{"id":360,"date":"2020-07-29T21:02:58","date_gmt":"2020-07-29T21:02:58","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=360"},"modified":"2022-04-22T13:52:19","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:19","slug":"paragrafo-quarto-creatore","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-prima\/sezione-seconda\/capitolo-primo-2\/articolo-primo-io-credo-in-dio\/paragrafo-quarto-creatore\/","title":{"rendered":"Paragrafo quarto &#8211; Creatore"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><b>Paragrafo 4<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b>CREATORE<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>279<\/b><i> <\/i>\u00ab In principio Dio cre\u00f2 il cielo e la terra \u00bb (<i>Gn <\/i>1,1). Con queste solenni parole incomincia la Sacra Scrittura. Il Simbolo della fede le riprende confessando Dio Padre onnipotente come \u00ab Creatore del cielo e della terra \u00bb,<sup> 344<\/sup> \u00ab di tutte le cose visibili e invisibili \u00bb.<sup> 345<\/sup> Parleremo perci\u00f2 innanzi tutto del Creatore, poi della sua creazione, infine della caduta a causa del peccato, da cui Ges\u00f9 Cristo, il Figlio di Dio, \u00e8 venuto a risollevarci.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>280<\/b> La creazione \u00e8 il <i>fondamento <\/i>di \u00ab tutti i progetti salvifici di Dio \u00bb, \u00ab l&#8217;inizio della storia della salvezza \u00bb,<sup> 346<\/sup> che culmina in Cristo. Inversamente, il mistero di Cristo \u00e8 la luce decisiva sul mistero della creazione: rivela il fine in vista del quale, \u00ab in principio, Dio cre\u00f2 il cielo e la terra \u00bb (<i>Gn <\/i>1,1): dalle origini, Dio pensava alla gloria della nuova creazione in Cristo.<sup> 347<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>281<\/b> Per questo le letture della Veglia pasquale, celebrazione della nuova creazione in Cristo, iniziano con il racconto della creazione; parimenti, nella liturgia bizantina, il racconto della creazione \u00e8 sempre la prima lettura delle vigilie delle grandi feste del Signore. Secondo la testimonianza degli antichi, l&#8217;istruzione dei catecumeni per il Battesimo segue lo stesso itinerario.<sup> 348<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"I. La catechesi sulla creazione\"><\/a> I. La catechesi sulla creazione<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>282<\/b> La catechesi sulla creazione \u00e8 di capitale importanza. Concerne i fondamenti stessi della vita umana e cristiana: infatti esplicita la risposta della fede cristiana agli interrogativi fondamentali che gli uomini di ogni tempo si sono posti: \u00ab Da dove veniamo? \u00bb, \u00ab Dove andiamo? \u00bb, \u00ab Qual \u00e8 la nostra origine? \u00bb, \u00ab Quale il nostro fine? \u00bb, \u00ab Da dove viene e dove va tutto ci\u00f2 che esiste? \u00bb. Le due questioni, quella dell&#8217;origine e quella del fine, sono inseparabili. Sono decisive per il senso e l&#8217;orientamento della nostra vita e del nostro agire.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>283<\/b> La questione delle origini del mondo e dell&#8217;uomo \u00e8 oggetto di numerose ricerche scientifiche, che hanno straordinariamente arricchito le nostre conoscenze sull&#8217;et\u00e0 e le dimensioni del cosmo, sul divenire delle forme viventi, sull&#8217;apparizione dell&#8217;uomo. Tali scoperte ci invitano ad una sempre maggiore ammirazione per la grandezza del Creatore, e a ringraziarlo per tutte le sue opere e per l&#8217;intelligenza e la sapienza di cui fa dono agli studiosi e ai ricercatori. Con Salomone costoro possono dire: \u00ab Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose, per comprendere la struttura del mondo e la forza degli elementi [&#8230;]; perch\u00e9 mi ha istruito la Sapienza, artefice di tutte le cose \u00bb (<i>Sap <\/i>7,17-21).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>284<\/b> Il grande interesse di cui sono oggetto queste ricerche \u00e8 fortemente stimolato da una questione di altro ordine, che oltrepassa il campo proprio delle scienze naturali. Non si tratta soltanto di sapere quando e come sia sorto materialmente il cosmo, n\u00e9 quando sia apparso l&#8217;uomo, quanto piuttosto di scoprire quale sia il senso di tale origine: se cio\u00e8 sia governata dal caso, da un destino cieco, da una necessit\u00e0 anonima, oppure da un Essere trascendente, intelligente e buono, chiamato Dio. E se il mondo proviene dalla sapienza e dalla bont\u00e0 di Dio, perch\u00e9 il male? Da dove viene? Chi ne \u00e8 responsabile? C&#8217;\u00e8 una liberazione da esso?<\/p>\n<p align=\"left\"><b>285<\/b> Fin dagli inizi, la fede cristiana \u00e8 stata messa a confronto con risposte diverse dalla sua circa la questione delle origini. Infatti, nelle religioni e nelle culture antiche si trovano numerosi miti riguardanti le origini. Certi filosofi hanno affermato che tutto \u00e8 Dio, che il mondo \u00e8 Dio, o che il divenire del mondo \u00e8 il divenire di Dio (panteismo); altri hanno detto che il mondo \u00e8 una emanazione necessaria di Dio, scaturisce da questa sorgente e ad essa ritorna; altri ancora hanno sostenuto l&#8217;esistenza di due princ\u00ecpi eterni, il Bene e il Male, la Luce e le Tenebre, in continuo conflitto (dualismo, manicheismo); secondo alcune di queste concezioni, il mondo (almeno il mondo materiale) sarebbe cattivo, prodotto di un decadimento, e quindi da respingere o oltrepassare (gnosi); altri ammettono che il mondo sia stato fatto da Dio, ma alla maniera di un orologiaio che, una volta fatto, l&#8217;avrebbe abbandonato a se stesso (deismo); altri infine non ammettono alcuna origine trascendente del mondo, ma vedono in esso il puro gioco di una materia che sarebbe sempre esistita (materialismo). Tutti questi tentativi di spiegazione stanno a testimoniare la persistenza e l&#8217;universalit\u00e0 del problema delle origini. Questa ricerca \u00e8 propria dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>286<\/b> Indubbiamente, l&#8217;intelligenza umana pu\u00f2 gi\u00e0 trovare una risposta al problema delle origini. Infatti, \u00e8 possibile conoscere con certezza l&#8217;esistenza di Dio Creatore attraverso le sue opere, grazie alla luce della ragione umana,<sup> 349<\/sup> anche se questa conoscenza spesso \u00e8 offuscata e sfigurata dall&#8217;errore. Per questo la fede viene a confermare e a far luce alla ragione nella retta intelligenza di queste verit\u00e0: \u00ab Per fede sappiamo che i mondi furono formati dalla Parola di Dio, s\u00ec che da cose non visibili ha preso origine ci\u00f2 che si vede \u00bb (<i>Eb <\/i>11,3).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>287<\/b> La verit\u00e0 della creazione \u00e8 tanto importante per l&#8217;intera vita umana che Dio, nella sua tenerezza, ha voluto rivelare al suo popolo tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario conoscere al riguardo. Al di l\u00e0 della conoscenza naturale che ogni uomo pu\u00f2 avere del Creatore,<sup> 350<\/sup> Dio ha progressivamente rivelato a Israele il mistero della creazione. Egli, che ha scelto i patriarchi, che ha fatto uscire Israele dall&#8217;Egitto, e che, eleggendo Israele, l&#8217;ha creato e formato,<sup> 351<\/sup> si rivela come colui al quale appartengono tutti i popoli della terra e l&#8217;intera terra, come colui che, solo, \u00ab ha fatto cielo e terra \u00bb (<i>Sal <\/i>115,15; 124,8; 134,3).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>288<\/b> La rivelazione della creazione \u00e8, cos\u00ec, inseparabile dalla rivelazione e dalla realizzazione dell&#8217;Alleanza dell&#8217;unico Dio con il suo popolo. La creazione \u00e8 rivelata come il primo passo verso tale Alleanza, come la prima e universale testimonianza dell&#8217;amore onnipotente di Dio.<sup> 352<\/sup> E poi la verit\u00e0 della creazione si esprime con una forza crescente nel messaggio dei profeti,<sup> 353<\/sup> nella preghiera dei Salmi<sup> 354<\/sup> e della liturgia, nella riflessione della sapienza<sup>355<\/sup> del popolo eletto.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>289<\/b> Tra tutte le parole della Sacra Scrittura sulla creazione, occupano un posto singolarissimo i primi tre capitoli della Genesi. Dal punto di vista letterario questi testi possono avere fonti diverse. Gli autori ispirati li hanno collocati all&#8217;inizio della Scrittura in modo che esprimano, con il loro linguaggio solenne, le verit\u00e0 della creazione, della sua origine e del suo fine in Dio, del suo ordine e della sua bont\u00e0, della vocazione dell&#8217;uomo, infine del dramma del peccato e della speranza della salvezza. Lette alla luce di Cristo, nell&#8217;unit\u00e0 della Sacra Scrittura e della Tradizione vivente della Chiesa, queste parole restano la fonte principale per la catechesi dei misteri delle \u00ab origini \u00bb: creazione, caduta, promessa della salvezza.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. La creazione - opera della Santissima Trinit\u00e0\"><\/a> II. La creazione &#8211; opera della Santissima Trinit\u00e0<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>290<\/b> \u00ab In principio, Dio cre\u00f2 il cielo e la terra \u00bb (<i>Gn <\/i>1,1). Queste prime parole della Scrittura contengono tre affermazioni: il Dio eterno ha dato un inizio a tutto ci\u00f2 che esiste fuori di lui. Egli solo \u00e8 Creatore (il verbo \u00ab creare \u00bb \u2013 in ebraico <i>bara <\/i>\u2013 ha sempre come soggetto Dio). La totalit\u00e0 di ci\u00f2 che esiste (espressa nella formula \u00ab il cielo e la terra \u00bb) dipende da colui che le d\u00e0 l&#8217;essere.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>291<\/b> \u00ab In principio era il Verbo [&#8230;] e il Verbo era Dio. [&#8230;] Tutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui e senza di lui niente \u00e8 stato fatto \u00bb (<i>Gv <\/i>1,1-3). Il Nuovo Testamento rivela che Dio ha creato tutto per mezzo del Verbo eterno, il Figlio suo diletto. \u00ab Per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra [&#8230;]. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli \u00e8 prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono \u00bb (<i>Col <\/i>1,16-17). La fede della Chiesa afferma pure l&#8217;azione creatrice dello Spirito Santo: egli \u00e8 colui che \u00ab d\u00e0 la vita \u00bb,<sup> 356<\/sup> lo \u00ab Spirito Creatore \u00bb (\u00ab Veni, Creator Spiritus \u00bb), la \u00ab sorgente di ogni bene \u00bb.<sup> 357<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>292<\/b> Lasciata intravvedere nell&#8217;Antico Testamento,<sup> 358<\/sup> rivelata nella Nuova Alleanza, l&#8217;azione creatrice del Figlio e dello Spirito, inseparabilmente una con quella del Padre, \u00e8 chiaramente affermata dalla regola di fede della Chiesa: \u00ab Non esiste che un solo Dio [&#8230;]: egli \u00e8 il Padre, \u00e8 Dio, il Creatore, l&#8217;Autore, l&#8217;Ordinatore. Egli ha fatto ogni cosa <i>da se stesso, <\/i>cio\u00e8 con il suo Verbo e la sua Sapienza \u00bb;<sup> 359<\/sup> \u00ab il Figlio e lo Spirito \u00bb sono come \u00ab le sue mani \u00bb.<sup> 360<\/sup> La creazione \u00e8 opera comune della Santissima Trinit\u00e0.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"III. \u00abIl mondo \u00e8 stato creato per la gloria di Dio\u00bb\"><\/a> III. \u00abIl mondo \u00e8 stato creato per la gloria di Dio\u00bb<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>293<\/b> \u00c8 una verit\u00e0 fondamentale che la Scrittura e la Tradizione costantemente insegnano e celebrano: \u00ab Il mondo \u00e8 stato creato per la gloria di Dio \u00bb.<sup> 361<\/sup> Dio ha creato tutte le cose, spiega san Bonaventura, \u00ab non [&#8230;] propter gloriam augendam, sed propter gloriam manifestandam et propter gloriam suam communicandam \u2013 non per accrescere la propria gloria, ma per manifestarla e per comunicarla \u00bb.<sup> 362<\/sup> Infatti Dio non ha altro motivo per creare se non il suo amore e la sua bont\u00e0: \u00ab Aperta enim manu clave amoris, creatur\u00e6 prodierunt \u2013 Aperta la mano dalla chiave dell&#8217;amore, le creature vennero alla luce \u00bb.<sup> 363<\/sup> E il Concilio Vaticano I spiega:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Nella sua bont\u00e0 e con la sua onnipotente virt\u00f9, non per aumentare la sua beatitudine, n\u00e9 per acquistare perfezione, ma per manifestarla attraverso i beni che concede alle sue creature, questo solo vero Dio ha, con la pi\u00f9 libera delle decisioni, dall&#8217;inizio dei tempi, creato insieme dal nulla l&#8217;una e l&#8217;altra creatura, la spirituale e la corporale \u00bb.<sup> 364<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>294<\/b> La gloria di Dio \u00e8 che si realizzi la manifestazione e la comunicazione della sua bont\u00e0, in vista delle quali il mondo \u00e8 stato creato. Ci ha predestinati \u00ab a essere suoi figli adottivi per opera di Ges\u00f9 Cristo, secondo il beneplacito della sua volont\u00e0. E questo <i>a lode e gloria <\/i>della sua grazia \u00bb (<i>Ef <\/i>1,5-6). \u00ab Infatti la gloria di Dio \u00e8 l&#8217;uomo vivente e la vita dell&#8217;uomo \u00e8 la visione di Dio: se gi\u00e0 la rivelazione di Dio attraverso la creazione procur\u00f2 la vita a tutti gli esseri che vivono sulla terra, quanto pi\u00f9 la manifestazione del Padre per mezzo del Verbo d\u00e0 la vita a coloro che vedono Dio \u00bb.<sup> 365<\/sup> Il fine ultimo della creazione \u00e8 che Dio, \u00ab che di tutti \u00e8 il Creatore, possa anche essere &#8220;tutto in tutti&#8221; (<i>1 Cor <\/i>15,28), procurando ad un tempo la sua gloria e la nostra felicit\u00e0 \u00bb.<sup> 366<\/sup><\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"IV. Il mistero della creazione\"><\/a>IV. Il mistero della creazione<\/b><\/h3>\n<h4 align=\"left\"><b> Dio crea con sapienza e amore<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>295<\/b> Noi crediamo che il mondo \u00e8 stato creato da Dio secondo la sua sapienza.<sup> 367<\/sup> Non \u00e8 il prodotto di una qualsivoglia necessit\u00e0, di un destino cieco o del caso. Noi crediamo che il mondo trae origine dalla libera volont\u00e0 di Dio, il quale ha voluto far partecipare le creature al suo essere, alla sua saggezza e alla sua bont\u00e0: \u00ab Tu hai creato tutte le cose, e per la tua volont\u00e0 furono create e sussistono \u00bb (<i>Ap <\/i>4,11). \u00ab Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto con saggezza \u00bb (<i>Sal <\/i>104,24). \u00ab Buono \u00e8 il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature \u00bb (<i>Sal <\/i>145,9).<\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> Dio crea \u00abdal nulla\u00bb<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>296<\/b> Noi crediamo che Dio, per creare, non ha bisogno di nulla di preesistente n\u00e9 di alcun aiuto.<sup> 368<\/sup> La creazione non \u00e8 neppure una emanazione necessaria della sostanza divina.<sup> 369<\/sup> Dio crea liberamente \u00ab dal nulla \u00bb:<sup> 370<\/sup><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Che vi sarebbe di straordinario se Dio avesse tratto il mondo da una materia preesistente? Un artigiano umano, quando gli si d\u00e0 un materiale, ne fa tutto ci\u00f2 che vuole. Invece la potenza di Dio si manifesta precisamente in questo, che egli parte dal nulla per fare tutto ci\u00f2 che vuole \u00bb.<sup> 371<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>297<\/b> La fede nella creazione \u00ab dal nulla \u00bb \u00e8 attestata nella Scrittura come una verit\u00e0 piena di promessa e di speranza. Cos\u00ec la madre dei sette figli li incoraggia al martirio:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato lo spirito e la vita, n\u00e9 io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore del mondo, che ha plasmato all&#8217;origine l&#8217;uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituir\u00e0 di nuovo lo spirito e la vita, come voi ora per le sue leggi non vi curate di voi stessi. [&#8230;] Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi \u00e8 in essi e sappi che Dio li ha fatti non da cose preesistenti; tale \u00e8 anche l&#8217;origine del genere umano \u00bb (<i>2 Mac <\/i>7,22-23.28).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>298<\/b> Dio, poich\u00e9 pu\u00f2 creare dal nulla, pu\u00f2 anche, per opera dello Spirito Santo, donare ai peccatori la vita dell&#8217;anima, creando in essi un cuore puro,<sup> 372<\/sup> e ai defunti, con la risurrezione, la vita del corpo, egli \u00ab che d\u00e0 vita ai morti e chiama all&#8217;esistenza le cose che ancora non esistono \u00bb (<i>Rm <\/i>4,17). E, dal momento che, con la sua Parola, ha potuto far risplendere la luce dalle tenebre,<sup> 373<\/sup> pu\u00f2 anche donare la luce della fede a coloro che non lo conoscono.<sup> 374<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> Dio crea un mondo ordinato e buono<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>299<\/b> Per il fatto che Dio crea con sapienza, la creazione ha un ordine: \u00ab Tu hai disposto tutto con misura, calcolo e peso \u00bb (<i>Sap <\/i>11,20). Creata nel Verbo eterno e per mezzo del Verbo eterno, \u00ab immagine del Dio invisibile \u00bb (<i>Col <\/i>1,15), la creazione \u00e8 destinata, indirizzata all&#8217;uomo, immagine di Dio,<sup> 375<\/sup> chiamato a una relazione personale con Dio. La nostra intelligenza, poich\u00e9 partecipa alla luce dell&#8217;Intelletto divino, pu\u00f2 comprendere ci\u00f2 che Dio ci dice attraverso la creazione,<sup> 376<\/sup> certo non senza grande sforzo e in spirito di umilt\u00e0 e di rispetto davanti al Creatore e alla sua opera.<sup> 377<\/sup> Scaturita dalla bont\u00e0 divina, la creazione partecipa di questa bont\u00e0 (\u00ab E Dio vide che era cosa buona [&#8230;] cosa molto buona \u00bb: <i>Gn <\/i>1,4.10.12.18.21.31). La creazione, infatti, \u00e8 voluta da Dio come un dono fatto all&#8217;uomo, come un&#8217;eredit\u00e0 a lui destinata e affidata. La Chiesa, a pi\u00f9 riprese, ha dovuto difendere la bont\u00e0 della creazione, compresa quella del mondo materiale.<sup> 378<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> Dio trascende la creazione ed \u00e8 ad essa presente<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>300<\/b> Dio \u00e8 infinitamente pi\u00f9 grande di tutte le sue opere:<sup> 379<\/sup> \u00ab Sopra i cieli si innalza \u00bb la sua \u00ab magnificenza \u00bb (<i>Sal <\/i>8,2), \u00ab la sua grandezza non si pu\u00f2 misurare \u00bb (<i>Sal <\/i>145,3). Ma poich\u00e9 egli \u00e8 il Creatore sovrano e libero, causa prima di tutto ci\u00f2 che esiste, egli \u00e8 presente nell&#8217;intimo pi\u00f9 profondo delle sue creature: \u00ab In lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo \u00bb (<i>At <\/i>17,28). Secondo le parole di sant&#8217;Agostino, egli \u00e8 \u00ab interior intimo meo et superior summo meo \u2013 pi\u00f9 intimo della mia parte pi\u00f9 intima, pi\u00f9 alto della mia parte pi\u00f9 alta \u00bb.<sup> 380<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> Dio conserva e regge la creazione<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>301<\/b> Dopo averla creata, Dio non abbandona a se stessa la sua creatura. Non le dona soltanto di essere e di esistere: la conserva in ogni istante nell&#8217;\u00ab essere \u00bb, le d\u00e0 la facolt\u00e0 di agire e la conduce al suo termine. Riconoscere questa completa dipendenza in rapporto al Creatore \u00e8 fonte di sapienza e di libert\u00e0, di gioia, di fiducia:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Tu ami tutte le cose esistenti, e nulla disprezzi di quanto hai creato; se tu avessi odiato qualcosa, non l&#8217;avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l&#8217;avessi chiamata all&#8217;esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perch\u00e9 tutte sono tue, Signore, amante della vita \u00bb (<i>Sap <\/i>11,24-26).<\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"V. Dio realizza il suo disegno: la provvidenza divina\"><\/a> V. Dio realizza il suo disegno: la provvidenza divina<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>302<\/b> La creazione ha la sua propria bont\u00e0 e perfezione, ma non \u00e8 uscita dalle mani del Creatore interamente compiuta. \u00c8 creata \u00ab <i>in stato di via <\/i>\u00bb (\u00ab in statu viae \u00bb) verso una perfezione ultima alla quale Dio l&#8217;ha destinata, ma che ancora deve essere raggiunta. Chiamiamo divina provvidenza le disposizioni per mezzo delle quali Dio conduce la creazione verso questa perfezione.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Dio conserva e governa con la sua provvidenza tutto ci\u00f2 che ha creato, &#8220;essa si estende da un confine all&#8217;altro con forza, governa con bont\u00e0 eccellente ogni cosa&#8221; (<i>Sap <\/i>8,1). Infatti &#8220;tutto \u00e8 nudo e scoperto agli occhi suoi&#8221; (<i>Eb <\/i>4,13), anche quello che sar\u00e0 fatto dalla libera azione delle creature \u00bb.<sup> 381<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>303<\/b> La testimonianza della Scrittura \u00e8 unanime: la sollecitudine della divina Provvidenza \u00e8 <i>concreta <\/i>e <i>immediata<\/i>; essa si prende cura di tutto, dalle pi\u00f9 piccole cose fino ai grandi eventi del mondo e della storia. Con forza, i Libri Sacri affermano la sovranit\u00e0 assoluta di Dio sul corso degli avvenimenti: \u00ab Il nostro Dio \u00e8 nei cieli, egli opera tutto ci\u00f2 che vuole \u00bb (<i>Sal <\/i>115,3); e di Cristo si dice: \u00ab Quando egli apre, nessuno chiude, e quando chiude, nessuno apre \u00bb (<i>Ap <\/i>3,7); \u00ab Molte sono le idee nella mente dell&#8217;uomo, ma solo il disegno del Signore resta saldo \u00bb (<i>Prv <\/i>19,21).<\/p>\n<p align=\"left\"><b>304<\/b> Spesso si nota che lo Spirito Santo, autore principale della Sacra Scrittura, attribuisce alcune azioni a Dio, senza far cenno a cause seconde. Non si tratta di \u00ab un modo di parlare \u00bb primitivo, ma di una maniera profonda di richiamare il primato di Dio e la sua signoria assoluta sulla storia e sul mondo<sup> 382<\/sup> educando cos\u00ec alla fiducia in lui. La preghiera dei salmi \u00e8 la grande scuola di questa fiducia.<sup> 383<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>305<\/b> Ges\u00f9 chiede un abbandono filiale alla provvidenza del Padre celeste, il quale si prende cura dei pi\u00f9 elementari bisogni dei suoi figli: \u00ab Non affannatevi dunque dicendo: &#8220;Che cosa mangeremo? Che cosa berremo?&#8221; [&#8230;]. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta \u00bb (<i>Mt <\/i>6,31-33).<sup> 384<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b>La provvidenza e le cause seconde<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>306<\/b> Dio \u00e8 il Padrone sovrano del suo disegno. Per\u00f2, per realizzarlo, si serve anche della cooperazione delle creature. Questo non \u00e8 un segno di debolezza, bens\u00ec della grandezza e della bont\u00e0 di Dio onnipotente. Infatti Dio alle sue creature non dona soltanto l&#8217;esistenza, ma anche la dignit\u00e0 di agire esse stesse, di essere causa e principio le une delle altre, e di collaborare in tal modo al compimento del suo disegno.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>307<\/b> Dio d\u00e0 agli uomini anche il potere di partecipare liberamente alla sua provvidenza, affidando loro la responsabilit\u00e0 di \u00ab soggiogare \u00bb la terra e di dominarla.<sup> 385<\/sup> In tal modo Dio fa dono agli uomini di essere cause intelligenti e libere per completare l&#8217;opera della creazione, perfezionandone l&#8217;armonia, per il loro bene e per il bene del loro prossimo. Cooperatori spesso inconsapevoli della volont\u00e0 divina, gli uomini possono entrare deliberatamente nel piano divino con le loro azioni, le loro preghiere, ma anche con le loro sofferenze.<sup> 386<\/sup> Allora diventano in pienezza \u00ab collaboratori di Dio \u00bb (<i>1 Cor <\/i>3,9)<sup> 387<\/sup> e del suo Regno.<sup> 388<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>308<\/b> Dio agisce in tutto l&#8217;agire delle sue creature: \u00e8 una verit\u00e0 inseparabile dalla fede in Dio Creatore. Egli \u00e8 la causa prima che opera nelle cause seconde e per mezzo di esse: \u00ab \u00c8 Dio infatti che suscita \u00bb in noi \u00ab il volere e l&#8217;operare secondo i suoi benevoli disegni \u00bb (<i>Fil <\/i>2,13).<sup> 389<\/sup> Lungi dallo sminuire la dignit\u00e0 della creatura, questa verit\u00e0 la accresce. Infatti la creatura, tratta dal nulla dalla potenza, dalla sapienza e dalla bont\u00e0 di Dio, niente pu\u00f2 se \u00e8 separata dalla propria origine, perch\u00e9 \u00ab la creatura senza il Creatore svanisce \u00bb;<sup> 390<\/sup> ancor meno pu\u00f2 raggiungere il suo fine ultimo senza l&#8217;aiuto della grazia.<sup> 391<\/sup><\/p>\n<h4 align=\"left\"><b> La provvidenza e lo scandalo del male<\/b><\/h4>\n<p align=\"left\"><b>309<\/b> Se Dio Padre onnipotente, Creatore del mondo ordinato e buono, si prende cura di tutte le sue creature, perch\u00e9 esiste il male? A questo interrogativo tanto pressante quanto inevitabile, tanto doloroso quanto misterioso, nessuna risposta immediata potr\u00e0 bastare. \u00c8 l&#8217;insieme della fede cristiana che costituisce la risposta a tale questione: la bont\u00e0 della creazione, il dramma del peccato, l&#8217;amore paziente di Dio che viene incontro all&#8217;uomo con le sue alleanze, con l&#8217;incarnazione redentrice del suo Figlio, con il dono dello Spirito, con la convocazione della Chiesa, con la forza dei sacramenti, con la vocazione ad una vita felice, alla quale le creature libere sono invitate a dare il loro consenso, ma alla quale, per un mistero terribile, possono anche sottrarsi. <i>Non c&#8217;\u00e8 un punto del messaggio cristiano che non sia, per un certo aspetto, una risposta al problema del male.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>310<\/b><i> <\/i>Ma perch\u00e9 Dio non ha creato un mondo a tal punto perfetto da non potervi essere alcun male? Nella sua infinita potenza, Dio potrebbe sempre creare qualcosa di migliore.<sup> 392<\/sup> Tuttavia, nella sua sapienza e nella sua bont\u00e0 infinite, Dio ha liberamente voluto creare un mondo \u00ab in stato di via \u00bb verso la sua perfezione ultima. Questo divenire, nel disegno di Dio, comporta, con la comparsa di certi esseri, la scomparsa di altri, con il pi\u00f9 perfetto anche il meno perfetto, con le costruzioni della natura anche le distruzioni. Quindi, insieme con il bene fisico esiste anche <i>il male fisico<\/i>, finch\u00e9 la creazione non avr\u00e0 raggiunto la sua perfezione.<sup> 393<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>311<\/b> Gli angeli e gli uomini, creature intelligenti e libere, devono camminare verso il loro destino ultimo per una libera scelta e un amore di preferenza. Essi possono, quindi, deviare. In realt\u00e0, hanno peccato. \u00c8 cos\u00ec che nel mondo \u00e8 entrato <i>il male morale<\/i>, incommensurabilmente pi\u00f9 grave del male fisico. Dio non \u00e8 in alcun modo, n\u00e9 direttamente n\u00e9 indirettamente, la causa del male morale.<sup> 394<\/sup> Per\u00f2, rispettando la libert\u00e0 della sua creatura, lo permette e, misteriosamente, sa trarne il bene:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Infatti Dio onnipotente [&#8230;], essendo supremamente buono, non permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso il bene \u00bb.<sup> 395<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>312<\/b> Cos\u00ec, col tempo, si pu\u00f2 scoprire che Dio, nella sua provvidenza onnipotente, pu\u00f2 trarre un bene dalle conseguenze di un male, anche morale, causato dalle sue creature: \u00ab Non siete stati voi a mandarmi qui, ma Dio. [&#8230;] Se voi avete pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene [&#8230;] per far vivere un popolo numeroso \u00bb (<i>Gn <\/i>45,8; 50,20).<sup> 396<\/sup> Dal pi\u00f9 grande male morale che mai sia stato commesso, il rifiuto e l&#8217;uccisione del Figlio di Dio, causata dal peccato di tutti gli uomini, Dio, con la sovrabbondanza della sua grazia,<sup> 397<\/sup> ha tratto i pi\u00f9 grandi beni: la glorificazione di Cristo e la nostra redenzione. Con ci\u00f2, per\u00f2, il male non diventa un bene.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>313<\/b> \u00ab Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio \u00bb (<i>Rm <\/i>8,28). La testimonianza dei santi non cessa di confermare questa verit\u00e0:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">Cos\u00ec santa Caterina da Siena dice a \u00ab coloro che si scandalizzano \u00bb e si ribellano davanti a ci\u00f2 che loro capita: \u00ab Tutto viene dall&#8217;amore, tutto \u00e8 ordinato alla salvezza dell&#8217;uomo, Dio non fa niente se non a questo fine \u00bb.<sup> 398<\/sup>E san Tommaso Moro, poco prima del martirio, consola la figlia: \u00ab Non accade nulla che Dio non voglia, e io sono sicuro che qualunque cosa avvenga, per quanto cattiva appaia, sar\u00e0 in realt\u00e0 sempre per il meglio \u00bb.<sup> 399<\/sup>E Giuliana di Norwich: \u00ab Imparai dalla grazia di Dio che dovevo rimanere fermamente nella fede, e quindi dovevo saldamente e perfettamente credere che tutto sarebbe finito in bene [&#8230;]. Tu stessa vedrai che ogni specie di cosa sar\u00e0 per il bene \u00bb.<sup> 400<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>314<\/b> Noi crediamo fermamente che Dio \u00e8 Signore del mondo e della storia. Ma le vie della sua provvidenza spesso ci rimangono sconosciute. Solo alla fine, quando avr\u00e0 termine la nostra conoscenza imperfetta e vedremo Dio \u00ab a faccia a faccia \u00bb (<i>1 Cor <\/i>13,12), conosceremo pienamente le vie lungo le quali, anche attraverso i drammi del male e del peccato, Dio avr\u00e0 condotto la sua creazione fino al riposo di quel <i>Sabato<\/i><sup> 401<\/sup> definitivo, in vista del quale ha creato il cielo e la terra.<\/p>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"In sintesi\"><\/a> In sintesi<\/b><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>315<\/b> <i>Nella creazione del mondo e dell&#8217;uomo, Dio ha posto la prima e universale testimonianza del suo amore onnipotente e della sua sapienza, il primo annunzio del suo <\/i>\u00ab <i>disegno di benevolenza<\/i> \u00bb, <i>che ha il suo fine nella nuova creazione in Cristo.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>316<\/b><i> Sebbene l&#8217;opera della creazione sia particolarmente attribuita al Padre, \u00e8 ugualmente verit\u00e0 di fede che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono il principio unico e indivisibile della creazione.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>317<\/b><i> Dio solo ha creato l&#8217;universo liberamente, direttamente, senza alcun aiuto.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>318<\/b><i> Nessuna creatura ha il potere infinito necessario per \u00ab creare \u00bb nel senso proprio del termine, cio\u00e8 produrre e dare l&#8217;essere a ci\u00f2 che non l&#8217;aveva affatto <\/i>(<i>chiamare all&#8217;esistenza <\/i>\u00ab <i>ex nihilo <\/i>\u00bb \u2013 <i>dal nulla<\/i>).<sup> 402<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>319<\/b> <i>Dio ha creato il mondo per manifestare e per comunicare la sua gloria. Che le sue creature abbiano parte alla sua verit\u00e0, alla sua bont\u00e0, alla sua bellezza: ecco la gloria per la quale Dio le ha create.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>320<\/b><i> Dio, che ha creato l&#8217;universo, lo conserva nell&#8217;esistenza per mezzo del Verbo, suo Figlio che <\/i>\u00ab <i>sostiene tutto con la potenza della sua parola<\/i> \u00bb (<i>Eb <\/i>1,3)<i>, e per mezzo dello Spirito Creatore che d\u00e0 vita.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>321<\/b><i> La divina Provvidenza consiste nelle disposizioni con le quali Dio, con sapienza e amore, conduce tutte le creature al loro fine ultimo.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>322<\/b><i> Cristo ci esorta all&#8217;abbandono filiale alla provvidenza del nostro Padre celeste<\/i><sup> 403<\/sup> <i>e l&#8217;apostolo san Pietro gli fa eco: gettate <\/i>\u00ab <i>in lui ogni vostra preoccupazione, perch\u00e9 egli ha cura di voi<\/i> \u00bb (<i>1 Pt <\/i>5,7).<sup> 404<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>323<\/b> <i>La provvidenza divina agisce anche attraverso l&#8217;azione delle creature. Agli esseri umani Dio dona di cooperare liberamente ai suoi disegni.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>324<\/b><i> Che Dio permetta il male fisico e morale \u00e8 un mistero che egli illumina nel suo Figlio, Ges\u00f9 Cristo, morto e risorto per vincere il male. La fede ci d\u00e0 la certezza che Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene, per vie che conosceremo pienamente soltanto nella vita eterna.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(344) <i>Simbolo apostolico<\/i>: DS 30.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(345) <i>Simbolo niceno-costantinopolitano<\/i>: DS 150.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(346) Congregazione per il Clero, <i>Direttorio catechistico generale<\/i>, 51: AAS 64 (1972) 128.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(347) Cf <i>Rm <\/i>8,18-23.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(348) Cf Egeria, <i>Itinerarium seu Peregrinatio ad loca sancta<\/i>, 46, 2: SC 296, 308; PLS 1, 1089-1090; Sant&#8217;Agostino, <i>De catechizandis rudibus<\/i>, 3, 5: CCL 46, 124 (PL 40, 313).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(349) Cf Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, De Revelatione, canone 1: DS 3026.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(350) Cf <i>At <\/i>17,24-29; <i>Rm <\/i>1,19-20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(351) Cf <i>Is <\/i>43,1.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(352) Cf <i>Gn <\/i>15,5; <i>Ger <\/i>33,19-26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(353) Cf <i>Is <\/i>44,24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(354) Cf <i>Sal <\/i>104.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(355) Cf <i>Prv <\/i>8,22-31.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(356) <i>Simbolo niceno-costantinopolitano<\/i>: DS 150.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(357) <i>Liturgia bizantina<\/i>, 2o Stico dei Vespri della domenica di Pentecoste: <span style=\"font-family: WP Greek Century; font-size: 12pt;\"> \u03a0\u03b5\u03bd\u03c4\u03b7\u03c7\u03bf\u03c3\u03c4\u1f71\u03c1\u03b9\u03bf\u03bd<\/span> (Roma 1883) p. 408.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(358) Cf <i>Sal <\/i>33,6; 104,30; <i>Gn <\/i>1,2-3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(359) Sant&#8217;Ireneo di Lione, <i>Adversus haereses<\/i>, 2, 30, 9: SC 294, 318-320 (PG 7, 822).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(360) Sant&#8217;Ireneo di Lione, <i>Adversus haereses<\/i>, 4, 20, 1: SC 100, 626 (PG 7, 1032).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(361) Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, De Deo rerum omnium Creatore, canone 5: DS 3025.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(362) San Bonaventura, <i>In secundum librum Sententiarum<\/i>, dist. 1, p. 2, a. 2, q. 1, concl.: <i>Opera omnia<\/i>, v. 2 (Ad Claras Aquas 1885) p. 44.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(363) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Commentum in secundum librum Sententiarum<\/i>, Prologus: <i>Opera omnia<\/i>, v. 8 (Parigi 1873) p. 2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(364) Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, c. 1: DS 3002.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(365) Sant&#8217;Ireneo di Lione, <i>Adversus haereses<\/i> 4, 20, 7: SC 100, 648 (PG 7, 1037).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(366) Concilio Vaticano II, Decr. <i>Ad gentes<\/i>, 2: AAS 58 (1966) 948.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(367) Cf <i>Sap <\/i>9,9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(368) Cf Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, c. 1: DS 3002.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(369) Cf Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, De Deo rerum omnium Creatore, canoni 1-4: DS 3023-3024.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(370) Concilio Lateranense IV, Cap. 2, <i>De fide catholica<\/i>: DS 800; Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, De Deo rerum omnium Creatore, canone 5: DS 3025.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(371) San Teofilo d&#8217;Antiochia, <i>Ad Autolycum<\/i>, 2, 4: SC 20, 102 (PG 6, 1052).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(372) Cf <i>Sal <\/i>51,12.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(373) Cf <i>Gn <\/i>1,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(374) Cf <i>2 Cor <\/i>4,6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(375) Cf <i>Gn <\/i>1,26.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(376) Cf <i>Sal <\/i>19,2-5.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(377) Cf <i>Gb <\/i>42,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(378) Cf San Leone Magno, Lettera <i>Quam laudabiliter<\/i>: DS 286; Concilio di Braga I, <i>Anathematismi praesertim contra Priscillianistas<\/i>, 5-13: DS 455-463; Concilio Lateranense IV, Cap. 2, <i>De fide catholica<\/i>: DS 800; Concilio di Firenze, <i>Decretum pro Iacobitis<\/i>: DS 1333; Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, c. 1: DS 3002.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(379) Cf <i>Sir <\/i>43,30.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(380) Sant&#8217;Agostino, <i>Confessiones,<\/i> 3, 6, 11: CCL 27, 33 (PL 32, 688).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(381) Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, c. 1: DS 3003.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(382) Cf <i>Is <\/i>10,5-15; 45,5-7; <i>Dt <\/i>32,39; <i>Sir <\/i>11,14.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(383) Cf <i>Sal <\/i>22; 32; 35; 103; 138; e altri.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(384) Cf <i>Mt <\/i>10,29-31.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(385) Cf <i>Gn <\/i>1,26-28.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(386) Cf <i>Col <\/i>1,24.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(387) Cf <i>1 Ts <\/i>3,2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(388) Cf <i>Col <\/i>4,11.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(389) Cf <i>1 Cor <\/i>12,6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(390) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 36: AAS 58 (1966) 1054.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(391) Cf <i>Mt <\/i>19,26; <i>Gv <\/i>15,5; <i>Fil <\/i>4,13.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(392) Cf San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae<\/i>, I, q. 25, a. 6: Ed. Leon. 4, 298-299.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(393) Cf San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa contra gentiles<\/i>, 3, 71: Ed. Leon. 14, 209-211.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(394) Cf Sant&#8217;Agostino, <i>De libero arbitrio<\/i>, 1, 1, 1: CCL 29, 211 (PL 32, 1221-1223); San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae<\/i>, I-II, q. 79, a. 1: Ed. Leon. 7, 76-77.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(395) Sant&#8217;Agostino, <i>Enchiridion de fide, spe et caritate<\/i>, 3, 11: CCL 46, 53 (PL 40, 236).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(396) Cf <i>Tb <\/i>2,12-18 volg.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(397) Cf <i>Rm <\/i>5,20.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(398) Santa Caterina da Siena, <i>Il dialogo della Divina provvidenza<\/i> 138: ed. G. Cavallini (Roma 1995) p. 441.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(399) Margarita Roper, <i>Epistula ad Aliciam Alington<\/i> (agosto 1534): <i>The Correspondence of Sir Thomas More<\/i>, ed. E.F. Rogers (Princeton 1947) p. 531-532.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(400) Giuliana di Norwich, <i>Revelatio<\/i>, 13, 32: <i>A Book of Showings to the Anchoress Julian of Norwich<\/i>, ed. E. Colledge-J. Walsh, vol. 2 (Toronto 1978) p. 426 e 422.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(401) Cf <i>Gn <\/i>2,2.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(402) Cf Sacra Congregazione degli Studi, <i>Decretum<\/i> (27 luglio 1914): DS 3624.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(403) Cf <i>Mt <\/i>6,26-34.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(404) Cf <i>Sal <\/i>55,23.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paragrafo 4 CREATORE 279 \u00ab In principio Dio cre\u00f2 il cielo e la terra \u00bb (Gn 1,1). Con queste solenni parole incomincia la Sacra Scrittura. 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