{"id":248,"date":"2020-07-28T11:16:54","date_gmt":"2020-07-28T11:16:54","guid":{"rendered":"https:\/\/catechismochiesacattolica.it\/?post_type=pagine&#038;p=248"},"modified":"2022-04-22T13:52:20","modified_gmt":"2022-04-22T11:52:20","slug":"capitolo-primo","status":"publish","type":"pagine","link":"https:\/\/lucecristiana.org\/catechismo\/indice-generale\/parte-prima\/sezione-prima\/capitolo-primo\/","title":{"rendered":"Capitolo primo"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: medium;\"> <b><a name=\"I. Il desiderio di Dio\"><\/a> I. Il desiderio di Dio<\/b> <\/span><\/h3>\n<p align=\"left\"><b>27<\/b><i> <\/i>Il desiderio di Dio \u00e8 inscritto nel cuore dell&#8217;uomo, perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a s\u00e9 l&#8217;uomo e soltanto in Dio l&#8217;uomo trover\u00e0 la verit\u00e0 e la felicit\u00e0 che cerca senza posa:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab La ragione pi\u00f9 alta della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l&#8217;uomo \u00e8 invitato al dialogo con Dio: non esiste, infatti, se non perch\u00e9, creato per amore da Dio, da lui sempre per amore \u00e8 conservato, n\u00e9 vive pienamente secondo verit\u00e0 se non lo riconosce liberamente e non si affida al suo Creatore \u00bb.<sup>29<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>28<\/b> Nel corso della loro storia, e fino ai giorni nostri, la ricerca di Dio da parte degli uomini si \u00e8 espressa in molteplici modi, attraverso le loro credenze ed i loro comportamenti religiosi (preghiere, sacrifici, culti, meditazioni, ecc). Malgrado le ambiguit\u00e0 che possono presentare, tali forme d&#8217;espressione sono cos\u00ec universali che l&#8217;uomo pu\u00f2 essere definito <i>un essere religioso<\/i>:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">Dio \u00ab cre\u00f2 da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perch\u00e9 abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l&#8217;ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perch\u00e9 cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, bench\u00e9 non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo \u00bb (<i>At <\/i>17,26-28).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><b>29<\/b> Ma questo \u00ab intimo e vitale legame con Dio \u00bb<sup>30<\/sup> pu\u00f2 essere dimenticato, misconosciuto e perfino esplicitamente rifiutato dall&#8217;uomo.<\/p>\n<p align=\"left\">Tali atteggiamenti possono avere origini assai diverse:<sup>31<\/sup> la ribellione contro la presenza del male nel mondo, l&#8217;ignoranza o l&#8217;indifferenza religiosa, le preoccupazioni del mondo e delle ricchezze,<sup>32<\/sup> il cattivo esempio dei credenti, le correnti di pensiero ostili alla religione, e infine la tendenza dell&#8217;uomo peccatore a nascondersi, per paura, davanti a Dio<sup>33<\/sup> e a fuggire davanti alla sua chiamata.<sup>34<\/sup><\/p>\n<p align=\"left\"><b>30<\/b> \u00ab Gioisca il cuore di chi cerca il Signore \u00bb (<i>Sal <\/i>105,3). Se l&#8217;uomo pu\u00f2 dimenticare o rifiutare Dio, Dio per\u00f2 non si stanca di chiamare ogni uomo a cercarlo perch\u00e9 viva e trovi la felicit\u00e0. Ma tale ricerca esige dall&#8217;uomo tutto lo sforzo della sua intelligenza, la rettitudine della sua volont\u00e0, \u00ab un cuore retto \u00bb ed anche la testimonianza di altri che lo guidino nella ricerca di Dio.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">\u00ab Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande \u00e8 la tua potenza e la tua sapienza incalcolabile. E l&#8217;uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato che si porta attorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi. Eppure l&#8217;uomo, una particella del tuo creato, vuole lodarti. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perch\u00e9 ci hai fatti per te e il nostro cuore non ha posa finch\u00e9 non riposa in te \u00bb.<sup>35<\/sup><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 align=\"left\"><b><a name=\"II. Le vie che portano alla conoscenza di Dio\"><\/a> II. Le vie che portano alla conoscenza di Dio<\/b><\/h3>\n<p><b>31<\/b> Creato a immagine di Dio, chiamato a conoscere e ad amare Dio, l&#8217;uomo che cerca Dio scopre alcune \u00ab vie \u00bb per arrivare alla conoscenza di Dio. Vengono anche chiamate \u00ab prove dell&#8217;esistenza di Dio \u00bb, non nel senso delle prove ricercate nel campo delle scienze naturali, ma nel senso di \u00ab argomenti convergenti e convincenti \u00bb che permettono di raggiungere vere certezze.<\/p>\n<p>Queste \u00ab vie \u00bb per avvicinarsi a Dio hanno come punto di partenza la creazione: il mondo materiale e la persona umana.<\/p>\n<p><b>32<\/b> Il <i>mondo<\/i>: partendo dal movimento e dal divenire, dalla contingenza, dall&#8217;ordine e dalla bellezza del mondo si pu\u00f2 giungere a conoscere Dio come origine e fine dell&#8217;universo.<\/p>\n<blockquote><p>San Paolo riguardo ai pagani afferma: \u00ab Ci\u00f2 che di Dio si pu\u00f2 conoscere \u00e8 loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l&#8217;intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinit\u00e0 \u00bb (<i>Rm <\/i>1,19-20).<sup>36<\/sup><\/p>\n<p>E sant&#8217;Agostino dice: \u00ab Interroga la bellezza della terra, del mare, dell&#8217;aria rarefatta e dovunque espansa; interroga la bellezza del cielo, [&#8230;] interroga tutte queste realt\u00e0. Tutte ti risponderanno: guardaci pure e osserva come siamo belle. La loro bellezza \u00e8 come un loro inno di lode [&#8220;confessio&#8221;]. Ora, queste creature, cos\u00ec belle ma pur mutevoli, chi le ha fatte se non uno che \u00e8 bello [&#8220;Pulcher&#8221;] in modo immutabile? \u00bb.<sup>37<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p><b>33<\/b> L&#8217;<i>uomo: <\/i>con la sua apertura alla verit\u00e0 e alla bellezza, con il suo senso del bene morale, con la sua libert\u00e0 e la voce della coscienza, con la sua aspirazione all&#8217;infinito e alla felicit\u00e0, l&#8217;uomo si interroga sull&#8217;esistenza di Dio. In queste aperture egli percepisce segni della propria anima spirituale. \u00ab Germe dell&#8217;eternit\u00e0 che porta in s\u00e9, irriducibile alla sola materia \u00bb,<sup>38<\/sup> la sua anima non pu\u00f2 avere la propria origine che in Dio solo.<\/p>\n<p><b>34<\/b> Il mondo e l&#8217;uomo attestano che essi non hanno in se stessi n\u00e9 il loro primo principio n\u00e9 il loro fine ultimo, ma che partecipano di quell&#8217;\u00ab Essere \u00bb che \u00e8 in s\u00e9 senza origine n\u00e9 fine. Cos\u00ec, attraverso queste diverse \u00ab vie \u00bb, l&#8217;uomo pu\u00f2 giungere alla conoscenza dell&#8217;esistenza di una realt\u00e0 che \u00e8 la causa prima e il fine ultimo di tutto e \u00ab che tutti chiamano Dio \u00bb.<sup>39<\/sup><\/p>\n<p><b>35<\/b> L&#8217;uomo ha facolt\u00e0 che lo rendono capace di conoscere l&#8217;esistenza di un Dio personale. Ma perch\u00e9 l&#8217;uomo possa entrare nella sua intimit\u00e0, Dio ha voluto rivelarsi a lui e donargli la grazia di poter accogliere questa rivelazione nella fede. Tuttavia, le prove dell&#8217;esistenza di Dio possono disporre alla fede ed aiutare a constatare che questa non si oppone alla ragione umana.<\/p>\n<h3><b><a name=\"III. La conoscenza di Dio secondo la Chiesa\"><\/a> III. La conoscenza di Dio secondo la Chiesa<\/b><\/h3>\n<p><b>36<\/b> \u00ab La santa Chiesa, nostra Madre, sostiene e insegna che Dio, principio e fine di tutte le cose, pu\u00f2 essere conosciuto con certezza con il lume naturale della ragione umana partendo dalle cose create \u00bb.<sup>40<\/sup> Senza questa capacit\u00e0, l&#8217;uomo non potrebbe accogliere la rivelazione di Dio. L&#8217;uomo ha questa capacit\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 creato \u00ab a immagine di Dio \u00bb (<i>Gn <\/i>1,27).<\/p>\n<p><b>37<\/b> Tuttavia, nelle condizioni storiche in cui si trova, l&#8217;uomo incontra molte difficolt\u00e0 per conoscere Dio con la sola luce della ragione.<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab Infatti, sebbene la ragione umana, per dirla semplicemente, con le sole sue forze e la sua luce naturale possa realmente pervenire ad una conoscenza vera e certa di un Dio personale, il quale con la sua provvidenza si prende cura del mondo e lo governa, come pure di una legge naturale inscritta dal Creatore nelle nostre anime, tuttavia la stessa ragione incontra non poche difficolt\u00e0 ad usare efficacemente e con frutto questa sua capacit\u00e0 naturale. Infatti le verit\u00e0 che concernono Dio e riguardano i rapporti che intercorrono tra gli uomini e Dio trascendono assolutamente l&#8217;ordine delle cose sensibili, e, quando devono tradursi in azioni e informare la vita, esigono devoto assenso e la rinuncia a se stessi. Lo spirito umano, infatti, nella ricerca intorno a tali verit\u00e0, viene a trovarsi in difficolt\u00e0 sotto l&#8217;influsso dei sensi e dell&#8217;immaginazione ed anche a causa delle tendenze malsane nate dal peccato originale. Da ci\u00f2 consegue che gli uomini facilmente si persuadono, in tali argomenti, che \u00e8 falso o quanto meno dubbio ci\u00f2 che essi non vorrebbero che fosse vero \u00bb.<sup>41<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p><b>38<\/b> Per questo l&#8217;uomo ha bisogno di essere illuminato dalla rivelazione di Dio, non solamente su ci\u00f2 che supera la sua comprensione, ma anche sulle \u00ab verit\u00e0 religiose e morali che, di per s\u00e9, non sono inaccessibili alla ragione, affinch\u00e9 nella presente condizione del genere umano possano essere conosciute da tutti senza difficolt\u00e0, con ferma certezza e senza mescolanza d&#8217;errore \u00bb.<sup>42<\/sup><\/p>\n<h3><b><a name=\"IV. Come parlare di Dio?\"><\/a> IV. Come parlare di Dio?<\/b><\/h3>\n<p><b>39<\/b> Nel sostenere la capacit\u00e0 che la ragione umana ha di conoscere Dio, la Chiesa esprime la sua fiducia nella possibilit\u00e0 di parlare di Dio a tutti gli uomini e con tutti gli uomini. Questa convinzione sta alla base del suo dialogo con le altre religioni, con la filosofia e le scienze, come pure con i non credenti e gli atei.<\/p>\n<p><b>40<\/b> Essendo la nostra conoscenza di Dio limitata, lo \u00e8 anche il nostro linguaggio su Dio. Non possiamo parlare di Dio che a partire dalle creature e secondo il nostro modo umano, limitato, di conoscere e di pensare.<\/p>\n<p><b>41<\/b> <i>Le creature hanno tutte una certa somiglianza con Dio<\/i>, in modo particolarissimo l&#8217;uomo creato a immagine e somiglianza di Dio. Le molteplici perfezioni delle creature (la loro verit\u00e0, bont\u00e0, bellezza) riflettono dunque la perfezione infinita di Dio. Di conseguenza, noi possiamo parlare di Dio a partire dalle perfezioni delle sue creature, \u00ab difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l&#8217;autore \u00bb (<i>Sap <\/i>13,5).<\/p>\n<p><b>42<\/b> Dio trascende ogni creatura. Occorre dunque purificare continuamente il nostro linguaggio da ci\u00f2 che ha di limitato, di immaginoso, di imperfetto per non confondere il Dio \u00ab ineffabile, incomprensibile, invisibile, inafferrabile \u00bb<sup>43<\/sup> con le nostre rappresentazioni umane. Le parole umane restano sempre al di qua del mistero <span style=\"font-family: Times; font-size: medium;\"> di Dio.<\/span><\/p>\n<p><b>43<\/b> Parlando cos\u00ec di Dio, il nostro linguaggio certo si esprime alla maniera umana, ma raggiunge realmente Dio stesso, senza tuttavia poterlo esprimere nella sua infinita semplicit\u00e0. Ci si deve infatti ricordare che \u00ab non si pu\u00f2 rilevare una qualche somiglianza tra Creatore e creatura senza che si debba notare tra di loro una dissomiglianza ancora maggiore \u00bb,<sup>44<\/sup> e che \u00ab noi non possiamo cogliere di Dio ci\u00f2 che egli \u00e8, ma solamente ci\u00f2 che egli non \u00e8, e come gli altri esseri si pongano in rapporto a lui \u00bb.<sup>45<\/sup><\/p>\n<h3><b><a name=\"In sintesi\"><\/a> In sintesi<\/b><\/h3>\n<p><b>44<\/b> <i>L&#8217;uomo \u00e8 per natura e per vocazione un essere religioso. Poich\u00e9 viene da Dio e va a Dio, l&#8217;uomo non vive una vita pienamente umana, se non vive liberamente il suo rapporto con Dio.<\/i><\/p>\n<p><b>45<\/b><i> L&#8217;uomo \u00e8 creato per vivere in comunione con Dio, nel quale trova la propria felicit\u00e0: <\/i>\u00ab<i>Quando mi sar\u00f2 unito a te con tutto me stesso, non esister\u00e0 per me dolore e pena. Sar\u00e0 vera vita la mia, tutta piena di te<\/i> \u00bb.<sup>46<\/sup><\/p>\n<p><b>46<\/b> <i>Quando ascolta il messaggio delle creature e la voce della propria coscienza, l&#8217;uomo pu\u00f2 raggiungere la certezza dell&#8217;esistenza di Dio, causa e fine di tutto.<\/i><\/p>\n<p><b>47<\/b><i> La Chiesa insegna che il Dio unico e vero, nostro Creatore e Signore, pu\u00f2 essere conosciuto con certezza attraverso le sue opere, grazie alla luce naturale della ragione umana<\/i>.<sup>47<\/sup><\/p>\n<p><b>48<\/b> <i>Partendo dalle molteplici perfezioni delle creature, similitudini del Dio infinitamente perfetto, possiamo realmente parlare di Dio, anche se il nostro linguaggio limitato non ne esaurisce il mistero.<\/i><\/p>\n<p><b>49 <\/b><i>\u00ab La creatura senza il Creatore svanisce<\/i> \u00bb.<sup>48<\/sup> <i>Ecco perch\u00e9 i credenti sanno di essere spinti dall&#8217;amore di Cristo a portare la luce del Dio vivente a coloro che lo ignorano o lo rifiutano.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-size: small;\">(29) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 19: AAS 58 (1966) 1038-1039.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(30) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 19: AAS 58 (1966) 1039.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(31) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 19-21: AAS 58 (1966) 1038-1042.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(32) Cf <i>Mt <\/i>13,22.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(33) Cf <i>Gn <\/i>3,8-10.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(34) Cf <i>Gio <\/i>1,3.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(35) Sant&#8217;Agostino, <i>Confessiones, <\/i>1, 1, 1: CCL 27, 1 (PL 32, 659-661).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(36) Cf <i>At <\/i>14,15-17; 17,27-28; <i>Sap <\/i>13,1-9.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(37) Sant&#8217;Agostino, <i>Sermo<\/i> 241, 2: PL 38, 1134.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(38) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 18: AAS 58 (1966) 1038; cf <i>Ibid<\/i>., 14: AAS 58 (1966) 1036.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(39) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae, <\/i>I, q. 2, a. 3, c: Ed. Leon. 4, 31.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(40) Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, c. 2: DS 3004; cf <i>Ibid<\/i>., De Revelatione, canone 2: DS 3026; Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Dei Verbum<\/i>, 6: AAS 58 (1966) 819.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(41) Pio XII, Lett. enc. <i>Humani generis<\/i>: DS 3875.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(42) <i>Ibid<\/i>.: DS 3876. Cf Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, c. 2: DS 3005; Concilio Vaticano II, Cost. dogm. <i>Dei Verbum<\/i>, 6: AAS 58 (1966) 819-820; San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa theologiae, <\/i>I, q. 1, a. 1, c: Ed. Leon. 4, 6.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(43) <i>Liturgia bizantina. Anaphora sancti Ioannis Chrysostomi: Liturgies Eastern and Western<\/i>, ed. F.E. Brightman (Oxford 1896) p. 384 (PG 63, 915).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(44) Concilio Lateranense IV, <i>Cap. 2. De errore abbatis Ioachim<\/i>: DS 806.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(45) San Tommaso d&#8217;Aquino, <i>Summa contra gentiles,<\/i> 1, 30: Ed. Leon. 13, 92.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(46) Sant&#8217;Agostino, <i>Confessiones,<\/i> 10, 28, 39: CCL 27, 175 (PL 32, 795).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(47) Cf Concilio Vaticano I, Cost. dogm. <i>Dei Filius<\/i>, De Revelatione, canone 2: DS 3026.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: small;\">(48) Concilio Vaticano II, Cost. past. <i>Gaudium et spes<\/i>, 36: AAS 58 (1966) 1054.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I. 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