una lotta:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Tutta intera la storia umana \u00e8 infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall&#8217;origine del mondo, che durer\u00e0, come dice il Signore, fino all&#8217;ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l&#8217;uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, n\u00e9 pu\u00f2 conseguire la sua interiore unit\u00e0 se non a prezzo di grandi fatiche, con l&#8217;aiuto della grazia di Dio \u00bb.<sup> 545<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"IV. \u00abTu non l'hai abbandonato in potere della morte\u00bb\"><\/a> IV. \u00abTu non l&#8217;hai abbandonato in potere della morte\u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>410<\/b> Dopo la caduta, l&#8217;uomo non \u00e8 stato abbandonato da Dio. Al contrario, Dio lo chiama,<sup> 546<\/sup> e gli predice in modo misterioso che il male sar\u00e0 vinto e che l&#8217;uomo sar\u00e0 sollevato dalla caduta.<sup> 547<\/sup> Questo passo della Genesi \u00e8 stato chiamato \u00ab protovangelo \u00bb, poich\u00e9 \u00e8 il primo annunzio del Messia redentore, di una lotta tra il serpente e la Donna e della vittoria finale di un discendente di lei.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>411<\/b> La Tradizione cristiana vede in questo passo un annunzio del \u00ab nuovo Adamo \u00bb,<sup> 548<\/sup> che, con la sua obbedienza \u00ab fino alla morte di croce \u00bb (<i>Fil <\/i>2,8), ripara sovrabbondantemente la disobbedienza di Adamo.<sup> 549<\/sup> Inoltre, numerosi Padri e dottori della Chiesa vedono nella Donna annunziata nel \u00ab protovangelo \u00bb la Madre di Cristo, Maria, come \u00ab nuova Eva \u00bb. Ella \u00e8 stata colei che, per prima e in una maniera unica, ha beneficiato della vittoria sul peccato riportata da Cristo: \u00e8 stata preservata da ogni macchia di peccato originale<sup> 550<\/sup> e, durante tutta la sua vita terrena, per una speciale grazia di Dio, non ha commesso alcun peccato.<sup> 51<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>412<\/b> <i>Ma perch\u00e9 Dio non ha impedito al primo uomo di peccare? <\/i>San Leone Magno risponde: \u00ab L&#8217;ineffabile grazia di Cristo ci ha dato beni migliori di quelli di cui l&#8217;invidia del demonio ci aveva privati \u00bb.<sup> 552<\/sup> E san Tommaso d&#8217;Aquino: \u00ab Nulla si oppone al fatto che la natura umana sia stata destinata ad un fine pi\u00f9 alto dopo il peccato. Dio permette, infatti, che ci siano i mali per trarre da essi un bene pi\u00f9 grande. Da qui il detto di san Paolo: &#8220;Laddove \u00e8 abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia&#8221; (<i>Rm <\/i>5,20). Perci\u00f2 nella benedizione del cero pasquale si dice: &#8220;O felice colpa, che ha meritato un tale e cos\u00ec grande Redentore!&#8221; \u00bb.<sup> 553<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a> In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>413<\/b> \u00ab <i>Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi <\/i>[&#8230;]. <i>La morte \u00e8 entrata nel mondo per invidia del diavolo<\/i> \u00bb (<i>Sap <\/i>1,13; 2,24).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>414<\/b> <i>Satana o il diavolo e gli altri demoni sono angeli decaduti per avere liberamente rifiutato di servire Dio e il suo disegno. La loro scelta contro Dio \u00e8 definitiva. Essi tentano di associare l&#8217;uomo alla loro ribellione contro Dio.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>415<\/b><i> \u00ab Costituito da Dio in uno stato di giustizia, l&#8217;uomo per\u00f2, tentato dal maligno, fin dagli inizi della storia abus\u00f2 della sua libert\u00e0, erigendosi contro Dio e bramando di conseguire il suo fine al di fuori di Dio <\/i>\u00bb.<sup> 554<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>416<\/b> <i>Per il suo peccato, Adamo, in quanto primo uomo, ha perso la santit\u00e0 e la giustizia originali che aveva ricevuto da Dio non soltanto per s\u00e9, ma per tutti gli esseri umani.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>417<\/b><i> Adamo ed Eva hanno trasmesso alla loro discendenza la natura umana ferita dal loro primo peccato, privata, quindi, della santit\u00e0 e della giustizia originali. Questa privazione \u00e8 chiamata <\/i>\u00ab <i>peccato originale<\/i> \u00bb.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>418<\/b> <i>In conseguenza del peccato originale, la natura umana \u00e8 indebolita nelle sue forze, sottoposta all&#8217;ignoranza, alla sofferenza, al potere della morte, e inclinata al peccato <\/i>(<i>inclinazione che \u00e8 chiamata <\/i>\u00ab <i>concupiscenza<\/i> \u00bb).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>419<\/b> \u00ab <i>Noi dunque riteniamo, con il Concilio di Trento, che il peccato originale viene trasmesso insieme con la natura umana, &#8220;non per imitazione ma per propagazione&#8221;, e che perci\u00f2 \u00e8 &#8220;proprio a ciascuno&#8221;<\/i> \u00bb.<sup> 555<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>420<\/b> <i>La vittoria sul peccato riportata da Cristo ci ha donato beni migliori di quelli che il peccato ci aveva tolto: <\/i>\u00ab <i>Laddove \u00e8 abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia<\/i> \u00bb (<i>Rm <\/i>5,20).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>421<\/b> <i>Secondo la fede dei cristiani, questo mondo \u00e8 stato <\/i>\u00ab <i>creato <\/i>\u00bb <i>ed \u00e8 <\/i>\u00ab <i>conservato nell&#8217;esistenza dall&#8217;amore del Creatore <\/i>\u00bb; <i>questo mondo \u00e8 <\/i>\u00ab <i>certamente posto sotto la schiavit\u00f9 del peccato, ma liberato da Cristo crocifisso e risorto, con la sconfitta del maligno&#8230;<\/i> \u00bb.<sup> 556 <\/sup><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(501) Sant&#8217;Agostino, <i>Confessiones<\/i>, 7, 7, 11: CCL 27, 99 (PL 32, 739).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(502) Cf <i>1 Tm <\/i>3,16.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(503) Cf <i>Rm <\/i>5,20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(504) Cf <i>Lc <\/i>11,21-22; <i>Gv <\/i>16,11; <i>1 Gv <\/i>3,8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(505) Cf <i>Rm <\/i>5,12-21.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(506) Cf <i>1 Cor <\/i>2,16.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(507) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 13: AAS 58 (1966) 1034-1035.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(508) Cf Concilio di Trento, Sess. 5a, <i>Decretum de peccato originali<\/i>, canone 3: DS 1513; Pio XII, Lett. enc. <i>Humani generis<\/i>: DS 3897; Paolo VI, <i>Discorso ai partecipanti al Simposio di alcuni teologi e scienziati sul mistero del peccato originale<\/i> (11 luglio 1966): AAS 58 (1966) 649-655.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(509) Cf <i>Gn <\/i>3,1-5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(510) Cf <i>Sap <\/i>2,24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(511) Cf <i>Gv <\/i>8,44; <i>Ap <\/i>12,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(512) Concilio Lateranense IV (anno 1215), Cap. 1, <i>De fide catholica<\/i>: DS 800.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(513) Cf <i>2 Pt <\/i>2,4.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(514) San Giovanni Damasceno, <i>Expositio fidei<\/i> 18 [<i>De fide orthodoxa <\/i>2, 4]: PTS 12, 50 (PG 94, 877).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(515) Cf <i>Mt <\/i>4,1-11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(516) Cf <i>Gn <\/i>3,1-11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(517) Cf <i>Rm <\/i>5,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(518) San Massimo il Confessore, <i>Ambiguorum liber<\/i>: PG 91, 1156.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(519) Cf <i>Rm <\/i>3,23.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(520) Cf <i>Gn <\/i>3,9-10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(521) Cf <i>Gn <\/i>3,5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(522) Cf <i>Gn <\/i>3,7.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(523) Cf <i>Gn <\/i>3,11-13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(524) Cf <i>Gn <\/i>3,16.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(525) Cf <i>Gn <\/i>3,17.19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(526) Cf <i>Rm <\/i>8,20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(527) Cf <i>Gn <\/i>2,17.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(528) Cf <i>Gn <\/i>3,19.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(529) Cf <i>Rm <\/i>5,12.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(530) Cf <i>Gn <\/i>4,3-15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(531) Cf <i>Gn <\/i>6,5.12; <i>Rm <\/i>1,18-32.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(532) Cf <i>1 Cor <\/i>1-6; <i>Ap <\/i>2-3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(533) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 13: AAS 58 (1966) 1035.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(534) Concilio di Trento, Sess. 5a, <i>Decretum de peccato originali<\/i>, canone 2: DS 1512.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(535) Cf Concilio di Trento, Sess. 5a, <i>Decretum de peccato originali<\/i>, canone 4: DS 1514.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(536) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Quaestiones disputatae de malo<\/i>, 4, 1, c.: Ed. Leon. 23, 105.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(537) Cf Concilio di Trento, Sess. 5a, <i>Decretum de peccato originali<\/i>, canoni 1-2: DS 1511-1512.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(538) Cf Concilio di Trento, Sess. 5a, <i>Decretum de peccato originali<\/i>, canone 3: DS 1513.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(539) Cf Concilio di Orange II, Canoni 1-2: DS 371-372.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(540) Cf Concilio di Trento, Sess. 5a, <i>Decretum de peccato originali<\/i>: DS 1510-1516.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(541) Concilio di Trento, Sess. 5a, <i>Decretum de peccato originali<\/i>, canone 1: DS 1511; cf <i>Eb <\/i>2,14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(542) Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. <i>Centesimus annus<\/i>, 25: AAS 83 (1991) 823-824.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(543) Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. <i>Reconciliatio et paenitentia<\/i>, 16: AAS 77 (1985) 213-217.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(544) Cf <i>1 Pt <\/i>5,8.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(545) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 37: AAS 58 (1966) 1055.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(546) Cf <i>Gn <\/i>3,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(547) Cf <i>Gn <\/i>3,15.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(548) Cf <i>1 Cor <\/i>15,21-22.45.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(549) Cf <i>Rm <\/i>5,19-20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(550) Cf Pio IX, Bolla <i>Ineffabilis Deus<\/i>: DS 2803.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">556) Cf Concilio di Trento, Sess. 6a, <i>Decretum de iustificatione<\/i>, canone 23: DS 1573.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(552) San Leone Magno, <i>Sermo<\/i> 73, 4: CCL 88A, 453 (PL 54, 151).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(553) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae<\/i>, III, q. 1, a. 3, ad 3: Ed. Leon. 11, 14; le parole qui riportate da san Tommaso vengono cantate nel preconio pasquale dell&#8217;\u00ab Exsultet \u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(554) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 13: AAS 58 (1966) 1034-1035.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(555) Paolo VI, <i>Credo del popolo di Dio<\/i>, 16: AAS 60 (1968) 439.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(556) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 1026.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paragrafo 7 LA CADUTA 385 Dio \u00e8 infinitamente buono e tutte le sue opere sono buone. 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